Il mondo dei musei dell'automobile è in continua evoluzione, cercando di bilanciare la conservazione della storia con l'esigenza di attrarre un pubblico sempre più ampio e diversificato. Questo articolo esplora due realtà significative: il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino e il futuro museo Renault a Parigi, analizzando le loro peculiarità, sfide e opportunità.

Il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino: Un Rinnovamento Discusso

Il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino, fondato nel 1933 da Biscaretti di Ruffia, ha subito un importante rinnovamento che ha suscitato reazioni contrastanti. Alcuni critici hanno sottolineato come il nuovo rivestimento esterno ricordi il museo BMW di Monaco, mentre il percorso espositivo interno sembra ispirarsi al Mercedes-Benz Museum di Stoccarda e al Musée du quai Branly di Parigi.

Nonostante l'ampliamento degli spazi espositivi, una parte significativa della collezione è stata relegata in deposito, sollevando interrogativi sulla fruibilità del patrimonio storico. Gli allestimenti dello scenografo Francois Confino, pur volendo contestualizzare le auto, sono stati giudicati da alcuni come poco originali, con diorami che ricordano altri musei del settore.

La ristrutturazione del museo torinese pone una questione fondamentale: come rendere un museo di settore divulgativo nell'era del web e della conoscenza condivisa, senza banalizzare le collezioni o trasformarlo in un parco divertimenti supertecnologico? Se da un lato un allestimento eccessivamente accademico rischierebbe di allontanare il pubblico, dall'altro un approccio troppo generalista potrebbe disorientare gli appassionati.

Esempi di scelte espositive discutibili includono la critica al mondo delle corse su strada rappresentata da una Lancia Delta "dietro le sbarre" e l'installazione di un appartamento arredato con elementi di carrozzeria, che potrebbero non essere apprezzati da tutti. Anche l'abbinamento tra auto, elettrodomestici e Caroselli, già visto al museo Peugeot, appare poco innovativo. Inoltre, il museo sembra offrire poche opportunità di interazione e sperimentazione diretta, in controtendenza con l'evoluzione tecnologica del settore automobilistico. Temi importanti come la compatibilità ambientale e la sicurezza stradale non sembrano ricevere la dovuta attenzione.

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In definitiva, il rinnovamento del Museo dell'Automobile di Torino sembra aver messo in luce le contraddizioni del rapporto tra la città e il mondo dell'auto, sollevando interrogativi sul futuro dei musei di settore.

Il Futuro Museo Renault a Parigi: Un Polo tra Storia, Industria e Cultura

Nel 2027, Renault aprirà un nuovo museo a Flins, a 40 chilometri da Parigi, all'interno dello storico stabilimento convertito in Refactory, un polo dedicato all'economia circolare. Questo nuovo polo riunirà per la prima volta l'intero patrimonio industriale, culturale e artistico del marchio.

L'edificio museale, progettato dall'architetto Jacob Celnikier, sarà situato di fronte allo stabilimento e fungerà da ponte fisico e simbolico tra città e fabbrica. Al suo interno, il museo ospiterà centinaia di veicoli in perfetto stato di conservazione, dalla Type A del 1898 alle concept car più recenti, passando per le Alpine, le monoposto di Formula 1 e le auto della quotidianità. Oltre la metà dei veicoli saranno funzionanti, grazie al lavoro di un team specializzato nel restauro e nella manutenzione.

Il patrimonio Renault non si limita alla meccanica, ma comprende anche un vasto archivio di documenti e oggetti originali, come manifesti, bozzetti, modellini, coppe e pubblicità. Ampio spazio sarà dedicato all'arte, con opere che spaziano dalla fotografia umanista di Doisneau all'arte cinetica di Vasarely, dalle installazioni di Arman all'Art Brut di Dubuffet.

