Introduzione

I veicoli anfibi militari rappresentano una categoria affascinante di mezzi, capaci di operare sia su terra che in acqua. Questa duplice capacità li rende particolarmente adatti a scenari operativi complessi, dove la rapidità di movimento e la flessibilità tattica sono fondamentali. La storia di questi veicoli è ricca di innovazioni e adattamenti, nati per rispondere alle esigenze specifiche dei diversi contesti bellici e logistici.

Le Origini e l'Evoluzione Storica

L'idea di un veicolo capace di muoversi sia su terra che in acqua non è nuova. Già nel lontano luglio del 1770, si attribuisce al poliedrico Principe Raimondo di Sangro di Sansevero l'invenzione di carrozze anfibie. Parallelamente, Samuel Bentham lavorava a un progetto simile, che vide la luce nel giugno 1787.

Il primo veicolo anfibio semovente di cui si ha conoscenza fu una chiatta da dragaggio a ruote alimentata a vapore, denominata Orukter Amphibolos, progettata e costruita dall'ingegnere statunitense Oliver Evans nel 1805. Nel 1849, Gail Borden (noto per l'invenzione del latte condensato) progettò e testò un carro a vela anfibio. Tuttavia, durante i test, il veicolo si ribaltò poco dopo aver lasciato la riva, probabilmente a causa della mancanza di zavorra per contrastare la forza del vento.

Fino alla fine degli anni '20, gli sforzi per creare un veicolo anfibio si limitavano principalmente all'applicazione di ruote e assi allo scafo di una barca, oppure a far galleggiare un telaio mobile unendo uno scafo simile a una barca con il telaio di un'automobile. Un esempio significativo di questi primi tentativi è la carrozza anfibia a benzina del 1905 di T. Richmond, un veicolo a tre ruote in cui l'unica ruota anteriore fungeva da sterzo sia su terra che in acqua. La propulsione era fornita da un motore a combustione a benzina a tre cilindri che azionava le ruote posteriori, dotate di pinne per favorire il movimento in acqua.

A partire dagli anni '20, lo sviluppo di veicoli anfibi ha visto una proliferazione di progetti e varianti, destinati a scopi diversi come attività ricreative, spedizioni, ricerca e soccorso, e impieghi militari. In alcuni casi, la capacità anfibia era essenziale per lo scopo del veicolo, mentre in altri rappresentava solo un'estensione delle capacità di un'imbarcazione o di un veicolo terrestre.

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Un progetto innovativo fu quello di Peter Prell del New Jersey, che ideò un veicolo anfibio fuoristrada capace di operare in mare oltre che su fiumi e laghi, senza necessità di un terreno solido per l'entrata o l'uscita dall'acqua. Il suo modello combinava uno scafo simile a una barca con cingoli simili a quelli di un carro armato.

L'Impiego Militare e i Modelli Chiave

Lo sviluppo delle auto anfibie ha ricevuto un notevole impulso durante la Seconda Guerra Mondiale, quando le esigenze belliche richiesero veicoli capaci di superare ostacoli naturali come fiumi e coste. Tra i modelli più significativi di questo periodo spiccano la tedesca Schwimmwagen, una jeep 4x4 compatta progettata dalla Porsche nel 1942, e le americane Willys MB jeep e Ford GPA (o Seep, una combinazione di Sea jeep). Questi veicoli si rivelarono fondamentali per il trasporto di truppe e materiali in ambienti difficili.

Primi sviluppi svedesi

Uno dei primi veicoli trasporto truppe corazzati studiato e prodotto con capacità anfibie fu il Terrängbil m/42 KP (Tgbil m/42) svedese.

Pbv 302

Riguardo ai nuovi mezzi per la fanteria, nel gennaio 1963, in Svezia si pensò al Pbv 302. Il 25 febbraio 1966, il primo veicolo di serie fu consegnato alla fine di dicembre del 1966. Le consegne di Pbv 302 proseguirono fino al 1972. Esisteva anche una versione con batteria, la Bplpbv 3023.

