L'accensione di una spia sul quadro strumenti della propria auto non è di certo una situazione piacevole per nessun automobilista. I problemi di accensione su una Renault Megane possono derivare da diverse cause, che vanno da semplici inconvenienti a guasti più complessi. Questo articolo esplora le possibili ragioni dietro le difficoltà di avviamento e offre soluzioni pratiche per affrontare il problema.
Motorino di avviamento
Il motorino di avviamento è un componente essenziale per l’accensione del motore dell’auto. Ma cosa succede se si rompe? Il motorino di avviamento serve a far partire il motore delle auto a combustione interna, consentendogli di raggiungere il numero di giri necessario ad innescarne il funzionamento. Girando la chiave o premendo il pulsante start, la batteria fornisce energia al motorino, che a sua volta mette in moto il motore dell’auto. Se il motorino di avviamento è rotto, il motore non si accende e l’auto non parte. Tuttavia, prima di attribuire il problema al motorino, è bene controllare la batteria, che potrebbe essere scarica. Se luci e stereo funzionano regolarmente, allora il guasto è probabilmente nel motorino di avviamento. Il motorino di avviamento è costituito da varie parti, alcune delle quali possono essere sostituite singolarmente. Un meccanico esperto saprà consigliarti la soluzione migliore. Generalmente, un motorino di avviamento costa circa 150 euro, ma il prezzo varia in base al modello dell’auto e alla marca del ricambio. A questo va aggiunto il costo della manodopera.
Problemi di avviamento a freddo nei motori Diesel
Durante il periodo invernale, spesso può capitare di avviare la propria vettura e scoprire con stupore di riscontrare problemi di accensione della auto Diesel. Molti di voi hanno sicuramente provato questa spiacevole esperienza. Le motivazioni che sottostanno a queste problematiche risiedono proprio nella natura tecnica delle vetture a gasolio in cui lo scoppio avviene per compressione e, dunque, molto influenzato dalla densità e dalla temperatura dell’aria. Nel caso di un motore Diesel, con il freddo si riscontrano un maggior numero di problemi: infatti il motore diesel viene avviato dallo scoppio per compressione dell’aria e del carburante presente nei cilindri; quindi con l’aria fredda il motore avrà più difficoltà ad avviarsi dato che l’aria contenuta nel cilindro sarà meno rarefatta e quindi eserciterà una pressione interna inferiore. Il pistone quindi impiegherà un tempo maggiore a raggiungere la pressione ottimale. Un altro aspetto che riduce la compressione all’interno della camera è la minor dilatazione dei metalli alle basse temperature che conduce ad una maggior dispersione d’aria. Nel caso di un motore con molti chilometri, più usurato, avremo maggiori difficoltà di avviamento perché i problemi appena citati saranno più accentuati. Per tutte queste ragioni riportate il tempo necessario alla messa in moto sarà maggiore e quindi avremo un maggior lavoro a carico del motorino di avviamento. Può essere utile tenere la macchina in ambienti riparati per non esporla a temperature rigide.
Candelette di preriscaldamento
Esse hanno la funzione di riscaldare l’aria che va all’interno dei cilindri per favorire la prima combustione. Qualora ce ne fossero alcune bruciate o usurate potremmo incorrere in problemi di avviamento. Il preriscaldamento è particolarmente importante per i motori Diesel, il cui avviamento a basse temperature senza riscaldamento è semplicemente impossibile. In questo caso sono le candelette di preriscaldamento da sostituire. Una candeletta (candela di pre-riscaldamento) è un dispositivo con una resistenza che riscalda l'aria nel sistema per permettere l'avviamento nel veicolo. Soprattutto quando fa freddo, i veicoli alimentati a gasolio non si avviano senza uno di questi due sistemi ausiliari.
