La pronuncia corretta dei marchi tedeschi, specialmente nel settore automobilistico, suscita spesso dubbi e incertezze. Questo articolo esplora la pronuncia corretta di Volkswagen e di altri marchi noti come Audi, Porsche, Opel e Mercedes-Benz, fornendo anche cenni storici sull'origine di questi nomi.

L'importanza della pronuncia corretta

Una pronuncia accurata non è solo una questione di precisione linguistica, ma anche di rispetto verso la cultura e la storia del marchio. Spesso, una pronuncia errata può derivare dalla mancata conoscenza delle regole fonetiche tedesche o da una semplice abitudine acquisita nel tempo.

Volkswagen: "Vettura del Popolo"

Volkswagen, che in tedesco significa "vettura del popolo", ha un'origine storica ben precisa. Il nome nasce durante il periodo nazista, per volere di Adolf Hitler, che incaricò l'ingegner Ferdinand Porsche di produrre un'auto solida ed economica per la classe meno abbiente. L'obiettivo era quello di rendere l'automobile accessibile a una fascia più ampia della popolazione, seguendo l'esempio degli Stati Uniti.

Come si pronuncia Volkswagen?

La pronuncia corretta di Volkswagen è [ˈfɔlksˌvaːɡən]. Questo può sembrare complesso, ma scomponiamolo:

  • Volks: Si pronuncia con una "o" aperta, simile alla "o" di "otto" in italiano, seguita da una "l" e una "k" dura. La "s" finale è sonora.
  • Wagen: Si pronuncia con una "v" sonora (come in "vaso"), una "a" lunga, una "g" dura e una "n" finale.

Altri marchi tedeschi: pronuncia e origine

Oltre a Volkswagen, esistono altri marchi tedeschi la cui pronuncia corretta può creare confusione.

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Adidas

Le famose scarpe sportive con le tre strisce parallele ai lati vengono prodotte dalla multinazionale tedesca Adidas, fondata nel 1949 da Adolf Dassler.

Audi

Audi è la casa automobilistica tedesca fondata nel 1909 con il nome August Horch Automobilwerke GmbH da August Horch. L'azienda venne rinominata Audi un anno dopo, nel 1910. Il cambiamento del nome avviene grazie a una scoperta del figlio del fondatore, il quale all’epoca studiava latino a scuola. Il ragazzo si rese conto che il cognome di famiglia horch corrispondeva all’imperativo del verbo latino audire, in italiano ascoltare.

BMW

BMW è una delle auto tedesche più agognate al mondo. Tutti ne conoscono i modelli, ma pochi si sono mai domandati a cosa corrispondono quelle tre lettere.

Knorr

Knorr è un’azienda tedesca fondata nel 1838 da Carl Heinrich Theodor Knorr e attualmente parte della Unilever. La Knorr è famosa per i suoi cibi liofilizzati che, con un po’ d’acqua e una cottura minima, riprendono il look da pietanza appena cucinata…

Lidl

La storia della catena di supermercati tedeschi Lidl, comincia nel 1930, quando Josef Schwarz diventa socio della Südfrüchte Großhandel Lidl & Co, una ditta che vende frutta all’ingrosso. La nuova società passò subito dalla frutta a tutti i generi alimentari e, già negli anni 70, morto Josef Schwarz, il figlio Dieter già si concentrava sui discount e cercava un nome adatto alla grande società che stava dirigendo. Quello della sua famiglia in questo campo era poco consigliabile: schwarz in tedesco vuol dire nero e aggiungendoci il termine markt, mercato, ne risultava mercato nero, definizione poco adatta alle circostanze. Dieter avrebbe preferito usare Lidl, il nome socio, ma dei problemi legali lo impedivano. Ma c'è sempre una soluzione: Dieter pensò bene di acquistare per appena 1000 marchi i diritti per poter usare il nome di un maestro in pensione, tale Ludwig Lidl.

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Liebig

Liebig è la marca di dadi più famosa in Italia e da sempre viene pronunciata all'italiana e non alla tedesca. La Liebig venne fondata, con l'appoggio di un partner, da Justus von Liebig, un chimico tedesco che, nel 1847, inventò un estratto di carne concentrato, da sciogliere in acqua calda. Il cubetto permetteva di offrire un brodo di carne anche a chi, all’epoca, la carne non poteva permettersela.