Il ruolo degli anfibi militari nel XX secolo

Durante la Prima Guerra Mondiale, gli eserciti si trovarono ad affrontare trincee fangose e umide, rendendo necessarie calzature impermeabili e comode. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, gli anfibi militari divennero più avanzati, con suole rinforzate e materiali resistenti all’acqua, ideali per operazioni in condizioni estreme. Durante la Guerra del Vietnam, gli “jungle boots”, anfibi con fori di drenaggio e tomaie in tela, migliorarono la ventilazione e prevennero infezioni.

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Modelli Recenti e Innovazioni

Nel secondo dopoguerra, la tedesca Amphi-Ranger, con scafo in lega d'alluminio AlMg2, rappresentò un ulteriore passo avanti, sebbene ne furono costruiti solo 100 esemplari. Più recentemente, Gibbs Amphibians ha sviluppato un nuovo tipo di veicolo anfibio capace di raggiungere alte velocità sia su terra che in acqua, utilizzando un sistema idraulico brevettato per sollevare le ruote nei passaruota e consentire al veicolo di planare sull'acqua. Questi veicoli possono passare dalla modalità terrestre a quella acquatica in circa cinque secondi.

Nel 2010, la società WaterCar, con sede nella California meridionale, ha stabilito il Guinness World Record per il veicolo anfibio più veloce con il prototipo The Python, raggiungendo velocità massime di 204 km/h su terra e 96 km/h in acqua. Successivamente, la società ha lanciato il suo primo veicolo commerciale, The Panther, che raggiunge i 129 km/h a terra e 71 km/h in acqua, impiegando meno di 15 secondi per passare dal suolo all'acqua.

Il Progetto SUPERAV e l'ACV

Agli inizi del 2009, il prototipo SUPERAV (Surface Performance Amphibious Vehicle) era pronto. Questo veicolo faceva tesoro dell’esperienza maturata con gli altri veicoli 8×8 della casa di Bolzano, dei quali manteneva molte caratteristiche, come la trasmissione con schema ad H, le ruote, i riduttori ed i gruppi già impiegati su Centauro e VBM. Lo scafo, estesamente modificato rispetto al VBM, assumeva una conformazione più compatta ed alta dettata dalle necessità del requisito anfibio, risultando inoltre più stretto per rientrare nella sagoma massima consentita dal C-130. La configurazione generale del mezzo era quella classica, con il gruppo propulsore posto anteriormente ed il vano di trasporto nella parte centro-posteriore dello scafo. Nonostante il peso a vuoto piuttosto contenuto, il SUPERAV vantava buoni livelli di protezione grazie all’utilizzo di soluzioni progettuali specifiche, di blindature avanzate ed alla marcata conformazione a V dello scafo.

L’accento era posto su di una piattaforma in grado di operare in modo ottimale sia in mare, partendo dal bacino allagabile delle navi anfibie, che a terra, continuando l’azione in profondità dopo la presa di terra senza soluzione di continuità. Mosso a terra su cingoli ed in acqua con idrogetti, il mezzo, dotato di torretta armata di cannoncino automatico Mk 44 Bushmaster da 30 mm, doveva fornire elevatissime doti marine per soddisfare i rigidi requisiti dell’USMC che ne prevedevano la messa a mare a grande distanza dalla costa, da raggiungere ad una velocità massima di oltre 20 nodi. Lo sviluppo del mezzo si protrasse per vari anni, evidenziando però numerosissimi problemi tecnici e continui aumenti di costo.

Durante un’operazione di sbarco, un numero limitato di ACV sarebbe partito direttamente dai bacini delle navi anfibie poste a non meno di 12 miglia dalla costa per trasportare sulle spiagge, alla velocità di almeno 8 nodi, la prima ondata di Marines, che avrebbe conquistato e reso sicura la testa di ponte. Per meglio rispondere a tali requisiti, lo scafo venne pertanto modificato, divenendo più largo e più alto rispetto alla versione precedente. La capacità di navigare autonomamente in mare aperto sarebbe stata preferenziale, ma non essenziale.

