Il Volkswagen Maggiolino Cabrio rappresenta un'icona nel mondo delle automobili scoperte, distinguendosi come uno dei modelli più popolari e uno dei primi veicoli di grande serie offerti in versione Cabriolet. La sua storia è strettamente legata all'evoluzione dell'automobile stessa, con radici che affondano nel periodo pre-bellico e un successo che perdura fino ai giorni nostri, attraverso diverse iterazioni e reinterpretazioni.
Le Origini di un Mito: Il Maggiolino e la Sua Versione Cabrio
Il primo Maggiolino, erede spirituale della Golf I del 1974 in diversi mercati, ha visto una sua nuova incarnazione solo nel 1998, con il debutto del New Beetle. Prodotto fino al 2011, questo modello, ispirato al design retrò, ha riscosso un notevole successo, anche nella versione Cabrio. Successivamente, è stato sostituito dal rinnovato Volkswagen Maggiolino.
Il Maggiolino Originale Cabriolet (1949-1979)
Il Maggiolino, originariamente presentato come KdF-Wagen nel 1938, è stato ideato su ordine di Hitler dall'ingegnere Ferdinand Porsche, ispirandosi alla Tatra V570 cecoslovacca. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, divenne un simbolo della motorizzazione in Germania e nel mondo, grazie al suo stile distintivo, alla robustezza meccanica e alla versatilità.
La versione Cabriolet, prodotta inizialmente dalla carrozzeria Karmann dal 1949 al 1979, offriva un'alternativa più elegante e divertente alla versione con tetto rigido. Il Maggiolino Cabrio ha adottato tutte le principali innovazioni tecniche del Maggiolino, inclusa la versione con sospensioni riviste, il "Maggiolone", introdotta alla fine del 1970. Nel 1979, la produzione della variante Cabriolet è stata interrotta, sostituita ufficialmente dalla Volkswagen Golf Cabrio.
La Rinascita Moderna: New Beetle e Maggiolino Cabrio (2012-2018)
Dopo l'interruzione della produzione del Maggiolino Cabrio originale, gli appassionati hanno dovuto attendere fino al 2012 per vedere un nuovo modello. Sebbene la riedizione del 1998, il New Beetle, sia stata prodotta con successo anche in versione scoperta, è stata la terza generazione dell'icona tedesca a riprendere il nome Maggiolino.
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Il design, curato da Walter de Silva, ha saputo conservare le proporzioni del Maggiolino originale, nonostante il layout a motore e trazione anteriore, offrendo un'interpretazione moderna del mitico Beetle. La versione Cabrio riprende fedelmente la silhouette della versione coupé, con un tetto in tela che si ripiega sulla parte alta della coda, richiamando il modello storico. Dotato di passaruota allargati, il Maggiolino Cabrio del XXI secolo riprende l'originale anche all'interno, con dettagli come la plancia, il quadro strumenti e il portaguanti che rimandano al passato. Per il resto, i comandi e la tecnologia sono ripresi direttamente dalla produzione VW dell'epoca.
Meccanica e Motori: Un Confronto tra Passato e Presente
La meccanica e i motori del Volkswagen Maggiolino Cabrio rappresentano un interessante confronto tra due epoche automobilistiche.
Il Maggiolino Originale: Semplicità e Robustezza
Progettato da Ferdinand Porsche, il Maggiolino originale vantava soluzioni innovative per l'epoca, come le sospensioni indipendenti sulle quattro ruote. Il layout con motore e trazione posteriore a sbalzo massimizzava lo spazio nell'abitacolo. Fino al 1970, il pianale utilizzava sospensioni anteriori a bracci longitudinali con barre di torsione trasversali. Successivamente, Volkswagen introdusse una soluzione più moderna con sospensioni McPherson indipendenti, migliorando la guidabilità e lo spazio nel vano di carico.
Il motore era un quattro cilindri boxer raffreddato ad aria, robusto, longevo e facile da manutenere. Le cilindrate variavano da 1.1 litri (31 CV) a 1.6 litri (50 CV).
Il Maggiolino Moderno: Tecnologia e Prestazioni
Realizzato sulla piattaforma della Volkswagen Golf VI, il Maggiolino Cabrio moderno offre prestazioni decisamente più vivaci grazie ai motori turbocompressi a benzina e diesel. Tra questi, spiccano il 1.4 TSI da 160 CV (poi sostituito da un 1.4 TSI da 150 CV), il 1.2 TSI da 105 CV e il potente 2.0 TSI (lo stesso della Golf GTI) con potenze da 200 a 220 CV. Sul fronte diesel, sono disponibili il 1.6 TDI da 105 CV e il 2.0 TDI da 110 a 150 CV. Il cambio è manuale a 6 marce (o 5 per il 1.6 TDI) oppure automatico a doppia frizione DSG a 7 marce.
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Versioni e Prezzi: Un Mercato in Evoluzione
Le versioni e i prezzi del Volkswagen Maggiolino Cabrio riflettono l'evoluzione del mercato automobilistico e il crescente interesse per le auto d'epoca.
Il Maggiolino Cabrio Originale: Rarità e Personalizzazione
Per il Maggiolino originale, la gamma era piuttosto semplice, senza versioni sportive o edizioni speciali Cabrio. Oggi, la creatività dei proprietari ha portato alla nascita di esemplari unici, con colori sgargianti e componenti aggiuntive. I prezzi per un Maggiolino Cabrio da restaurare partono da circa 10.000 euro, mentre per un Maggiolone in buone condizioni occorrono tra i 15.000 e i 18.000 euro.
