Introduzione

Il "Dieselgate", o scandalo emissioni Volkswagen, è esploso nel settembre 2015, rivelando una frode su larga scala riguardante le emissioni di veicoli diesel. Questo articolo ripercorre gli eventi chiave dello scandalo, le conseguenze legali e finanziarie per Volkswagen, e l'impatto sull'industria automobilistica e sui consumatori.

Origini dello Scandalo

Lo scandalo è emerso ufficialmente il 18 settembre 2015, quando l'Agenzia statunitense per la protezione ambientale (EPA) ha comunicato che il Gruppo Volkswagen aveva illegalmente installato un software di manipolazione nei motori diesel. Questo software era progettato per aggirare le normative ambientali sulle emissioni di ossidi di azoto (NOx) durante i test di laboratorio.

Il Software Incriminato

Volkswagen aveva progettato i propri motori diesel Turbocharged Direct Injection (TDI) in modo tale che i sistemi di controllo delle emissioni venissero "controllati" dal software di una centralina elettronica durante i test di controllo. Questo permetteva di ridurre le emissioni di ossidi di azoto e restare al di sotto dei limiti di legge. Tuttavia, al di fuori dei test, i veicoli producevano emissioni superiori anche di 40 volte rispetto al consentito. Si stima che circa 11 milioni di veicoli fossero coinvolti a livello globale, di cui 500.000 solo negli Stati Uniti.

Cronologia degli Eventi Chiave

  • Settembre 2015: L'EPA notifica a Volkswagen una violazione del Clean Air Act. Il caso viene alla luce e porta alla scoperta della falsificazione dei documenti legati alle emissioni delle auto diesel.
  • 23 Settembre 2015: L'amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn, rassegna le dimissioni.
  • Gennaio 2017: Oliver Schmidt, dirigente Volkswagen negli USA, viene arrestato in Florida con l'accusa di frode.
  • Gennaio 2017: Volkswagen comunica che pagherà 4,3 miliardi di dollari per chiudere la vertenza negli Stati Uniti.
  • Luglio 2017: Giovanni Pamio, ex manager di Audi, viene accusato negli Stati Uniti di associazione a delinquere in truffa e violazione delle leggi ambientali.
  • Agosto 2017: James Robert Liang, ex ingegnere di Volkswagen, viene condannato a 40 mesi di carcere negli Stati Uniti.
  • Giugno 2018: Il Ministero dei trasporti tedesco ordina il ritiro immediato in Europa di 774.000 veicoli diesel Daimler.
  • Aprile 2019: L'ex amministratore delegato della Volkswagen, Martin Winterkorn, viene accusato di frode e violazione delle leggi sulla concorrenza.

Conseguenze Legali e Finanziarie

Le conseguenze dello scandalo sono state significative per Volkswagen, con ripercussioni legali, finanziarie e reputazionali.

Sanzioni e Risarcimenti

Oltre alle multe e ai risarcimenti pagati negli Stati Uniti, Volkswagen ha dovuto affrontare numerose azioni legali in tutto il mondo. In Italia, ad esempio, Altroconsumo ha promosso una class action contro il colosso automobilistico tedesco.

Leggi anche: Volkswagen: diritti dei consumatori

Class Action in Italia

La class action promossa da Altroconsumo ha portato a un accordo con Volkswagen per risarcire i consumatori italiani che avevano acquistato veicoli con la centralina incriminata tra il 2009 e il 2015. L'accordo prevede un indennizzo di 1.100 euro per chi ha mantenuto la proprietà del veicolo fino al 26 settembre 2015, e di 550 euro per chi lo ha venduto prima di tale data.

Sentenza del Tribunale di Augusta

Il tribunale civile di Augusta ha stabilito che Volkswagen dovrà rimborsare al proprietario di una Golf l'intero prezzo del veicolo acquistato nel 2012 a causa dei vizi nell'installazione del software. La corte ha ritenuto che Volkswagen avesse agito "immoralmente" installando software modificati di rilevazione delle emissioni, con l'obiettivo di aumentare le vendite e i profitti del gruppo.