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Il primo, denominato ACV 1.1, sarebbe stato costituito da circa 200 veicoli ruotati anfibi di progetto sostanzialmente derivato dagli studi già effettuati per l’abortito MPC. Tali mezzi, realizzati in configurazione trasporto truppe, sarebbero stati dotati di eccellente mobilità a terra e di elevata protezione balistica, con scafo a V per minimizzare gli effetti delle esplosioni di mine ed ordigni improvvisati. Successivamente, per ovvie considerazioni di ordine economico, logistico ed operativo, i requisiti dei due stadi della fase 1 furono sostanzialmente amalgamati in un unico veicolo, che avrebbe avuto sin dall’inizio caratteristiche più avanzate, anche per poter accelerare la sua distribuzione ai reparti. I severi test di valutazione finale e le prove operative evidenziarono la superiorità del SUPERAV sull’altro concorrente, soprattutto nella mobilità a terra, nella protezione e nelle caratteristiche anfibie.

In quell’occasione, il CEO di Iveco Defence Vehicles, Vincenzo Giannelli, teneva infatti a dichiarare che “questo accordo rappresenta una pietra miliare nella nostra trasformazione in player globale. Attraverso la partnership con BAE Systems in questo programma, il nostro know-how e la nostra eccellenza tecnica sono stati riconosciuti e vengono ora posti al servizio dei Marines degli Stati Uniti. Straordinaria la mobilità a terra consentita dal più potente turbodiesel Iveco Cursor 16 da 700 HP, un propulsore a 6 cilindri in linea che garantisce un ottimo rapporto potenza/peso. E’ associato ad un cambio di origine statunitense Allison 4800 SP, preferito al tradizionale sistema della ditta tedesca ZF, e dispone di sette marce avanti e due retromarce. In tale contesto appare evidente che l’acquisizione di almeno un primo lotto di ACV rappresenterebbe un’opportunità quanto mai interessante ed economicamente vantaggiosa per il nostro Paese.

Veicoli Anfibi nell'Esercito Italiano

I mezzi dell'Esercito Italiano includono una vasta gamma di veicoli, aeromobili e mezzi speciali che supportano i soldati nel loro servizio in Italia e all'estero. Il parco mezzi militari è complesso e comprende veicoli da combattimento, veicoli tattici protetti, veicoli cingolati, autocarri tattici logistici, complessi autoscarrabili, autovetture da ricognizione e veicoli multiruolo.

Veicoli Tattici

Il Veicolo Tattico Leggero Multiruolo (VTLM) “Lince” presenta caratteristiche simili al modello appena descritto, ad eccezione dei kit. Questi ultimi, infatti, possono essere installati in poco tempo e comprendono blindature modulari aggiuntive, oppure tutto l’occorrente per guadare un corso d’acqua. È stato introdotto in servizio nel 2006 ed è stato schierato in Libano, Afghanistan, Kosovo, Somalia e Repubblica Centrafricana.

Veicoli Cingolati

Tra i veicoli cingolati, il Veicolo cingolato bimodulare BV 206 si distingue per il suo aspetto compatto e tozzo, che aiuta a mantenere basso il baricentro e a sfruttare la forza trainante su terreni impervi.

Autocarri Tattici Logistici

L'Autocarro Tattico Logistico “ACTL SM 44.30 BAD”, a disposizione dell’E.I. a partire dal 2002, prevede due allestimenti: l’SM (Standard Military) e l’SMH (Standard Military Heavy). Per entrambe queste versioni ci sono varie trazioni (4×4, 6×6, 8×8). La cabina di guida è disponibile in versione normale o ribassata, con sagoma adatta al trasporto ferroviario e all’aviotrasporto. È inoltre possibile applicare alla cabina un kit di blindatura, che rende questo veicolo uno dei mezzi blindati Esercito Italiano.