Il Maggiolino Cabrio Moderno: Accessibilità e Tecnologia
Paradossalmente, il Maggiolino più moderno è offerto a prezzi simili, se non inferiori, rispetto ai modelli d'epoca.
Hebmuller e Karmann: due carrozzieri per un mito
Nel 1949 la Volkswagen incaricò due carrozzieri, Hebmuller e Karmann, di produrre la versione cabriolet del maggiolino. Hebmuller creò un modello due posti più due con la parte posteriore molto simile all'anteriore che rimase, insieme al telaio ed alla meccanica, quella d'origine. L'auto ebbe un gran successo ed il Signor Hebmuller, vistosi arricchire velocemente ed in modo considerevole, molto spavaldamente si permetteva di accendere le sigarette con una banconota da mille marchi nell'allora unico locale di lusso di Wolfsburg. L'atteggiamento del carrozziere non era gradito a Nordhoff, allora direttore della Volkswagen, che approfittando di un grande incendio che distrusse completamente la fabbrica di Hebmuller, non rinnovò la commessa e fece costruire le vetture già ordinate alla Karmann. Le Hebmuller furono costruite nel 1949 e 1950 in circa 700 esemplari, per la maggior parte esportati in USA, che la rendono piuttosto rara. La sorte fu molto diversa per la Karmann che iniziò la produzione del suo cabriolet quattro posti anch'essa nel 1949 ed i suoi rapporti con la Volkswagen non furono mai interrotti ed ancora oggi i modelli cabriolet, della casa di Wolfsburg, sono prodotti da questa carrozzeria. Il successo ottenuto dal maggiolino prodotto da Karmann fu grandioso al punto di interrompere per sempre la produzione della versione due più due. Il maggiolino cabriolet della Karmann seguì l'evoluzione della berlina con le medesime modifiche eseguite negli stessi anni e cessò di essere prodotto il 31/7/70. Dal 01/08/70 iniziò la produzione del maggiolone che continuò ad essere prodotto, con il modello 1303, fino al 1980 raggiungendo il numero complessivo di oltre 330.000 unità, mentre la versione berlina, del maggiolone, smise di essere prodotta il 31/7/75. Fu sostituito dall'ormai affermata, e più moderna, Golf cabriolet in produzione già da quasi un anno dallo stesso Karmann.
Tra Maggiolino e Maggiolone: differenze
A sinistra un maggiolino, a destra un 1303 (il vetro panoramico è ciò che lo distingue dal 1302). “è un 1200 quindi è un maggiol-INO” (NON SEMPRE! piuttosto che “ha le luci posteriori a forma di zampa d’elefante, è l’ultimo restyling e quindi è un maggiol-ONE” (NON SEMPRE! oppure “Vetro piatto? Maggiol-INO” (NON SEMPRE! Questo nuovo maggiolino 1302 (chiamato così in Italia nella brochure stampata per il lancio nell’Agosto del 1970. Il 1302 mantenne il parabrezza ‘piatto’, come il maggiolino e venne prodotto per due anni (m.y. 1971 e m.y. Nello stesso periodo, il carrozziere Karmann che produceva il modello cabrio su base maggiolino, convertì tutta la produzione su base 1302. Ricordate quindi. Barre di torsione? E’ un maggiolino. Ha le molle (McPherson) ? Il restyling al gruppo ottico posteriore crea molta confusione perché coincide con l’avvento di un maggiolone del tutto nuovo e quindi molte persone hanno la tendenza ad associare al solo 1303 la produzione da un certo punto in poi. Il maggiolone prodotto dal m.y. In tutto questo periodo e fino alla metà degli anni 80, il maggiolino fu viceversa commercializzo. suddivisi in berlina (m.y. 73 - 75) e cabriolet (m.y. Ignoro il fatto che in Italia ci sia o meno un possessore di un maggiolino sud africano 1600-S, ma se vi ritenete collezionisti di alto livello per cui nel vostro garage c’è spazio solo per ‘pezzi rari’, sappiate che esiste un modello assolutamente unico nel suo genere che venne prodotto per il solo mercato a cui non potete dire di no! dubbio e la conclusione può essere una soltanto: mai più dubbi alla domanda Maggiolino o Maggiolone.
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Il Maggiolino: un'auto da corsa
Fin dai suoi esordi, il Maggiolino si è distinto anche per la sua anima sportiva. Le ruote grandi, il passo stretto, l’alta distanza da terra e una scocca solida lo rendevano perfetto per il fuoristrada. Nei rally internazionali, quattro Maggiolini tipo 1302 S e 1303 S dimostrarono la loro resistenza grazie ad ammortizzatori rinforzati, un gruppo motopropulsore protetto da uno scudo speciale e un motore 1.6 potenziato dai 50 CV standard fino a 126 CV. L’idea di trasformare il Maggiolino in una vettura da corsa nasce da un concessionario americano, Hubert Brundage, che decide di montare il motore su una piccola macchina da competizione. Dopo il successo negli Stati Uniti, la Formula V approda anche in Europa grazie a Ferry Porsche e al direttore di gara Huschke von Hanstein.
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