Il motore 1.5 dCi (Diesel Common Rail Injection) di Renault, identificato dal codice K9K, rappresenta una pietra miliare nella storia dei motori diesel moderni. La sua ampia diffusione, le sue molteplici varianti e la sua presenza su numerosi modelli di diversi marchi (Renault, Nissan, Dacia e, con alcune modifiche, anche Mercedes-Benz) ne fanno un propulsore di grande interesse. Questo articolo esplora in dettaglio le caratteristiche tecniche, le prestazioni, l'affidabilità e i problemi più comuni associati a questo motore.

Storia e Generazioni del Motore 1.5 dCi K9K

Il 1.5 dCi ha fatto il suo debutto nel 2001 sulla Renault Clio di seconda generazione, segnando l'inizio di una lunga e fortunata carriera. Nel corso degli anni, il motore è stato costantemente aggiornato e migliorato, dando vita a diverse generazioni, ognuna con caratteristiche specifiche e livelli di potenza differenti.

  • Prima Generazione (2001-2005): Potenze da 64 a 101 CV e coppia da 160 a 200 Nm.
  • Seconda Generazione (2005-2010): Potenze da 68 a 106 CV e coppia da 160 a 240 Nm.
  • Terza Generazione (2008-2016): Potenze da 75 a 110 CV e coppia da 180 a 260 Nm.
  • Quarta Generazione (dal 2012): Potenze da 75 a 115 CV e coppia da 200 a 260 Nm.
  • Versione Blue dCi (dal 2018): Variante più recente con tecnologie avanzate per la riduzione delle emissioni.

Ogni versione del motore 1.5 dCi K9K è identificabile attraverso un codice motore univoco, che permette di distinguere le diverse varianti e le relative specifiche tecniche.

Caratteristiche Tecniche Dettagliate

Il 1.5 dCi K9K è un motore diesel a quattro cilindri in linea, con una cilindrata di 1461 cc. Ecco alcune delle sue caratteristiche tecniche principali:

  • Blocco Cilindri: Realizzato in ghisa, per garantire robustezza e durata.
  • Testata Cilindri: In alluminio, con quattro valvole per cilindro (totale di 8 valvole).
  • Distribuzione: A singolo albero a camme in testa (SOHC), azionato da una cinghia dentata.
  • Alimentazione: Iniezione diretta Common Rail, con iniettori Delphi (fino al 2009 sulle versioni con meno di 100 CV) o Bosch (dal 2009 sulle versioni con meno di 100 CV e su tutte le versioni più potenti).
  • Sovralimentazione: Turbocompressore a geometria fissa BorgWarner KP35 (KKK) sulle versioni a bassa potenza (sotto i 100 CV) o turbocompressore a geometria variabile BorgWarner BV39 sui motori con potenza superiore a 100 CV.
  • Pistoni: In alluminio, con mantello rivestito in grafite per ridurre l'attrito. I pistoni sono standard, in alluminio, con tre anelli. Il mantello del pistone è rivestito in grafite per ridurre l’attrito.
  • Sistema di Raffreddamento: A liquido, con radiatore e pompa dell'acqua.
  • Sistema di Scarico: Dotato di catalizzatore e, nelle versioni più recenti, di filtro antiparticolato (FAP) e sistema di riduzione catalitica selettiva (SCR) con iniezione di AdBlue per abbattere le emissioni di NOx (ossidi di azoto).

Le prestazioni e i consumi del motore 1.5 dCi variano a seconda della versione specifica e del modello di auto su cui è montato. Le versioni meno potenti (65-85 CV) sono ideali per un utilizzo urbano e per la guida tranquilla, mentre le versioni più potenti (100-115 CV) offrono prestazioni più brillanti e una maggiore versatilità, adatte anche per i viaggi più lunghi.

Leggi anche: Subaru Outback: Approfondimento

I consumi medi variano tra i 4 e i 5 litri per 100 km, a seconda del modello e dello stile di guida. Le emissioni di CO2 sono generalmente contenute, soprattutto nelle versioni più recenti dotate di FAP e SCR.