Altri Veicoli Logistici

Il Complesso Autoscarrabile “APS 95” è adibito a uso logistico speciale e si costituisce di veicolo, container scarrabile e sistema di movimentazione del pianale. L'Autovettura da Ricognizione Land Rover Defender “AR 90” è destinata ad attività di Comando e Controllo, ricognizione e supporto ravvicinato. Il Veicolo Multiruolo VM 90 T, con trazione 4×4, si distingue per l’elevata mobilità sia su strada che su terreni accidentati.

Aeromobili

Oltre ai veicoli terrestri, l'Esercito Italiano possiede anche aeromobili, tra cui aerei da collegamento e trasporto leggero (ACTL) e aerei da collegamento e trasporto regionale (ACTR), oltre a una varietà di elicotteri, come l'elicottero da esplorazione e scorta AH-249 (NEES), l'elicottero da trasporto tattico NH-90 e il nuovo elicottero da trasporto medio CH-47 F.

Veicoli Anfibi Specifici

Di questa categoria di mezzi Esercito Italiano fa parte l’AAV7 (Assault Amphibious Vehicle), veicolo d’assalto anfibio in grado di navigare e muoversi su terra grazie ai suoi 2 idrogetti orientabili installati nella parte posteriore.

Veicoli Speciali del Genio

L’arma del Genio Esercito Italiano può contare su mezzi militari speciali per l’assolvimento dei particolari compiti a cui è chiamata, tra cui autogrù di media portata, caricatori frontali ruotati, terne ruotate, ponti BAILEY, ponti galleggianti mobili (PGM) e veicoli tattici medi multiruolo (VTMM) “ORSO”.

Anfibi Militari nell'Abbigliamento Civile

Gli anfibi militari sono apprezzati non solo dai soldati, ma anche da chi effettua escursioni, attività all’aperto o desidera un’immagine marziale. Il design funzionale ed esteticamente gradevole degli anfibi militari li ha resi popolari anche come elemento di moda, abbinabili a vari stili di abbigliamento. La loro robustezza, durabilità, comfort e resistenza agli agenti atmosferici li rendono perfetti per climi variabili e condizioni meteo avverse.

Auto Anfibie Civili: Un'Alternativa Ludica

Oltre all'impiego militare, i veicoli anfibi hanno trovato spazio anche nel settore civile, con modelli progettati per il tempo libero e l'avventura. Questi veicoli offrono la possibilità di esplorare ambienti acquatici e terrestri senza la necessità di cambiare mezzo di trasporto.

Esempi di Auto Anfibie Civili

Tra le auto anfibie più belle e stravaganti, si possono citare:

  1. Dutton Surf: Un mezzo anfibio allestito sulla base meccanica di Suzuki Jimny, che lo trasforma in una perfetta auto anfibia da fuoristrada.
  2. Rinspeed sQuba: Primo veicolo anfibio elettrico, capace di funzionare anche come sottomarino.
  3. Rinspeed Splash: Equipaggiata con alette idrodinamiche che le permettono di sollevarsi sul pelo dell’acqua, famosa per aver attraversato il canale della Manica.
  4. Gibbs Quadski XL: Una fusione tra un quad ed una moto d’acqua, in grado di trasportare due persone.
  5. Water Car Panther: L’auto anfibia più veloce al mondo, con una velocità massima di 130 km/h su strada e 70 km/h in acqua.
  6. Lotus Esprit James Bond: Apparsa nel film "La spia che mi amava", dotata di un sistema speciale che le permetteva di trasformarsi in sottomarino.
  7. Amphicar 770: Un’auto anfibia cabriolet di origine tedesca, la prima auto anfibia della storia per uso civile ad aver superato il canale della Manica.
  8. Bond Bug 700: Rivisitata come auto anfibia dal programma The Grand Tour, dotata di un motore Reliant da 29 CV.
  9. Gibbs Aquada: Un veicolo appositamente progettato per essere perfettamente a suo agio sia in acqua che su terreni asciutti, spinta da un motore 2.5L Rover V6.
  10. Volkswagen Schwimmwagen Type 166: Un’auto anfibia prodotta a partire dal 1940 per uso militare.

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