BMW Motorrad vanta una storia di nove decenni, costellata di passione per la motocicletta, innovazioni tecniche di fondamentale importanza, record mondiali, vittorie storiche nelle competizioni e numerosi titoli di campione mondiale. Da nove decenni, una motocicletta BMW è sinonimo di massima affidabilità, idoneità alla guida quotidiana senza compromessi ed elevato valore dell'usato. Questa tradizione si fonda su valori e tecnologie distintive, come il cardano alla ruota posteriore che non richiede manutenzione.

Omaggio alla BMW M1: Un Icona Reinterpretata

In occasione del 30° anniversario della BMW M1, il BMW Group Design ha reso omaggio a questa leggendaria automobile al Concorso d'Eleganza Villa d'Este 2008 con la BMW M1 Hommage. La BMW M1, nata dalla matita di Giorgio Giugiaro, incarnava l'auto dei superlativi, un veicolo capace di suscitare grandi emozioni, con un assetto decisamente degno di un'auto da corsa. Questo modello traeva ispirazione dalla BMW Turbo di Paul Bracq, una concept car rivoluzionaria che, oltre a un design pionieristico e funzionale, presentava numerose innovazioni tecniche. Sulla scia di questi due singolari veicoli è nata la BMW M1 Hommage, uno studio progettuale che celebra la competenza, la creatività e il potenziale del team design del BMW Group.

La BMW M1 Hommage rappresenta una visione odierna di una BMW M1 e del concept di disposizione centrale del motore. Questo omaggio si manifesta in un design emozionante, che denota tecnica e si integra perfettamente nell'estetica globale del veicolo.

Design Emozionante nella Dicotomia tra Tradizione e Modernità

La BMW M1 Hommage riprende elementi già noti del repertorio progettuale BMW, reinterpretandoli e collocandoli in un nuovo contesto. Nella sua configurazione confluiscono tradizione e modernità, ampliando le abitudini visive con nuove soluzioni progettuali, che si esprimono nella tipica forma BMW.

Mentre per la BMW M1 il contrasto cromatico era il tema configurativo principale, nella BMW M1 Hommage il contrasto viene riprodotto anche nelle forme. Elementi già noti, come le proporzioni tipiche, vengono combinati con linee, superfici e dettagli nuovi ed entusiasmanti, per una reinterpretazione in chiave moderna della sempre straordinaria BMW M1. Alla marcata forma a cuneo di altre autovetture con motore centrale, la BMW M1 Hommage contrappone consapevolmente le tipiche proporzioni BMW. Il cofano motore relativamente lungo, il passaggio ben definito nel montante "A" e la grafica allungata del finestrino con il classico gomito, consentono di identificarla subito come una vera BMW. Le linee orizzontali abbassano il baricentro ottico del veicolo e danno un'impressione di maestosità.

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La configurazione della parte anteriore della BMW M1 Hommage riprende molto i temi configurativi della BMW M1: il contrasto cromatico tra le superfici nere rientrate e il colore dell'auto, i "reni" piccoli e piatti nonché i fari "invisibili". Tuttavia, la parte anteriore della BMW M1 Hommage costituisce una novità assoluta per BMW. Ogni elemento ha una funzione. Ad esempio, il caratteristico doppio "rene" non è solo un tratto distintivo del marchio BMW, ma coniuga soluzioni in termini di aerodinamica, conduzione dell'aria di raffreddamento e sicurezza. La conformazione dei fari reinterpreta le luci anteriori ribaltabili della BMW M1. Come i fari del modello storico, anche quelli della BMW M1 Hommage sono visibili solo se accesi. Se sono spenti, i fari anteriori vanno a integrarsi nella configurazione anteriore collocandosi in modo "invisibile" nella linea nera arretrata - quasi come un faro ribaltato.

Nella fiancata, tutte le linee, le superfici e i dettagli conducono l'occhio dalla parte anteriore, lungo il cofano motore allungato e il montante "A" ben definito, per concentrarsi verso il centro del veicolo. Due linee molto espressive dipartono dalla parte anteriore, percorrono la fiancata e giungono nella zona del vano motore. Le linee dipartono disciplinate e diritte nella parte anteriore, abbassano il baricentro ottico della BMW M1 Hommage e accentuano un assetto di strada molto ribassato. Esse si interrompono, tuttavia, dal centro dell'automobile. La potenza del design si concentra proprio nella zona in cui risiede anche la potenza del veicolo - nel motore. Linee slanciate marcate e sensuali accentuano il concept della disposizione centrale del motore. Vengono sottolineate la meccanica, l'engineering e la competenza motoristica del BMW Group.

La linea del tetto della BMW M1 Hommage si snoda piatta, penetra nella parte posteriore e gira tutto intorno a essa. Viene così disegnata una linea continua che collega le due fiancate. Su questa linea, nella parte posteriore sopra le luci, trova posto anche il caratteristico doppio marchio BMW.

