L'Audi Quattro, presentata al Salone internazionale dell'automobile di Ginevra nel marzo 1980, ha segnato una rivoluzione nel mondo automobilistico, salvando Audi dal dimenticatoio e stravolgendo il rally negli anni '80. Un'auto che ha saputo incarnare il motto "Vorsprung durch Technik" (all'avanguardia della tecnica), coniato nel lontano 1971, diventando un simbolo di innovazione e prestazioni.
Genesi di un Mito: Dalla Iltis alla Quattro
L'idea di creare una berlina a trazione integrale nacque da un'intuizione geniale. Un team di tecnici, guidato da Walter Treser, montò la meccanica a trazione integrale della Iltis, un fuoristrada militare, sulla scocca di un'Audi 80. I risultati furono sorprendenti, aprendo la strada alla creazione dell'Audi Quattro.
Come ha ricordato la stessa Audi, nel febbraio 1979, durante il test drive dell'Audi Quattro in pre-produzione, il pilota Paul Frère lasciò indietro tutte le altre berline a trazione posteriore su un pendio nell'inverno austriaco.
Il Design e le Caratteristiche Tecniche
Disegnata da Martin Smith, l'Audi Quattro era basata sull'Audi Coupé (disegnata da Giugiaro), da cui differiva esternamente per i parafanghi più larghi, i paraurti più voluminosi e uno spoiler posteriore più grande. Le sospensioni anteriori e posteriori erano indipendenti (progetto di Ferdinand Piëch, Jörg Bensinger e Walter Treser Hans Nedvidek e Franz Tengler).
La prima Audi Quattro era equipaggiata con un motore a 5 cilindri in linea da 2.1 litri, in grado di erogare 200 cavalli di potenza. Questo motore, combinato con il sistema di trazione integrale, permetteva all'auto di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 7,1 secondi, raggiungendo una velocità massima di oltre 220 km/h.
Leggi anche: Audi A4: Riparazione Cassetto
Nel corso degli anni, il motore fu aggiornato, aumentando la cilindrata a 2,2 litri e adottando un sistema a 20 valvole, che portò la potenza a 220 cavalli e migliorò ulteriormente le prestazioni della vettura.
L'Audi Quattro nel Mondo dei Rally: Una Dominazione Incontrastata
Se dici Audi Quattro dici Rally: due titoli piloti e due costruttori. L’Audi Quattro dominò il mondo dei rally negli anni ’80, soprattutto grazie alla sua trazione integrale che le consentiva di superare terreni difficili con facilità. Partecipando al campionato mondiale di rally (WRC), la Quattro …aveva fatto quattro…, cioè: nel 1981 debuttò in Austria, prima vettura 4×4 al via, mentre dal 1982 al 1984 Audi conquistò due titoli piloti e due costruttori, contribuendo significativamente a costruire la reputazione di Audi come marchio…”all’avanguardia della tecnica” (e nelle prestazioni).
Il 1981 vide la prima grande vittoria dell’Audi Quattro al Rally di Svezia, con Hannu Mikkola al volante. Fu una vittoria storica, la prima di una trazione integrale in un rally del Campionato del Mondo.
Uno dei modelli più celebri fu l’Audi Sport Quattro S1, introdotta per competere nelle categorie più estreme del rally. Questa versione presentava un corpo vettura alleggerito in Kevlar e alluminio, un passo accorciato e un motore ulteriormente potenziato. La S1 si distinse in particolare alla Pikes Peak International Hill Climb, dove la pilota francese Michèle Mouton stabilì nuovi record.
Nel 1985 l’Audi creò, al fine di battere le prestazioni di Lancia e Peugeot, una versione denominata Sport Quattro S1. L’S1 presentava un 2226 cc in grado di erogare ben 560 CV. La vettura tuttavia, non riuscì ad affermarsi nelle competizioni; la vettura vinse infatti unicamente il rally di Sanremo (1985) ma non si aggiudicò nessun titolo mondiale.
Leggi anche: Audi Q3 (177 CV): Guida all'Acquisto
Nel 1987, il mondo del motorsport assiste a un evento leggendario: Walter Röhrl trionfa nella storica gara di Pikes Peak Hill Climb (USA) a bordo di un’Audi Sport quattro S1 (E2), stabilendo un nuovo record ineguagliabile. Il cuore pulsante di questo straordinario veicolo è un motore a cinque cilindri da 2,1 litri, capace di erogare una potenza di 440 kW (598 CV) a 8.000 giri al minuto. Questo propulsore, inoltre, sviluppa una coppia di 590 newton metri (435,16 lb-ft) a 5.500 giri/min.