Stato della batteria
Per comprimere l'aria fino al giusto stato è necessario avere a disposizione una batteria sufficientemente potente. La capacità energetica della batteria dipende di molto dalla temperatura ambientale: considerando che la capacità della batteria a +20 °С sia del 100%, a -20 °С essa si dimezzerà, mentre a -30 °С essa verrà ridotta fino al 20%. La batteria scarica è uno dei problemi più comuni quando la macchina sembra non voler proprio partire. Fortunatamente è anche una delle cause più facili da indagare e risolvere. Per quanto riguarda la ricarica finalizzata ad un avvio di emergenza è possibile arrangiarsi senza il meccanico: sono necessari solamente dei cavi di avviamento e l’aiuto di un altro automobilista, disposto a “condividere” la propria batteria carica. Prima di sostituire la batteria ricordarsi di provare a stringere i morsetti: se allentati possono non trasmettere correttamente l’energia elettrica necessaria allo spunto.
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Proprietà del carburante
Dalla composizione del carburante dipende la rispettiva temperatura di evaporazione e viscosità, motivo per cui durante la stagione fredda occorre far uso di combustibili invernali. Il gasolio si trasforma in gel a temperature comprese tra -6 a -18 °C. In questo caso il motore non si avvia perché il gasolio è congelato.
Viscosità dell'olio
Il lubrificante addensato si muove lungo i canali del sistema di lubrificazione in maniera molto lenta. Ciò può comportare non solo l'usura accelerata dei componenti del motore, ma anche carichi maggiori sul motore stesso. Per facilitare l'avviamento del motore durante la stagione fredda, è necessario utilizzare olio della classe di viscosità appropriata.
Compressione nei cilindri del motore
Per garantire la necessaria pressione per l'accensione del carburante, è indispensabile che le camere di combustione siano sigillate ermeticamente. La riduzione della compressione in uno dei cilindri rende molto più difficile l'avviamento del motore a basse temperature.
Problemi di avviamento a caldo nei motori Diesel
Nei motori piuttosto chilometrati e vissuti, questo genere di problematica è all’ordine del giorno, nella maggior parte dei casi è dovuta all’usura dell’impianto e alla perdita di compressione causata dall’ovalizzazione dei cilindri; in questi casi il motorino di avviamento deve girare più a lungo per riuscire ad avviare correttamente il propulsore, con conseguente usura. È consigliabile, qualora si riscontrasse questo tipo di anomalia, di intervenire in tempo onde evitare di dover affrontare la costosa sostituzione della batteria e del motorino di avviamento.
Sequenza di accensione consigliata per auto Diesel con problemi
- Girare la chiave in posizione di avviamento senza accendere il motore.
- Sul cruscotto si accenderà la spia di "attesa" (controllare sul manuale dell'utilizzatore qual è la spia corrispondente).
- Non avviare il motore prima che la spia sia spenta. Attendere che le candelette si scaldino prima di avviare il veicolo. Il riscaldamento delle candelette può richiedere fino a 15 secondi - anche di più durante la stagione fredda. Lo spegnimento della spia di "attesa" serve proprio a segnalare quando le candelette sono sufficientemente calde.
- Avviare il motore, senza insistere più di 15 secondi. Se non parte, spegnere girando la chiave in posizione di arresto.
- Tentare di avviare nuovamente il veicolo riscaldando adeguatamente le candelette. Girare nuovamente la chiave fino alla posizione di avviamento e aspettare che la spia di "attesa" si spenga. Se il veicolo è stato lasciato in un luogo molto freddo, prova a scaldare le candelette più di una volta girando la chiave in posizione di avviamento, attendendo che la spia si spenga, poi girando la chiave in posizione di spegnimento e ripetendo il processo.
- Girare ulteriormente la chiave per avviare il motore e insistere non più di 20 secondi.
Controllo degli iniettori
Molte auto all’interno del filtro del Diesel presentano un sistema di scongelamento del carburante. Qualora tale dispositivo sia guasto potremmo incorrere in difficoltà di avviamento o addirittura essere impossibilitati alla messa in moto. In questo caso il passo più importante al fine di non compromettere il propulsore è quello di pulire gli iniettori. Se possibile, l’ideale sarebbe ricoverare la vettura in un luogo riscaldato dopo qualche ora la situazione tornerà alla normalità, perché la paraffina contenuta nel gasolio si sghiacci, altrimenti è bene rivolgersi a un’officina. Una volta risolto l’inconveniente è utile aggiungere un additivo specifico nel serbatoio per mantenere fluido il gasolio e, poi, ricordarsi di fare rifornimento negli impianti che erogano gasolio invernale. Per una formazione efficiente della miscela carburante-aria è importante che il carburante sia ben nebulizzato. Per questo motivo è importante sostituire i filtri e pulire gli iniettori in maniera tempestiva. Occorre inoltre provvedere al riempimento del serbatoio: all'interno di un serbatoio semivuoto la condensa si forma molto più velocemente. A bassa temperatura, essa può congelare e portare al guasto della pompa, all'intasamento del tubo del carburante e ad altri problemi. Inoltre, si potrebbe avere il circuito di alimentazione gasolio sporco. In questo caso meglio usare un additivo per la pulizia completa dell'alimentazione. Costa circa 10-12 euro. Nei casi estremi il circuito di mandata del gasolio si può svuotare a causa della valvola di ritegno guasta, e quindi l’auto diesel ci metta un po’ a partire perché, deve ripristinare il gasolio dal serbatoio fino a riempire nuovamente i condotti di mandata gasolio.
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Sensore aria aspirata
Un debimetro malfunzionante può creare problemi all’avviamento a freddo Cambiarlo costa circa 200 euro. Utilizzare prodotti spray per avviare rapidamente il motore. In casi di freddo estremo ci si può aiutare con questi prodotti. La composizione di questi aerosol con l’aggiunta di “etere” che si attivano a temperature inferiori rispetto al combustibile. Ciò assicura l'accensione del carburante non solo a basse temperature, ma anche in condizioni di elevata umidità e a batteria quasi scarica.
Filtro antiparticolato (FAP)
Il filtro antiparticolato è un dispositivo obbligatorio, nelle auto Diesel, fin dalla certificazione Euro 4. Il suo scopo è quello di filtrare il particolato PM10. Il nome deriva dalle dimensioni delle particelle che sono di appena 10 millesimi di millimetro. Queste particelle sono note anche come polveri sottili e sono molto pericolose per l’ambiente e per l’uomo. Il filtro antiparticolato (FAP) si trova nei pressi del tubo di scarico, è composto da una superficie porosa che funge da filtro per queste particelle. Il suo funzionamento negli anni è diventato sempre più efficiente ed è costantemente monitorato dall’elettronica dell’auto. Nonostante ciò, può capitare che il filtro si intasi e non funzioni nel modo corretto. Le principali motivazioni risiedono nel mancato processo di rigenerazione automatica e in vari problemi di meccanica. Secondo alcune ricerche un’altra motivazione risiederebbe nella capacità del filtro di trattenere particelle ancora più piccole del PM10, tuttavia i corpuscoli così piccoli non sarebbero rilevabili dall’elettronica dell’auto e pertanto non farebbero scattare il processo di rigenerazione automatica. L’unico modo per risolvere i problemi relativi al FAP è quello di rivolgersi ad officine specializzate, o direttamente alla casa madre.
Card non identificata Renault Megane
La Renault Megane utilizza card elettroniche con sistema keyless e avviamento tramite pulsante Start/Stop. Quando appare il messaggio “card non identificata”, significa che la vettura non riconosce la card, impedendo apertura e accensione. Il primo passo da fare è sostituire la batteria interna della card. Se la card è danneggiata fisicamente (pulsanti, guscio, scheda elettronica), si può intervenire con una riparazione mirata. Se la card non comunica più con la centralina, serve una riprogrammazione elettronica. Tentare di aprire o riprogrammare la card con strumenti acquistati online è rischioso: si può compromettere definitivamente il dispositivo o danneggiare la centralina dell’auto. Ogni automobilista ha esigenze differenti: sostituire la batteria, riparare la card guasta, riprogrammarla o duplicarla. Quando compare il messaggio “card non identificata Renault Megane a Ficarazzi”, è fondamentale rivolgersi a un centro specializzato.