Affidabilità e Problemi Comuni

Nonostante la sua comprovata affidabilità, il motore 1.5 dCi K9K non è esente da problemi. Il difetto più famoso dei motori 1.5 l dCi K9K è quello delle bronzine. E’ un punto debole del motore che porta a problemi soprattutto quando l’olio viene cambiato ogni 30.000 km. Gli esperti spiegano che le bronzine stesse non sono molto resistenti e quindi cedono sotto stress.

L'Importanza della Manutenzione e della Cura

Indipendentemente dal tipo di motore diesel che si possiede, è fondamentale effettuare una manutenzione regolare e scrupolosa, seguendo le indicazioni del costruttore e utilizzando ricambi di qualità. Questo è particolarmente importante per i motori diesel moderni, che sono dotati di sistemi di iniezione e di post-trattamento dei gas di scarico molto sofisticati e sensibili.

Un cambio olio regolare, la sostituzione dei filtri aria e gasolio, il controllo e la pulizia degli iniettori e del turbocompressore sono interventi essenziali per garantire la longevità e l'efficienza del motore.

Il Renault Megane IV 1.5 Blue dCi 115 CV

Il Renault Megane IV 1.5 Blue dCi 115 CV è una versione di una vettura compatta prodotta dalla casa automobilistica francese Renault nel 2021. Il "1.5 Blue dCi" si riferisce al tipo di motore utilizzato in questo modello. Si tratta di un motore diesel con una cilindrata di 1.5 litri e una potenza di 115 CV (cavalli vapore). Di solito, il Megane IV 1.5 Blue dCi è disponibile con una trasmissione manuale o automatica, a seconda delle preferenze del cliente. L'interno della Renault Megane IV è generalmente progettato per offrire comfort e funzionalità. È importante notare che le specifiche e le opzioni disponibili possono variare a seconda del paese e dell'anno di produzione. 191.77 lb.-ft. 89.16 cu. 11.83 cu. 44.04 cu. Catena cinematica, freni e sospensioniArchitettura dell' avviamento Il motore a combustione interna aziona le ruote anteriori del veicolo. Servosterzo Servosterzo elettrico

Leggi anche: Problemi comuni e consigli sull'olio motore per Opel Astra

Il 2019 Renault Captur II 1.5 Blue dCi 95 CV

Il 2019 Renault Captur II 1.5 Blue dCi 95 CV è un modello di crossover compatto prodotto dalla casa automobilistica francese Renault. Questo Captur è equipaggiato con un motore diesel da 1.5 litri Blue dCi che eroga una potenza di 95 cavalli (CV). Si tratta di un crossover compatto, il che significa che combina caratteristiche di un SUV con quelle di una vettura compatta. Il Renault Captur II è noto per il suo design moderno ed elegante. L'abitacolo è progettato per offrire comfort e versatilità. 177.01 lb.-ft. 89.16 cu. 18.93 cu. 45.03 cu. Catena cinematica, freni e sospensioniArchitettura dell' avviamento Il motore a combustione interna aziona le ruote anteriori del veicolo. Cerchi 16; 17; 18

Mercedes Classe A 180 d: Un'Alternativa Prestante

Se nel lontano 1997 la Classe A si fece strada, con qualche difficoltà, tra le monovolume, oggi chi compra l’entry level della Stella a tre punte lo fa un po’ per blasone, un po’ per la tecnologia, un po’ perché vuole calarsi in una nuova dimensione del veicolo inteso come un grosso smartphone a quattro ruote. Un altro è il quesito da porsi: mancando, ancora, una versione ibrida, meglio Classe A Diesel o Classe A benzina? Dopo la prova della versione A 200, è stata testata la Classe A 180 d, spinta dal piccolo, ma prestante, 1.5 da 116 CV.

Le linee morbide di nuova Classe A 180 d, nell’allestimento Business della vettura in prova, segnano un po’ il passo in termini di sportività rispetto alla AMG Line della A 200 provata precedentemente. Anche la 180 d, nonostante la verve possa sembrare “strozzata” da una cavalleria che rimane più contenuta rispetto alla corrispettiva versione a benzina, con il 1.3 da 163 CV. La nuova Classe A ha guadagnato spazio, sia visivamente sia a bordo, grazie ai 12 centimetri in più di lunghezza. Ne hanno guadagnato sia lo spazio per le gambe dei passeggeri (dietro si sta comodi e la bocchetta d’aerazione, con al di sotto la presa USB di tipo C, disponibili anche davanti, tornano sempre comode), sia il bagagliaio, con capacità minima pari a 370 litri, meglio del passato ma non ancora ai vertici del segmento.

I sedili, con pelle sintetica Artico/tessuto Bertrix Blu indaco/nero, sono proposti sulla Classe A 180 d Business senza sovrapprezzo. Per quanto riguarda l’MBUX, non dover staccare le mani dal volante, in pelle sulla versione e ricco di pulsanti a sfioramento che permettono di controllare l’MBUX, è un modo di concepire la vettura ed è segno del progresso che attende l’automobilista medio.

Se la versione A 200 (1.3 turbo benzina 163 CV) aveva sorpreso a suo tempo per il suo carattere, tuttavia non troppo brillante negli allunghi, la A 180 d è riuscita a conquistare fin dai primi chilometri grazie all’ottima erogazione di potenza, coadiuvata dall’altrettanto buona coppia di 260 Nm disponibile fin dai 1.750 giri/motore. Anche in questo caso la Classe A montava il cambio automatico 7G-DCT, sempre dimostratosi ottimo alleato a prescindere dalla modalità di guida scelta per l’occasione, con il supporto delle palette dietro il volante ma onestamente poco utili durante la guida di tutti i giorni. Un grande alleato per l’uso cittadino, dove l’intervento dello start&stop non si fa mai trovare impreparato e non regala scossoni alle ripartenze, mentre il brio del quattro cilindri sembra essere più che sufficiente a muovere la compatta tedesca verso la sua meta.

Leggi anche: Renault e Nissan: una collaborazione globale

Con la Classe A 200 era stata registrata una media di circa 7,5 l/100 km di media, mentre i 3,8-4,0 l/100 km promessi sulla carta per la A 180d Automatic si è trasformato in un buon 5,0 l/100 km, ossia 20 km con un litro senza doversi neanche impegnare troppo. Risultati molto buoni per un motore che fa dell’efficienza la sua virtù: la partnership con Renault ha creato un vero e proprio gioiellino. Mercedes-Benz è riuscita a unire un motore dalle prestazioni comunque buone, senza sforare nella sportività, a consumi davvero contenuti, grazie all’uso sapiente del piede e dell’abbinamento tra questo motore quattro cilindri e il cambio automatico. A titolo informativo, la Classe A 180 d con cambio manuale dichiara un consumo leggermente più alto (4,0-4,3 l/100 km), cosa che non capita spesso quando si mettono a confronto un’unità manuale alla rispettiva automatica.

Buono il comportamento tra i tornanti sia per merito dello sterzo, che si dimostra diretto ma adatto alla città, sia per il Multilink al posteriore che permette un’ottima presa sull’asfalto della coda, anche questa allargata rispetto al passato. Sulla Classe A 180 d Business, poi, Mercedes porta di serie l’assetto ribassato di 15 millimetri, utili a rendere più stabile la vettura anche quando si esagera col gas.

Sul fronte dei sistemi di ausilio alla guida, fin dalla base troviamo il cruise control, il Brake Assist attivo, il sistema di mantenimento di corsia e del superamento del limite di velocità, così come della retrocamera per facilitare la vita nei parcheggi (il lunotto, in effetti, è un po’ piccolo).

