Il Fiat 642 rappresenta un'icona nel panorama degli autocarri italiani, un veicolo che ha contribuito significativamente alla ripresa economica del paese nel secondo dopoguerra. Prodotto dalla Fiat Veicoli Industriali, divisione del gruppo Fiat S.p.A. prima della nascita di Iveco, il 642 si distinse per il suo design innovativo e le sue prestazioni affidabili.

Le Origini: Fiat e i Primi Autocarri

La storia degli autocarri Fiat inizia nel lontano 1903 con il FIAT 24 HP, un veicolo pionieristico dotato di un motore biblocco a 4 cilindri di 6370 cm³ da 24 HP. Questo autocarro, caratterizzato da un cambio a 4 marce e retromarcia fissato al centro della struttura e da un motore posto a sbalzo sull'asse anteriore, anticipava concetti che sarebbero diventati comuni solo molti anni dopo.

Fiat 642: Un'Evoluzione Necessaria

Il Fiat 642, prodotto dal 1952 al 1963, rappresenta un'evoluzione significativa nella produzione di autocarri Fiat. Questo modello, sostituito poi dal FIAT 643, era disponibile in diverse versioni, tra cui veicolo singolo, trattore stradale e mezzo da cantiere, dimostrando la sua versatilità e adattabilità a diverse esigenze di trasporto.

Il Design "a Baffo" e il Comfort della Cabina

Nel 1955, il Fiat 642 fu equipaggiato con la nuova cabina "a baffo", un elemento distintivo che caratterizzò a lungo la produzione di veicoli industriali della casa torinese. Nonostante i comfort limitati offerti all'epoca dagli autocarri, Fiat progettò la cabina del 642 con l'obiettivo di migliorare l'esperienza di guida. Il cofano motore fu coibentato per ridurre il calore nell'abitacolo, e i sedili imbottiti furono rivestiti in similpelle nera, offrendo un tocco di lusso. La postazione di guida presentava un volante in bachelite a tre razze e un cruscotto metallico completo di tachimetro, contachilometri, contagiri, barometro dell'aria e termometro.

Motore e Prestazioni

Il Fiat 642 era equipaggiato con un motore a sei cilindri da 6.032 cm³, in grado di erogare tra i 92 e i 100 CV a 2.000 giri/min. Gli pneumatici, alti e robusti, garantivano una buona aderenza anche su strade sconnesse o in condizioni climatiche avverse. I cerchioni rinforzati erano progettati per sostenere carichi pesanti.

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Il Fiat 643: Un Erede Moderno

Prodotto dal 1963 al 1970, il Fiat 643 può essere considerato un erede del 642, riprendendone la cabina (con alcune modifiche) dalle versioni "N2" e "N6". Il motore era un sei cilindri di 9,161 litri, capace di 118 kW (160 CV). Disponibile in vari passi, raggiungeva una portata da 7150 a 7400 Kg; la variante trattore (“643 T”) poteva rimorchiare un peso di quasi 22 tonnellate.

Caratteristiche Tecniche del 643

Il telaio era costituito da due longheroni diritti con profilo a “C”, collegati tra loro da traverse. La prima di queste, era smontabile per favorire l’estrazione del motore. Le ruote erano a sei razze in acciaio fuso del tipo “Trilex”, e i pneumatici erano della misura 9,00-20. I freni erano costituiti da quattro tamburi (sei con asse aggiunto).

Interni e Dettagli Esterni del 643

La mascherina del radiatore a forma d'ovale, divisa in due da un vistoso “baffo”, rappresentava un elemento distintivo del Fiat 643. Un’altra caratteristica era la maniglia che contornava il limite posteriore della cabina. L’abitacolo era caratterizzato da un arredamento spartano, con due sedili rivestiti in similpelle nera. Sulla sinistra del sedile di guida si trovavano la leva del cambio e quella del freno a mano. Il cruscotto, in metallo, includeva gli indicatori di velocità e del livello di combustibile, un barometro per la pressione dell’aria e il contachilometri. Sopra il parabrezza, diviso in due parti, si trovavano i motorini del tergicristallo e l’aletta parasole in plastica trasparente.

Il Peso Totale a Terra (PTT) e le Omologazioni

La questione del Peso Totale a Terra (PTT) e delle omologazioni dei veicoli industriali Fiat negli anni '60 e '70 è complessa e spesso oggetto di dibattito tra gli appassionati. Le sigle dei vari modelli (160, 180, 300) non sempre corrispondevano al peso reale del veicolo, e spesso si faceva distinzione tra peso legale e peso potenziale. Ad esempio, il Fiat 697 aveva un peso legale di 180 qli e un peso potenziale di 265 qli.

Combinazioni Motrice-Rimorchio e Pesi Complessivi

Le combinazioni motrice-rimorchio e i pesi complessivi ammessi variavano a seconda del modello di motrice e del numero di assi del rimorchio. Un autotreno costituito da una motrice 6x2 (come il 682 o il 619) e un rimorchio a 3 assi poteva raggiungere un peso complessivo di 400 qli.

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Esempi di Pesi e Configurazioni

  • 682N: Motore 10.170cc 140cv a 1800 giri, veicolo a pieno carico con personale kg. 14000, peso dell' eventuale rimorchio kg. 18000, peso totale motrice e rimorchio a pieno carico kg. 32000.
  • 690 8x2 + rimorchio 4 assi: Potevano portare 220+220=440qli.

Fiat 642 e 643: Un'Eredità Duratura

Il Fiat 642 e il suo successore 643 hanno lasciato un segno indelebile nella storia dei trasporti italiani. Questi autocarri, con il loro design distintivo e la loro affidabilità, hanno contribuito alla crescita economica del paese e sono diventati simboli di un'epoca. Ancora oggi, questi modelli sono apprezzati dai collezionisti e dagli appassionati di veicoli d'epoca, testimoniando la loro eredità duratura.

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