La vicenda del Dieselgate, uno degli scandali industriali più rilevanti degli ultimi anni, ha visto coinvolto il Gruppo Volkswagen e milioni di consumatori in tutto il mondo. In Italia, Altroconsumo ha svolto un ruolo chiave nella tutela dei diritti dei consumatori danneggiati. Dopo anni di battaglie legali, si è giunti a un accordo per risarcire i proprietari di veicoli coinvolti. Questo articolo ripercorre le tappe principali della vicenda, i termini dell'accordo e le modalità per ottenere il risarcimento.
Il Dieselgate: Genesi e Sviluppo dello Scandalo
Lo scandalo Dieselgate è esploso nel settembre 2015, quando l’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (EPA) ha accusato Volkswagen di aver installato un software illegale, definito "defeat device", su milioni di veicoli diesel. Questo dispositivo era in grado di manipolare i test di emissioni, riducendo le emissioni di ossidi di azoto (NOx) durante le prove di laboratorio, mentre in condizioni di guida reali le emissioni superavano di molto i limiti consentiti, arrivando fino a 40 volte i valori legali.
La scoperta ha avuto un impatto globale, rivelando che circa 11 milioni di veicoli dei marchi Volkswagen, Audi, Skoda e Seat, equipaggiati con motori diesel EA189, erano coinvolti nella frode. Le conseguenze per Volkswagen sono state pesanti, con oltre 25 miliardi di dollari pagati in risarcimenti e multe negli Stati Uniti, oltre a numerose class action e accordi di risarcimento in Europa. Lo scandalo ha portato a un cambio di leadership ai vertici dell'azienda, con le dimissioni del CEO Martin Winterkorn e l'incriminazione di diversi dirigenti. Volkswagen ha avviato una profonda ristrutturazione aziendale, con un focus crescente sui veicoli elettrici e sulla mobilità sostenibile, investendo significativamente in veicoli elettrici e tecnologie di guida autonoma, lanciando la piattaforma MEB e nuovi modelli della gamma ID.
Il Dieselgate ha accelerato la transizione globale verso veicoli elettrici e ibridi, ha aumentato lo scrutinio delle normative sulle emissioni e ha richiesto maggiore trasparenza dai costruttori automobilistici.
I Motori EA189: Cuore del Problema
La sigla EA189 è diventata tristemente nota con lo scandalo Dieselgate. In realtà, EA189 non si riferisce a un singolo motore, ma a una famiglia di motori diesel common rail, tra cui il 2.0 TDI, il 1.6 TDI e il 1.2 TDI. Questi motori sono stati commercializzati tra il 15 agosto 2009 e il 26 settembre 2015 e montati su diversi modelli dei marchi Volkswagen, Audi, Skoda e Seat.
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- 2.0 TDI: Introdotto nel 2008, ha sostituito il precedente EA188 ed è stato utilizzato su un'ampia gamma di modelli, tra cui Audi TT, Audi Q5 e Skoda Yeti, con potenze tra 110 e 184 CV.
- 1.6 TDI: Arrivato nel 2009, con potenze tra 75 e 105 CV, è stato impiegato su modelli di segmento B come Seat Ibiza, Skoda Fabia e Volkswagen Polo.
- 1.2 TDI: L'ultimo nato nel 2009, è un motore a tre cilindri da 75 CV.
L'Azione di Altroconsumo in Italia
Altroconsumo, associazione italiana per la difesa dei consumatori, ha intrapreso un'azione collettiva per tutelare i diritti dei consumatori italiani che avevano acquistato veicoli del Gruppo VW (Audi, Seat, Skoda) con motore EA189 tra il 2009 e il 2015. L'associazione ha richiesto un risarcimento pari al 15% del valore di acquisto dei veicoli.
Il 25 maggio 2017, il Tribunale di Venezia ha dichiarato ammissibile l’azione collettiva promossa da Altroconsumo e ha fissato la prima udienza per il 6 dicembre 2017. La prima sentenza è stata emessa dal Tribunale di Avellino, la n. 1855/2020 del 10 dicembre 2020, che accertava la pratica commerciale ingannevole messa in essere dal gruppo tedesco condannando in solido Volkswagen Aktiengellschaft (Germania) e Volkswagen Group Italia al risarcimento del danno patrimoniale quantificato nel 20% del prezzo dell’automobile e al pagamento delle spese legali.
