Il Volkswagen Maggiolino Cabrio rappresenta un capitolo affascinante nella storia dell'automobile, incarnando lo spirito di libertà e avventura tipico delle vetture scoperte. Si tratta di uno dei modelli cabriolet più popolari e uno dei primi ad essere offerti in versione Cabriolet su larga scala.
Le Origini e l'Ascesa del Maggiolino Cabrio
Il primo Maggiolino, erede spirituale, è stato sostituito in diversi mercati dalla Golf I del 1974, mentre per vedere una sua nuova iterazione è necessario aspettare il 1998, per il debutto della New Beetle. Prodotta fino al 2011, questa versione retrò-inspired ha ottenuto un importante successo anche in versione Cabrio, per poi venire sostituita dal rinnovato Volkswagen Maggiolino.
La storia del Maggiolino Cabrio inizia parallelamente a quella del Maggiolino "chiuso", nato da un'idea di Ferdinand Porsche negli anni '30 su commissione di Adolf Hitler. L'obiettivo era creare un'auto accessibile a tutti, robusta e affidabile. Presentato come KdF-Wagen nel 1938 (Auto della Forza attraverso la Gioia, dal nome dell’ente dopolavoro dello Stato tedesco), il mitico Maggiolino fu progettato sotto ordine di Hitler da parte del geniale ingegnere tedesco Ferdinand Porsche, che ispirandosi alla cecoslovacca Tatra V570 realizzò un’auto dallo stile inconfondibile. Dopo il Secondo Dopoguerra, il Maggiolino diventò prima l’auto che motorizzò la Germania, e poi si issò come vettura perfetta per la motorizzazione di tutto il mondo. Grazie al suo stile simpatico, alla sua meccanica estremamente robusta e alla sua versatilità, il Maggiolino è diventato presto sinonimo di “automobile” in tutti i continenti, persino in Antartide.
La Nascita del Maggiolino Cabriolet
L'idea di una versione scoperta nasce nell'estate del 1948. Volkswagen progetta una carrozzeria aperta con una capote completamente ripiegabile e un posteriore curvo. Nell’estate del 1949 la versione Cabriolet è pronta per il mercato e si avvia lungo la strada del successo.
Parallelamente alla versione chiusa, il Maggiolino Cabrio si affiancava come variante più sfiziosa e divertente. Prodotta inizialmente dalla Karmann, celeberrima carrozzeria tedesca responsabile anche di altre versioni speciali su base Maggiolino, come l’indimenticabile Karmann Ghia, il Maggiolino Cabrio è stato presentato nel 1948, commercializzato a partire dal 1949 e prodotto fino al 1979. La versione Cabriolet ha adottato tutte le principali novità tecniche del Maggiolino, compresa l’introduzione della versione con sospensioni riviste, il mitico “Maggiolone”, dalla fine del 1970. Nel 1979, la produzione della variante Cabriolet è stata interrotta, sostituita in via ufficiale dalla nuova Volkswagen Golf Cabrio.
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Wilhelm Karmann aveva ottenuto nel 1946 l’assegnazione da parte del maggiore Hirst della Volkswagen numero 10mila per la sua conversione in cabriolet. La trasformazione da berlina a cabrio richiese l’aggiunta di rinforzi alla scocca per circa 40 kg, però quando nella primavera del 1949 la Casa commissionò 25 cabriolet per un test di durata di circa 20mila chilometri non emerse nessun problema strutturale, tanto che la Volkswagen piazzò alla Karmann un ordine di 2.000 unità, da mettere in vendita attraverso la propria rete ufficiale già nel settembre 1949.
Maggiolino e Maggiolone Cabriolet: un confronto
Nel 1949 la Volkswagen incaricò due carrozzieri, Hebmuller e Karmann, di produrre la versione cabriolet del maggiolino. Hebmuller creò un modello due posti più due con la parte posteriore molto simile all'anteriore che rimase, insieme al telaio ed alla meccanica, quella d'origine. L'auto ebbe un gran successo ed il Signor Hebmuller, vistosi arricchire velocemente ed in modo considerevole, molto spavaldamente si permetteva di accendere le sigarette con una banconota da mille marchi nell'allora unico locale di lusso di Wolfsburg. L'atteggiamento del carrozziere non era gradito a Nordhoff, allora direttore della Volkswagen, che approfittando di un grande incendio che distrusse completamente la fabbrica di Hebmuller, non rinnovò la commessa e fece costruire le vetture già ordinate alla Karmann. Le Hebmuller furono costruite nel 1949 e 1950 in circa 700 esemplari, per la maggior parte esportati in USA, che la rendono piuttosto rara.