Impatto sull'Industria Automobilistica

Lo scandalo Dieselgate ha avuto un impatto significativo sull'industria automobilistica, portando a una maggiore attenzione alla trasparenza e alla conformità normativa.

Nuovi Test sulle Emissioni

Sulla scia dello scandalo, molti speravano in un giro di vite sulle emissioni delle auto e sui test per verificarle, imprimendo un'accelerazione verso veicoli meno inquinanti. Sono stati introdotti nuovi test su strada per l'omologazione delle auto diesel Euro 6, sebbene con alcune controversie.

Controversie sui Limiti di Emissione

Per consentire alle case automobilistiche di adeguarsi con gradualità ai nuovi test, la Commissione Europea aveva proposto in una fase transitoria la possibilità di sforare del 60% il limite di emissioni di ossidi di azoto (80 milligrammi per km). Tuttavia, il comitato tecnico dei 28 ha alzato la tolleranza al 110% fino a settembre 2017 per i nuovi modelli e fino a settembre 2019 per i nuovi veicoli. Questa decisione ha suscitato critiche da parte degli ambientalisti, che l'hanno definita una capitolazione della tutela dell'ambiente e della salute di fronte agli interessi economici dell'industria.

Leggi anche: Innovazioni della Nuova 208

Analisi delle Sentenze Italiane

Le sentenze emesse in Italia sul caso Dieselgate hanno affrontato diverse questioni legali, tra cui la responsabilità civile, il danno risarcibile e l'efficacia dell'azione di classe.

Sentenza del Tribunale di Venezia

Il Tribunale di Venezia aveva delineato il perimetro del danno risarcibile identificandolo nella lesione della libertà di autodeterminazione negoziale del consumatore, determinata da un'inadeguata informazione e da una scorretta pubblicità, nonché conseguente all'esercizio delle pratiche commerciali violando principi di buona fede, correttezza e lealtà, di cui all'art. 2 cod. cons.. Il giudice di prime cure aveva quantificato il pregiudizio patrimoniale in modo uniforme per tutti i consumatori coinvolti nel giudizio, facendo applicazione dell'art. 140-bis, comma 12, D.Lgs. n.

Sentenza della Corte d'Appello di Venezia

La Corte d'Appello di Venezia ha riformato la sentenza del Tribunale, ritenendo mancante l'elemento imprescindibile del danno-conseguenza, necessario in quanto elemento costitutivo della responsabilità civile. La corte ha sottolineato che il rapporto tra lesione del diritto all'autodeterminazione dei consumatori e loro pregiudizio patrimoniale mira ad evitare che si scivoli nel pregiudizio in re ipsa, occorrendo sempre la prova della perdita concretamente sofferta.

Limiti dell'Azione di Classe Italiana

La decisione della Corte d'Appello di Venezia ha evidenziato il problema di fondo che caratterizza lo strumento dell'azione di classe italiana, ossia quello di comprendere se, oltre alla facilitazione di carattere processuale che lo strumento offre, si possa arrivare anche, per il suo tramite, ad un modellamento della categoria sostanziale, e delle relative regole, del danno risarcibile.

Prospettive Future

Nonostante le difficoltà incontrate, l'introduzione delle nuove azioni rappresentative di cui agli art. 140 ter e ss. cod. cons. potrebbe rappresentare un'evoluzione positiva. L'art. 1, 1° comma, d.leg. 10 marzo 2023, n. 28 ha inserito nel codice del consumo il Titolo II.1, regolante le azioni inibitorie e compensative, proponibili da un numerus clausus di associazioni dei consumatori a partire dal 25 giugno 2023. La lett. h, del 1° comma, del nuovo art. 140 ter apre alla possibilità di azioni collettive, strutturate sulla falsariga dell'azione di classe ex art. 840 bis e ss.

Leggi anche: Emissioni della Polo

tags: #scandalo #emissioni #volkswagen #riassunto

Popolare: