La Renault Koleos si posiziona nel segmento dei fuoristrada compatti, una tipologia di auto sempre più richiesta dal mercato. Questo articolo analizzerà le opinioni degli esperti e dei consumatori riguardo questo modello, con un focus particolare sui consumi e sulle alternative adatte anche ai neo-patentati.
Il contesto di mercato
La Renault Koleos si inserisce in un mercato competitivo, popolato da modelli come la Seat Altea Freetrack, il VW Tiguan, il Nissan Qashqai e il Ford Kuga. L'obiettivo di Renault è quello di offrire ai propri clienti una tipologia di auto la cui domanda è in aumento e, inoltre, assicurarsi la presenza su tutti i segmenti del mercato.
Design e interni
Il cruscotto del Koleos ha un design semplice. I comandi della radio sono gli stessi della Laguna, quelli del climatizzatore derivano dal Nissan Qashqai e tutti sono ubicati in una posizione troppo bassa, che obbliga a distogliere la vista della strada per azionarli. La qualità degli interni è buona, di poco inferiore a quella di un Ford Kuga, per la presenza di numerosi elementi plastici; i comfort non raggiungono però l’eccellenza di una Laguna o di un VW Tiguan. Il posto di guida è alto e un po’ scomodo, con il volante troppo inclinato. Il sedile è molto morbido, ma si adatta bene. È più ampio rispetto alle concorrenti in termini di altezza e spazio per le gambe ma, come le stesse, c’è in generale spazio per tre adulti. I sedili si abbattono, ma non sono modulabili né scorrevoli. Ha una capienza di 450 litri, oltre ulteriori 29 nel doppio fondo, insieme alla ruota di scorta. Le rifiniture Dynamique PK1 e Privilege includono di serie il tetto panoramico apribile.
Restyling e miglioramenti
La Renault Koléos, fin dal lancio in Italia, nel 2008, non ha mai convinto per il suo aspetto un po’ dimesso, più da coreana vecchio stile che da francese. Ora, per venire incontro ai gusti europei è stata aggiornata, soprattutto nel muso, che ha nuovi fari allungati, senza spigoli, una mascherina molto più grande e parzialmente cromata al posto della stretta feritoia ai lati del marchio e un paraurti inedito. Anche gli specchi retrovisori sono cambiati: ora integrano gli indicatori di direzione a led che, assieme al frontale rinnovato, hanno svecchiato l’immagine della Koléos, rendendola meno banale.
Motorizzazioni e consumi
La gamma della Renault Koléos è stata semplificata e offre motorizzazioni diesel. La versione diesel DCI ha un’altezza dal suolo di 18 cm, mentre sul benzina è di 20. Il motivo? Sul DCI le protezioni della parte inferiore fuoriescono maggiormente rispetto al benzina. Buone notizie, infine, sul piano dei consumi: secondo la casa, tutta la gamma della Koléos dovrebbe “bere” in media il 20% in meno rispetto all’attuale (anche per merito del nuovo sistema di recupero dell’energia in frenata). Per la versione del test, penalizzata dal cambio automatico, i dati di omologazione riportano 14,1 km/l (un valore che, in verità, è parso un po’ ottimistico): l’attuale si ferma a 12 km/l.
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Esperienza di guida
La Renault Koléos 2.0 dCi 4x4 da 150 cavalli con il cambio automatico è sembrata comoda, maneggevole e valida nel fuori strada non troppo impegnativo. Onesto il motore a gasolio, che sopra i 2000 giri è regolare (mentre ai bassi regimi è sembrato un po’ vuoto) ed è abbastanza brillante da spingere con disinvoltura i 1634 chili dell’auto (ma tirando le marce fa sentire parecchio la sua voce). Non è piaciuto, invece, il cambio automatico Proactive a sei marce (con convertitore di coppia), che se contribuisce a rendere la guida più facile e meno faticosa, risulta però troppo lento negli innesti: alla lunga può diventare fastidioso.
Prestazioni in fuoristrada
Si mantengono elevate, invece, le prestazioni in fuori strada, grazie alla buona altezza da terra della Renault Koléos (19 cm) e al sistema “All mode 4x4-i, sviluppato dalla Nissan, che attraverso un giunto a controllo elettronico ripartisce automaticamente la coppia sulle quattro ruote, in base all’effettiva aderenza di ciascuna. Le sospensioni assorbono bene le buche e hanno un’elevata escursione. Su asfalto, invece, fanno coricare parecchio l’auto in curva quando si guida sportivamente.