Le concorrenti di Mercedes Classe A 180 d sono le rispettive versioni Diesel di BMW Serie 1, che proporrà per il nuovo modello la 116d con lo stesso numero di cavalli della rivale teutonica, la Mini Cooper D 5 porte, l’Audi A3 30 TDI, sempre con 116 CV sotto il cofano, e, per chiudere con il gruppo Volkswagen, Golf e Leon, entrambe con il 1.6 TDI da 115 CV.

Abbandono del 1.5 dCi nei Modelli Mercedes

Nuovo 'screzio' nel matrimonio tecnologico e industriale fra Renault e Daimler con l'abbandono nei modelli Mercedes del turbodiesel 1.5 dCi di origine franco-giapponese. Il noto motore turbodiesel 1.5 dCi dell'Alleanza veniva utilizzato nelle Mercedes fin dal 2012 - cioè dalla precedente generazione delle compatte - e ora sarà sostituito dal 2.0 di progettazione e costruzione 100% tedesca, rimodulato a 116 Cv di potenza (la stessa del Renault 1.5 dCi) ma con 280 Nm di coppia, grazie anche alla maggiore cilindrata, rispetto ai 260 dell'unità dell'Alleanza.

Prova Mercedes Classe B 180d

La Mercedes Classe B 180d è stata testata ed equipaggiata con la collaudata motorizzazione 1.5 turbo diesel da 116 CV (K9K), omologata Euro 6d-Temp e abbinata a un rapido cambio automatico doppia frizione a 7 marce. La prima Classe B è stata lanciata nel 2005 mentre la terza generazione, oggetto di questo test, ha debuttato sul finire del 2018 rinnovata con linee più morbide e un design dinamico che la fanno assomigliare maggiormente alla Classe A anche per quanto riguarda gli ingombri contenuti. Stessa lunghezza 4,41 m e larghezza 1,79 m mentre l’altezza sale a 1,56 m. Con 8.870 unità immatricolate nel 2019, la nuova Mercedes-Benz Classe B, si conferma il monovolume compatto più venduto in Italia.

La facilità di accesso su questa Mercedes Classe B è garantita da una maggiore altezza del tetto rispetto a Classe A così come dalle ampie portiere dal notevole angolo di apertura. Appena saliti a bordo, si rimane colpiti dai due schermi da 10,25″ per strumentazione e sistema multimediale, mentre già dai primi metri si apprezza la seduta rialzata di 9 cm che è molto confortevole. Alcune regolazioni del sedili sportivi in pelle sintetica e microfibra sono manuali ma in opzione si possono avere quelle elettriche comprese di riscaldamento, ventilazione e massaggio (Multicontour). Di serie ha l’avviamento Keyless-go con tasto Start & Stop, ovvero non c’è più la classica chiave che si infila nel blocchetto e si gira.

Nel test a bordo della Mercedes Classe B, è stato constatato un motore sempre grintoso, grazie all’ottimo abbinamento con il cambio automatico anche silenzioso a patto di non salire oltre i 3.000 g/m. La visibilità anteriore è molto buona, seppur il parabrezza sia più inclinato rispetto al modello precedente. Lateralmente invece è leggermente penalizzata da montanti e specchietti spessi. Al posteriore il lunotto è piccolino ma possiamo beneficiare dei sensori e della telecamera a 360° opzionale. Disponibile in opzione anche il tecnologico sistema di parcheggio automatico (Active Parking Assist) grazie al quale la Classe B parcheggia da sola, non c’è più bisogno di agire su pedali o cambio.

Il piccolo motore 4 cilindri 1.5 litri turbo diesel ha 116 CV e 260 Nm a 1750 g/m in grado di muovere con una certa disinvoltura l’auto specie quando si viaggia da soli. Le cambiate, grazie al cambio doppia frizione, sono estremamente fluide e reattive sia in automatico che agendo sulle palette al volante. Attenzione in manovra perchè tende a essere brusco. In città l’auto si è dimostrata agile e piacevole da guidare anche nel traffico grazie alla funzione Stop&Go del Cruise control adattivo Distronic.

