Mirafiori, per un secolo luogo simbolo della Fiat e dell’industria italiana, si trova oggi di fronte a un futuro incerto. Inaugurato nel 1939, lo stabilimento torinese ha segnato l’inizio della produzione moderna per Fiat, diventando una delle fabbriche automobilistiche europee più longeve. Con oltre due milioni di metri quadrati di superficie, quasi dodici chilometri di strade sotterranee e più di venti chilometri di sistemi di trasporto, Mirafiori è una vera e propria città, la cui storia è indissolubilmente legata a Torino.
Un Nuovo Capitolo Interrotto
Nel recente passato, l'ufficio stampa di quella che allora era Fca aveva affermato che "Mirafiori è sempre stato il luogo in cui prendono vita idee geniali e progetti avveniristici". L'avvio della produzione della Nuova 500 elettrica sembrava aprire un nuovo capitolo per questo storico stabilimento, segnando una pietra miliare nella storia di Fca e dell’automobile. Tuttavia, a neppure quattro anni di distanza, il destino della fabbrica è in bilico.
Carlos Tavares, il capo del gruppo Stellantis, sembra intenzionato a razionalizzare la produzione in Italia, sollevando timori tra i lavoratori torinesi di un possibile ridimensionamento o addirittura chiusura dello stabilimento. Tavares ha più volte sottolineato che i costi di produzione in Italia sono troppo elevati, con una Fiat 500 elettrica che costa almeno mille euro in più rispetto a una Peugeot equivalente prodotta in Spagna.
Nel 2023, il polo torinese di Stellantis ha prodotto 85.940 auto su un totale di 521.000 vetture prodotte dal gruppo in Italia. La produzione della 500 elettrica si è attestata a 77.260 unità, mantenendosi allo stesso livello del 2022. Altri stabilimenti italiani, come Pomigliano e Melfi, hanno registrato numeri superiori, mentre Cassino si prepara a diventare un sito leader per la produzione di veicoli premium e di lusso.
Produzioni Confermate e Progetti Rimandati
Le produzioni della Fiat 500 elettrica, anche in versione Abarth, delle nuove Maserati Gran Turismo e Gran Cabrio e dei modelli del Tridente a fine vita sono state confermate. Tuttavia, l'arrivo della Quattroporte, previsto dopo il 2025, è ora incerto a Torino.
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Mirafiori: Un Album di Famiglia Italiano
Dalle linee di Mirafiori sono usciti modelli iconici che hanno segnato la storia dell’automobile e accompagnato i cambiamenti della società italiana. Tra questi, la mitica Topolino, la 600, la 500, l’inarrestabile Panda, la Uno e la Punto. Nell’album di famiglia di molti italiani c’è una vettura uscita da Mirafiori, come la 1100, la 127 o la 131 Mirafiori.
Mirafiori non è stata solo automobili. La fabbrica è stata teatro di importanti eventi storici, dalle prime forme di resistenza operaia durante la Seconda guerra mondiale all’autunno caldo del 1969, fino agli anni del terrorismo. Davanti ai suoi cancelli, Enrico Berlinguer incontrò gli operai durante i 35 giorni di sciopero alla Fiat nel 1980.
Oggi, Mirafiori è la culla della motorizzazione elettrica e del riciclo delle automobili, ma i suoi operai sono rassegnati, piegati da anni di declino e di cassa integrazione.
Strategie Padronali e Resistenza Operaia
Le strategie di ristrutturazione di Fiat, come emerge dalle relazioni di Marzo, puntano al massimo utilizzo degli impianti esistenti e alla possibilità di trasferire lavoratori da un settore all'altro. Tuttavia, la resistenza della classe operaia rappresenta un ostacolo significativo per l'azienda.
La tendenza di Fiat a sdoppiare la produzione a livello internazionale, come dimostra la costituzione del gruppo IVECO, ha portato al trasferimento dei centri decisionali e dei capitali all'estero, staccando gli operai degli stabilimenti italiani dall'amministrazione torinese.
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Un Progetto di Spaccatura Sindacale?
Alcuni sostengono che sia in atto un progetto di spaccatura sindacale, attraverso la costituzione di un sindacato giallo che condizionerebbe la stessa destra sindacale. In questo contesto, il SIDA si è unificato a livello provinciale con i sindacati autonomi di altre categorie.
Lotte Operaie e Repressioni
Nel periodo di maggio e giugno, le lotte si sono estese alle Meccaniche e alle Presse, raggiungendo livelli di autonomia politica e organizzativa. Gli scioperi e le assemblee hanno visto una forte partecipazione operaia, con la volontà di dirigere in prima persona la lotta.
La Fiat ha risposto con la messa in libertà degli operai e con il ricorso alle multe contro chi rimaneva in fabbrica dopo la sospensione. Durante la notte, le auto di alcuni capi officina sono state colpite.
Il Declino e la Disillusione
Negli ultimi anni, il numero di auto prodotte nello stabilimento di Mirafiori è diminuito significativamente, senza nuove assunzioni e con incentivi per i licenziamenti. Nel 2023, Stellantis ha annunciato investimenti secondari rispetto alla produzione e all’assemblaggio di nuovi modelli all’estero.
La chiusura dello stabilimento Maserati di Grugliasco, inaugurato nel 2013, è un segnale di questa tendenza. La diminuzione dei dipendenti e della produzione a Mirafiori è ancora più significativa, con un calo da 60.000 lavoratori nel 1971 a circa 19.000 nel 2014.
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Edi Lazzi, segretario della FIOM di Torino, indica il 2008 come l’anno di inizio del lento declino, con la prima richiesta di cassa integrazione per il reparto di carrozzeria.
Investimenti e Accuse
Stellantis ha annunciato alcuni investimenti a Mirafiori, tra cui la creazione di un polo dell’economia circolare. Tuttavia, i sindacati chiedono nuovi modelli di auto per garantire un futuro allo stabilimento.
Secondo i sindacati, l’obiettivo è avviare trattative con potenziali nuovi investitori, anche cinesi, pronti a sfruttare il patrimonio industriale di Mirafiori.
Il disimpegno di Stellantis da Torino sta causando conseguenze sull’indotto dell’industria automobilistica, con la crisi di piccole e medie imprese che lavoravano per la FIAT, FCA e Stellantis.
Perfino il vescovo di Torino, Roberto Repole, ha accusato Stellantis di trascurare Torino, sollevando preoccupazioni per il futuro della città.
La Marcia dei 40.000 e la Fine del Potere Operaio
La marcia dei 40.000 ha segnato la fine del potere operaio in Fiat, con una lotta sindacale che sembrava mirare più alla sopravvivenza dei sindacati che alla difesa dei posti di lavoro.
Il Divorzio Produttivo e l'Abbandono Amministrativo
Il divorzio produttivo tra il quartiere di Mirafiori e la fabbrica è stato un processo lento e sfibrante, che ha portato a un senso di inutilità e di lontananza dalle istituzioni. L’abbandono amministrativo ha favorito il senso di frustrazione, con la chiusura di servizi pubblici e la riduzione dei presidi nel quartiere.
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