L'articolo esplora l'evoluzione della produzione di motori Opel, analizzando le collaborazioni passate e presenti, gli investimenti in ricerca e sviluppo e le strategie future. Si parte dagli sforzi di General Motors (GM) per rinnovare la gamma motori Opel, per poi passare all'acquisizione del marchio da parte del Gruppo PSA e alle conseguenti sinergie e incertezze.
Offensiva Opel nel Campo dei Motori Sotto General Motors
In passato, Opel, sotto la guida di General Motors, ha intrapreso un ambizioso programma di rinnovamento della sua gamma motori. L'obiettivo era di realizzare tre famiglie di motori completamente riprogettate, comprendenti 13 propulsori e nuove trasmissioni entro la fine del 2016. Questo piano mirava a rinnovare l'80% della gamma di modelli Opel.
Focus sui Motori di Cilindrata Media
Gli ingegneri GM si sono concentrati in particolare sulla cilindrata media, sviluppando il nuovo 1600 Sidi Turbo benzina a iniezione diretta. Questo motore si caratterizzava per una coppia elevata a bassi regimi e una fluidità acustica ottimizzata. Era disponibile in due versioni: una da 170 cv con 280 Nm di coppia massima (grazie alla funzione overboost) per un uso turistico, già montata su modelli come Cascada, Zafira Tourer, Astra Gtc, Astra 5 porte e Sports Tourer; e una versione da 200 cv, più orientata alle prestazioni, il cui debutto era previsto all'inizio del 2014.
Incremento di Coppia e Riduzione dei Consumi
Rispetto ai motori precedenti, il 1.6 Sidi offriva un incremento del 30% in termini di coppia e potenza, con una riduzione dei consumi e delle emissioni del 15%. Cresceva anche l'elasticità, con un'accelerazione da 80 a 120 km/h in quinta marcia più rapida di circa il 20%. L’ingegneria del suono mirata ha permesso di migliorare la fluidità acustica, riducendo rumore e vibrazioni.
Il Ruolo del Centro di Torino nello Sviluppo dei Motori Diesel
Un ruolo cruciale nello sviluppo dei motori diesel Opel era svolto dal centro di Torino. Qui si studiavano le centraline e i motori diesel, con un lavoro su tre turni per consentire lo scambio di dati in tempo reale con i colleghi in Asia e America. GM aveva investito circa 50 milioni di euro nella struttura torinese, dotandola degli strumenti più avanzati per la ricerca e lo sviluppo in campo motoristico. Il centro disponeva di quindici sale prova motore (destinate ad aumentare), 12 laboratori, un banco rulli e un'area officina.
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Investimenti e Crescita del Centro di Torino
Il centro di Torino era stato creato nel 2005 con 80 dipendenti. Nel settembre 2008 si era trasferito nella nuova struttura all'interno del Politecnico, diventando la prima azienda automobilistica a insediarsi fisicamente in un campus universitario. GM a Torino impiegava più di 500 persone e prevedeva 50 nuove assunzioni di specialisti nel 2013. Il giro d'affari sul territorio era stimato in circa 200 milioni di euro annui. A dirigerlo era l’a.d. Pierpaolo Antonioli.
Il 1.6 Cdti Turbo Diesel: Potenza da 2 Litri e Consumi da 1.600
Il primo dei motori sviluppati a Torino pronto al lancio era il 1.6 Cdti Turbo diesel da 136 cv e 320 Nm di coppia massima a 200 giri. Questo motore raggiungeva una potenza di 85 cv per litro, posizionandosi al vertice della sua categoria. Grazie al sistema BlueInjection, che utilizzava urea per ridurre l'ossido d'azoto, le emissioni erano paragonabili a quelle di un motore benzina.
Debutto sulla Zafira Tourer
La prima Opel a essere equipaggiata con il 1.6 Cdti era la Zafira Tourer, omologata con consumi di soli 4,1 litri/100 km ed emissioni di CO2 di 109 g/km. Un cambio manuale a sei rapporti di nuova generazione, corto, veloce e preciso negli innesti, contribuiva a rendere la guida più agevole.
