L'articolo esplora il rarissimo modello Subaru Impreza WRX Type R STi Versione 5 e lo affianca ad alcune pietre miliari dell'automobilismo italiano, con un focus sulle auto uniche e personalizzate, spesso legate a figure iconiche come Gianni Agnelli.
Subaru Impreza WRX Type R STi Versione 5: Rarità Giapponese
La Subaru Impreza WRX Type R STi Versione 5 rappresenta un'autentica rarità nel panorama automobilistico. Prodotta in soli 709 esemplari nel colore bianco puro (codice colore 51E), questa versione è un oggetto di culto per gli appassionati.
Caratteristiche Principali:
- Data di produzione: 1999-03-03
- Codice modello: GC8F2DD
- Motore: EJ20 - 7DW1PR
- Chilometraggio: 72.500 km originali
- Turbo: VF28
- Limitatore: 8000 giri
- Pistoni: Forgiati
- Potenza dichiarata: 280 cv e 352 nm (si vocifera oltre 300 cv)
- Differenziale posteriore: Meccanico R180 regolabile (DCCD)
- Cambio: Rapporti ravvicinati
- Barra duomi: Carbonio / STI FHI (FUJI HEAVY INDUSTRIES)
- Raffreddamento: Spruzzo intercooler
- Filtro d’aria: Pannello in spugna (installato in Giappone)
- Pop Off: Forge MotorSport (più l’originale)
- Scarico: Diretto, con terminale Remus
- Scocca: Rinforzata
- Cofano: Alluminio
- Vetri: Scuri (originali)
- Specchietti: Elettrici
- Aria condizionata: Presente
- Interni: Dedicati
- Sedili: Sportivi dedicati
- Tappeti: Prodrive (originali)
- Pedaliera: Dedicata (originale)
- Volante: Nardi (originale con fattura) e Momo (originale, custodito)
- Assetto: Tein (regolabile in altezza e durezza)
- Top Mount: Tein
- Cerchi: BBS forged da 17 (già gommati) e Speedline Type 2013c da 18
- Pneumatici: 225/40 R18 MICHELIN PILOT SPORT CUP 2
La scocca è in perfette condizioni, priva di ruggine, grazie a un restauro accurato eseguito da una carrozzeria specializzata. Importata direttamente dal Giappone e immatricolata in Italia nel 2023, la vettura è già stata convertita con guida a sinistra (LHD).
Le Auto Speciali di Gianni Agnelli: Un Tributo all'Eccellenza Italiana
Gianni Agnelli, figura iconica dell'imprenditoria italiana, era noto per il suo gusto raffinato e per la sua passione per le automobili uniche. Diverse vetture, realizzate appositamente per lui o per la sua famiglia, testimoniano questa sua peculiarità.
Ferrari Testarossa Spider Valeo
Nel 1986, per celebrare i 20 anni della sua presidenza Fiat, venne riprogettata una speciale Testarossa. Una primizia per l'epoca, dotata di un doppio cambio di trasmissione Valeo. La colorazione era volutamente argento. Altra particolarità per l'epoca era la targa personalizzata. Ceduta da Agnelli ad un amico di famiglia, è stata restaurata dalla divisione Ferrari Classic per essere messa all'asta nel 2016. Aggiudicata a Roland Stern (collezionista e storico Ferrari), il quale ha verificato con Leonardo Fioravanti (che ha seguito l'iniziale progettazione) tutte le fasi del restauro più recente. Venne chiamato in causa il reparto tecnico Valeo. L'auto ha percorso circa 700km con il primo proprietario. E' sparita dai radar per apparire in perfetta forma ad un evento RM Sotheby's del 2008.
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Fiat 130 Familiari: Un Esempio di Eleganza Pratica
La Fiat 130, nelle sue versioni originarie berlina e coupé, non riscosse un grande successo commerciale, complice la crisi petrolifera del 1973. Tuttavia, le versioni familiari, realizzate come pezzi unici, sono diventate oggetti di culto.
- Villa d'Este: Colorazione argento, protezioni laterali in legno stile America e una cesta in vimini sul tetto, utilizzata per trasportare l'attrezzatura da sci a Saint Moritz.
- Versione con tetto bordeaux: Argento, senza cesta e finiture in legno, con tetto di colore bordeaux amaranto bespoke.
- Versione color crema: Color crema con tetto verde.
Fiat 500 Spiaggina Boano: Un Omaggio allo Stile Riva
La Fiat 500 Spiaggina del 1958, realizzata dalla carrozzeria Boano su specifiche richieste, si ispirava ai motoscafi Riva.
