Le targhe automobilistiche della Città del Vaticano rappresentano un aspetto peculiare e interessante della micro-nazione. Emesse per la prima volta nel 1930, dopo i Patti Lateranensi, queste targhe hanno subito diverse trasformazioni nel corso degli anni, sia nella forma che nella numerazione, riflettendo i cambiamenti nello Stato della Città del Vaticano e nel mondo automobilistico.
Storia e origine
Prima del 1930, dal 1870, il Papa non possedeva automobili, non essendo mai ufficialmente uscito dal Vaticano. Con la firma dei Patti Lateranensi e la creazione dello Stato della Città del Vaticano, si rese necessario dotare il nuovo stato di un sistema di targhe automobilistiche.
La storia delle auto papali inizia il 29 marzo 1929, quando il senatore Giovanni Agnelli consegnò personalmente a Pio XI una Fiat 525M, guidata in Vaticano dal famoso pilota Felice Nazzaro. Un mese dopo, arrivarono in omaggio anche una Tipo 8a Isotta Fraschini e una Graham-Paige 827 proveniente dagli USA. In precedenza, due auto Bianchi regalate al Papa erano sempre rimaste in garage. Per il giubileo sacerdotale di Pio XI, fu realizzata una Lictoria speciale, con trono papale e rifiniture in oro zecchino dagli operai di Citroën Italia.
Serie e tipologie
Dal 1988, le targhe vaticane sono suddivise in due serie principali: SCV e CV.
- SCV: Queste targhe sono utilizzate per il servizio di Stato e sono assegnate ai veicoli di proprietà del Governatorato e degli organismi della Santa Sede. Esistono targhe SCV speciali, con caratteri rossi su sfondo bianco, destinate al Papa e ai cardinali. Tra queste, la più famosa è la targa SCV 1, riservata al Pontefice e talvolta montata su diverse automobili utilizzate per eventi specifici, inclusa la Papamobile.
- CV: Queste targhe sono destinate all'utilizzo di cittadini e residenti vaticani e per tutti gli automezzi non di stato. Dal 1988 è stata introdotta la sigla CV per le auto di privati con diritto di residenza.
Evoluzione delle targhe
Le targhe vaticane hanno subito diverse modifiche nel corso degli anni. Inizialmente, le targhe anteriori erano simili a quelle italiane, mentre le posteriori erano disposte su due righe, con le lettere S.C.V. scritte su una sola riga. Con il tempo, il sistema di numerazione è cambiato, con numeri di 5 cifre per le auto e di 4 cifre per le motociclette.
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Alla fine del 2010, la scorta di targhe SCV di tipo 6 si stava esaurendo, portando alla necessità di una nuova fornitura. Si sono valutate diverse opzioni, tra cui:
- Mantenimento del precedente formato vaticano (mm 486 x 109).
- Adozione del formato italiano anteriore per le targhe militari e anteriore/posteriore per le targhe diplomatiche (mm 340 x 109).
È stato scelto il mantenimento del formato vaticano, con una targa posteriore di tipo 7 che misura mm 486 x 109 e caratteri alti mm 80 e larghi mm 40, per un tratto di mm 9. La grafica corrisponde a quella delle targhe italiane alfanumeriche del 1994. La targa anteriore tipo 7 misura mm 340 x 109, che è il formato italiano in uso per tutte le targhe speciali.
Le targhe vaticane posteriori sono da sempre contraddistinte dal punzone ufficiale dello stato. Fabbricate in Italia, giungono in Vaticano predisposte all’inserimento del sigillo, operazione svolta al momento dell’immatricolazione presso il reparto carrozzeria dell’Autoparco vaticano.
La targa SCV 1
La targa SCV 1 è la più prestigiosa, assegnata automaticamente al Pontefice. Questa targa può essere montata in modo estemporaneo su veicoli non vaticani "prestati" per determinati eventi. Ad esempio, una splendida Maserati Quattroporte 4,7 S ha trasportato Benedetto XVI durante la sua visita a Torino nel maggio 2010 con la targa SCV 1.
Il parco auto vaticano
Il parco auto vaticano è composto da una varietà di veicoli, dalle berline di rappresentanza alle Papamobili utilizzate per le occasioni ufficiali. Negli ultimi anni, si è assistito a un rinnovamento del parco auto, con una progressiva sostituzione dei veicoli tradizionali con modelli elettrici.
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Benedetto XVI, eletto il 19 aprile 2005, ereditò dai suoi predecessori varie auto, ma la sua prima fu una Volkswagen Phaeton W12 regalata dalla Volkswagen all'inizio del 2006. Accanto a queste grandi auto, c'è anche un motociclo Ape Calessino, regalo della Piaggio nel 2008.
Nel 2012, sono arrivate in Vaticano le prime due auto elettriche, dono della Renault, derivate dalla Kangoo Maxi ZE, e una nuova Papamobile, basata sulla Mercedes Classe M serie W166.