Funzionalità e Innovazione

L'intera configurazione è estremamente funzionale, ogni dettaglio ha uno scopo. Temi quali aerodinamica, conduzione dell'aria di raffreddamento e sicurezza conferiscono sostanza tecnica alla BMW M1 Hommage e ne fanno una vera BMW. Un significato simbolico assume la configurazione dei "reni" della BMW M1 Hommage, che svolge diverse funzioni: non è dunque solo un tipico segno distintivo BMW ma è anche un elemento dell'aerodinamica perfezionata, poiché serve a condurre l'aria al sistema di raffreddamento del motore e, inoltre, costituisce la parte anteriore di una crash box - come per la carrozzeria monoscocca di un'automobile di Formula 1.

Traendo ispirazione dalla costruzione aeronautica, l'intera vettura è inoltre dotata di un raffinato sistema di conduzione dell'aria che conduce la stessa attraverso la carrozzeria. Sotto la linea del tetto, ad esempio, nella linea nera arretrata della fiancata, è collocato il sistema di conduzione dell'aria di raffreddamento del motore. Piccole lamelle e aperture dirigono il flusso dell'aria nel vano motore garantendo una sufficiente mandata d'aria.

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BMW Motorsport: Dalle Corse alla Strada

Il 1º maggio del 1972 segnò un punto di svolta per BMW. La direzione, guidata da un board giovane e con una forte convinzione nel valore dello sport, decise di legare indissolubilmente l'identità del marchio alle competizioni. Nacque così la BMW Motorsport GmbH, una divisione interamente controllata da BMW con la missione di sviluppare le attività agonistiche. A capo di questa nuova realtà fu posto Jochen Neerpasch, un uomo di sport con un'esperienza notevole come ex pilota di successo, ex Porsche ed ex Ford.

Uno dei modelli più significativi sviluppato dalla Motorsport fu la 3.0 CSL, utilizzata come base per le corse turismo.

2002: Un Mito

La prima vettura sviluppata fu la 2002 con motore 4 cilindri a 16 valvole da 240 CV. Successivamente, arrivò la 3.0 CSL, dotata di un motore 6 cilindri in linea di 3.340 cc. I 306 CV di potenza erogata dovevano spingere la vettura che pesava soltanto 1.092 kg. L'auto si dimostrò efficace, vincendo numerose gare, tra cui la sua categoria alla 24 Ore di Le Mans nel 1973. Un fatto curioso è che la 3.0 CSL fu la prima vettura su cui fu montato un sistema di antibloccaggio freni, nel 1974. Questo fu l'inizio di uno sviluppo che portò la 3.0 CSL del 1979 ad avere il motore sovralimentato con due turbine, per una potenza di 750 CV. Contemporaneamente, i motori BMW dominavano le gare di Formula 2. Nel 1975, la BMW Motorsport iniziò anche l'avventura americana, correndo nella serie Imsa e vincendo la categoria turismo.

Inizialmente, la Motorsport si dedicò soprattutto allo sport: la 3.0 CSL divenne una delle auto di maggior successo negli anni '70, guidata da piloti famosi come Niki Lauda.

L'Era delle Stradali

Nella seconda metà degli anni '70, fu sviluppata la 320 che corse nel gruppo 5. Nel frattempo, si faceva sempre più forte la domanda di clienti sportivi che desideravano avere una BMW dalle alte prestazioni anche per i loro spostamenti stradali. Nacquero così le prime "5" preparate dalla Motorsport, le M Power. Ancora oggi, gli appassionati aspettano una supercar BMW come la M1 del 1978.

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M1 per la Pista

Pietra miliare della "M" ed episodio importante nella storia di BMW, nel 1978 fu lanciata la M1, una supersportiva concepita anche per animare una serie monomarca di gare con la partecipazione di piloti vip, la Procar Series. L'Italia ebbe un ruolo significativo nella vettura: il telaio e la carrozzeria venivano prodotti a Modena, per poi essere inviati a Torino alla Italdesign di Giorgio Giugiaro, che ne curava l'assemblaggio. Questo fu il primo modello ad essere marchiato con la M. Ne furono costruiti 400 esemplari, il numero richiesto dalle autorità sportive internazionali per concedere l'omologazione.

Anche in F1

Nell'aprile del 1980, ci fu un'altra grande decisione: l'ingresso in Formula 1 fu un avvenimento di grande impatto, ma non l'unico. Alla Motorsport proseguiva lo sviluppo di modelli derivati dalla serie. Nel 1984, nacquero la M635CSi Coupé e la M5, che impiegavano il motore sviluppato per la M1. Due anni dopo, fu la volta della "mitica" prima M3, che ebbe il grande merito di allargare ulteriormente il cerchio dei fan delle BMW sportive, soprattutto a livello di popolarità presso il grande pubblico. Fu anche un buon successo commerciale: di questa prima serie ne furono venduti 17.970 esemplari nel mondo. L'anno successivo, Roberto Ravaglia vinse il titolo iridato nel campionato per vetture Turismo con la M3.

Nuova M3

La seconda generazione della M3 (E36) fu lanciata nel 1992 e fu di nuovo un successo pieno, a livello mondiale. A quel punto, il business delle vetture sportive per le corse e per la strada era divenuto così grande che imponeva alla BMW una riorganizzazione. Il 1º agosto del 1993, la BMW Motorsport GmbH divenne BMW M, destinata a inglobare tutte le attività motosportive della casa. Tra le prime realizzazioni della nuova M, il cambio sequenziale SMG, divenuto in poco tempo un autentico plus per la BMW.