Centralina elettronica (ECU)
In alcuni casi, problemi di accensione possono derivare da un guasto alla centralina elettronica (ECU). L'ECU controlla vari aspetti del motore, e un malfunzionamento può impedire l'avvio. Problemi di alimentazione o infiltrazioni d'acqua possono danneggiare l'ECU. La diagnosi e la riparazione di problemi all'ECU richiedono l'intervento di un tecnico specializzato.
Spia "Rischio rottura motore" e guasto al modulo di preriscaldamento
L’accensione di una spia sul quadro strumenti della propria auto non è di certo una situazione piacevole per nessun automobilista. Se poi, insieme alla spia, sul display appare il messaggio “possibile rottura motore - fermare il veicolo subito”, la preoccupazione può salire con una certa celerità. Non necessariamente, per fortuna, la causa di queste segnalazioni è così grave. Quanto appena descritto si è verificato su una Renault Scenic III in versione X-Mod con motore 1.5 dCi, codice K9K. La vettura in questione non presentava particolari sintomatologie di guasto. Risultava però accesa la spia MIL (Malfunction Indicator Lamp) e, contemporaneamente, appariva sul display la scritta “Rischio rottura motore”.
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Diagnosi e codici guasto
Collegando uno strumento di diagnosi, si sono ottenuti i codici guasto seguenti:
- P0380 - Collegamento diagnosi modulo di preriscaldamento
- P2002 - Efficienza filtro particolato diesel
Stando alle descrizioni riportate dallo strumento, i due guasti non sembrerebbero avere una causa comune, in quanto uno legato alle candelette e l’altro al sistema antinquinamento. Verrebbe quasi naturale tentare di risolverli separatamente, prima l’uno e poi l’altro, ma in realtà non è la considerazione più giusta da fare.
Modulo di preriscaldamento motore
Il modulo di preriscaldamento motore è la cosiddetta centralina candelette e ha la funzione principale di ridurre la tempistica necessaria a un motore diesel per entrare in temperatura, oltre ad altre importanti funzionalità legate all’ottimizzazione della combustione e alle strategie di post trattamento dei gas di scarico. Sulla vettura presa in esame, questo modulo trova posto nel vano motore, lato conducente, fissato sulla calandra anteriore del radiatore. Un’altra finalità per cui le candelette vengono installate su di un motore ad accensione spontanea è sempre legata a un innalzamento della temperatura, ma questa volta dei gas di scarico. A cosa serve aumentare la temperatura dei gas di scarico? A ottenere una buona rigenerazione del particolato accumulato all’interno dell’apposito filtro. In pratica, le particelle di particolato intrappolate nel DPF bruciano e reagiscono, trasformandosi in sostanze non dannose, solamente al raggiungimento di determinate temperature. Queste possono variare da circa 450 °C per i sistemi che prevedono l’utilizzo di un carburante appositamente additivato (con la cosiddetta “cerina”, per intenderci), fino ai 650 °C per i sistemi senza additivo.
I codici guasto P0380 e P2002 sono uno conseguenza dell'altro
Perciò i codici guasto P0380 e P2002, erroneamente considerati in maniera separata, sono legati in maniera indissolubile. Anzi, l’errore riguardante l’efficienza del filtro particolato è una diretta conseguenza di un malfunzionamento al sistema di preriscaldamento. Un guasto alle candelette potrebbe causare un mancato mantenimento della temperatura di rigenerazione e l’interruzione del processo di pulizia del filtro particolato. Andandole infatti a controllare con un multimetro impostato in Ohm, si può riscontrare che una delle candelette risulta bruciata. La soluzione inevitabile è quella di sostituire la candeletta interrotta con un componente nuovo, azzerare i codici guasto ed eseguire un ciclo di guida di prova.
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