Grazie al Dynamic Select la Classe B dispone di 4 modalità di guida. In modalità ECO ottimizza i consumi con la possibilità di veleggiare in rilascio (ad esempio riscaldamento dei sedili e climatizzazione funzionano a potenza ridotta) mentre passando in Sport lo sterzo diventa più pesante, il motore e il cambio più reattivi. Il cambio automatico a 7 rapporti è fulmineo in ripresa in tutte le modalità. Non manca la modalità Individual che consente di modificare a piacimento i parametri di ESP, sterzo, motore e cambio. Come tutte le ultime vettura della Stella la leva del cambio è posta sul piantone ma sono presenti anche le palette al volante. Il comando delle luci si trova sulla sinistra come sulle altre Mercedes-Benz mentre troviamo sul tunnel centrale un Touchpad per comandare il nuovo sistema multimediale MBUX.

In autostrada il comfort è elevato, i fruscii aerodinamici sono molto contenuti anche a velocità sostenute, grazie a un ottimo CX pari a 0,24 (0,25 la precedente) e alla notevole insonorizzazione: molto contenuto il rumore dovuto al rotolamento dei pneumatici. Se dotata dei dispositivi ADAS Mercedes per la sicurezza attiva (sono opzionali) la Classe B è in grado di mantenere la vettura centrata in corsia e la distanza di sicurezza con il veicolo che la precede oltre allo sterzo assistito per cambiare corsia inserendo soltanto la freccia. Molto interessante il sistema di avviso dell’angolo morto attivo anche in città con rilevamento di pedoni e biciclette, e a vettura ferma ci avvisa perfino quando stiamo per scendere dall’auto. E ancora grazie alla realtà aumentata, disponibile su richiesta, è possibile visualizzare sul display multimediale le immagini live della strada, integrate con indicazioni in 3D del navigatore, davvero pratico.

La tenuta di strada di questo piccolo monovolume da circa 1400 Kg è molto buona, con un’ottima agilità e sicurezza alla guida. Lo sterzo servo assistito elettricamente è preciso, ben calibrato e naturale nella risposta, con il giusto peso per non affaticare il guidatore. Il volante di serie è regolabile in altezza e in profondità. L’assetto Comfort Ribassato di 15 millimetri è dotato di molle e ammortizzatori dalla taratura rivista, più sportiva rispetto all’assetto standard, ma questa non compromette il comfort di marcia anche in combinazione con i cerchi AMG da 18″. Il pacchetto AMG Line, porta in dote anche il sistema di sospensione Multi-link al posteriore che migliora la dinamica di guida e l’assorbimento delle asperità. L’unica accortezza si deve avere sui dossi e sulle rampe dei garage dove la vettura può toccare e strusciare con il paraurti anteriore per via dell’altezza ridotta da terra. Molto performanti e consigliati i fari full led adattivi Multibeam (optional da circa 500 €) con 18 singoli elementi in grado di adattarsi automaticamente in pochi millisecondi ai cambiamenti atmosferici o dell’ambiente circostante, garantendo un’illuminazione particolarmente ampia e luminosa senza abbagliare chi sopraggiunge. Efficace anche la frenata, grazie a dischi di generose dimensioni inoltre si avvale del recupero di energia frenante per trasformarla in energia elettrica, mentre durante la marcia, l’alternatore-starter alimenta la rete di bordo.