Rinnovamento della Gamma Opel
Opel stava portando avanti il più importante rinnovamento di modelli della sua storia, introducendo 23 nuovi veicoli e 13 nuovi motori entro il 2016. Tra le vetture di maggior successo del momento c'erano la Suv compatta Mokka, la chic urban car Adam e l'elegante cabrio Cascada. Con il quartier generale a Rüsselsheim in Germania, l'azienda aveva 11 impianti di produzione e 4 centri di ricerca e test in 7 paesi europei. Opel-Vauxhall impiegava 37.000 persone in Europa, delle quali 20.000 in Germania, e operava in più di 40 paesi. Nel 2012, aveva venduto oltre un milione di vetture e veicoli commerciali.
Introduzione del Motore Diesel a Tre Cilindri 1.5 CRDi e CDTi
General Motors aveva aggiunto un diesel a tre cilindri 1.5 CRDi e CDTi alla sua nuova famiglia di motori diesel modulari globali. La nuova unità diesel da 1,5 litri aveva debuttato in Europa alla fine dello scorso anno sui modelli compatti dell'ex filiale GM Opel / Vauxhall.
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Il Contributo di Hidria
Hidria, equipaggiando con proprie nuove candelette questa nuova evoluta generazione di motori diesel con emissioni allo scarico ridotte del 20%, dimostrava il suo contributo e la sua leadership con le attività di ricerca e sviluppo. I nuovi motori diesel equipaggiavano anche i modelli OPEL ASTRA K e OPEL INSIGNIA B Sports Tourer. La candeletta Hidria per il motore OPEL 1.5 CRDi era ora disponibile per l’Aftermarket.
Riduzione delle Emissioni con il Nuovo Motore Diesel Modulare a 3 Cilindri da 1,5 Litri
Con il nuovo motore diesel modulare a 3 cilindri da 1,5 litri sviluppato da GM, le emissioni di Opel / Vauxhall Astra erano state ridotte del 20% rispetto al precedente motore 4 cilindri da 1,6 litri.
Approfondimento sul Motore 1.6 CDTi
Pur non essendo una novità assoluta, i quattro cilindri diesel montati sulle Opel di ultima generazione, tra cui l’1.6 CDTi proposto sulla Mokka e sulla nuova Astra, presentavano contenuti di assoluta avanguardia.
Visita alla Sede Torinese di GM Powertrain-Europe
Una visita alla sede torinese di GM Powertrain-Europe, situata in una palazzina adiacente alla struttura del Politecnico, evidenziava la diretta connessione del mondo industriale con quello accademico e della ricerca. La struttura, realizzata dal 2006 al 2008 con un investimento di 60 milioni di euro, comprendeva 15 sale prova motore (e altre 4 in fase di allestimento), banchi prova veicolo e laboratori nei quali erano studiati la fluidodinamica, i sistemi di iniezione e l’elettronica di controllo. I software delle centraline motore erano scritti direttamente all’interno, con un evidente integrazione con l’hardware e un graduale aumento del know-how specifico. Sui motori diesel, ad esempio, c'erano 150 funzioni brevettate ed esclusive per le centraline GM, assemblate da fornitori esterni.
Incontro con l'Ingegnere Gianmarco Boretto
L'incontro con l’ing. Gianmarco Boretto, responsabile dello sviluppo del motore 1.6 CDTi, forniva ulteriori informazioni tecniche. Nella nomenclatura GM, il motore di 1.6 litri era definito Mid-size Diesel Engine (MDE), per differenziarlo dai piccoli (Small-size, SDE) come l’1.3 e dai Large-size (LDE) come il 2.0 della Insignia. Per tutte le famiglie di motori GM applicava i medesimi criteri progettuali con le dovute differenze tipiche dell’area di utilizzo. Ad esempio, per il mercato USA l’utilizzo del sistema di riduzione catalitica selettiva SCR era tassativo, mentre in Europa l’SCR era utilizzato sul 2 litri della Insignia e Zafira.
