La storia di Volkswagen è un racconto di ambizione, innovazione e successo globale, iniziata ufficialmente il 28 maggio 1937 a Berlino con la fondazione della “Gesellschaft zur Vorbereitung des Deutschen Volkswagens mbH” (Società per la preparazione dell'Auto del Popolo Tedesco). Questo evento segnò l'inizio di un'epopea che avrebbe portato il marchio Volkswagen a diventare uno dei gruppi automobilistici più influenti al mondo.
Dalle Origini alla Prima Auto del Popolo
Negli anni '30, l'idea di un'auto accessibile a tutte le classi sociali affascinava menti brillanti e tecnici esperti. Il regime nazionalsocialista colse l'opportunità di sfruttare questa idea per la propria propaganda e, nel 1934, commissionò a Ferdinand Porsche la produzione dell'“Auto del Popolo Tedesco”. Porsche e il suo team svilupparono il Maggiolino, un veicolo pronto per la produzione nel 1938 che avrebbe democratizzato la mobilità per decenni dopo la Seconda Guerra Mondiale.
L'Espansione Post-Bellica e la Nascita di un Gruppo Globale
Dopo la fine della guerra, gli inglesi assunsero la responsabilità dello stabilimento di Wolfsburg, dove veniva prodotto il Maggiolino. Nell'ottobre del 1949, l'amministrazione fiduciaria passò al governo federale tedesco, con la gestione affidata allo Stato della Bassa Sassonia. Il Maggiolino e il Transporter contribuirono in modo significativo all'espansione di Volkswagen, portando alla costruzione di nuovi stabilimenti ad Hannover (per il Transporter), Kassel (per le scatole del cambio), Braunschweig (per assi e utensili) ed Emden (per le esportazioni oltremare).
Nel 1960, Volkswagen divenne una società per azioni, contando già 64.100 collaboratori e producendo 888.500 veicoli all'anno. L'acquisizione di Auto Union GmbH nel 1965, poi fusa con NSU Motorenwerke Aktiengesellschaft nel 1969 per formare l'odierna Audi AG, segnò un ulteriore slancio di crescita e la trasformazione in un gruppo multimarca. Negli anni successivi, Volkswagen acquisì altri marchi prestigiosi come Seat, Skoda, Bentley, Bugatti, Lamborghini, Porsche, Man, Ducati e Scania, consolidando la sua posizione nel mercato automobilistico globale.
La Rivoluzione Tecnica degli Anni '70 e il Successo della Golf
Tra il 1973 e il 1975, il passaggio dai motori raffreddati ad aria a quelli raffreddati ad acqua e dalla trazione posteriore ad anteriore rappresentò una svolta epocale nella storia del Gruppo. Modelli come Passat, Scirocco, Golf e Polo permisero al Gruppo di superare la crisi energetica del 1973. La Golf, in particolare, divenne un'icona e il successore del Maggiolino, con oltre 33 milioni di unità vendute fino ad oggi.
Leggi anche: Škoda: Industria e cultura ceca
La Volkswagen Golf: Un'Icona di Stile e Innovazione
La Volkswagen Golf è una delle auto europee più amate al mondo, un successo iniziato il 29 marzo 1974 con la produzione di serie nello stabilimento di Wolfsburg. Questo modello ha venduto più di 35 milioni di unità in tutto il mondo, con un risultato medio di circa 780.000 vetture vendute ogni anno.
Le Generazioni della Golf
Golf Mark I (1974-1983): La prima Golf, disegnata da Giorgetto Giugiaro, era una berlina compatta a 2 o 4 porte con trazione anteriore e motore trasversale. In soli due anni, raggiunse il milione di unità vendute.
Golf II (1983-1991): Sempre disegnata da Giugiaro, la seconda generazione era più lunga e larga, con spazi interni aumentati e sistemi di sicurezza potenziati.
Golf III (1991-1997): Questa generazione introdusse airbag frontali e laterali, una carrozzeria più resistente agli urti e la Golf Variant.
Golf IV (1997-2003): La Golf IV presentava una carrozzeria totalmente zincata, il controllo elettronico di stabilità ESP e il primo motore a benzina a iniezione diretta FSI.
Leggi anche: Elettrificazione Toyota: focus sulla Turchia
Golf V (2003-2008): Ancora più aerodinamica, confortevole e sportiva, la Golf V accentuò i dettagli distintivi e i perfezionamenti tecnologici per la sicurezza.
Golf VI (2008-2012): Questa generazione si distinse per l'attenzione ai consumi, ridotti del 28% rispetto alla precedente, e per l'introduzione di sistemi innovativi come gli airbag per le ginocchia e il Park Assist.
Golf VII (2012-Oggi): La Golf VII si concentra sulla sostenibilità, con motori a benzina a 3 cilindri, ibridi con batterie ricaricabili e la versione elettrica e-Golf.
L'Impatto degli Italiani su Wolfsburg e Volkswagen
Durante il "miracolo economico" italiano, molti italiani emigrarono verso il Nord Europa in cerca di lavoro. Wolfsburg divenne la "città degli italiani", con l'80% degli operai della fabbrica Volkswagen di origini italiane negli anni '70. La storia dell'azienda è quindi strettamente legata all'Italia, e la ricorrenza dell'arrivo del primo treno di lavoratori italiani viene celebrata ogni anno a Wolfsburg.
La nomina di Daniela Cavallo, di origini calabresi, alla presidenza del consiglio di fabbrica ha ulteriormente sottolineato l'importanza degli italiani nella storia di Volkswagen. Cavallo è considerata una delle donne più potenti nel settore automobilistico a livello globale.
Leggi anche: Approfondimento sullo stabilimento di Termoli
La Fondazione della Volkswagen in Italia
La fondazione della Volkswagen in Italia risale agli anni '60, quando l'industria automobilistica tedesca cercava di espandersi in nuovi mercati. La scelta di stabilire un'unità di produzione in Italia fu motivata dall'accesso a manodopera qualificata, infrastrutture logistiche efficienti e incentivi governativi.
Nel corso degli anni, Volkswagen ha continuato a investire in Italia, ampliando la sua presenza e contribuendo all'economia locale.
L'Esperienza dei Lavoratori Italiani a Wolfsburg
Negli anni '60, circa 4000 operai italiani lavoravano negli stabilimenti Volkswagen e risiedevano in un villaggio appositamente costruito di fronte all'ingresso principale. Questo villaggio era organizzato come un piccolo paese, con locali per il tempo libero, bar, sale giochi e spacci per l'acquisto di generi alimentari.
I lavoratori italiani contribuirono in modo significativo alla produzione del Maggiolino e di altri modelli Volkswagen. Nonostante le barriere linguistiche, fraternizzavano facilmente con altri lavoratori e partecipavano attivamente alla vita della comunità di Wolfsburg.
Volkswagen Durante la Seconda Guerra Mondiale
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la produzione della Volkswagen fu convertita per scopi militari. La fabbrica di Wolfsburg divenne un importante sito di produzione di veicoli militari come il Kübelwagen e il Type 82E.
Nonostante le difficoltà logistiche e la scarsità di risorse, la Volkswagen riuscì a mantenere una produzione costante durante il periodo bellico.
tags: #stabilimento #volkswagen #italia #storia