Loewe

Loewe, fondata nel 1923 dai fratelli Siegmund e David Loewe, è un'azienda tedesca nel settore elettronico: televisori, videoregistratori DVD, sistemi audio e di home cinema. Nessuna sorpresa nella storia del marchio, dunque, a parte la pronuncia da sempre approssimata dei clienti italiani.

Mercedes-Benz

Le Mercedes, auto di prestigio per eccellenza, sono prodotte dalla Mercedes-Benz, marchio che produce automobili, pullman, autoarticolati. Esiste un signor Benz, nato nel 1844, ma non vi è traccia di un signor Mercedes. Un diplomatico austriaco, tale Emil Jellinek, che si dilettava nella compravendita di auto e nelle corse automobilistiche, era solito gareggiare con auto prodotte dal signor Benz. Il pilota era solito dare un nome alle sue auto preferite (sempre quelle del signor Benz) che finivano con il chiamarsi tutte Mercedes, in onore di sua figlia Mercédès Jellinek. Nel 1926, l'azienda di Karl Benz si fonde con quella di Gottlieb Daimler dando vita a Mercedes-Benz.

Miele

Miele è un'azienda tedesca che produce elettrodomestici e viene considerata una delle migliori nel campo. Semplicemente l’azienda è stata fondata da Carl Miele e Reinhard Zinkann. La curiosità è che, agli inizi, la piccola ditta aveva sede in un'ex segheria e, con pochissimi operai, producevano soltanto centrifughe, ma non per lavatrici.

Porsche

Porsche, l’auto sportiva tra le più agognate al mondo è anche la peggio pronunciata: non si sente nessuno che la pronunci giusta, specialmente in Italia.

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Thonet

Thonet è un’azienda tedesca di arredamento fondata da Michael Thonet (1796). La particolarità che ha reso famoso il marchio in tutto il mondo è stata la lavorazione del legno curvato. Famosissima è la sedia no. 14, del 1859.

Vorwerk

Vorwerk… Chi non conosce il famoso marchio di aspirapolvere e robot da cucina venduti porta a porta? Chi non ha mai acquistato o voluto acquistare un Folletto (modello particolarmente famoso in Italia) o un Bimby?

Dieselgate e implicazioni legali

La recente sentenza della Corte Ue si impone nello scandalo Dieselgate segnando sicuramente un punto a favore dei consumatori. Il caso deriva dall’azione di risarcimento promossa qualche anno fa dal Verein für Konsumenteninformation (VKI), un’associazione austriaca per la tutela dei consumatori, dinanzi al Tribunale del Land austrico contro Volkswagen, a causa di danni derivanti dall’installazione nei veicoli di un software che manipola i dati relativi alle emissioni di scarico. Volkswagen avendo eccepito il difetto di giurisdizione, ha portato i giudici austriaci ad adire la Corte Ue. Riferendosi all’art. 7, punto 2, del Regolamento (UE) n. In ogni caso, da quello che si può evincere dalla sentenza della Corte di Giustizia Ue, la strada per ottenere un risarcimento per tutti i consumatori europei che abbiano acquistato vetture aventi dispositivi “illecitamente manipolati” che modifichino i dati relativi alle emissioni di scarico, sembra essere spianata. Con la sentenza dell’8 novembre 2022, C-873/19, Deutsche Umwelthilfe eV c. Bundesrepublik Deutschland, la Corte di giustizia ha risposto a un rinvio pregiudiziale dello Schleswig-Holsteinisches Verwaltungsgericht (Tribunale amministrativo dello Schleswig-Holstein, Germania), precisando che l’art. 9, par. 3, della Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale, firmata ad Aarhus il 25 giugno 1998, in combinato disposto con l’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, deve essere interpretato nel senso che esso osta a che un’associazione per la tutela dell’ambiente, legittimata ad agire in giudizio conformemente al diritto nazionale, non possa impugnare dinanzi a un giudice nazionale una decisione amministrativa che concede o modifica un’omologazione CE eventualmente in contrasto con l’art. 5, par. 2, del regolamento (CE) n. In tale contesto la Corte ha anche chiarito che l’art. 5, par. 2, lett. a), dello stesso regolamento deve essere interpretato nel senso che un impianto di manipolazione installato su veicoli con motore diesel può essere giustificato, in forza di detta disposizione, solo a condizione che si dimostri che tale impianto risponde strettamente alla necessità di evitare i rischi immediati di danni o avarie al motore, causati da un malfunzionamento di una componente del sistema di ricircolo dei gas di scarico, che presentino una gravità tale da comportare un concreto pericolo in occasione della guida del veicolo dotato di detto impianto.

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