La Corte d’Appello di Venezia ha confermato che Volkswagen ha violato i regolamenti europei, commettendo una pratica commerciale scorretta e una vera e propria frode ai danni dei consumatori. La sentenza ha anche confermato la validità delle 60mila adesioni raccolte e l’obbligo per Volkswagen di risarcire gli aderenti.
L'Accordo tra Altroconsumo e Volkswagen: Termini e Condizioni
A Maggio 2024, Altroconsumo e Volkswagen hanno raggiunto un accordo per chiudere la class action, con oltre 50 milioni di euro stanziati da Volkswagen Group Italia. Questo accordo pone fine alla vicenda giudiziaria iniziata nel 2015, evitando ulteriori rischi per Volkswagen e scongiurando un ribaltamento della decisione in Cassazione per Altroconsumo.
L’accordo prevede un risarcimento per gli interessati che hanno acquistato in Italia un autoveicolo del Gruppo Volkswagen (Volkswagen, Seat, Skoda, Audi) equipaggiato con motore diesel EA189 nel periodo compreso tra il 15 agosto 2009 e il 26 settembre 2015. L'importo del risarcimento varia a seconda della casistica:
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- 1.100 euro: Per gli aderenti ammessi che hanno acquistato (come unici proprietari) un’autovettura nuova e ne hanno mantenuto la proprietà fino a data successiva al 26 settembre 2015.
- 550 euro: Per gli aderenti ammessi che hanno acquistato (come unici proprietari) un’autovettura usata ovvero hanno acquistato un’autovettura nuova che hanno rivenduto nel periodo compreso tra il 15 agosto 2009 e il 26 settembre 2015.
Per le autovetture intestate a due o più comproprietari (cointestatari), sono previsti i seguenti importi a favore di ciascun comproprietario ammesso alla class action:
- Se i comproprietari sono due e si tratta di auto acquistata nuova di cui è stata mantenuta la proprietà fino a data successiva al 26 settembre 2015: 700 euro a ciascun comproprietario ammesso.
- Se i comproprietari sono tre e si tratta di auto acquistata nuova di cui è stata mantenuta la proprietà fino a data successiva al 26 settembre 2015: 567 euro a ciascun comproprietario ammesso.
- Se i comproprietari sono due e si tratta di auto acquistata usata ovvero di auto acquistata nuova che è stata rivenduta nel periodo compreso tra il 15 agosto 2009 e il 26 settembre 2015: 425 euro a ciascun comproprietario ammesso.
- Se i comproprietari sono tre e si tratta di auto acquistata usata ovvero di auto acquistata nuova che è stata rivenduta nel periodo compreso tra il 15 agosto 2009 e il 26 settembre 2015: 383 euro a ciascun comproprietario ammesso.
I comproprietari non ammessi non hanno diritto a ricevere la proposta transattiva del Gruppo Volkswagen.
Come Ottenere il Risarcimento: La Piattaforma di Altroconsumo
Per ottenere il risarcimento, i consumatori dovranno accettare l’offerta transattiva del Gruppo Volkswagen. Altroconsumo metterà online a fine 2024 una piattaforma dedicata, tramite la quale gli oltre 60 mila consumatori ammessi potranno aderire all’accordo e ottenere il pagamento della somma spettante.
I clienti avranno 8 mesi di tempo per accettare l’offerta di Volkswagen (che possono comunque rifiutare) dal momento del lancio della piattaforma dedicata. Sulla piattaforma, le operazioni saranno semplici: basterà accedere con SPID o CIE per conoscere l’ammontare del risarcimento. Il pagamento potrà essere richiesto direttamente sulla piattaforma, in modo sicuro e con garanzia di privacy.
Altroconsumo sarà l’interlocutore diretto e l’elemento di garanzia nei confronti di tutti i consumatori che sono parte dell’azione. Per assistere tutti coloro che ne avessero necessità, è stato messo a disposizione un Call Center dedicato, attivo al numero 02.35.92.72.59.
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