La Storia Continua

Altra pietra miliare fu la nuova M5 (E39) del 1998, con il motore V8 da 400 CV. Nel 2000, è stata la volta della terza generazione della M3, di nuovo acclamata dagli amanti delle vetture sportive. Il 2004 ha visto una novità motoristica di grande rilievo: il V10 di cinque litri, con una potenza di 507 CV, impiegato nelle nuove M5 e M6. Da qui in poi, la storia si è fatta cronaca di oggi, con la produzione della BMW M sempre al top delle realizzazioni sportive. Il motore V8 impiegato nel 2007 sulla quarta generazione della M3 è forse il simbolo di questa ultima fase della vicenda M. Una vicenda che ha significato, in quarant'anni, oltre 300.000 vetture prodotte, per la soddisfazione dei piloti e per il piacere degli automobilisti sportivi.

Evoluzione dei Modelli M: Un Viaggio Attraverso le Generazioni

M635 CSi E24 (1984)

Il 1984 è un'annata importante per la divisione M, con la realizzazione di questa grande e veloce coupé.

M5 E28 (1985)

La prima generazione di un grande classico della Casa di Monaco, equipaggiata con il sei cilindri in linea 3.5 da 286 CV, che trasforma la berlina da famiglia in una sportiva di razza.

M3 E30 (1986)

Dopo l'impegno vincente in Formula 1, BMW concentra le sue energie nelle gare Turismo, dando vita alla M3, uno dei maggiori successi di sempre targati M.

M5 E34 (1988-1995)

La seconda generazione della M5, prodotta in versione berlina e Touring, adotta il sei cilindri in linea, prima di 3.5 e poi di 3.8 litri, con potenze di 315 e 340 CV rispettivamente.

M3 E36 (1992-1999)

Un modello meno vistoso e più comodo, declinato in versione berlina, coupé e cabrio, con il sei cilindri in linea che esordisce dapprima 3.0 e poi 3.2.

M5 E39 (1998)

La novità principale di questa terza famiglia è l'adozione del possente motore V8 4.9 da ben 400 CV.

M3 E46 (2000-2006)

Considerata da molti una delle più belle M3 vintage, viene presentata in versione coupé e cabrio, con la variante CSL alleggerita e potenziata.

M5 E60/E61 (2004)

La M di quarta generazione fa scalpore per lo stile e per il favoloso V10.

M6 E63/E64 (2005)

Poco dopo la M5, arriva anche la M6, dotata dello stesso possente V10.

Z4 M Roadster/Coupé E85/E86 (2006)

Tornano le sportive a due posti di classe media, in versione aperta e coupé, equipaggiate con il sei cilindri in linea 3.2 della M3 E46.

M3 E90/E92/E93 (2007)

Per la prima volta, il cuore della M3 è costituito da un otto cilindri a V di 4.0 litri, da 420 CV.

X5 M/X6 M E70/E71 (2009)

Le prime Suv sportive di Monaco, riviste nella loro seconda generazione, guadagnano l'inedita versione M con il V8 biturbo 4.4 da 555 CV.

M5 F10 (2011)

La quinta famiglia di questo classico adotta per la prima volta il V8 4.4 biturbo, nella versione da 560 CV.

M4 F82/F83 (2014)

La 4 sostituisce la Serie 3 Coupé, segnando una svolta anche nelle proporzioni.

M3 F80 (2014)

La nomenclatura M3 torna soltanto come berlina, perché le versioni coupé e cabrio sono diventate M4.

M2 F87 (2015)

Porta avanti la tradizione delle coupé dell'Elica, compatte e appaganti da guidare.

M5 F90 (2017)

L'attuale serie punta sul V8 4.4 biturbo da 600 CV, cui ora si abbinano la trazione integrale M xDrive e il cambio M Steptronic a otto rapporti.

X4 M F98 (2019)

La versione M della seconda generazione della X4 viene lanciata nel 2019, condividendo la base tecnica e i motori della X3 M.

M8 F92/F91/F93 (2019)

La sportiva più grande in gamma si tinge con i colori della divisione, disponibile in versione Coupé, Cabrio e Gran Coupé.

M 1000 RR (2020)

Il marchio M amplia i suoi orizzonti e fa bella mostra di sé anche sul serbatoio di una moto, la M 1000 RR, il primo modello M di BMW Motorrad.

M3/M4 G80/G82/G83 (2020)

Le nuove generazioni di M3 e M4 presentano un design rinnovato e confermano il sei cilindri 3.0 sovralimentato, declinato in più varianti.

M4 CSL (2022)

Nei festeggiamenti dei 50 anni della divisione M GmbH, viene presentata la M4 CSL, una versione speciale della sportiva bavarese, prodotta in soli 1.000 esemplari.

XM (Futuro)

Il sub-brand M procede nel futuro con la XM, il primo modello M GmbH non derivato da una gamma esistente dai tempi della M1, ed equipaggiato con un powertrain ibrido.

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