Le modifiche dell’abitacolo sono evidenti rispetto alla precedente generazione, con materiali di pregio e ottimi accoppiamenti. Al posto dello schermo tipo tablet in plancia troviamo un display da 7 o 10,25 pollici widescreen (a richiesta) per il sistema multimediale con assistente vocale MBUX di serie, che ha debuttato con la nuova Classe A. Per la strumentazione invece si può sempre optare per uno schermo da 7 o 10,25″, non touch, che si comanda anch’esso con i pulsanti Touch Control a sfioramento sul volante. Tanti i vani portaoggetti e grazie al passo cresciuto di 3 cm lo spazio a bordo è aumentato, specie per chi siede dietro, così come il bagagliaio con a disposizione da un minimo 445 litri a 1540 abbattendo i sedili, mentre con il divanetto scorrevole opzionale si sale a un minimo di 705 litri ed è disponibile anche il sedile passeggero ripiegabile in avanti per caricare oggetti lunghi. Ha un bel piano di carico regolabile su due posizioni e il portellone elettrico con apertura a distanza EASY PACK (di serie dalla versione SPORT) e sistema HANDS-FREE ACCESS (disponibile a richiesta) che riconosce il movimento del piede sotto il paraurti per aprire e chiudere portellone posteriore senza toccarlo. Inoltre per sicurezza è in grado di fermarsi se incontra un ostacolo. All’interno le luci soffuse Ambient cambiano fino a 64 colori diversi, mentre di serie sono tante le prese USB ma solo di tipo-C disponibili per tutti i passeggeri mentre nel bagagliaio abbondando reti e cinghie ferma carico oltre a una presa 12 Volt utile per collegare un frigorifero o utilizzare per caricare altri dispositivi da presa USB con relativo adattatore.

Su questa Mercedes-Benz Classe B è disponibile a pagamento anche la guida autonoma di secondo livello. Di serie su tutti gli allestimenti la frenata automatica di emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti anche di notte (Collision Prevention Assist Plus), l’avviso di superamento corsia (attenzione perché agisce in modo deciso sui freni e non sul volante), l’indicatore della pressione pneumatici, il sistema di controllo frenata in curva (CBC), l’assistenza al parcheggio posteriore con retrocamera e la chiamata di emergenza in caso di incidente. A partire dalla versione Premium viene aggiunto di serie il Traffic sign assist per il riconoscimento dei segnali stradali perfino quelli di attraversamento pedoni. Mentre per la guida autonoma di livello due è necessario acquistare il Pacchetto Assistenza alla Guida da circa 1.800 Euro optional su tutte le versioni.

Molto contenuti i consumi di questa monovolume compatta a gasolio. Il consumo più basso è stato di 3,2 litri per 100 km viaggiando a velocità costante di 90 km/h in settima marcia. In città si passa a circa 7,0 l/100km mentre il consumo medio si attesta sui 5,8 litri per 100 km. Infine in autostrada si sta tra i 5,0 e i 4,1 l/100 Km.

L’allestimento Premium top di gamma con il cambio automatico a 7 marce e la motorizzazione 180d 1.5 diesel da 116 CV oggetto di questa prova si porta a casa a 35.563 Euro, mentre con circa 200 Euro in più si può passare alla più performante 200d un 2.0 da 150 CV ma con allestimento Sport Plus meno accessoriato. I prezzi della nuova Mercedes Classe B partono da 25.453 Euro per la 160 a benzina con motore 1.3 da 109 CV e 27.310 Euro per la 160d diesel 1.5 da 95 CV entrambe in allestimento Executive. La differenza di prezzo con il listino della Classe A è di circa 100 Euro in più per la B, quindi molto contenuta, ma sopratutto è più economica rispetto alla Classe B precedente. Le prestazioni dichiarate della 1.5 diesel da 116 cavalli con cambio automatico sono di 200 Km/h per la velocità massima e 10,7 secondi per l’accelerazione 0-100 Km/h.

Classe A: Benefici dagli Organi Meccanici Renault

Dopo la multispazio Citan, costruita sulla stessa base della Kangoo grazie all’alleanza stretta due anni fa tra la casa francese e la Mercedes, dall’autunno sarà la Classe A a beneficiare di organi meccanici Renault. La nuova Classe A avrà il turbodiesel 1.5 dCi nella versione da 110 CV. Il motore verrà costruito negli stabilimenti Renault di Valladolid, in Spagna, e inviato alle fabbriche Mercedes per il montaggio nella Classe A, in abbinamento a un cambio manuale a sei marce e allo Stop&Start. Il piccolo quattro cilindri francese dovrebbe garantire bassi consumi e contenute emissioni di CO2.

tags: #motore #1500 #diesel #mercedes #renault #specifiche

Popolare: