La Fiat Tipo, un nome che evoca ricordi e successi nel panorama automobilistico italiano, ha segnato diverse epoche. Dalle sue origini agli inizi del Novecento fino alla sua rinascita in chiave moderna, la Tipo rappresenta un modello strategico per la casa torinese, capace di evolversi pur mantenendo intatti i suoi valori fondamentali.

Le Origini: Dalle "Tipo" degli Anni '10 alla Rivoluzione degli Anni '80

Contrariamente a quanto si possa pensare, la storia della Tipo non inizia nel 1988. Già nei primi anni del Novecento, Fiat utilizzava la denominazione "Tipo" per identificare una vasta gamma di modelli, dalle utilitarie alle vetture di lusso. Tra queste, spiccano la Fiat Tipo 1 del 1908, dotata di un innovativo motore a quattro cilindri, e la Fiat Tipo Zero del 1912, considerata la prima "utilitaria" del marchio. Con il nome Tipo arrivarono via via altri modelli (0, 1, 2, 3, 4, 5 e 6) sempre meglio accessoriati.

Dopo un lungo periodo di assenza, il nome Tipo riemerge nel 1988 con un modello destinato a rivoluzionare il segmento delle berline medie.

La Fiat Tipo (1988-1995): Innovazione e Successo

Nata nel gennaio 1988 per sostituire la Ritmo, la Fiat Tipo si presentò come un'auto di grande importanza per la casa torinese. Progettata sotto la guida dell'amministratore delegato Vittorio Ghidella, si poneva come erede della Fiat Ritmo, a sua volta successore della Fiat 128. Il progetto interno la identificava come "Tipo Due", a indicare una collocazione a metà strada tra la Tipo Uno (Fiat Uno) e la Tipo Tre (Fiat Tempra).

Presentata al pubblico il 26 gennaio 1988, la Tipo fu assemblata nello stabilimento Fiat di Cassino, dotato di tecnologie all'avanguardia per l'epoca. Dal 1989 al 1990, alcuni esemplari furono prodotti anche nello stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco per garantire un adeguato livello occupazionale.

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La Tipo si distinse per diverse innovazioni, tra cui l'adozione di una carrozzeria completamente zincata, che eliminava il rischio di formazione della ruggine. Degno di nota era anche il portellone posteriore, realizzato in vetroresina per poterlo sagomare a piacimento, molto arrotondato per i tempi e con conseguente diminuzione di peso. Il progetto della Tipo, con il suo innovativo telaio modulare, diede la sua base ad altri modelli del Gruppo Fiat, come la Fiat Tempra e Coupé, la Lancia Dedra e Delta seconda serie e le Alfa Romeo 155, 145, 146, Spider e GTV, ed ancora altri con modifiche più pesanti.

Design e Aerodinamica

La Fiat Tipo del 1988 si distingueva per la sua figura aerodinamica, diversa da tutte le competitor dell’epoca e rispetto anche a quanto seppe fare Fiat fino a quel momento. Il disegno del portellone, assieme agli smussi degli spigoli e alle rotondità (vedi montante parabrezza che curva verso il tetto senza fare angolo) contribuiva all’efficienza aerodinamica della vettura.

Interni e Tecnologia

Un aspetto che negli anni '80 spiccò su tutto il resto fu la strumentazione digitale a cristalli liquidi e istogrammi della versione DGT. In casa Fiat aveva fatto una prima apparizione questo tipo di strumentazione sulla Fiat Uno Turbo I.E. di qualche anno più anziana. Abbiamo poi l’introduzione della Digit la strumentazione a cristalli liquidi color verde, su due “piani” di cruscotto.

Motorizzazioni

La Fiat Tipo inizialmente fu offerta con 3 motorizzazioni benzina e 2 diesel; il 1.1 FIRE, il 1.4 e il 1.6 benzina avevano alimentazione a carburatore. Le motorizzazioni a gasolio comprendevano un 1.7 diesel e un 1.9 diesel con turbo ed intercooler da 90 cavalli e 186 Nm di coppia disponibili già a 2400 giri. Nel 1989 fu proposta anche la motorizzazione 1.8 i.e. ad iniezione elettronica multipoint, con doppio albero a camme in testa e testata a quattro valvole per cilindro da 136 cavalli. Questa motorizzazione andava ad equipaggiare la versione sportiva della gamma Tipo, la i.e. 16v: inoltre fu disponibile, col vestito della i.e. 16v, anche la versione speciale “T.ds X” . L’anno seguente, nel 1990, si aggiunsero anche la versione ad otto valvole del 1.8 i.e. (110 cavalli) ed il 2.0 i.e. In quello stesso anno debuttarono inoltre la 1.9 diesel con 65 CV (disponibile nella sola versione DGT), la Selecta, equipaggiata con il cambio CVT a variazione continua dei rapporti e motorizzata dal 1.4 e dal 1.6, e delle versioni Granturismo, dall’allestimento più sportivo, disponibile nelle versioni 1.8 e 2.0 8v e T.ds.

Fiat Tipo 2.0 Sedicivalvole

Nel 1991 è la volta della Fiat Tipo 2.0 Sedicivalvole (la denominazione, scritta per esteso, troneggiava sopra la targa): 145 cv e vestito sportiveggiante, con filetti rossi sui paraurti e cerchi da 15″ argentei. Per uno 0-100 da 8,2 secondi e una velocità di punta di 208 km/h.

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Restyling del 1993

Nella primavera del 1993 fu messa in vendita la seconda serie della Tipo che condivideva parte dei motori con la serie precedente, però aggiornati e rivisti in ossequio alla normativa anti-inquinamento Euro I. La nuova Tipo introduceva nuove finiture, particolarmente curate negli allestimenti superiori come la HSD, e nuovi interni, con una plancia più arrotondata ed i pannelli porta della Fiat Tempra. La nuova Tipo fu rivista principalmente sotto il punto di vista della sicurezza automobilistica, con l’adozione di nuove barre anti-intrusione nelle porte, più robuste e con doppio elemento tubolare di acciaio altoresistenziale, e di una cellula dell’abitacolo irrobustita attraverso rinforzi nei montanti anteriori e centrali, nei longheroni sottoporta e nella paratia tra vano motore e abitacolo. Inoltre erano presenti volante ad assorbimento d’urto a quattro razze in materiale morbido ed ergonomico, plancia in plastica con schiumatura interna per una maggiore protezione in caso di urti.

Utilizzo da parte delle Forze dell'Ordine

Le forze di polizia italiane hanno utilizzato la Tipo come auto di servizio sin dai primi anni novanta. In particolare la Polizia di Stato ha utilizzato la Tipo fino a metà anni duemila, sia come volante sia come auto destinata a servizi di altro genere.

L'Eredità della Tipo e la Nuova Generazione

Dopo sette anni di produzione e quasi due milioni di esemplari venduti, la Fiat Tipo uscì di produzione nel 1995, lasciando spazio ai modelli Fiat Bravo e Fiat Brava. Tuttavia, il suo spirito innovativo e la sua attenzione alle esigenze delle famiglie rimasero un punto di riferimento per le successive generazioni di auto compatte Fiat.

Nel 2015, il nome Tipo è stato ripreso per una nuova berlina compatta, prodotta in Turchia nello stabilimento Tofas di Bursa. La nuova Tipo si propone come una vettura moderna e funzionale, erede dei valori che hanno reso celebre il modello originale.

La Nuova Fiat Tipo (dal 2015 ad oggi)

La nuova Tipo (da noi provata) non è prodotta in Italia a Cassino, ma in Turchia, negli stabilimenti FIAT di Bursa e la produzione viene gestita dalla Tofas, un’azienda fondata da FIAT nel 1969, ed è più grande, più sicura e sì, anche più tecnologica. Ma conserva una caratteristica in comune con la nonna: continua a piacere. È sul podio in Italia tra le vetture più vendute del 2017 e leader del segmento C il 20,7% di quota nell’anno, ed è stata scelta da oltre 180.000 automobilisti nella regione EMEA. Inoltre, per il secondo anno consecutivo si è confermata la vettura con il più alto tasso di crescita in Europa.

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La progettazione è avvenuta in Italia a Torino (che è anche la sede EMEA di Fiat Chrysler Automobiles). Anche il design stilistico ha avuto luogo a Torino, presso il Centro Stile Fiat sotto la direzione di Roberto Giolito. Stilisticamente la vettura è caratterizzata da fari grandi, ampio padiglione, esteso volume di bagagliaio, fiancata robusta e pulita. Con lo spirito e la consapevolezza di una fresca trentenne, la Fiat Tipo guarda oggi alle sfide del futuro forte del proprio successo nel cruciale segmento C, in cui il marchio Fiat è stato da sempre protagonista. Dalla 1100 in avanti, le compatte Fiat hanno accompagnato le famiglie italiane, e non solo, lungo le strade dell’evoluzione sociale ed economica del nostro Paese e dell’intera Europa. Fin da subito risultò la scelta ottimale per tanti giovani professionisti padri di famiglia alla ricerca di un prodotto concreto, moderno e al contempo elegante.

La Fiat Tipo di trent’anni fa era figlia di un progetto innovativo in ogni suo aspetto. Gli ingegneri Fiat concepirono un modello capace di offrire un alto livello di guidabilità, di prestazioni, di comfort e sicurezza, senza rinunce, e si concentrarono come mai prima sugli aspetti ergonomici. La Tipo “brillava” per la precisione costruttiva, grazie a tecnologie di produzione innovative, e per i materiali pregiati che garantivano affidabilità e qualità. Un’automobile quindi apprezzata per la sua funzionalità, semplicità e personalità. Queste caratteristiche si ritrovano nella Fiat Tipo attuale, che si rifà allo spirito dell’antesignana.

La regina del segmento C ha compiuto trent’anni. La prima storica generazione della Fiat Tipo fu presentata al mondo a fine gennaio del 1988 e vendette in sette anni due milioni e mezzo di esemplari. Ora è in commercio in tre versioni (4P, 5P e SW) e nel 2017 ne sono state immatricolate 180mila, di cui 56mila in Italia

Oggi Fiat la ripropone nelle varianti quattro porte, cinque porte e station wagon e, seppur modificata in base alle tendenze attuali, il riscontro è il medesimo della sua antenata.

Fiat Tipo primeggia nel segmento C

L’auto indubbiamente piace e lo testimoniano il mercato del 2017. In oltre 50 Paesi dell’area Emea ne sono state vendute 180mila unità, 56.046 sono uscite dalle concessionarie Fiat italiane, un numero che vale il terzo gradino del podio della classifica delle autovetture più vendute dello scorso anno dietro all’imprendibile Panda (145.919) e alla Lancia Ypsilon (60.321).

Nel 2017 la Fiat Tipo si è confermata leader nel segmento C in Italia con il 20.7% di quota e per il secondo anno consecutivo è l’auto con il più alto tasso di crescita in Europa nel segmento C. A gennaio 2018 ha subito sfondato quota 5mila immatricolazioni (5.215, erano 4.495 nel 2016). Altre 40mila ne sono state vendute in Turchia dove si chiama Egea ed è prodotta nello stabilimento Tofas di Bursa. Circola anche sulla strade dell’America Centrale, principalmente in Messico (ma solo nella variante berlina a quattro porte), dove è in commercio sotto la denominazione di Dodge Neon.

Restyling di metà carriera

Con il facelift di metà carriera della Fiat Tipo, nella gamma della torinese hanno debuttato importanti novità, tra cui l'inedita variante Cross con altezza da terra e look suvveggianti, sulla scia di prodotti come la Kia XCeed e le Volvo Cross Country.