- Brancardo di battuta in legno molto basso per una facile salita.
- Assenza di porte.
- Sedili in midollino.
- Paraurti in autentica radica.
Furono realizzati due esemplari: uno per Gianni Agnelli e uno per Aristotele Onassis, che la utilizzò a Montecarlo e Saint Tropez. Il motore era il 1.6 natural power a metano…non proprio. La 500 Boano è rimasta sola al mondo, in esposizione museale a Torino.
Lancia Thema SW Integrale: Prestazioni e Esclusività
Nel 1993, Gianni Agnelli richiese all'Officina Pilota Fiat una nuova vettura a trazione integrale, molto potente, da utilizzare a Saint Moritz. L'auto fu usata per una sola estate. Gli interni in pelle Frau erano in colore blue realizzato appositamente e solamente per questa vettura.
Lancia Prisma Integrale: Un Esercizio di Stile
L'unica Prisma rimasta (una delle due è andata distrutta durante i test veicolo) è apparsa su Autoscout nel 2008; il libretto vettura ha proprietari Fiat Auto Spa, Giovanni Agnelli, Alcide Paganelli (vincitore di rally con Fiat 124 Abarth), la famiglia Carello (i loro fari sono in vendita nel ns sito).
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Ferrari Testa Rossa J: Un Sogno per Giovani Appassionati
La Ferrari Testa Rossa J è una replica in scala (75%) del celebre modello 250 Testa Rossa, realizzata in collaborazione con The Little Car Company.
- Motore elettrico con autonomia di circa 90 km.
- Velocità massima: oltre 60 km/h.
- Modalità di guida selezionabili in base all'esperienza del pilota.
- Non omologata per l'utilizzo su strada pubblica.
- Guidabile a partire dai 14 anni.
- Prodotta in 299 esemplari.
La vettura riproduce fedelmente le forme della 250 Testa Rossa, con scocca in alluminio battuto a mano e verniciatura identica a quella delle vetture di gamma. Il volante è firmato Nardi, fornitore storico del modello originale.
Lancia Aurelia B20: Un Classico Italiano
La Lancia Aurelia B20 coupé, prodotta dal 1951 al 1958, è un'icona dell'automobilismo italiano. La linea, forse ideata da Felice Mario Boano, fu realizzata principalmente da Pininfarina.
Caratteristiche Principali:
- Motore V6.
- Trazione posteriore.
- Design elegante e sportivo.
- Successi nelle competizioni automobilistiche.
La Disputa sulla Paternità del Design
La paternità del design della B20 è oggetto di dibattito. Felice Mario Boano affermò di aver ideato la linea mentre collaborava con la carrozzeria Ghia, ma Francesco De Virgilio, progettista dell'Aurelia, attribuì il merito a Pininfarina.
Le Diverse Serie
La B20 fu prodotta in diverse serie, con modifiche estetiche e meccaniche:
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- Prima Serie (1951-1952): Motore 1990,97 cm3, 75 HP, velocità massima di circa 160 km/h.
- Seconda Serie (1952-1953): Motore potenziato a 80 HP, nuovi paraurti in acciaio senza rostri, "codine" posteriori.
- Terza Serie (1953-1955): Motore 2451,31 cm3, 118 HP, velocità massima di 185 km/h, "coda" tondeggiante.
- Quarta Serie (1956): Retrotreno tipo "De Dion" a ruote semi-indipendenti, freni maggiorati.
- Quinta Serie (1956-1957): Disponibile con guida a sinistra, modifiche agli interni.
- Sesta Serie (1957-1958): Leggero incremento di potenza, deflettori alle portiere.
