La Toyota Celica, una delle sportive giapponesi più amate, ha avuto una carriera lunga quasi 40 anni, segnando la storia dell'automobilismo con le sue diverse generazioni e successi nel mondo dei rally. Questo articolo ripercorre la storia di questo modello iconico, dalle sue origini fino all'ultima generazione, analizzando le sue caratteristiche, le sue versioni più rappresentative e il suo impatto nel mondo delle competizioni.

Le Origini: La Prima Generazione (1970-1977)

La prima generazione della Toyota Celica, presentata al Salone di Tokyo del 1970, nasce come una coupé progettata per conquistare il mercato nordamericano. Costruita sulla stessa piattaforma a trazione posteriore della berlina Carina, offriva una gamma motori con cilindrate comprese tra 1.4 e 2.2 litri. Inizialmente disponibile a due porte, nel 1973 fu affiancata da una più versatile variante col portellone, denotando un design più originale. Nel 1975 subì un restyling.

La Seconda Generazione (1977-1981)

La seconda generazione della Toyota Celica, lanciata sul mercato nel 1977, si distingue dalla precedente per la presenza di una versione cabriolet. Disegnata negli USA, montava motori da 1.6 a 2.4 litri. Nel 1978 vide la luce la variante XX (la prima serie della mitica Supra), mentre l'anno seguente i fari quadrati rimpiazzarono i gruppi ottici tondi. Nel 1980 nacque la versione a quattro porte Camry, che diede vita ad una fortunata famiglia di ammiraglie.

La Terza Generazione (1981-1985)

Il 1981 segnò il debutto della terza generazione della Toyota Celica. Inizialmente disponibile a due o tre porte, ospitava sotto il cofano motori da 1.6 a 2.4 litri. Nel 1983, la coupé nipponica iniziò a farsi valere nei rally con la prima vittoria nel WRC - in Costa d’Avorio - ottenuta dallo svedese Björn Waldegård. L'anno successivo, in concomitanza con l’arrivo nelle concessionarie della variante scoperta, fu la volta di un restyling che portò una nuova mascherina e i fari anteriori a scomparsa.

La Rivoluzione: La Quarta Generazione (1985-1989)

La rivoluzione per la Toyota Celica arrivò con la quarta generazione del 1985, che introdusse la trazione anteriore. Questo cambiamento rappresentò una svolta significativa nella storia del modello, aprendo la strada a nuove possibilità in termini di prestazioni e guidabilità. L’anno seguente debuttò la versione GT-Four a trazione integrale, segnando l'inizio di un'era di successi nel mondo dei rally. Nel 1988 avvenne il primo sbarco ufficiale nelle concessionarie italiane con un'unica variante: la 2.0 turbo GT-Four da 185 CV.

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L'Ascesa nel Mondiale Rally: La Quinta Generazione (1989-1993)

La quinta generazione della Toyota Celica è la prima auto asiatica ad aver conquistato un Mondiale rally: nel 1990 e nel 1992, la sportiva nipponica portò a casa due titoli WRC Piloti con lo spagnolo Carlos Sainz. La coupé del Sol Levante arrivò in Italia nel 1990 in un’unica versione (2.0 turbo 4WD da 204 CV) e solo due anni più tardi - in occasione del restyling - fu possibile acquistare varianti meno potenti (1.6 da 105 CV e 2.0 da 156 CV). Senza dimenticare la Limited Edition a trazione integrale da 208 CV, commercializzata per pochi mesi.

L'Apice dei Successi: La Sesta Generazione (1993-1999)

La sesta generazione della Toyota Celica - nata nel 1993 - è quella più vincente nei rally: nel biennio 1993-1994 conquistò due Mondiali Piloti (con il finlandese Juha Kankkunen e con il francese Didier Auriol) e due titoli Costruttori. Simile nello stile alla precedente (ma con un frontale impreziosito da quattro fari tondi), si presentò in Italia nel 1994 con tre motori al lancio: un 1.8 da 116 CV e due 2.0 da 175 e 242 CV. In occasione del restyling del 1996, la gamma dei propulsori venne rivista (1.8 da 116 CV e 2.0 da 170 CV).

