La storia di Balocco Pista Fiat è intrecciata con quella dell'industria automobilistica italiana, in particolare con i marchi Alfa Romeo e Fiat. Questo centro prove, situato nel cuore delle risaie vercellesi, ha rappresentato e continua a rappresentare un punto di riferimento per lo sviluppo e la messa a punto di automobili stradali e da corsa.

Dalla Nascita di Alfa Romeo all'Acquisizione Fiat

L'Anonima Lombarda Fabbrica Automobili (ALFA) nasce a Milano, al Portello, il 24 giugno 1910, sulle ceneri della Darracq italiana. Fin dall'inizio, costruisce vetture di chiara impronta sportiva e sopravvive alla Prima guerra mondiale grazie all'intervento di Nicola Romeo, che darà il secondo nome al Marchio. Nel 1925 conquista il 1° Campionato del Mondo per vetture Grand Prix e per tutti gli anni Venti e Trenta avrà pochi rivali fra le monoposto e soprattutto fra le Sport, con la conquista di 11 Mille Miglia. Nel 1933 passa sotto il controllo statale e inizia la produzione di motori aeronautici ed autocarri: al termine della Seconda guerra mondiale, conquista i primi due Mondiali della neonata Formula 1, poi si dedica alla produzione industriale. 1900, Giulietta, Giulia, Alfetta e molte altre, compreso il debutto fra le compatte con l’Alfasud, prodotta in un nuovo stabilimento a Pomigliano d’Arco. Mentre hanno visto la luce Arese e la moderna pista prove privata di Balocco. Con l’Autodelta ritorna in pista negli anni Sessanta: altri due Mondiali Sport e il ritorno nella massima serie, oltre che decine di titoli Turismo.

La nascita del complesso di Balocco si inquadra in un'epoca di grande espansione del settore automobilistico: erano gli arbori degli Anni 60 e Alfa Romeo aveva acquistato i terreni in località Bastia per crearvi una pista di collaudo. Per preparare le gare più importanti c’è l’autodromo di Monza, ma non è poi così raro veder sfrecciare i bolidi verniciati di rosso sui raccordi autostradali. In una di quelle corse folli, il 18 giugno 1940, al volante di una GP Tipo 158 Attilio Marinoni trova la morte contro un camion. All’alba degli anni ’60, con in cantiere il progetto di un nuovo grande stabilimento ad Arese, la casa del Biscione avverte la necessità di un luogo più sicuro per mettere a punto la meccanica raffinata delle proprie automobili. Finché non si aprono i cancelli di Balocco, un’isola di rampe, curve, tornanti e rettifili d’asfalto in mezzo a un mare a quadretti di fango e zanzare, i collaudatori dell’Alfa provano le macchine sulle strade di provincia o nel centro di Milano.

Nel 1987 Fiat acquista Alfa Romeo e investe su Balocco ampliando la struttura con la realizzazione di 120 km di pista. Nel 1992 entra in funzione l'anello di alta velocità, con curve sopraelevate caratterizzate da una pendenza fino al 30%, che consente velocità massime superiori ai 300 km/h. Oggi è il proving ground del Gruppo Fiat, ma è nato nel 1962 come pista prova di Alfa Romeo e nel 1987 è passato di mano insieme alla stessa Alfa. Da allora ha continuato a crescere per quantità e qualità delle facility disponibili sino a diventare una struttura decisamente completa e qualitativa, con un handling track di 5,6 km, high speed track di 7,8 km, varie tipologie di special track per noise, comfort, grip, ABS ecc…

La Pista di Balocco: Un Centro Prove All'Avanguardia

La pista di Balocco è molto più di un semplice circuito. È un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, dove i prototipi vengono sottoposti a test rigorosi in ogni condizione. Il complesso, di proprietà del gruppo Stellantis, include inoltre un percorso di campagna, una strada bianca, una pista off-road e un piazzale dinamico con un rettilineo di 1.300 metri. Oggi, in totale, la sede può contare su 26 piste diverse, per 80 chilometri complessivi, e su più di 50 pavimentazioni speciali. In aggiunta al Misto Alfa Romeo, ce ne sono altre dedicata all'alta velocità e all'off-road, oltre a celle climatiche di vario tipo, guadi, ecc. In questo centro si svolgono 200.000 ore di prove all’anno. E si sviluppano in pista i progetti: è qui che dal CAD si passa ai prototipi fisici.