Aurelia B20 Elaborate da Nardi e Vignale
Al Salone dell’automobile dei primi mesi del 1955 (New York e Torino in particolare) viene esposta una vettura nata dal connubio tra la meccanica della B20 Aurelia elaborata da Enrico Nardi e la carrozzeria in alluminio costruita dalla Alfredo Vignale su disegno di Giovanni Michelotti. La vettura, che in realtà viene realizzata per volontà del Nardi, ha una originalissima carrozzeria in alluminio - tinteggiata in due gradazioni di azzurro - con padiglione in plexiglas (sovrastato da una presa d’aria centrale metallica), parabrezza a doppia curvatura, pinne caudali ed un grande faro centrale che taluni arrivano a definire “occhio di Polifemo”. Caratterizzano la vettura le ruote a raggi del tipo Rudge-Witworth, il volante (ovviamente un Nardi), gli interni in pelle di cinghiale ed una strumentazione (diversa da quella della B20 di serie) a quattro quadranti (due grandi e due piccoli). Il telaio della macchina è del tipo tubolare, il passo è di cm 253 (contro i 265 della B20 di serie). Il motore è un B20 da 2 litri e mezzo profondamente modificato da Nardi (collettore Nardi, 2 carburatori Weber 40 DCN, asse a camme modificato, rapporto di compressione 8,9:1) che raggiunge una potenza di circa 140 cavalli a 5500-5600 giri e che imprime alla vettura - che pesa solo 987 kg - una velocità massima attorno ai 200 km all’ora.
Aurelia B20 vs Alfa Romeo 1900 Sprint/Supersprint
A partire dal 1956, però, per volontà della nuova proprietà (Pesenti è di fatto subentrato alla famiglia Lancia) la B20 abbandona le velleità sportive e si imborghesisce, riducendo le prestazioni (110 CV, 176 km/h, poi incrementate a 112 CV e 180 km/h nel’57), mentre la 1900 Super Sprint, con una nuova livrea, mantiene intatto il carattere vivace fino alla fine produzione (il 1958, curiosamente lo stesso anno in cui anche la B20 cessa la sua vita). A titolo di curiosità, si può ancora aggiungere che i valori globali di produzione (dal 1951 al 1958) sono i seguenti: 3871 Aurelia B20 contro 1803 Alfa Romeo 1900 Sprint/Supersprint.
Fiat 8V "Ottovu"
Altra “teorica” concorrente della B20 (e, quindi, dell’Alfa Romeo 1900 coupé) avrebbe potuto essere la 8 cilindri Fiat denominata “ottovu” ed uscita nel 1952. La Fiat però dedica scarsa attenzione a questa sua creatura, che viene prodotta in appena 114 esemplari (molti dei quali carrozzati da Zagato) e che in buona sostanza viene utilizzata quasi esclusivamente da piloti più o meno dilettanti, che la portano in gara ottenendo molto spesso ottime prestazioni e non di rado prevalendo sulle rivali Alfa Romeo e Lancia.
Risultati Sportivi dell'Aurelia B20
Come si può leggere in Wikipedia alla voce “Lancia Aurelia/risultati sportivi”, la B20 di Bracco/Maglioli si piazza al secondo posto assoluto, alle spalle della Ferrari vittoriosa (piotata da Luigi Villorersi/Cassani), una macchina avente una cilindrata più che doppia (4,1 litri). Le altre B20 della Casa ottengono il 5°, il 7° ed il 16º posto nella graduatoria assoluta.
Alla celebre durissima “24 ore” di Le Mans (23-24 giugno) prende il via, abbastanza a sorpresa, una B20, guidata da Giovanni Bracco e dal giornalista-gentlemen driver, Conte Giovanni Lurani; questa partecipazione nasce dal connubio di due “necessità” incrociate e complementari: da una parte il Conte Lurani, regolarmente iscritto alla grande corsa francese ma……..privo di una vettura efficiente, dall’altra la Lancia, che decide troppo tardi di partecipare con il valente Giovanni Bracco e non riesce ad iscriversi entro i termini imposti dal regolamento.
Oltreché alla Mille Miglia ed a Le Mans, nel 1951 le “prima serie” B20 (non soltanto quelle semi-ufficiali ma anche quelle dei gentlemen privati) si aggiudicano quasi sempre la categoria di appartenenza (Gran Turismo) e spesso sovrastano vetture di cilindrata e “nome” superiori (Ferrari, Maserati).
Land Rover Range Rover: L'Inizio dell'Era dei SUV di Lusso
Quasi 30 anni prima del debutto delle Suv, il marchio Land Rover lanciava sul mercato un’inedita fuoristrada, che, pur mantenendo fede alle doti off-road dei prodotti della Casa, mostrava al mondo una nuova declinazione di questo tipo di vetture, capace di stupire anche in termini di eleganza e raffinatezza. Dopo ben quattro generazioni e vari padroni (dal 2008 il brand è in mano alla Tata), “the Queen” è ancora oggi un punto di riferimento tra i più esclusivi veicoli a ruote alte. Non solo: il suo nome è ormai un brand nel brand, che identifica i prodotti di lusso della Land Rover. Ma la regina resta sempre lei, l’ammiraglia della Casa.
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