La sorte fu molto diversa per la Karmann che iniziò la produzione del suo cabriolet quattro posti anch'essa nel 1949 ed i suoi rapporti con la Volkswagen non furono mai interrotti ed ancora oggi i modelli cabriolet, della casa di Wolfsburg, sono prodotti da questa carrozzeria. Il successo ottenuto dal maggiolino prodotto da Karmann fu grandioso al punto di interrompere per sempre la produzione della versione due più due. Il maggiolino cabriolet della Karmann seguì l'evoluzione della berlina con le medesime modifiche eseguite negli stessi anni e cessò di essere prodotto il 31/7/70. Dal 01/08/70 iniziò la produzione del maggiolone che continuò ad essere prodotto, con il modello 1303, fino al 1980 raggiungendo il numero complessivo di oltre 330.000 unità, mentre la versione berlina, del maggiolone, smise di essere prodotta il 31/7/75. Fu sostituito dall'ormai affermata, e più moderna, Golf cabriolet in produzione già da quasi un anno dallo stesso Karmann.
Il Ritorno del Maggiolino Cabrio: Il New Beetle e il Maggiolino Moderno
Per vedere un altro componente dei modelli di Volkswagen Maggiolino Cabrio abbiamo dovuto attendere il 2012. Se, infatti, la riedizione del 1998 del Maggiolino, il New Beetle, è stato prodotto con successo anche in versione scoperta, è con la terza generazione dell’icona tedesca che torna il nome Maggiolino. Il design, curato dal “nostro” Walter de Silva, è riuscitissimo: le proporzioni del Maggiolino, nonostante il layout a motore e trazione anteriore, sono conservate, offrendo un’interpretazione moderna del mitico Beetle. La versione Cabrio, poi, riprende in maniera fedele la silhouette della versione “coupé”, con un tetto in tela molto generoso che, una volta ripiegato, si va ad “appoggiare” sulla parte alta della coda, così come per l’antenato. Dotato di vistosi passaruota allargati, il Maggiolino Cabrio del XXI secolo riprende l’originale anche all’interno, dove la plancia, il quadro strumenti e alcuni dettagli come il portaguanti davanti al passeggero anteriore o le “fettucce” per uscire più comodamente dai sedili posteriori riprendono da vicino il Maggiolino. Per il resto, i comandi e la tecnologia è ripresa direttamente dalla produzione VW dell’epoca, offrendo quindi qualità e tecnologia paragonabili alle “cugine”.
Motori: Un Confronto tra Passato e Presente
Arrivando alla meccanica e ai motori del Volkswagen Maggiolino Cabrio, non possiamo trovare due automobili più diverse dell’iconico primo “Coccinelle” e la sua riedizione moderna.
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Il Maggiolino Cabrio Originale: Un Motore Semplice e Robusto
Progettato interamente dall’ingegnere Ferdinand Porsche, il fondatore dell’omonima Casa automobilistica celebre in tutto il mondo, il Maggiolino sfrutta soluzioni piuttosto moderne per l’epoca in cui è stato progettato, come le sospensioni indipendenti sulle quattro ruote. Ispiratosi alla Tatra V570, il Maggiolino sfrutta un layout molto comune all’epoca con motore e trazione posteriore a sbalzo, per massimizzare lo spazio nell’abitacolo. Il pianale, separato dalla carrozzeria, utilizza fino al 1970 sospensioni anteriori a bracci longitudinali con barre di torsione trasversali. Per questo, Volkswagen introdusse alla fine del 1970 una più moderna soluzione con sospensioni McPherson indipendenti. Questo permise di migliorare la guidabilità e aumentare lo spazio nel vano di carico, ma si portò dietro un cambio nelle linee del frontale, ora più massiccio e tondeggiante.
Sotto il cofano, invece, il motore è stato anch’esso modernizzato e modificato nel corso degli anni, mantenendo però la sua struttura base. Si tratta infatti di un motore quattro cilindri boxer a cilindri contrapposti, con distribuzione ad aste e bilancieri e raffreddato ad aria. Robustissimo ed estremamente longevo e facile da manutenere, il boxer si è sempre rivelato piuttosto assetato e non troppo potente: la prima versione, con cilindrata di 1.1 litri e 31 CV di potenza, è stata poi affiancata da versioni con cilindrata maggiorata, da 1.3 a 1.5 fino alla versione più grande montata su un Maggiolino, con 1.6 litri di cubatura da 50 CV di potenza.