Comfort e praticità
All’interno della rinnovata Renault Koléos i cambiamenti sono minimi: sono nuovi il disegno del contagiri, i sedili e alcuni rivestimenti. Le finiture, come nella versione attuale, sono soddisfacenti, i materiali di buona qualità e i montaggi senza sbavature. Il comfort resta di buon livello e la praticità elevata (il portellone è diviso in due parti, con la ribaltina che regge 200 chili, lo schienale del divano è regolabile nell’inclinazione e si abbatte tirando una leva nel baule). Peccato per la relativa scomodità di alcuni tasti, come quello per selezionare la trazione 4x4, troppo in basso sulla consolle. Ricca la dotazione, che per la Dynamique (la versione base) comprende il climatizzatore bizona e il navigatore satellitare, e per la Luxe offre anche i cerchi in lega di 18”, i sedili in pelle e un sofisticato impianto hi fi.
Koleos Initiale Paris
L’abitacolo è il pezzo forte di questa SUV media, spazioso e curato. I sedili anteriori della Koleos Initiale Paris sono due poltrone in pelle regolabili elettricamente, riscaldabili e ventilati, semplicemente premendo un bottone. A ricordare ai passeggeri che si è seduti su una top di gamma ci pensano anche il raffinato impianto audio firmato Bose e la ricarica wireless per lo smartphone. Infine il bagagliaio, altro elemento determinante quando si parla di auto per famiglie. Quello della Koleos ha una soglia di carico piuttosto alta, ma è ben rifinito e generoso, anche se non da record.
Considerazioni sulla guida in città, fuori città, autostrada e fuoristrada
- In città: La posizione di guida rialzata infonde sicurezza e consente una buona visuale. In retromarcia si vede poco, ma la telecamera dà una mano. Il motore fluido e il cambio automatico consentono di trarsi d’impaccio nel traffico senza troppa fatica, nonostante la mole della Renault Koleos. Pavé e buche vengono “incassate” agevolmente dalle sospensioni. I consumi sono nella media: 13,3 km/litro rilevati.
- Fuori città: Questa suv ha uno sterzo abbastanza preciso, ma non è certo una sportiva: la taratura morbida degli ammortizzatori non invita a correre. Il limite di tenuta è elevato e le reazioni sono comunque rassicuranti, anche per merito del controllo di stabilità che interviene prontamente. Non male i consumi (14,8 km/l).
- In autostrada: La Renault Koleos è a suo agio anche nei lunghi trasferimenti. A 130 km/h il comfort acustico è buono: in settima il 2.0 turbodiesel lavora a soli 2250 giri e si avverte poco, come pure i fruscii aerodinamici. E quando si riaccelera dopo i rallentamenti, il cambio automatico non fa impennare fastidiosamente i giri del motore. I consumi (in media, 11,5 km/l) non sono bassi, ma nella media per il tipo di auto.
- Nel fuoristrada: La trazione integrale All Mode 4x4-i è piuttosto raffinata: a bassa velocità si può anche bloccare la ripartizione della coppia motrice in maniera costante (50-50%) fra avantreno e retrotreno, migliorando la trazione sui fondi a scarsa aderenza; non male anche i 21 cm di distanza minima da terra. Peccato che il cambio automatico, nel partire su una salita ripida, faccia aumentare molto il regime di rotazione prima che l’auto riesca a muoversi.
Alternative per i neo-patentati
Considerando le restrizioni di potenza per i neo-patentati, la scelta di una Renault Koleos potrebbe essere limitata a versioni specifiche con potenza inferiore ai limiti imposti dalla legge. In alternativa, si potrebbero valutare altri modelli di SUV compatti o berline con motorizzazioni adatte ai neo-patentati, tenendo conto dei costi di acquisto, gestione e assicurazione. Tuttavia, fino a che punto è conveniente investire € 26.500 per il Koleos, utilizzato in questa prova, quando anche a un costo inferiore si può acquistare una berlina come Laguna, con lo stesso motore e il medesimo equipaggiamento, e oltretutto maggiormente rifinita e dalle migliori prestazioni sull’asfalto?
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