Il Codice della Strada italiano disciplina in modo preciso la fermata e la sosta dei veicoli, distinguendo nettamente le due situazioni e prevedendo sanzioni per chi non rispetta le regole. Spesso, nella pratica e nella percezione comune, i termini "parcheggio", "sosta" e "fermata" vengono confusi, generando incertezze e possibili infrazioni. Questo articolo mira a fare chiarezza sulla definizione di fermata, sulle sue caratteristiche, sulle differenze rispetto alla sosta, e sulle normative che la regolano, analizzando anche le sanzioni previste.

Definizione e Caratteristiche della Fermata

La fermata si configura come una temporanea sospensione della marcia, necessaria per compiere un'azione di breve durata. Un esempio tipico è quando si fa salire o scendere un passeggero dall'auto durante il tragitto. La fermata può essere effettuata anche dove vige il divieto di sosta, in quanto si tratta di una condizione momentanea e di breve durata. Durante la fermata, l’automobilista deve essere sempre presente e pronto a riprendere la marcia, e in nessun caso la fermata può provocare intralcio alla circolazione.

Fino a qualche anno fa, la temporaneità della fermata era convenzionalmente stabilita in un massimo di 15 minuti. Ora, il Codice della Strada parla semplicemente di "temporanea sospensione della marcia", facendo riferimento a un tempo breve e momentaneo, senza specificare un limite preciso. Sta dunque al buon senso delle persone stabilire la durata, rispettando comunque le indicazioni del Codice.

Differenza tra Fermata e Sosta

La principale differenza tra fermata e sosta risiede nella durata e nell'azione del conducente. Nella sosta, il tempo è prolungato e il conducente perde l’obbligo di restare a bordo del veicolo. Dopo aver spento il motore, infatti, il conducente può anche allontanarsi dall’auto, ad esempio per andare al lavoro o entrare in un negozio. Il Codice della Strada vieta al conducente e ai passeggeri di lasciare aperte le portiere del veicolo durante la sosta o di lasciare il motore in funzione.

In presenza di un segnale di divieto di sosta, è possibile fermarsi, ma non sostare; dove, invece, vi sia un segnale di divieto di fermata, non sarà possibile né fermarsi, né tantomeno sostare.

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Sosta di Emergenza

Un caso a parte è rappresentato dalla sosta di emergenza. Questo tipo di sosta prevede l’interruzione della marcia quando il veicolo è inutilizzabile a causa di un'avaria, oppure l’arresto è necessario per un malessere fisico del conducente o di un passeggero.

Regole Generali per Fermata e Sosta

Anche in assenza di cartelli specifici, è fondamentale non provocare intralcio alla circolazione. Se non vi sono segnalazioni differenti, come nel caso delle strisce per il parcheggio, l’auto deve essere collocata sempre parallelamente e il più vicino possibile al margine destro della carreggiata e secondo il senso di marcia. In presenza di un marciapiede rialzato, l'auto deve accostarsi il più possibile. In caso contrario, invece, è necessario lasciare uno spazio non inferiore a un metro per permettere l’agevole passaggio dei pedoni.

Anche fuori dai centri abitati è consentito arrestare l’auto in sosta o in fermata, ma sempre evitando di intralciare, parcheggiando il più possibile vicino al margine destro della carreggiata. Quando la strada urbana è a senso unico di marcia, l’auto potrà essere collocata anche sul margine sinistro, lasciando lo spazio sufficiente per il transito di almeno una fila di veicoli.

Segnaletica Stradale: Divieto di Sosta e di Fermata

Tra i segnali più diffusi, quelli di sosta e fermata sono fondamentali per contribuire alla sicurezza stradale ed evitare sanzioni. Sia il divieto di sosta, sia quello di fermata sono segnali verticali (art. 38 del Codice della Strada) detti di “prescrizione”, ovvero indicano agli utenti della strada un obbligo, positivo o negativo che sia, o una limitazione, e sono posizionati all’inizio e alla fine di dove vige tale regola.

  • Divieto di Sosta: Il segnale di divieto di sosta è circolare ed è caratterizzato da cornice rossa, sfondo blu e una sola banda diagonale rossa che lo attraversa. Nelle strade extraurbane, indica che il divieto di sosta è permanente e ha valore anche di notte. Nelle strade urbane, invece, indica che il divieto di sosta è in vigore dalle 8 alle 20, salvo iscrizioni integrative.

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  • Divieto di Fermata: Il segnale di divieto di fermata si differenzia da quello di sosta per la presenza di due bande rosse diagonali che si incrociano a formare una “X”. Viene utilizzato nel caso in cui, in mancanza di iscrizioni integrative, sia la sosta che la fermata sono vietate in permanenza e, in generale, è vietato qualsiasi momentaneo arresto volontario del veicolo.

Divieti Specifici di Sosta e Fermata

Sosta e fermata sono vietate in una serie di situazioni specificate dal Codice della Strada, al comma 1 dell’articolo 158:

  • Sui marciapiedi, a meno che non vi siano segnalazioni diverse (strisce del parcheggio).
  • In corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale e in loro prossimità fino a 5 metri dalle installazioni destinate all’erogazione.
  • Nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici.

Sanzioni

Chi commette un’infrazione al divieto di sosta e di fermata, previsto dal comma 1 dell’articolo 158, incorre in una sanzione amministrativa compresa tra 87€ e 344€, che scendono ad un minimo di 41€ e ad un massimo di 168€ per i conducenti di motocicli. Quando la sosta avviene nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici, la sanzione è più elevata. Chi invece commette un’infrazione a quanto previsto dal comma 2 dello stesso articolo 158 del Codice della Strada, sarà soggetto a una multa compresa tra 25€ e 100€ per i motocicli e tra 42€ e 173€ per gli altri mezzi di trasporto. Le sanzioni si applicano per ciascun giorno di calendario per il quale si protrae la violazione.

Il divieto di sosta non provoca la perdita dei punti dalla patente, salvo in alcune circostanze per violazioni molto gravi, per cui potrebbe essere applicata una decurtazione fino a 2 punti.

Fermate del Trasporto Pubblico: Regolamentazione Specifica

Il Codice della Strada e il relativo Regolamento stabiliscono regole precise per le fermate dei mezzi pubblici, ispirate alla tutela degli utenti della strada e del servizio di trasporto stesso (art. 157 del Codice e art. 352 del Regolamento). Tali fonti normative stabiliscono le modalità di segnaletica, la distanza delle fermate del trasporto pubblico dalle intersezioni e dalle curve.

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L'articolo 352 del Regolamento stabilisce nel dettaglio le suddette regole:

  1. La parte della carreggiata appositamente indicata con la segnaletica orizzontale, destinata alla fermata degli autobus, dei filobus, dei tram e degli scuolabus per la salita e la discesa dei passeggeri, nonchè per i capilinea dei medesimi, deve essere sempre segnalata con l'apposita segnaletica verticale.
  2. Nei centri abitati e sulle strade extraurbane le fermate dei veicoli di cui al comma 1, situate in corrispondenza delle aree di intersezione, sono poste, di massima, dopo l'area di intersezione, ad una distanza non minore di 20 m.
  3. Nei centri abitati le aree di fermata non devono essere collocate a fianco di quelle tranviarie provviste di salvagente a meno che lo spazio tra i bordi contigui del salvagente e dei marciapiedi sia di almeno 6 m.
  4. Lungo le strade extraurbane, dove le fermate degli autobus, dei filobus e degli scuolabus possono costituire intralcio o pericolo per la circolazione, per la ristrettezza della carreggiata stradale, si devono prevedere, di massima, apposite piazzole di fermata fuori della carreggiata. Le piazzole di fermata devono avere una larghezza minima di 3 m in corrispondenza della fermata e una lunghezza minima di 12 m. Inoltre, dovranno essere provviste di raccordi di entrata e uscita di lunghezza minima di 30 m.

Gli Enti proprietari delle strade (i Comuni, per quanto qui di interesse) hanno la possibilità di regolamentare anche le operazioni di carico e scarico merci con appositi provvedimenti che dispongano limitazioni alla circolazione per motivi di sicurezza pubblica e incolumità, anche quando tali limitazioni interessino specifiche categorie di utenti o particolari tratti stradali. Secondo la giurisprudenza, tali ordinanze devono essere supportate da un'adeguata istruttoria e rispettare il principio di proporzionalità (T.A.R. Milano, sez. III, 13 marzo 2024, n. 638).

Casistica delle Sanzioni

Il divieto di sosta è la sanzione più diffusa, seguita dal prolungamento della sosta o del parcheggio oltre il tempo limite consentito. Successivamente si registra l’infrazione al divieto di fermata (oppure in seguito a una fermata eccessivamente prolungata senza il conducente a bordo, pratica non ammessa).

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