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La prima pista si chiama “Alfa Romeo”, come la marca. I prototipi destinati a dare vita ai nuovi modelli cominciano a girarci nel 1962. Il tracciato, lungo 5,7 chilometri, riproduce i tratti più sfidanti dei principali circuiti internazionali di Formula 1: da Monza, per esempio, viene presa la prima curva di Lesmo, da Zandvoort quelle dei box. Così, dall’alba al tramonto ma anche nel cuore della notte, quando il buio protegge le carrozzerie dagli obiettivi indiscreti dei paparazzi, il Biscione scava nell’anima delle sue creature, alla perpetua ricerca di quel piacere di guida unico e difficile da spiegare che solo le Alfa Romeo sanno dare.

L’impianto di Balocco viene inoltre utilizzato per prove su strada dalla rivista Auto, dal programma televisivo Supercars su Nuvolari, nonché occasionalmente da altre pubblicazioni e programmi TV.

Collaudatori: Gli Eroi Silenziosi di Balocco

Consalvo Sanesi (con la giacca scura e la coppola) a Balocco insieme ai colleghi collaudatori Moroni, Bonini, Galvan, Brignoli, Distani e Zanardi. Figure mitologiche dell’epica alfista come “I magnifici sette” capitanati da Consalvo Sanesi, fuoriclasse della velocità e veri artisti nel saper penetrare nelle pieghe più nascoste della meccanica per tirarne fuori emozioni e voce. L’inconfondibile voce dei motori Alfa Romeo, colonna sonora mai stanca di giornate intere trascorse con il volante stretto tra le mani e gli occhi che guardano orizzonti lontani. Così scorreva (e scorre ancora oggi) la vita dei collaudatori di Balocco, per i quali l’azienda aveva fatto allestire delle camere da letto nelle stesse stanze della Cascina Bella Luigina in cui prima dormivano le mondine. Notti buie e silenziose, in quella campagna di riso e zanzare, dove in gran segreto l’Alfa continua a fabbricare sogni.

Non dimentichiamo i percorsi dedicati all’affidabilità che, sebbene possa sembrare un aspetto meno nobile rispetto al collaudo di handling (il “tempo sul giro”), rimane fondamentale ed oneroso in termini di tempo in quanto i veicoli sono condotti per migliaia di chilometri per portarli fino alle condizioni critiche dell’usura dovuta al chilometraggio elevato, ciò significa che i collaudatori si alternano alla guida per il tempo necessario per invecchiare il veicolo sui percorsi tipo il circuito delle Langhe a Balocco (Fiat Group).

Balocco e il Territorio: Un Legame Indissolubile

Una storia che ha portato non poco benessere a Balocco, che da questa pista vi incassa l’Imu, imposta trasformata in servizi utili per tutti i cittadini. “Oltre ai circa 200 posti di lavoro che gravitano intorno alla pista, senza contare l’indotto - conclude Morello - questa realtà ha fatto sì che il nostro paese potesse contare su entrate importanti, ora concretizzate in aree wi-fi aperte, opere di ammodernamento energetico, e illuminazione a Led”.

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Il legame tra Balocco e la famiglia Agnelli è stato celebrato con l'intitolazione della "Strada provinciale 60 Umberto Agnelli", un riconoscimento per lo sviluppo portato sul territorio dall'insediamento della pista di collaudo Fiat. “La storia che lega Balocco a alla famiglia Agnelli è una storia che ha radici lontane- spiega Gian Mario Morello- e che nel tempo ha portato dei benefici economici e occupazionali importantissimi per il nostro paese. Di qui la scelta della mia amministrazione unitamente al presidente della Provincia Carlo Riva Vercellotti di intitolare una strada a un componente della famiglia Agnelli e, su volontà degli stessi famigliari, è stata indicata la figura di Umberto”.

Eventi e Celebrazioni a Balocco

Balocco non è solo un centro prove, ma anche un luogo dove si celebrano la storia e la passione per l'automobile italiana. Quasi 50 auto storiche, rigorosamente italiane, si sono date appuntamento, lo scorso weekend, al Balocco Proving Ground di FCA Group per la ventitreesima edizione della Club Italia Cup, una giornata dedicata alla passione per i marchi di Casa nostra e alla competizione.

Evento storico - C'è fermento oggi a Balocco, la pista prova del gruppo Fiat: la presentazione internazionale della nuova Giulietta (leggi qui il primo contatto) è ancora in corso e nel groviglio di strade all'interno del circuito avvistiamo più di un prototipo. Eppure, non appena l'aria viene lacerata da un rombo dal sapore antico tutto si ferma. Anche il "muletto" di una misteriosa Ferrari lascia strada: oggi la precedenza è riservata a una ventina di Alfa Romeo del museo di Arese.

Autodelta: L'Epopea Sportiva dell'Alfa Romeo

Dal 1963 all'84, l'Autodelta contribuì ad affermare l'immagine sportiva e vincente dell'Alfa. La sua storia è legata al nome del geniale ingegnere toscano Carlo Chiti e di Lodovico Chizzola. Tutto inizia nel '63 a Feletto Umberto di Tavagnacco, in provincia di Udine, dove viene fondata la società che elabora vetture sportive, spostata poi a Settimo Milanese. È poco più di un'officina per l'assemblaggio della Giulia TZ , ma grazie a Chiti diventa reparto corse ufficiale del Biscione. Con essa Giuseppe Luraghi ripresenta ufficialmente la casa milanese nelle competizioni, dopo il ritiro dalla F1 nel '51.

Ma Autodelta non si occupava solo di competizioni, svolgendo studi e ricerche per la casa madre. Dai serbatoi di sicurezza ai freni con due pinze sullo stesso disco, all'aerodinamica sottoscocca, dai motori ad alcool all'iniezione insieme alla Spica di Livorno, dal carter secco sui motori di serie alle prime stradali con motore a benzina turbocompresso (l'Alfetta GTV Turbodelta da 150 cv e la Giulietta Turbo Autodelta da 170 cv), dall'intuizione del concetto di suv già negli anni Settanta su base Alfasud SW ai motori a gasolio. Autodelta è stata anche la prima a usare il titanio nelle leve delle sospensioni, introducendo i bracci stampati in alluminio. Quella dell'Autodelta è stata un'epoca leggendaria, un capitolo che ha segnato profondamente l'Alfa Romeo e il mondo delle corse. Una storia fatta di due Mondiali e una serie innumerevole di vittorie in tutte le categorie.

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Un Viaggio nel Passato: Le Alfa Romeo Storiche a Balocco

Quasi 60 anni di storia dell'automobilismo, che l'Alfa Romeo ha vissuto da protagonista sia su strada, sia su pista. Un "antipasto" dei festeggiamenti per il centenario che si terranno il prossimo 24 giugno (leggi qui la news).

Un gruppo ben assortito qui riunito per ripercorrere la storia del Biscione: dalla A.L.F.A 24 HP, prima auto prodotta dall'Anonima Lombarda Fabbrica Automobili del 1910, a due prototipi più recenti, la Carabo e la 33 Coupé, entrambi realizzati sula base della 33 Stradale del 1967. Passando per bolidi da corsa come la Gran Premio Tipo 159 “Alfetta” del 1951, con la quale Fangio vinse il suo primo Campionato del Mondo di Formula 1, o la mitica Giulia GTA 1300 Junior, vittoriosa in innumerevoli competizioni.