All’inizio, Ferdinand Porsche considerava il suo motore a due tempi come la soluzione economicamente più fattibile per le automobili piccole e relativamente a buon prezzo. Dopo numerosi tentativi e collaudi, venne impiegato un motore boxer a quattro tempi con raffreddamento ad aria che, in linea generale, è ancora oggi lo stesso. Il primo motore Volkswagen inteso per la produzione in serie, le cui caratteristiche di base sono 70 x 64 mm per alesaggio e corsa, possedeva un volume di esercizio pari a 985 centimetri cubi.Con un rapporto di compressione di 5,6:1 ed un regime di rotazione di 3000 giri/min., esso erogava 23,5 CV. Particolarmente considerevole è il disegno del carter del gruppo motopropulsore, in lega leggera, ottenuto per pressofusione. Dopo il 1945, lo sviluppo del motore fu caratterizzato dal passaggio al super leggero Elektron (composto per circa il 90 percento di lega di magnesio) per il carter del gruppo motopropulsore. Inoltre, successivamente, l’aumento della cilindrata motore a 1192 centimetri cubi e la nuova lavorazione delle teste cilindri, consentirono di incrementare la potenza a 30 CV. La prosperità crescente della popolazione e le richieste sempre maggiori spinsero allo sviluppo di motori più potenti. Cinque anni dopo, fu presentato il motore 1.6 boxer con potenza erogata pari a 50 CV a 4.000 giri/min.. Questo motore veniva continuamente modernizzato. Ad esempio, in Messico, il carburatore venne dotato di sensore di altitudine al fine di garantire sempre, anche sui terreni montagnosi tipici di quella regione, la corretta miscela ariacarburante per il motore e la conformità con le normative antinquinamento. Nel 1988, il motore 1.6 fu trasformato da a comando a contatto in accensione elettronica. Nel 1993, vennero apportate le ultime migliorie tecniche alla berlina 1600. Il motore adottò il sistema di iniezione del carburante e utilizzò una testa cilindri con punterie idrauliche. Contemporaneamente, il convertitore catalitico privo di sonda Lambda venne sostituito da uno con sonda.
Il Maggiolino Cabrio Moderno: Prestazioni e Tecnologia
Decisamente più vivaci sono, invece, i motori del Volkswagen Maggiolino Cabrio moderno. Realizzato sulla piattaforma della Volkswagen Golf VI, condivisa con decine di altri modelli del Gruppo VW, la VW PQ35, anche questo Maggiolino è costruito a Puebla, in Messico, come il suo antenato, ma grazie a sospensioni McPherson all’anteriore e Multilink dietro, il nuovo Beetle è decisamente più vivace. Tutti i motori, a benzina e Diesel, sono infatti turbocompressi, con il raffinato (ma non troppo affidabile) 1.4 TSI da 160 CV dotato di doppia sovralimentazione mediante turbo e compressore volumetrico. Parlando dei motori, oltre al 1.4 TSI TwinCharged, sostituito nel 2014 da un nuovo 1.4 TSI “solo” turbocompresso da 150 CV, troviamo il piccolo 1.2 TSI quattro cilindri turbo da 105 CV e il potente 2.0 TSI, lo stesso motore della coeva Golf GTI, proposto con 200, 210 o 220 CV a seconda dell’anno di produzione. Due i Diesel, il 1.6 TDI da 105 CV e il più potente 2.0 TDI da 110, 140 o 150 CV, mentre il cambio è manuale a 6 marce (a 5 marce solo per il 1.6 TDI) o, a richiesta, automatico doppia frizione DSG a 7 marce.
Versioni e Prezzi: Un'Analisi del Mercato
Arriviamo così alle versioni del Volkswagen Maggiolino Cabrio e ai prezzi. Per il primo Maggiolino, la gamma era piuttosto semplice. Le versioni più “sportive” come la 1302S, o le edizioni speciali prodotte in Messico come le Jubilee o le Jeans, ad esempio, non sono mai state prodotte in versione Cabrio, interrotta nel 1979. Oggi, invece, la creatività e la personalizzazione di molti proprietari ha portato alla nascita di Maggiolini spesso molto personali e originali, con colori sgargianti e tante componenti aggiuntive.
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Per quanto riguarda, invece, i prezzi, il boom del Maggiolino ha ovviamente coinvolto anche la versione Cabrio, ben più rara e prodotta in numeri nettamente inferiori. Per portarsi a casa un Maggiolino Cabrio servono almeno 10.000 euro per un Maggiolone da restaurare, mentre con 15/18.000 euro ci si porta a casa una Maggiolone in buono stato. Paradossalmente, il Maggiolino più moderno è offerto a prezzi simili, se non più bassi.
Più o meno contemporaneamente all’introduzione delle versioni Export e Deluxe, la gamma si arricchì delle cabriolet a due posti (prodotta dalla carrozzeria Hebmüller) e a cinque posti (sviluppata dalla Karmann). La prima ebbe vita breve: l’azienda venne chiusa per bancarotta nel 1952. La Karmann, invece, proprio grazie a quella vettura, si legò a filo doppio alla Casa di Wolfsburg.
La Storia del Maggiolino: Un Racconto di Successo
Simbolo della nascita di Volkswagen e primo prototipo di “vettura per tutti”, il Maggiolino è ancora oggi, dopo più di ottant’anni, un’icona di stile riconosciuta in tutto il mondo.
Nel febbraio del 1938, il geniale ingegnere Ferdinand Porsche completa i primi prototipi dell’auto che avrebbe rivoluzionato il concetto di mobilità. La berlina e la cabriolet chiamate Typ1 segnano la nascita di una leggenda: il Maggiolino. Innovazione nel design e nella meccanica lo rendono la prima vera auto alla portata di tutti.
1938-1949: Come Nasce un Mito
L’idea di una versione scoperta della Typ1 nasce nell’estate del 1948. Volkswagen progetta una carrozzeria aperta con una capote completamente ripiegabile e un posteriore curvo. Nell’estate del 1949 la versione Cabriolet è pronta per il mercato e si avvia lungo la strada del successo.
1989: La Rinascita Messicana
Alla fine degli anni ’80 il Maggiolino conosce una nuova fase di successo in Messico. Dopo un inizio incerto, le vendite triplicano rapidamente grazie al sostegno del governo, che riduce il prezzo del 20%, rendendolo l’auto più amata del Paese.
La produzione prosegue fino al 2003, quando viene lanciata l’ “Última Edición”, il modello che segna la fine della produzione messicana e di un’intera epoca dell’industria automobilistica.
2011-2018: Il Nuovo Maggiolino si Presenta al Mondo
Volkswagen svela la nuova generazione del Maggiolino con un’anteprima mondiale a Shanghai, Berlino e New York. Questo evento dimostra come il pubblico sia ancora affezionato a un modello che, nonostante il tempo, continua a essere un punto di riferimento nel mondo dell’automobile.
L’ultima versione riprende gli elementi stilistici più iconici: il profilo originario, il design dei gruppi ottici, la forma del cofano e le caratteristiche “guance” pronunciate. La perfetta fusione tra fascino senza tempo e innovazione tecnologica segna un altro importante traguardo, l’ultima tappa di un viaggio che ha attraversato tutto il mondo per quasi un secolo.
Una Storia da Auto Sportiva
Fin dai suoi esordi, il Maggiolino si è distinto anche per la sua anima sportiva. Le ruote grandi, il passo stretto, l’alta distanza da terra e una scocca solida lo rendevano perfetto per il fuoristrada.
Nei rally internazionali, quattro Maggiolini tipo 1302 S e 1303 S dimostrarono la loro resistenza grazie ad ammortizzatori rinforzati, un gruppo motopropulsore protetto da uno scudo speciale e un motore 1.6 potenziato dai 50 CV standard fino a 126 CV.
1963: Il Maggiolino Scende in Pista
L’idea di trasformare il Maggiolino in una vettura da corsa nasce da un concessionario americano, Hubert Brundage, che decide di montare il motore su una piccola macchina da competizione.
Dopo il successo negli Stati Uniti, la Formula V approda anche in Europa grazie a Ferry Porsche e al direttore di gara Huschke von Hanstein.
Cronologia degli Eventi Chiave
- 17 gennaio 1934: Ferdinand Porsche scrive il suo “Resoconto sulla costruzione di una vettura per i tedeschi”.
- 5 febbraio 1936: Completato il primo prototipo della berlina.
- Agosto 1945: Le autorità militari britanniche commissionano la produzione di 20.000 berline.
- Dicembre 1945: Inizio della produzione di serie del Maggiolino.
- Agosto 1947: Inizio delle esportazioni.
- 1° luglio 1949: Karmann presenta un modello a scocca aperta (cabriolet).
- 1950: Uscita dalla catena di produzione del 100.000º Maggiolino.
- 1955: Dalla linea di montaggio esce il 1.000.000º Maggiolino Volkswagen.
- 1967: Costruito il 10.000.000º Maggiolino.
- 17 febbraio 1972: Superato il record del Model-T di Ford con il 15.007.034º Maggiolino.
- 1974: Fine della produzione del Maggiolino a Wolfsburg.
- 2003: Lancio dell'"Última Edición" in Messico, segnando la fine della produzione.
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