Il museo sarà anche uno spazio di eventi, con un'area polifunzionale di 2.800 mq, e offrirà percorsi tematici, laboratori didattici e realtà aumentata per vivere la storia Renault in prima persona. L'obiettivo è quello di condividere un'eredità che rende orgogliosi, un patrimonio in movimento che si apre al pubblico.

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In attesa dell'apertura del museo, nel dicembre 2025 Renault metterà all'asta alcuni esemplari doppi della collezione con Artcurial.

Renault: Una Storia di Innovazione e Successo

La storia di Renault è legata all'iniziativa e al genio di Louis Renault, che insieme ai fratelli Marcel e Fernand fondò nel 1899 la Renault Frères a Billancourt. Fin da subito, l'azienda si distinse per importanti primati, come la trasmissione cardanica nel 1898 e la prima vettura chiusa nel 1899.

I fratelli Renault compresero l'importanza delle corse per la pubblicità del prodotto e parteciparono personalmente alle competizioni, ottenendo importanti successi. Nel 1929 fu presentata la Reinastella, la prima Renault dotata di un radiatore anteriore e di un motore a otto cilindri. Nello stesso anno fu inaugurato lo stabilimento sull'isola di Seguin (di fronte a Billancourt).

Durante la seconda guerra mondiale, la Renault fu costretta a lavorare per Berlino. Alla liberazione, Louis Renault fu arrestato per collaborazionismo e morì in carcere prima del processo. L'azienda fu confiscata e nazionalizzata nel 1945 dal governo provvisorio guidato da Charles de Gaulle.

La prima vettura di questa nuova fase fu la 4 CV, progettata durante l'occupazione e prodotta dal 1947 al 1961, ottenendo un grande successo. Nel 1955 fu creato un settore dedicato ai veicoli industriali, la Saviem.

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Sotto la guida di Pierre Dreyfus, che rimase al vertice dell'azienda per venti anni, la Renault raggiunse importanti traguardi, come la produzione di un milione di veicoli e il ritorno ad essere il primo costruttore di Francia. Nel 1961 fu lanciata la R4, un altro grande successo del marchio.

Negli anni successivi, la Renault cercò di stringere alleanze industriali, ma senza successo. Nel 1965 fu presentata la Renault 16, un'auto innovativa per la sua filosofia e il suo design, che anticipava il concetto di monovolume.

Nel 1969 la Renault acquistò la Gordini, che divenne il settore corse del marchio. Nel 1972 fu lanciata la R5, un altro modello di successo. A fine produzione della prima generazione arrivò la Espace, il primo grande monovolume europeo.

Negli anni '90, la Renault lanciò la Clio (1990) e la Twingo (1992), due modelli che rilanciarono l'immagine del marchio. Nel 1996 fu presentata la Scénic, un monovolume compatto.

Dal punto di vista societario, l'azienda fu privatizzata nel 1996. Nel 1999 la Renault acquisì la Nissan, la Dacia, la Samsung e la Infiniti. Negli ultimi anni, il marchio francese si è impegnato nella corsa all'auto elettrica.

Movie Cars Central di Parigi: Un Museo per gli Amanti del Cinema

Per gli appassionati di motori e cinema, il museo Movie Cars Central di Parigi offre un'esperienza unica: la possibilità di guidare le auto-icone del grande e del piccolo schermo. La collezione, messa insieme da Franck Galiegue, comprende 43 auto, tra cui la Dodge Charger di Dom Toretto in Fast and Furious, K.I.T.T. di Supercar e la Chevrolet Chevelle Malibu guidata da Ryan Gosling nel film Drive.

Non tutte le auto del museo si possono guidare, ma una dozzina di esemplari sono a disposizione del pubblico per brevi percorsi stradali o giri di pista. La collezione è destinata a crescere con l'arrivo di nuove auto, tra cui un veicolo dal film Robocop del 1987. Altre icone includono la Batmobile del film di Tim Burton del 1989 e la Ferrari 308 GTS di Magnum P.I.

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