Introduzione
L'utilizzo di veicoli trainati da cavalli ha radici antiche e una storia ricca di evoluzioni. Dai primi carri rudimentali alle sofisticate carrozze dei secoli successivi, questi mezzi di trasporto hanno svolto un ruolo fondamentale nelle attività umane, influenzando commercio, guerra, agricoltura e cerimonie. Questo articolo esplora la storia e le diverse tipologie di veicoli per cavalli, concentrandosi sulle loro origini, sviluppo e utilizzo nel corso dei millenni.
Origini Antiche in Mesopotamia e nel Vicino Oriente
Le origini del carro si fanno risalire alla slitta e al carretto a scivolo, considerati gli archetipi del carro a quattro e a due ruote rispettivamente. La documentazione figurativa mesopotamica del III millennio a.C. testimonia l'uso di carri e del sistema di timone/giogo per il traino, associato a tutti i tipi di veicoli a ruote.
Già nel III millennio a.C., dalle fonti epigrafiche, è confermata la specificità funzionale dei carri, assegnati a singoli individui che «si recano in battaglia». La formazione-tipo di questi carri sembra essere costituita dall'auriga e da un secondo soldato che gli sta dietro e ha il compito di attaccare il nemico. Tipologie di base analoghe (carri con piattaforma e con guida a gambe divaricate) persistono alla fine del millennio, soprattutto nella documentazione glittica a tema mitologico-religioso e nella coroplastica della Siria.
Evoluzione e Diffusione nel II Millennio a.C.
Nel II millennio a.C., il tradizionale veicolo a quattro ruote continua a essere in uso, frequentemente rappresentato sulle impronte di sigilli cilindrici dell'Anatolia, risalenti ai secoli XIX-XVIII a.C. Accanto alla già nota traversa per il controllo del veicolo compare un nuovo tipo di ruota a quattro raggi, attestata anche su modellini in metallo, ancora provenienti dall'Anatolia e datati alla stessa epoca.
Anche nel II millennio a.C. gli equidi, incluso il cavallo, vengono ampiamente adibiti al traino dei carri e la loro frequente menzione nei testi è attestata dalla Mesopotamia all'Elam alla Siria fino all'Anatolia paleo-ittita nel corso della prima metà del II millennio a.C. L'impiego del carro, oltre che per scopi bellici e commerciali, per trasporto carovaniero, nelle attività agricole, nelle cerimonie di culto, è attestato anche nella caccia, almeno dal II millennio a.C., per diventare successivamente tema narrativo assai diffuso in tutto il Vicino Oriente e in Egitto.
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La funzione bellica del carro può considerarsi indicata con certezza intorno alla metà del II millennio a.C., dai testi dei re ittiti Khattušili I e Muršili I (1650-1590 a.C.), le cui armate comprendevano carri da guerra. Dalla fine del II millennio i carri trainati dai cavalli si diffondono ancora più ampiamente nell'area vicino-orientale e sono rappresentati sulla glittica, su opere di metallo a sbalzo, come la coppa aurea da Ugarit, e sui raffinati intagli eburnei da Megiddo.
Il Carro nell'Antico Egitto
Altrettanto minuziosa è la rappresentazione di carri sui rilievi egizi, già nel XVI sec. a.C., confortata dalle fonti testuali relative, con evidenti analogie tipologiche e strutturali con i veicoli asiatici, probabilmente introdotti nel corso del predominio Hyksos in tale regione. I contesti figurativi più noti a tale riguardo restano il ciclo di rilievi di Ramesse III (1190- II59 a.C.), che narra lo scontro con i «Popoli del mare» (XII sec. a.C.), e la battaglia di Qades condotta da Ra- messe II (seconda metà del XIII sec. a.C.) contro gli Ittiti. Vi ricorrono veicoli agili, con due o tre passeggeri, dai profili arrotondati o rettangolari e con ruote a quattro o sei raggi. Il traino di equidi è il più diffuso ed è menzionato sia nei testi cuneiformi che nei documenti di el-'Amārna, della seconda metà del millennio; dai rilievi egizi è documentato l'uso di particolari gioghi, a forma di Y, anatomicamente adatti a imbrigliare gli equidi. L'impiego di carri in attività belliche aumenta sensibilmente rispetto al passato, costituendo il punto di forza delle armate e bottino ambito dei vincitori, come nel caso dei faraoni Thutmosis III e Amenophis II (prima metà del XV sec. a.C.).