Il Gruppo B e la Sport Quattro: L'Apice e la Fine di un'Era
Il 1983 fu l’anno in cui venne introdotta la categoria Gruppo B, che segnò una svolta nel mondo dei rally. Caratterizzata da regolamentazioni molto limitate, consentiva alle vetture di essere portate all’estremo. Nel frattempo, nel Gruppo B, le vetture stavano diventando sempre più potenti.
Nonostante la potenza mostruosa di 450 CV della versione da rally, l’attenzione alla sicurezza limitò il suo pieno potenziale. Nel 1986, la Sport Quattro fu ulteriormente potenziata a 500 CV, con migliorie aerodinamiche e un sistema di Anti-Lag per una migliore risposta del motore. La vettura raggiungeva lo 0-100 in soli 3,1 secondi e pesava solo 960 kg.
Nonostante i successi ottenuti, il Gruppo B venne bandito dalle competizioni a causa dei crescenti problemi di sicurezza. Tuttavia, la Sport Quattro continuò a competere con successo.
Tuttavia, come tutte le storie di grande successo, anche quella dell’Audi Quattro nei rally ebbe un capitolo finale. Dopo una serie di incidenti gravi e crescenti preoccupazioni per la sicurezza, l’era delle auto del Gruppo B, tra cui l’Audi Quattro, arrivò al termine nel 1986.
Leggi anche: Sostenibilità e Design Audi
Evoluzione e Innovazione: L'Eredità Tecnologica dell'Audi Quattro
L’Audi Quattro non fu solo un’auto di successo nei rally, ma rappresentò anche un’importante innovazione tecnologica che influenzò profondamente l’industria automobilistica. La trazione integrale divenne un marchio di fabbrica di Audi, utilizzata su una vasta gamma di modelli successivi, identificati dal logo “quattro”.
Nel 1987, Audi introdusse il differenziale centrale Torsen, che migliorò ulteriormente la distribuzione della potenza tra le ruote anteriori e posteriori, ottimizzando la trazione in ogni condizione. L’evoluzione continua del modello portò a una serie di aggiornamenti stilistici e tecnici, mantenendo la Quattro competitiva fino alla fine della sua produzione nel 1991.
Cronologia dell'Audi Quattro: Un Percorso di Successo
- 03/1980: l’Audi Quattro al Motor Show di Ginevra
- 09/1982: doppi fari e display digitali invece che analogici.
- 12/1984: fanali posteriori neri, nuovo cruscotto, fari e griglia modificati.
- 08/1987: nuovo motore con cilindrata di 2,2 litri, nuovi accessori digitali e nuovo differenziale centrale.
- 08/1989: nuovo motore da 2,2 litri con quattro valvole per cilindro (“20V”).
- 05/1991: fine della produzione
Dal 1980 al 1991 vennero prodotte 11.452 Audi Quattro.
L'Erede dell'Audi Quattro: La Coupé S2
La stessa Audi indicò l’Audi Coupé S2, prodotta tra l’autunno del 1990 e la fine del 1995, come l’erede dell’Urquattro.
Audi e il Motorsport: Oltre il Rally
Audi ha deciso di entrare nel campionato americano IMSA GT alla fine degli anni ’80, portando con sé la tecnologia quattro. Nel 1988, prima della sua incursione nella serie IMSA GTO, Audi partecipò al campionato Trans-Am con la Audi 200 quattro.
È importante sottolineare che, anche se le competizioni automobilistiche sono state fondamentali per dimostrare le capacità della trazione integrale quattro, Audi ha utilizzato questi successi come piattaforma per promuovere la tecnologia quattro anche nelle sue auto stradali.
Audi V8 Quattro: Nel 1990 e 1991, Audi ha partecipato al DTM con la sua berlina V8 Quattro. Hans-Joachim Stuck vinse il campionato nel 1990, e Frank Biela fece lo stesso nel 1991, entrambi alla guida dell’Audi V8 Quattro. Dopo una pausa dal DTM, Audi è tornata nel 2004 con l’Audi A4 DTM. Gli anni recenti hanno visto Audi dominare il DTM con l’Audi RS5 DTM.
Motori a Cinque Cilindri Audi: Una Storia di Successo
Audi ha presentato il primo motore a benzina a cinque cilindri 45 anni fa nella seconda generazione di Audi 100. Perchè i motori a cinque cilindri di Audi hanno raggiunto lo status di culto?