L'Ultima Evoluzione: La Settima Generazione (1999-2006)

L’ultima evoluzione della Toyota Celica, la settima, portò diverse novità: uno stile più spigoloso e la sparizione delle versioni a trazione integrale e della cabriolet (quest’ultima mai commercializzata in Italia, comunque). La coupé asiatica debuttò nel 1999 con un motore 1.8 da 143 CV, affiancato nel 2001 da una variante più potente da 192 CV.

La Celica Degli Anni '90: Un'Interessante Youngtimer

La Toyota Celica prodotta a partire dalla fine degli anni ottanta si configura come una Youngtimer decisamente interessante. Sebbene la vettura rappresenti un significativo passo in avanti per il modello, fino a quel momento caratterizzato da linee moderne ma non particolarmente di carattere, la Casa preferisce definirla un’evoluzione piuttosto che una rivoluzione. Ad ogni modo, l’edizione ’90 è davvero ben riuscita. Sotto il profilo estetico si distingue per un look accattivante e grintoso, cucito su un “abito” abbastanza contenuto. Le sue linee particolarmente tondeggianti nascono da un meticoloso studio da parte del Centro Stile della Casa, effettuando sfruttando anche un’analisi approfondita in una galleria del vento. Un’impostazione chiaramente visibile sia nel disegno della carrozzeria sia in quello dei cristalli.

Motorizzazioni Disponibili

Erano tre le motorizzazioni disponibili: 1.6 ST, 2.0 GT e 2.0 GT turbo 4WD. La 1.6 ST era equipaggiata con un quattro cilindri 16 valvole di 1587 cc, in grado di sviluppare 105 cv e raggiungere una velocità di punta di 195 km/h. La 2.0 GT disponeva di un 1998 cc da 156 cv e toccava i 210 km/h. La turbo 4WD aveva lo stesso due litri della versione GT “standard” ma con turbocompressore, per una potenza massima di 204 cv e una velocità di punta pari a 230 km/h; la trazione era integrale permanente (le altre erano a trazione anteriore) con ripartizione della coppia tramite giunto viscoso e differenziale posteriore Torsen.

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La Prova su Strada

La rivista Quattroruote dedicò una scrupolosa esamina della Toyota Celica, nella versione 2.0 GT turbo 4WD. L’impostazione stilistica di questa “2+2” giapponese venne definita come originale, con un look grintoso. L’abitacolo, studiato soprattutto per accogliere comodamente due persone, si fece notare per l’allestimento curato e per l’apprezzabile dotazione di accessori. Riuscito il posto di guida, caratterizzato dal sedile confortevole e avvolgente, dai comandi disposti correttamente e dal volante regolabile in altezza.

Su strada la Celica a trazione integrale metteva in luce un’ottima guidabilità. Il motore aveva tutte le caratteristiche per soddisfare le esigenze di coloro che desideravano prestazioni di valore assoluto, anche se l’erogazione della potenza era talmente progressiva da farlo sembrare meno vivace di quello che era in realtà. Generoso, con funzionamento sempre regolare, aveva una notevole e piacevole elasticità, favorita anche dall’azione pronta e dolce del turbocompressore. Il cambio era ben manovrabile, nonostante un’escursione un po' lunga della leva tra una marcia e l’altra e un evidente salto di giri tra il rapporto della seconda e della terza.

Quotazioni Attuali

Le Toyota Celica 1.6 e 2.0 hanno una valutazione compresa tra un minimo di 1000 e un massimo di 3000 euro.

Toyota Celica (T230) VVT-i / TS: L'Ultima Generazione nel Dettaglio

L'ultima generazione (1999-2006) era disponibile con motore 1.8 da 143 CV (VVT-i) o nella più sportiva versione TS da 192 CV (VVTL-i) che raggiungeva regimi di rotazione molto elevati.

Spazio e Praticità

La Toyota Celica (settima generazione) offriva una buona abitabilità per i due occupanti anteriori. I sedili posteriori erano di emergenza (2+2). Il bagagliaio con portellone era sorprendentemente capiente e pratico per una coupé. Le dimensioni erano:

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  • Lunghezza: 4,34 m
  • Larghezza: 1,74 m
  • Altezza: 1,31 m
  • Passo: 2,60 m
  • Bagagliaio: 365 litri
  • Porte: 3 (coupé con portellone)

Design Esterno ed Interno

L'ultima generazione della Toyota Celica si distingueva per un'estetica filante e affilata, tipica dello stile giapponese di inizio anni 2000. Il frontale basso, i fari triangolari e le profonde nervature laterali le conferivano un aspetto molto aggressivo. La coda alta con lo spoiler integrato ne completava il profilo da coupé sportiva. All’interno, l’abitacolo era progettato per il pilota. La plancia era orientata verso il guidatore, con una strumentazione a tre elementi circolari e comandi semplici e intuitivi. La posizione di guida era bassa e i sedili erano avvolgenti, per un'esperienza di guida coinvolgente.