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Caratteristiche Tecniche del Motore 1.6 CDTi
Il motore 1.6 CDTi era un’unità molto importante per GM in termini di volumi produttivi. Le linee di assemblaggio ubicate a Szentgotthard, in Ungheria, erano state progettate per essere fortemente flessibili e in grado di produrre più motori con cambio tipo molto rapido, a seconda delle richieste del mercato. Questo quattro cilindri era un bialbero quattro valvole con dimensioni caratteristiche ‘quadre’ di 79,7 x 80,1 mm per 1.598 cm3. Nella fluidodinamica, grande importanza aveva avuto la riduzione delle perdite di carico nei condotti di aspirazione e l’ottimizzazione della turbolenza per migliorare la combustione. Per quanto riguarda la sovralimentazione, era stato applicato un turbocompressore a geometria variabile VTG della Borg Warner (ex KKK). Il software della centralina era scritto per mantenere i valori di coppia motrice pressoché costanti per un ampio range di giri, favorendo l’abbinamento di questi motori col cambio automatico per ottenere consumi inferiori rispetto a quelli rilevabili con cambio meccanico. Dal punto di vista strutturale, il motore si distingueva per un monoblocco completamente in alluminio che aveva consentito di ottenere un rapporto peso/CV tra i più bassi della categoria (1,4 kg/kW). Il sistema di lubrificazione poteva lavorare a due diversi livelli di pressione e portata, mentre il circuito di raffreddamento incorporava novità come il flusso trasversale nella testata e la pompa di circolazione fermabile tramite frizione elettromagnetica. GM aveva dedicato grande attenzione alla riduzione delle vibrazioni e della rumorosità, ottenendo una curva della ‘rumorosità’ inferiore di circa 5 dB(A) rispetto ai motori concorrenti.
Introduzione del Motore 1.7 CDTI
La serie dei motori diesel per la gamma OPEL era stata ampliata con l’introduzione del nuovo motore di 1,7 litri destinato ad Astra, Corsa e Meriva. Il nuovo propulsore denominato 1.7 CDTI era il primo motore Common Rail ad essere utilizzato da OPEL sulla gamma vetture e rispettava già la normativa Euro 4. Il propulsore Z17DT, di produzione Isuzu, derivava dal già noto Y17DT. Il nuovo motore 1.7 CDTI era proposto in due versioni siglate Z17DTL (destinato alla gamma Astra) e Z17DTH (che equipaggiava Corsa e Meriva), differenti per potenza.
Nuova Strategia di General Motors Powertrain
I progettisti di General Motors Powertrain avevano ripensato la gamma dei motori per ottenere più prestazioni, meno consumi e una maggiore silenziosità e fluidità di funzionamento. L'obiettivo era di arrivare a tredici motori nell’arco dei successivi tre anni, appartenenti a sole tre famiglie, nell’ottica della semplificazione. Dei tre gruppi di nuovi motori, uno era quello dei propulsori a gasolio di “taglia media” (1.6 e 2.0), gli altri due erano quelli a benzina piccoli (fino a 1,5 litri) e quelli di media cilindrata (da 1.6 in su).
I Nuovi Motori di Taglia Media
Se per i nuovi motori piccoli a benzina, aspirati (1.1, 1.4 e 1.5) e turbo (1.0 e 1.4), occorreva aspettare il 2014, quelli di taglia media erano già una realtà, grazie al 1.6 turbo SIDI da 170 cavalli presentato nella Cascada. A questo si affiancava una versione più potente, da 200 cavalli, e un nuovo 2.0 turbo. Per tutti, le parole chiave erano iniezione diretta e leggerezza, oltre che riduzione dei consumi. Anche i turbodiesel erano proiettati in una nuova era: il 1.6 CDTI da 136 cavalli, già a norma Euro 6, avrebbe debuttato sulla Zafira Tourer, in cui avrebbe rimpiazzato il 2.0 CDTI da 131 CV. Oltre che sull’elevata potenza specifica (85 cavalli/litro), questo motore puntava sulla riduzione delle vibrazioni.
Test dei Nuovi Motori Opel
Durante dei test, il 1.6 turbodiesel da 136 cavalli si era fatto apprezzare soprattutto per la regolarità di funzionamento, mentre la spinta si faceva sentire solo oltre i 1800 giri. Più brillante il 1.6 turbo a iniezione diretta di benzina da 200 cavalli, che spingeva con vigore da circa 1700 giri a quasi 5000.
Novità Anche per i Cambi
Le novità riguardavano anche i cambi, su cui la GM puntava per ridurre i consumi di carburante e favorire la prestazioni. Si annunciavano un automatico a otto marce, un nuovo robotizzato a cinque rapporti e un inedito CVT, a variazione continua di rapporto.
Il Programma Drive!2022
Il debutto del nuovo motore diesel MDE da 1.6 litri era il primo passo della nuova rivoluzione tecnica e di prodotto dettata dal programma Drive!2022, che entro il 2016 si poneva l'obiettivo di lanciare tre nuove famiglie di motori (da cui ne sarebbero stati derivati 13) e 23 nuovi modelli.
Sviluppo del Motore MDE 1.6
Il progetto del nuovo motore MDE 1.6 era nato circa quattro anni prima, quando era stato deciso di sviluppare un motore diesel in modo completamente indipendente dopo le esperienze di partnership con altri costruttori. L'obiettivo era di ottenere potenze e coppie molto elevate per poter sostituire motori con range da 1.7 a 2.0 litri già in gamma. Tutta la parte di ingegneria del motore era stata fatta a Torino, mentre l'integrazione al veicolo era stata fatta tra Dudenhofen e Russelsheim. Più di 1.000 ingegneri avevano lavorato su questo progetto per un totale di 24.000 ore di calcolo e più di 90 milioni di elementi finiti simulati nel corso dello sviluppo.
Produzione del Motore MDE 1.6
Il motore veniva prodotto a Szentgottard, in Ungheria, dove erano state create le linee del nuovo MDE 1.6 ma anche del 1.6 MGE benzina. La potenza era di 100 kw nel range tra 3.500 e 4.000 giri mentre la coppia era di 320 Nm a 2.000 giri.
Caratteristiche Tecniche Dettagliate del Motore MDE 1.6
Il motore era un quattro cilindri, turbo a geometria variabile, 1.598 cc e rapporto corsa alesaggio circa 80x80 (motore quadro, 79.7/80.1 alesaggio/corsa). Era stato scelto un rapporto di compressione di 16:1 come compromesso tra potenza e partenze a freddo anche a temperature rigide. Il basamento era in alluminio, realizzato con un processo produttivo in grado di assicurare resistenza in abbondanza anche per far fronte a possibili aumenti di potenza. L'obiettivo di progetto era il rapporto di 1,4 kg/kW.
Riduzione degli Attriti e Miglioramento della Combustione
Per ottenere minori consumi, si era lavorato sugli attriti e sulla combustione. Alle prove di trascinamento effettuate da un ente esterno (FEV di Aachen), il motore era risultato il migliore tra i 1.500 ed i 2.500 giri, che è il range di funzionamento tipico quotidiano di questo tipo di motori. Questo era stato ottenuto con una pompa dell'olio a cilindrata variabile che lavorava su due livelli di pressione diversi. Per migliorare il livello di combustione, era stato scelto un sistema di alimentazione common rail a solenoide con pressione di 2.000 bar e polverizzatori ad otto fori con 10 iniezioni per ciclo di funzionamento. Tra gli elementi tecnici importanti, spiccava la presenza di un modulo EGR molto efficiente e di una pompa dell'acqua con frizione elettromagnetica.
Abbattimento delle Emissioni
Per tutte le applicazioni, il motore sarebbe stato certificato Euro6. Sulla Zafira, per abbattere gli ossidi di azoto, si usava il sistema SCR con con l'urea, che veniva iniettata in una soluzione al 32,5% in acqua nel condotto di scarico.