I Carri Assiri e Achemenidi
I rilievi assiri, fino alla caduta dell'impero (612 a.C.), sono la fonte più ampia ed esauriente per la conoscenza delle tipologie e degli arredi dei carri vicino-orientali del I millennio a.C. La particolare tematica dei rilievi neo-assiri fornisce dati anche sui veicoli a ruote dei popoli vinti, come gli abitanti di Lakiš e gli Elamiti, e su una sorta di carro più piccolo e agile, trainato da bovidi o muli, talvolta da schiavi, con ruote provviste di raggi. I carri veri e propri sono inoltre rappresentati con notevole frequenza sia sui rilievi degli ortostati palaziali, sia sulle rare pitture parietali di palazzi provinciali (come Til Barsip), che sui sigilli cilindrici. Ampie attestazioni provengono anche dalla metalloplastica elamita e urartea.
Analogamente all'età dell'impero assiro, la fonte documentaria maggiore dopo la fine del suo primato è costituita dai rilievi achemenidi di Persepoli e, in parte e successivamente, da testi e opere figurative, provenienti dall'Anatolia ma di matrice greco-persiana. I rilievi dell’apadāna di Persepoli mostrano carri sontuosi come tributi al re e le raffigurazioni sui sigilli cilindrici ritraggono il sovrano intento a colpire con l'arco il nemico su carri a cassetta quadrangolare con grandi ruote pluriraggiate a traino di equidi.
Tipologie di Carrozze nel XVIII e XIX Secolo
Nel XVIII e XIX secolo, la costruzione di carrozze divenne un'arte raffinata. I costruttori di carrozze realizzavano veicoli su misura per i loro clienti, senza una vera produzione in serie. Le carrozze si identificavano in categorie base come Phaetons, gigs, dog carts, breaks, coaches e vetture condotte da cocchieri. Spesso prendevano il nome dal committente, dal costruttore, dalla forma della cassa, dalla zona di costruzione o dallo scopo per il quale erano state costruite.
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Coach: Origini e Diffusione
La definizione di “Coach” si pensa sia originata dalla città ungherese di Kotze dove si presume sia stato costruito il primo coach. La Regina Mary Tudor viaggiò in un quattro ruote “Chariot” trainato da sei cavalli in occasione della sua incoronazione nel 1553. Il primo coach inglese della Casa Reale fu costruito nel 1564 da Walter Rippon e usato per l’apertura del Parlamento nel 1571.
Entro il 1640 i coaches erano di uso comune, venivano utilizzati per portare passeggeri e merci da Londra a altre città. Questi mezzi erano conosciuti come “Flying Wagons” perché erano relativamente più veloci rispetto alle carovane dei cavalli da soma.
Hackney Coach: Carrozze a Noleggio
Gli Hackney coaches vennero messi a noleggio all’inizio del 17esimo secolo. Entro il 1634 uno “stand” (tipo una rimessa) fu creato a Londra presso la Strand Road (una strada di Londra). Nel 1654 c'erano 300 carrozze autorizzate a Londra e nei suoi dintorni, e nel 1832 erano circa 1.200.
Innovazioni e Miglioramenti
Nel 1768 furono attribuiti riconoscimenti dalla società inglese delle arti e manifatture per un invenzione di molle al dottor R. Lovell Edgeworth. Molle a frusta furono ritenute soddisfacenti e un ottimo sollievo per passeggeri e cavalli. Alla fine del 1700 vennero utilizzate le molle a C, queste diedero un comfort ancora maggiore. Nel 1802 le molle ellittiche furono inventate da Obadiah Elliot permettendo ai costruttori di costruire senza l’uso del sottocarro.
Attacchi: Discipline Sportive
Gli attacchi sono un insieme di discipline sportive basate sulla guida di veicoli trainati da cavalli. Sin dall'antichità l'uomo utilizzò il cavallo per trainare carichi e persone. Questa attività si perfezionò durante i millenni e nel XVIII secolo divenne una disciplina sportiva.
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Il Concorso di Attacchi
Esistono diverse tipologie di competizioni di attacchi che si differenziano per le azioni richieste. Inoltre ogni tipologia ha le sue categorie relative al tipo di attacchi (a uno, due o quattro cavalli) e al livello tecnico.
Attacchi Sportivi
Il concorso di attacchi è costruito sul modello del concorso completo di equitazione cioè si svolge in tre giorni e durante ognuno di essi si svolge una prova. Vince la competizione l'equipaggio che ha totalizzato il minor numero di penalità.
- La prova A (Dressage): Si svolge in un rettangolo ed è valutata da giudici. Consiste nell'eseguire alcune figure al passo, al trotto o al galoppo.
- La prova B (Maratona): Mette alla prova velocità e resistenza dei cavalli. Si svolge su un percorso di 20 km al massimo che devono essere percorsi in due ore circa contando anche due soste obbligatorie.
- La prova C (Gimcana): È caratterizzata da massimo venti porte. Cavalli e vettura devono passare in mezzo ai due coni senza urtarli per non far cadere la pallina.
Attacchi di Tradizione
Non necessitano vere e proprie doti sportive da parte di cavalli e mostrano equipaggi tali e quali a quelli usati nei secoli precedenti. Ne esistono due tipi: l'eleganza e la tradizione.
Tiro Pesante
Esistono prove simili alle precedenti riservate a cavalli da tiro.
Tipi di Attacchi
Esistono numerosi modi di attaccare i cavalli. Le disposizioni più comuni sono:
- Il singolo: un unico cavallo.
- La pariglia: due cavalli uno accanto all'altro.
- Il tandem: due cavalli uno di seguito all'altro.
- Il tiro a quattro: quattro cavalli in totale.
Esistono numerose altre disposizioni per lo più locali, come:
- La troïka: di origine russa, è composta da tre cavalli.
- L'attacco a quattro in parallelo: usato ancora in Svizzera.
- La diligenza del San Gottardo: che collegava le città di Andermatt e Airolo.
- Il tiro a sei o della Regina: formato da tre pariglie una davanti all'altra.
Carrozze
Esistono differenti modelli di carrozze che si distinguono per numero di ruote, fine, proporzioni, numero di cavalli richiesti e disposizione dei posti per guidatore, groom ed eventuali passeggeri.
Oltre alle carrozze "classiche" che sono utilizzate per la prova A e C degli attacchi sportivi esiste un altro modello molto più moderno e meno elegante destinato alla maratona (fase B). Quest'ultimo è attrezzato con tecnologie moderne come sospensioni a balestra e freni a disco per adattarsi alle asperità del percorso.
Il Carretto Siciliano
Fin dall'antichità, il trasporto delle merci e delle persone avveniva per via mare mediante barche e per via di terra sul dorso di animali da soma o per mezzo di veicoli più o meno rudimentali. Il carro siciliano, come ogni altro strumento di lavoro, è strettamente legato alla storia economica e culturale dell'isola. La più antica forma di carro in Sicilia è lo "stràscinu" o stràula, un primitivo carro senza ruote, una specie di slitta, che ancora oggi viene adoperato per il trasporto dei covoni di grano nelle zone dell'interno dell'isola.
La storia del carretto siciliano risale ai primi dell'ottocento, infatti, fino al '700, lo scarso sviluppo delle strade nell'isola aveva limitati i trasporti al dorso degli animali. E' solo nel 1778 che il Parlamento siciliano approvò uno speciale stanziamento di 24.000 scudi per la costruzione di strade in Sicilia. Il governo borbonico nel 1830 si preoccupò di aprire strade di grande comunicazione, le cosiddette "regie trazzere", non tanto per motivi economici, quanto per ragioni militari.
Jean Baptiste Gonzalve de Nervo (1840-1897) è il primo viaggiatore che racconti di aver visto sulle strade siciliane dei carretti, le cui fiancate recavano l'immagine della Vergine o di qualche santo, derivata dalla pittura su vetro, molto popolare a quei tempi in Sicilia. Molti critici isolani hanno descritto il carretto siciliano, da G. Pitrè a G.
Evoluzione delle Carrozze in Italia
Fino alla metà del XV secolo era molto diffusa la veronese, ossia una carretta chiusa con un’unica cassa appoggiata sull’asse. Nel Cinquecento si sperimentano i primi sistemi di sospensioni a molle ma, per una serie di motivi tra i quali le strade piuttosto sconnesse, creano molti inconvenienti. In Italia possedere una carrozza diventa una vera moda e Milano vara una legge discriminatoria che nega l’uso della carrozza ai borghesi mentre a Roma Sisto V ne limita l’uso per l’eccessivo rumore che frastorna i cittadini. Nonostante queste imposizioni l’utilizzo della carrozza diventa sempre più ricercato e anche motivo di ostentazione come dimostra la carrozza di gala realizzata per le nozze di Odoardo I Farnese che pesava circa settecento chili e poteva ospitare a bordo otto passeggeri. Da questo modello inizia il successo e la carrozza diventa il nuovo simbolo borghese diffondendosi in tutta Europa e nel nuovo mondo.
Carrozze e Società: un Legame Profondo
Il rapporto tra uomo e animale non sempre è stato un mero rapporto di sfruttamento. I cavalli e gli attacchi con cui ci si spostava o si sfilava erano, di solito, quelli da lavoro, che venivano bardati con finimenti speciali estremamente ricercati e vistosi. I carrettieri indossavano i costumi tipici e si recavano alle Fiere, alle Feste patronali, ai matrimoni. Particolare cura si dedicava ad abbellire il finimento, che diventava il gioiello di famiglia insieme ai costumi ricercati e ricamati a mano.
Trasporti Pre-Industriali: un Mondo di Rumori e Lentezza
Nel Seicento e nel Settecento, per recarsi da un luogo ad un altro, il mezzo più economico era ovviamente la marcia. Le donne, gli ecclesiastici e le persone anziane preferivano la diligenza che presentava però numerosi inconvenienti: era molto pesante e assomigliava ad una grossa cassa. Qualcuno ebbe poi l'idea di montare portiere di legno munite di vetri scorrevoli e di rendere meno penoso il viaggio con sospensioni fabbricate in Italia e con un avantreno girevole ideato in Germania.
Il sistema di trasporto più usato era quello via acqua che presentava, rispetto alle strade, dei vantaggi schiaccianti: rapidità, sicurezza, economicità. Le “carrozze d'acqua”, di uso comune sin dal XIV secolo, erano enormi zatteroni, tirati da riva da cavalli per mezzo di funi, capaci di trasportare fino a quattrocento persone.
L'Evoluzione del Termine "Carrozza"
Il termine carrozza fu introdotto dai costruttori italiani nel XV secolo; all'epoca di Enrico III, venne usato anche in Francia dove il nome fu considerato maschile per diverso tempo. Ferrara divenne in breve uno dei centri di massima specializzazione. Nelle nuove carrozze le sospensioni erano realizzate con robuste corregge che assicuravano una certa elasticità alla cassa; questa venne costruita in fasciame di legno leggero e fu sormontata da una copertura a telone; nei due fianchi della cassa si apriva uno sportello che permetteva la salita e la discesa dei passeggeri. Alla fine del XVI secolo era già noto l'avantreno girevole, del quale non si conosce il luogo e la data precisa di costruzione: l'innovazione permise un rapido sviluppo delle tecniche di fabbricazione: vennero costruite carrozze da viaggio, carrozze signorili coperte e scoperte riccamente decorate e infine carrozze da posta, adibite per lunghi tragitti. Successivamente, al tetto semicilindrico venne sostituito l'imperiale, incurvato sia nel senso della lunghezza sia in quello della larghezza. Alla fine del XVI secolo i costruttori italiani avevano introdotto i pannelli di vetro applicabili sia nella parte superiore dei fianchi, sia sul retro delle carrozze chiuse. Successivamente furono adottate le portiere a cerniera, la scaletta a gradini ribaltabili che facilitava la salita e la discesa dei passeggeri, le tendine a rullo; la tappezzeria in pelle, i sedili molleggiati.
Tipi di Attacchi: Dettagli Tecnici
- Cavallo singolo: Il cavallo è attaccato al centro delle stanghe di un Gig o di un calesse, il finimento all'inglese può essere a pettorale o a collana.
- Cavalli a pariglia: curricle: Un due ruote con timone centrale per pariglia. Il finimento è sempre preferibilmente a collana.
- Due cavalli a Tandem: Considerato l'attacco sportivo per eccellenza, richiede una buona abilità di guida.
- Tre cavalli in linea - Tridem o Random: Attacco tipico dell'esercito per il traino pesante su strade strette.
- Tre cavalli detto a Balestra: Due cavalli a timone e uno di volata.
- Tre cavalli fronte linea, D'eveque: Attacco di grande effetto utilizzato con carrozze che hanno la possibilità di inserire i due timoni laterali togliendo quello centrale.
- A Four in Hand Curriclequattro cavalli: Solitamente usato con carrozze di notevoli dimensioni.
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