Affidabilità e Manutenzione

La Toyota Celica era considerata molto affidabile, grazie a motori robusti come i 1.8 VVT-i e VVTL-i, noti per la loro longevità. La meccanica semplice la rendeva una coupé solida e durevole, molto apprezzata dagli appassionati di auto giapponesi.

  • Tagliando: Ogni 15.000 km o una volta l’anno.
  • Durata media dei motori: Fino a 300.000 km con manutenzione costante.
  • Costo cambio olio: Circa 120-180 €.
  • Controlli consigliati: freni, sospensioni sportive e impianto di raffreddamento.

Difetti Comuni

I punti deboli più comuni, data l'età, includevano:

  • Consumo d'olio anomalo sui primi motori 1.8 VVT-i, un difetto noto poi risolto.
  • Posti posteriori molto ridotti.
  • Visibilità posteriore penalizzata dal design della coda.

Prestazioni Tecniche

La Celica era progettata per una guida sportiva e coinvolgente. Il motore 1.8 VVT-i da 143 CV era equilibrato e affidabile. La versione TS, con il suo 1.8 VVTL-i da 192 CV, era un motore aspirato ad alte prestazioni che, superati i 6.000 giri/min, cambiava carattere e offriva un allungo entusiasmante, tipico delle sportive giapponesi dell'epoca.

  • Accelerazione (0-100 km/h): da 7,2s (TS) a 8,7s
  • Velocità massima: da 205 a 225 km/h
  • Potenza: da 143 a 192 CV
  • Coppia massima: da 170 a 180 Nm
  • Trazione: Anteriore
  • Consumo medio: 7,7-8,4 l/100 km
  • Emissioni di CO₂: da 185 a 200 g/km
  • Classe ambientale: Euro 3 / Euro 4

Prezzi sul Mercato dell'Usato

Essendo fuori produzione, la Toyota Celica si trovava esclusivamente sul mercato dell’usato, dove era molto apprezzata dagli appassionati. Al debutto dell'ultima generazione, partiva da circa 22.000 euro.

  • Usato a partire da: circa 3.500 € per esemplari con molti chilometri.
  • Prezzo medio usato: circa 6.000-9.000 € per versioni ben tenute.
  • Versioni da collezione (GT-Four): potevano superare i 20.000 €.

A Chi Era Adatta

La Toyota Celica era ideale per:

  • Appassionati di auto sportive: per chi cercava una coupé accessibile ma coinvolgente.
  • Giovani driver: grazie alla linea accattivante e alla buona maneggevolezza.
  • Collezionisti: le versioni GT-Four e TS erano molto ambite come youngtimer.
  • Fan del tuning: per l'ampio supporto aftermarket e la community attiva.

La Celica GT-Four: Leggenda dei Rally

La Celica GT-Four rappresentò l'apice delle prestazioni e del successo nel mondo dei rally. A partire dal 1988, tre generazioni di questa efficace turbocompressa a quattro ruote motrici - conosciuta dagli appassionati come ST165, ST185 e ST205 - corsero nel Mondiale Rally e ebbero un successo straordinario per quasi un decennio.

La Celica GT-Four ST165

La Celica GT-Four ST165 (nota anche col nome Toyota Celica GT-4) era una versione elaborata per partecipare al Campionato del Mondo Rally, campionato in cui gareggiò dal 1988 al 1991 vincendo un titolo mondiale. La vettura rappresentò il modello di punta del team ufficiale Toyota nei rally, il Toyota Team Europe, dal WRC 1988. Infatti, sostituì la Toyota Supra Turbo, che lo era stata sino all’anno precedente. Furono tredici i successi di questa vettura nelle cinque stagioni, dal 1988 al 1992, del World Rally Car Championship alle quali questo modello ha partecipato per il team Toyota Motorsport GmbH.