Fluidità e Silenziosità
Rispetto ad altri motori 1.5 e 1.6, i valori del nuovo MDE erano eccezionali. Si erano usati ingranaggi e sistemi di recupero giochi per evitare ogni sorta di rumore meccanico e si era lavorato moltissimo su elementi strutturali per abbattere i valori di rumorosità.
Prestazioni e Consumi
La Zafira otteneva tutti gli obiettivi prefissati (193 km/h, 11.2 s 0-100 km/h, 4,1 l/100 km), pur senza eccedere nelle emissioni. La centralina di controllo motore veniva sviluppata in casa, direttamente da GM Powertrain sia per quanto riguarda software e hardware.
Acquisizione di Opel da Parte del Gruppo PSA e Nuove Strategie
Nel 2017, il Gruppo PSA ha acquistato Opel / Vauxhall da GM. Questo ha portato a un cambiamento nelle strategie di produzione e sviluppo dei motori.
Integrazione Graduale di Piattaforme e Motori PSA
Lo stesso Gilles Le Borgne, responsabile ricerca e sviluppo di PSA, ha confermato che si sarebbe iniziato gradualmente a utilizzare piattaforme e motori PSA per la gamma Opel. A oggi, due modelli Opel, la Crossland X e la GrandLand X, avevano già un'anima meccanica francese. Ogni nuova Opel di nuova generazione sarebbe stata costruita su un’omologa Peugeot/Citroën.
Preoccupazioni per il Futuro dei Reparti di Sviluppo e Produzione dei Motori Opel
La razionalizzazione delle risorse conseguente al matrimonio aziendale destava preoccupazioni per il futuro dei reparti di sviluppo e produzione dei motori Opel. Tuttavia, Le Borgne aveva assicurato che tutti i modelli Opel sarebbero stati sviluppati a Rüsselsheim.
Il Futuro del Marchio Opel
Un'altra questione importante era il futuro stesso del marchio Opel: se sarebbe diventato una “declinazione teutonica” di PSA o se si sarebbe trasformato progressivamente in un marchio 100% elettrico. Carlos Tavares, numero uno di PSA, aveva dichiarato che se Opel avesse voluto diventare un marchio puramente elettrico, non ci sarebbero stati problemi, a patto che facesse utili. L'acquisizione di Opel aveva permesso ai francesi di accedere alla base tecnica dell’elettrica Ampera-e, un progetto interamente “Made in General Motors”.
Motori A 16 XER: Un'Analisi Dettagliata
Il motore A 16 XER è stato ampiamente utilizzato da Opel in diversi modelli.
Caratteristiche Tecniche del Motore A 16 XER
Il motore A 16 XER è un motore a benzina con una cilindrata di 1598 cc, 4 cilindri e 16 valvole. Eroga una potenza di 115CV o 116CV (85kW) a seconda della centralina. È un motore aspirato con iniezione nel collettore aspirazione / carburatore e gestione tramite cinghia dentata.
Modelli Opel Compatibili con il Motore A 16 XER
Il motore A 16 XER è stato montato sui seguenti modelli Opel:
- ASTRA H
- ASTRA J
- INSIGNIA A
- MOKKA X 10
- ZAFIRA FAMILY B
Disponibilità di Motori A 16 XER
Sul mercato sono disponibili diverse opzioni per il motore A 16 XER:
- Motore usato controllato nudo (senza componenti aggiuntivi)
- Motore usato controllato completo (con componenti aggiuntivi)
- Motore usato ricondizionato nudo
- Ricondizionamento del motore guasto del cliente
Fair-Motors: Un Fornitore Affidabile di Motori Opel
Fair-Motors è un'azienda tedesca specializzata nella vendita di motori usati e rigenerati dal 1993. Offre motori A 16 XER accuratamente testati e garantiti, con diverse opzioni disponibili a seconda delle esigenze del cliente.
La Questione dei Motori VM Motori
VM Motori è stata un'azienda italiana produttrice di motori diesel. In passato, alcuni modelli Opel, come l'Antara 2.0 diesel, utilizzavano motori di origine VM Motori. Tuttavia, i moderni motori diesel Hyundai/Kia non sono più di origine VM Motori.
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