L'acquisizione di Opel da parte del gruppo francese PSA (Peugeot Citroen) per 1,3 miliardi di euro segna un punto di svolta nel panorama automobilistico europeo. L'operazione, annunciata ufficialmente, proietta il gruppo PSA al secondo posto in Europa, dietro solamente a Volkswagen. Questa mossa strategica non solo incrementa la capacità produttiva del gruppo francese, ma riaccende anche il risiko nel settore automotive.
Un Nuovo Gigante Europeo
Con l'acquisizione di Opel e Vauxhall da General Motors, PSA tiene a battesimo il secondo gruppo automobilistico europeo per dimensioni, subito dopo Volkswagen. La transazione, che posiziona il gruppo parigino al secondo posto in Europa con una quota di mercato del 17%, rappresenta la più importante acquisizione automobilistica europea dal 1994, quando si concretizzò l'unione tra BMW e Rover.
L'operazione, del valore complessivo di 2,2 miliardi di euro, comprende l'acquisto per 900 milioni di euro del 50% delle attività europee della società GM Financial, la finanziaria di Opel, in partnership con il gruppo bancario BNP Paribas. Un accordo che verrà definito in tutti i dettagli entro la fine dell'anno, mantenendo nell'immediato l'autonomia di bilancio di Opel, per poi integrarla nel gruppo PSA nel giro di qualche anno.
Vantaggi Reciproci
La vendita di Opel-Vauxhall rappresenta per GM la liberazione da un peso finanziario rilevante, dato che Opel-Vauxhall è in perdita da 15 anni, con 242 milioni di euro persi nel 2016 e circa 15 miliardi di euro "bruciati" in questi anni. Per il gruppo PSA, invece, l'acquisizione rappresenta un importante balzo nel panorama dei costruttori europei, portando il totale dei veicoli prodotti a 4,3 milioni di unità e proiettando il gruppo francese al secondo posto nella graduatoria europea, con l'obiettivo di arrivare a 5 milioni di veicoli per il 2020.
Inoltre, l'accordo prevede l'attribuzione a GM di buoni di sottoscrizione di azioni PSA per 650 milioni, come segno di cointeresse nell'operazione complessiva.
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Nodi Sciolti e Sinergie Future
L'accordo chiarisce che il pesante debito del fondo pensioni di Opel (circa 7 miliardi di euro) resterà a carico di General Motors, mentre PSA se ne farà carico in una parte ridotta, attraverso un finanziamento garantito da GM. Opel potrà continuare a vendere l'Ampera, ma non in tutti i mercati del mondo, con una scadenza nel tempo per l'utilizzo dei brevetti GM inerenti il modello elettrico. Il centro tecnico che GM ha a Torino resterà totalmente alla General Motors.
Secondo quanto comunicato dal gruppo PSA, l'operazione Opel darà vita a sinergie in grado di generare vantaggi per 1,7 miliardi di euro entro il 2026, soprattutto grazie alla ricerca e sviluppo e alla produzione di parti meccaniche in comune.
Gli Obiettivi di PSA e le Rassicurazioni Occupazionali
Nei piani di PSA, il 2020 dovrebbe segnare il ritorno all'utile di Opel/Vauxhall, con un margine operativo del 2% entro quella data e del 6% entro il 2026. Con questa acquisizione, PSA aumenterà la produzione di oltre un milione di veicoli l'anno, passando da 3 a oltre 4 milioni di vetture prodotte.
Carlos Tavares, numero uno di PSA, ha assicurato che nessun stabilimento Opel verrà chiuso e che non sono previsti contraccolpi sul piano occupazionale, salvaguardando tutti i 38.000 dipendenti di Opel operativi in Europa che si aggiungeranno ai 184.000 del gruppo francese.
Implicazioni Strategiche e Potenziali Alleanze
L'acquisizione di Opel da parte di PSA riaccende il risiko nel settore automotive, riportando in auge un'eventuale alleanza tra GM e FCA. Con la cessione di Opel, GM si è liberata di un business in perdita ma è anche uscita dal mercato europeo, e un'alleanza con FCA consentirebbe di rimanere in Europa evitando inutili sovrapposizioni sul mercato dell'auto del Vecchio Continente.
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Inoltre, l'accesso alla tecnologia elettrica di GM è considerato da alcuni analisti la chiave di volta per spiegare l'acquisizione di Opel da parte del Gruppo PSA, consentendo ai francesi di espandersi nel mercato della mobilità sostenibile.
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