La Celica GT-Four ST185

Nel 1990 venne sostituita dalla GT-Four ST185, o Celica Turbo 4WD. Questa versione venne costruita in 5000 esemplari numerati dotati di un motore 3S-GTE di II generazione potenziato rispetto alla ST185 con l’aumento della pressione del turbocompressore a 0.95 bar ed un intercooler aria/acqua. Oltre a questo, aveva un cambio con rapporti più corti, un ulteriore sincronizzatore per prima e seconda marcia ed un differenziale posteriore autobloccante di tipo Torsen.

Dei tre modelli che presero parte al campionato del mondo, la “ST185” fu quella che collezionò il maggior numero di vittorie (16), aggiudicandosi ben 5 titoli mondiali tra il 1992 ed il 1994: 3 campionati piloti e 2 campionati costruttori (1993 e 1994).

La Celica GT-Four ST205

La Celica GT-Four Turbo 4WD (ST205) era la più potente e veloce Celica di sempre. È stata venduta in Europa tra il 1994 e il 1996. La ST205 è stata utilizzata nel WRC, o World Rally Championship. Per i regolamenti di omologazione sono state prodotte 2.500 versioni WRC, che contenevano numerose funzioni extra, ma erano tutte disabilitate. Di 2500 auto costruite, 2100 sono state vendute in Giappone, 300 in Europa, 77 in Australia e il resto in altre parti del mondo. La versione WRC era disponibile solo nel 1994. Dopo il 1996 la GT-Four ha ricevuto un lifting secondario nel 1996 e nel 1998. Il lifting nel 1996, conteneva un diverso spoiler posteriore e minigonne laterali, diverso sistema di airbag, ABS e cerchioni a 6 razze. Fari e fanali modificati.

Toyota e il Motorsport: Un Legame Indissolubile

L’albo d’oro iridato di Toyota si aprì nel 1973, quando si disputò il primo Campionato Mondiale Rally. Al Press on Regardless negli USA, disertato dai big europei, vinse il canadese Walter Boyce con una Corolla. Più famoso e storico è il successo di Hannu Mikkola al Rally dei 1000 Laghi, l’attuale Rally di Finlandia. La storia della Celica è strettamente legata a Ove Andersson, al suo omonimo Motorsport aperto a Upsala in Svezia e ai successivi TTE (Toyota Team Europe) prima con base a Bruxelles, poi a Colonia. Il “Pope” che, dopo le esperienze con le squadre ufficiali Lancia HF e Alpine, era un pilota indipendente in grado di correre con qualsiasi squadra. Guidò per la prima volta una Toyota Celica Gruppo 2 al RAC Rally del 1972, piazzandosi nella top ten. L’anno successivo Andersson migliorò il risultato del RAC con il settimo posto al Rally delle Alpi Austriache, poi andò a correre in Africa e firmò le prime due vittorie Celica.

Nel 1976 il primo salto di qualità con il secondo posto al Rally del Portogallo con la Celica 2000, alle spalle della Lancia Stratos di Sandro Munari. Questa prima versione Gruppo 4 aveva un motore quattro cilindri in linea, bialbero a 16 valvole, alimentato con un sistema di iniezione Nippodenso totalmente transistorizzato, ed era abbinato a un cambio a cinque marce. Nel 1977 il TTE estese a cinque prove su dodici, la sua partecipazione al Campionato Mondiale. Il trend continuò nelle stagioni seguenti. La prima vittoria mondiale di una Toyota Celica, nello specifico la RA63, arrivò nel 1982 dieci anni dopo il debutto di Andersson al RAC. Arrivò la Celica Twin Cam Turbo (T64) ed ebbe inizio la grande epopea di Toyota nei rally africani. Ormai era tempo di mondiale. La Celica destinata all’iride era la ST165 Gruppo A, identificata anche come GT-4. Come indicava la sigla, la GT giapponese disponeva per la prima volta della trazione integrale, con differenziale viscoso centrale, anteriore e posteriore meccanici. La GT-4 vinse la sua prima gara mondiale nel 1989 in Australia con Juha Kankkunen, primo davanti al compagno di squadra Kenneth Eriksson. Nei due anni successivi con Carlos Sainz fu il binomio più forte del Mondiale.

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