Con l'elezione di papa Francesco (13 marzo 2013), è iniziata una fase di contrazione generale delle spese dello Stato, che ha determinato una discreta riduzione di nuove immatricolazioni. Tuttavia, il parco auto vaticano continua a rinnovarsi con l'introduzione di veicoli elettrici e ibridi.
Veicoli speciali
Nel corso degli anni, il Vaticano ha ricevuto in dono diversi veicoli speciali, tra cui:
- Un pick-up americano GMC "Sierra", utilizzato da papa Giovanni Paolo II in Canada nel 1984.
- Una papamobile Hyundai Santa Fe utilizzata da papa Francesco in Corea del Sud nell'agosto 2014.
- Una papamobile derivata da una Isuzu modello D-Max, allestita a Manila in occasione del viaggio di papa Francesco nelle Filippine nel febbraio 2015.
- Una Nissan "Leaf", auto totalmente elettrica, donata al pontefice nel gennaio 2017.
- Una Opel Ampera-e, auto totalmente elettrica, donata al pontefice nel maggio 2017.
- Una papamobile allestita sul telaio di un Dodge RAM 2500, donata al pontefice nel dicembre 2017.
- Un SUV Dacia Duster 4x4, appositamente studiato per la mobilità del Papa e consegnato nel novembre 2019.
- Due papamobili allestite su telaio di Toyota “Mirai”, vetture dotate di propulsore ad idrogeno, fornite per il viaggio apostolico di papa Francesco in Giappone nel novembre 2019.
Veicoli della Gendarmeria
Il Corpo della Gendarmeria SCV è stato potenziato negli ultimi anni sia con personale che con mezzi. La livrea dei veicoli, in origine giallo-bianca, dal 2012 è blu con banda bianco-oro. Nel parco veicoli della Gendarmeria si segnalano:
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- Due Volkswagen modello "e-up!", dotate di motore elettrico, impiegate per il pattugliamento entro le mura vaticane e in piazza san Pietro.
- Due Smart ED, successivamente rimpiazzate da due esemplari identici ma dell'ultima versione.
- Un rimorchio telonato ad un asse, immatricolato nel novembre 2013 con la sola targa posteriore SCV 01108.
- Un motoveicolo "quad".
- Un secondo rimorchio, simile al precedente, immatricolato con la sola targa posteriore, SCV 01257.
- Un fuoristrada FCA (Fiat Chrisler Automobiles) modello Jeep Renegade Sport.
- Un'autopompa-serbatoio (APS) allestita da BAI su telaio di un van MAN modello TGE 6.180E6.
- Un pick-up Ford Ranger allestito da ARIS.
- Una Fiat Panda 4x4.
Veicoli sanitari
Nel parco veicoli vaticano sono presenti anche veicoli sanitari, tra cui:
- Un Doblò Fiat adibito al trasporto di materiale sanitario.
- L'ambulanza personale di Papa Francesco, allestita su telaio di un Mercedes-Benz Vito II serie.
- Due ambulanze Fiat Ducato, donate all'Elemosineria pontificia per l'assistenza dei poveri e dei senzatetto di Roma.
- Due ambulanze Fiat Ducato, commissionate per l'invio di aiuti materiali agli ucraini.
Gestione e normative
Il Vaticano ha un proprio piano di circolazione dei veicoli, che va dal registro delle targhe alla transizione verso le auto elettriche. Con circa 600 targhe SCV e 300 targhe CV in circolazione, la gestione dei mezzi a quattro ruote segue normative specifiche, regolamentate dal Registro Veicoli Vaticani. L’istituzione del Registro Veicoli Vaticani risale al 1930, a seguito della legge pontificia sulla cittadinanza e il soggiorno.
Chi ha diritto alla targa vaticana, ad eccezione di alcuni Cardinali e alte personalità esenti, deve pagare il bollo di circolazione.
L'assetto amministrativo vaticano è stato rivoluzionato con il Decreto CCLXXIV ("Legge sul Governo dello Stato della Città del Vaticano"), emanato il 25 novembre 2018 ed operativo dal 7 giugno 2019. In virtù della riforma i Servizi Generali, cui faceva capo l' Autoparco, sono stati eliminati e sostituiti dalla Direzione dell' Economia, suddivisa in Ragioneria dello Stato e Attività economiche. Il Servizio della Motorizzazione, noto come "Autoparco", fa capo alle Attività economiche.
Tendenze attuali
Negli ultimi anni, si è assistito a una crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale, con un aumento di immatricolazioni di veicoli elettrici in sostituzione di quelli endotermici. Dall'inizio del 2024, in virtù dell'accordo della Santa Sede con la Volkswagen, si registra un significativo aumento di immatricolazioni di veicoli elettrici, rappresentati principalmente dai modelli ID3, ID4 e ID5.
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