Il primo motore a benzina a cinque cilindri alimentava l’Audi 100 (C2) nel 1976. Il modello, conosciuto internamente come Tipo 43, doveva essere posizionato più in alto rispetto al suo predecessore sul mercato. All’inizio degli anni ’70, gli ingegneri Audi discussero quindi della possibilità di introdurre motori in linea a cinque e sei cilindri. Questi ultimi furono esclusi a causa dello spazio di installazione richiesto e della sfavorevole distribuzione del peso. Questo motore in linea a quattro cilindri fu utilizzato in tutto il Gruppo VW negli anni ’70 - nell’Audi 80 e Audi 100, ad esempio. Il derivato motore a cinque cilindri da 2,1 litri produceva 100 kW (136 CV). Un moderno sistema di iniezione aumentava l’efficienza e lo sviluppo della potenza.
Il motore a benzina a cinque cilindri dell’Audi “Ur-quattro” del 1980 aveva ancora di più da offrire. Inizialmente erogava 147 kW (200 CV). Nel 1983, il finlandese Hannu Mikkola vinse il titolo piloti nel Campionato del Mondo Rally con questa auto. Nello stesso anno, Audi introdusse la Sport quattro con carreggiata larga, che era più corta di 24 centimetri (9,45 pollici). Era alimentata da un’unità a cinque cilindri a quattro valvole appena sviluppata in alluminio con una potenza di 225 kW (306 CV). Il modello costituì la base per una nuova auto da rally del Gruppo B, con il propulsore a quattro valvole che erogava 331 kW (450 CV) fin dall’inizio. Fu utilizzato per la prima volta nella penultima gara del 1984, il rally della Costa d’Avorio. Gli altri undici round della stagione furono disputati dallo svedese Stig Blomqvist nella Audi quattro A2 del Gruppo B con 265 kW (360 CV).
Anche dopo il ritiro di Audi dal rally nel 1986 ci furono altri momenti salienti nelle corse: nel 1987, Walter Röhrl vinse la Pikes Peak Hill Climb (USA) con l’Audi Sport quattro S1 (E2). L’auto da corsa sviluppava 440 kW (598 CV).
Audi presentò un altro traguardo nella storia automobilistica al Salone dell’Auto Internazionale di Francoforte nel 1989: l’Audi 100 TDI. Era la prima auto di produzione con un motore diesel turbo a cinque cilindri con iniezione diretta e controllo completamente elettronico. Il motore generava 88 kW (120 CV) da una cilindrata di 2,5 litri. Nel 1994, arrivò sul mercato l’Audi RS 2 con una potenza di 232 kW (315 CV).
Il 1994 vide i motori a cinque cilindri uscire dal segmento B, quando fu introdotta l’Audi A4 (B5). Furono gradualmente sostituiti a metà degli anni ’90 dai nuovi motori V6. Nel 2009 ci fu un grande ritorno - con turboalimentazione e iniezione diretta di benzina nell’Audi TT RS. Il motore montato trasversalmente sviluppato da quattro GmbH erogava 250 kW (340 CV) da una cilindrata di 2,5 litri. Nel 2013, l’RS Q3 ha stabilito un nuovo segmento di mercato come il primo SUV compatto. Come nel TT RS e Audi RS 3, il motore era un cinque cilindri da 2,5 litri montato trasversalmente. Inizialmente erogava 228 kW (310 PS), ma raggiungeva 250 kW (340 PS) alla fine del 2014. Nel 2019, la nuova edizione dell’RS Q3 erogava 400 PS con 480 Nm di coppia.
L'Audi Sport Quattro S1 all'Asta: Un Sogno per Collezionisti
All’asta di Montecarlo organizzata da RM Sotheby’s, c'è un'occasione da non perdere per gli amanti delle Gruppo B degli anni ottanta: un’Audi Sport quattro del 1984, all’asta come una delle poche vetture costruite per uso stradale pur basate sulla versione vittoriosa più volte in quell’era d’oro. La vettura è di colore rosso ed è una delle 264 costruite in tutto, con l’aggiunta di un dettaglio molto importante: un utilizzo davvero ridotto.
Un esemplare ex-ufficiale ha spuntato un’aggiudicazione a 1.805.000 sterline inglesi, pari a 2.091.000 euro. Oggi si ritiene che esistano solo 15 Sport quattro S1 E2 delle 20 costruite dall’Audi. Di queste 15, solo 6 hanno partecipato a un rally iridato e solo 4 sono oggi in mani private, fattori che hanno determinato il prezzo coì alto di aggiudicazione.
tags: #audi #ur #quattro #in #vendita #storia