Alfa Romeo 6C 2300 Tipo “Mille Miglia”

Costruita in 106 esemplari dal 1938 al 1939, la “Mille Miglia” è un'elegante granturismo a quattro posti lunga 464 cm disegnata dalla Touring. Ha una linea aerodinamica, con i grossi parafanghi a goccia e la coda filante. Spinta da un 6 cilindri in linea da 2,3 litri da 95 CV la 6C 2300 è la prima vettura dell'Alfa Romeo ad introdurre le ruote indipendenti con bracci trasversali: fino ad allora le ruote erano ad assale rigido e le sospensioni a balestra. Raggiunge i 145 km/h, una velocità notevole per l'epoca.

Alfa Romeo Giulietta SZ

La SZ (Sport Zagato), come suggerisce il nome venne realizzata dalla nota carrozzeria milanese. Si tratta di un'interpretazione sportiva della Giulietta, uno dei modelli di maggior successo dell'Alfa Romeo e prima vettura di serie con un motore bialbero completamente in alluminio. Costruita in 210 esemplari tra il 1959 e il 1962, nonostante i soli 100 CV del suo 1.3, grazie al peso di 770 kg la SZ è raggiunge una velocità massima di 200 km/h e ha un ottimo comportamento stradale.

Alfa Romeo Giulia TI Super

Naturale evoluzione della Giulietta, la Giulia ne mantiene la “base” con le sospensioni anteriori a quadrilatero e quelli posteriore ad assale rigido. Anche il motore non viene rivoluzionato, ma cresce di cilindrata, da 1290 a 1570 cm3 e viene dotato di valvole di scarico al sodio (che ne permette un miglior raffreddamento). Costruita in 500 esemplari nel 1963 per ottenere l'omologazione alle gare, la versione Super, rispetto alla TI (acronimo di Turismo Internazionale), ha una carrozzeria alleggerita (l'auto pesa in totale 960 kg), motore portato a 112 CV, leva del cambio sul tunnel centrale e non al piantone dello sterzo e quattro freni a disco.

Alfa Romeo 6C 1750 Grand Sport

Erede della 6C 1500, modello che dominò nel 1928 la Mille Miglia, la 24 Ore di Spa e la Targa Florio, la 1750 ne rappresenta un'evoluzione. Il motore ha una cilindrata maggiore ed è dotato di compressore volumetrico: i cavalli passano così dai 54 dei primi esemplari del 1927 a 102. Una potenza più che sufficiente per farle raggiungere i 170 km/h. L'affidabilità del suo motore sovralimentato venne consacrata alla Mille Miglia del 1929, quando 25 1750 sulle 26 che vi parteciparono, arrivarono all'arrivo. Tra il 1930 e il 1933 furono costruite 257 6C 1750 Grand Sport.

Alfa Romeo 6C 3000 CM

Spinta dal 6 cilindri in linea da 3,5 litri da 275 CV, la 3000 CM (Competizione Maggiorata) viene realizzata in sei esemplari, quattro coupé e due spider, nel 1953. Le sue linee sono opera di Colli che per le forme della carrozzeria trae ispirazione da quelle “spaziali” della 1900 C52 “Disco Volante” realizzata dalla Touring (la vedete nella "Galleria fotografica"). In grado di raggiungere i 250 km/h, con alla guida Fangio, la 6C 3000 CM oggi del museo storico dell'Alfa Romeo, conquistò il 1º Gran Premio Supercortemaggiore a Merano.

Alfa Romeo GTA 1300 Junior

Prodotta in 494 esemplari dal 1968 al 1971, la 1.3 Junior è l'evoluzione della Gran Turismo Alleggerita, versione da corsa della Giulia coupé disegnata da Bertone. Rispetto al modello originale ha un 1.3 derivato dal 1.6 ed elaborato dalla Autodelta per erogare ben 165 CV a 8.200 giri. La carrozzeria con pannelli in alluminio e i finestrini in plastica, anziché vetro, aiutavano a contenere il peso dell'auto in 780 kg.

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