Grazie al restyling di metà carriera la Fiat Tipo si è aggiornata per essere più competitiva nel difficile segmento delle compatte. Arrivano quindi i fari anteriori e posteriori full LED per la massima visibilità anche nelle condizioni climatiche peggiori. Dentro cambiano il volante, i comandi del clima e arriva un quadro strumenti con schermo TFT da 7”. Nuovo anche il sistema di infotainment con uno schermo touch fino a 10,25 pollici. Come per la recente Fiat 500 elettrica il sistema di bordo ha uno sviluppo orizzontale a tutto vantaggio della leggibilità e della praticità di utilizzo. Fiat Tipo presenta una lunga lista di dispositivi di sicurezza attiva e passiva. Fiat Tipo è una vera e propria global car. Prodotta in Turchia sostituisce la vecchia Fiat Linea ed è commercializzata in molti mercati EMEA con il nome Egea. La nuova generazione della Fiat Tipo è a listino dal 2015 quando ha esordito nella sola versione a 4 porte. Dopo l’ottimo avvio delle vendite la gamma si è allargata potendo oggi contare anche sulle carrozzerie 5 porte e station wagon. Nel marzo del 2020 la gamma Fiat Tipo si è aggiornata con il tradizionale restyling di metà carriera. La vettura ha rivisto il design del frontale con dei nuovi fari full LED ad abbracciare la griglia dominata dal lettering Fiat. Modifiche anche per i fanali posteriori ora dotati di tecnologia LED per una maggiore visibilità. Cambiano gli allestimenti che, come per la Panda, si sviluppano in tre diverse declinazioni: Life, Sport e Cross. Fiat Tipo resta fedele alla sua ricetta. Un’auto concreta e capace di accompagnarci al meglio anche fuori città grazie al suo bagagliaio da 440 litri di capienza nella versione hatchback. La Tipo propone un design accattivante complici i nuovi fari anteriori full LED dotati di tecnologia Adaptive High Beam. Design: con il restyling la Fiat Tipo introduce il nuovo linguaggio stilistico del marchio Versatilità: gamma trasversale con le versioni hatchback e station wagon Motorizzazione Hybrid: un propulsore compatto con alimentazione a benzina abbinato a un’unità elettrica, ne deriva una potenza superiore ai 100 cavalli e consumi estremamente ridotti. La Fiat Tipo non fa mistero della sua vocazione generalista. I materiali che si incontrano nell’abitacolo sono infatti generalmente plastici e rigidi anche se nel complesso risultano ben assemblati. Peccato per la visibilità posteriore compromessa dalle dimensioni limitate del lunotto.

Nuova Fiat Tipo 2024

La Nuova Fiat Tipo 2024, con le ultime modifiche, è attualmente disponibile in due allestimenti, Tipo e Tipo Cross e in due versioni, Hatchback e Station Wagon. Nelle due versioni, cambiano leggermente le misure e il bagagliaio: la Hatchback è lunga 4,37 m, larga 1,79 m, alta 1,49 m con un bagagliaio da 440 litri che diventano 1.400 abbassando lo schienale posteriore. La Station Wagon è leggermente più lunga con 4,57 m, larga 1,80 m, alta 1,56 m e con un bagagliaio da 550 litri che può arrivare fino a 1.650 litri a schienale posteriore abbassato. L’allestimento Tipo base comprende cerchi in acciaio da 16 pollici, paraurti anteriore con griglie nere lucide, radio DAB da 5 pollici e Cruise Control. Le motorizzazioni disponibili, per entrambe le versioni, sono due: ibrida con motore termico a benzina e diesel. La propulsione ibrida MHEV è caratterizzata dal motore 1.5 TURBO T4 HYBRID 130CV FWD con cambio automatico a doppia frizione con 7 rapporti. Il motore Diesel è del tipo 1.6 di cilindrata da 96kW e 130 CV, con un cambio manuale a 6 marce o un cambio automatico a doppia frizione con 6 rapporti.

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