La Fabbrica Italiana Automobili Torino (FIAT) celebra oltre un secolo di storia, segnato da sfide, intuizioni, un ricco patrimonio tecnologico e culturale, e continue innovazioni. Fondata l'11 luglio 1899, la FIAT ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'industria automobilistica mondiale.

La Nascita della FIAT: Un Atto Notarile e un Sogno Industriale

L'atto di nascita della FIAT fu siglato l'11 luglio 1899 di fronte al notaio Torretta, presso la sede del Banco di Sconto e Sete. Un gruppo di appassionati di auto e sport si riunirono per dare vita a un sogno: il conte Roberto Biscaretti di Ruffia, il conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, l’avvocato Carlo Racca, l’imprenditore Michele Lanza, l’avvocato Cesare Goria-Gatti, l’ufficiale di cavalleria Lodovico Scarfiotti (primo presidente dell’azienda), il banchiere Michele Ceriana-Mayneri, l’agente di cambio Luigi Damevino ed il marchese Alfonso Ferrero de Gubertis di Ventimiglia. In dirittura d’arrivo dell’accordo si ritirò Michele Lanza e subentrò Giovanni Agnelli.

L'idea di fondare la FIAT fu lanciata dal conte Cacherano, finanziatore dell'Accomandita Ceirano G. B. & C., una fabbrica di auto sportive artigianale dei fratelli Ceirano. Questo legame con la produzione artigianale gettò le basi per un futuro di innovazione e produzione su larga scala.

Il nome FIAT, acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino, in latino significa "Che sia!".

Il Primo Stabilimento: Un Inizio Modesto ma Ambizioso

Il primo stabilimento produttivo della Fiat sorse a Torino su un'area di 9.100 mq "prospiciente il corso Dante", ai confini meridionali del parco del Valentino. Il progetto, curato dall'ingegner Enrico Marchesi, direttore generale della società, prevedeva un salone delle macchine dotato di macchinari americani e tedeschi all'avanguardia. Inaugurato il 19 marzo 1900, lo stabilimento impiegava inizialmente 120 operai, un numero destinato a crescere rapidamente.

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Nei primi anni del Novecento, la fabbrica produceva poco più di 20 automobili all'anno, realizzate da una trentina di operai. Si trattava di auto di lusso, destinate a un pubblico elitario. Nel 1903, la società venne quotata in borsa, aprendo la strada a una crescita esponenziale.

Espansione e Crescita: Dalla Produzione Artigianale alla Fabbrica Moderna

Lo stabilimento originario Fiat Torino fu ampliato con l’edificazione di un nuovo fabbricato tra le vie Marocchetti, Tiziano e Correggio, la costruzione di una seconda sezione a sud di corso Dante, l’assorbimento della carrozzeria Rothschild di via Madama Cristina e di altre ditte fornitici. Nonostante i tentativi di razionalizzazione, al culmine dello sforzo bellico negli spazi di corso Dante erano stipati quasi diecimila operai (e addirittura 18000 nel 1918), rendendo impellente la decisione di costruire “un nuovo grande stabilimento, uso americano”. Durante il biennio rosso la fabbrica viene occupata dagli operai per trenta giorni. Dal 1922 la produzione è spostata al nuovo stabilimento del Lingotto.

Mentre Agnelli persegue una strategia di crescita mediante l’integrazione verticale e la realizzazione di una rete di vendita, la stessa presenza della Fiat alimenta lo sviluppo di un variegato tessuto di imprese fornitrici insediate nella cintura torinese: cresce in questi anni un intero apparato di fabbriche correlate che fornisce telai, parti meccaniche, cuscinetti a sfere, motori, carrozzerie e allestimenti interni.

Torino: Capitale dell'Automobilismo Italiano

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio della Prima guerra mondiale la nuova vocazione industriale della città acquista sostanza e un’articolazione ricca: i capitali liberati dalla crisi agraria e le risorse finanziarie passate indenni attraverso le secche della speculazione fallimentare si riversano nei settori industriali più promettenti e la business community locale torna a impegnare le sue capacità imprenditoriali in un serie di iniziative intersettoriali che fanno del periodo una frizzante belle époque dell’industria. Non solo la città ospita alcune delle imprese destinate a lunga vita e importanti successi - prima fra tutte la Fiat -, ma l’intera Regione partecipa della crescita diffusa che delinea la frontiera industriale italiana nell’area del “triangolo”: all’inizio del Novecento gli operai occupati nel settore secondario piemontese sono più di 150.000 e l’industria della Regione può contare su oltre 120.000 cv di energia installata; in capo a un decennio si assiste al raddoppio di questi indicatori: crescono il cotonificio e il lanificio, l’industria meccanica e quella elettrica, il settore siderurgico e l’industria della trasformazione alimentare.

Torino è sede della prima esposizione di automobili nel 1898 e l’anno dopo vanta già sette ditte costruttrici di automobili, che nel 1907 diventano 21. Torino diventa la capitale dell’industria automobilistica italiana, posizione che consolida negli anni successivi dove conosce uno sviluppo incredibile che modifica la vita delle persone, l’urbanistica delle città e l’architettura delle industrie.

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Figure Chiave: Agnelli, Ceirano e i Pionieri dell'Automobilismo

Fin dalle origini, Giovanni Agnelli fu della FIAT la mente coordinatrice e direttrice, in quanto l’unico tra tutti ad avere una chiara visione della strada da percorrere sul piano industriale. Egli decise di combattere energicamente qualsiasi tentativo di indirizzo artigianale o sperimentale che potesse ingenerare dispersioni di energie rispetto al suo obiettivo: l’affermazione di una grande impresa automobilistica.

Pochi conoscono il nome di Giovanni Battista Ceirano. Eppure fu proprio quest’uomo, nato a Cuneo alla vigilia dell’unità d’Italia (era il 1860) e figlio di un orologiaio, uno dei primi a immaginare di poter costruire automobili nel nostro Paese. Iniziò riparando biciclette, poi brevettando un modello innovativo di ruota, per arrivare poi alle autovetture. Ceirano è considerato a pieno titolo tra i pionieri dell’industria automobilistica italiana e tra i padri della Fiat, fondata a Torino l’11 luglio del 1899. Un martedì di 125 anni fa.

Giovane imprenditore torinese, portato dal suo lavoro a frequenti viaggi all’estero, soprattutto a Parigi, Lanza si lasciò presto ammaliare da questa atmosfera febbrile che percorreva l’Europa. Erede di una affermata «Manifattura di candele steariche e Fabbrica di sapone» (fondata nel 1832), egli ci appare, nel fisico e nel morale, come il tipico personaggio piemontese di fine Ottocento. Si dimostrò perciò appassionatamente convinto che anche in Italia si potesse, e dovesse, tentare l’avventura dell’automobile abbracciata con entusiasmo e intelligenza in altre parti d’Europa. Nacquero decine di altre Case automobilistiche sulla scia di Lanza; la FIAT, innanzitutto. Si racconta, infatti, che qualche anno prima il cavalier Agnelli avesse esclamato, osservando i testardi tentativi del Lanza: «Se io avessi i suoi soldi, sì che metterei su una fabbrica come dico io».

Modelli Iconici: Dalla 3 ½ HP alla 500

La primissima Fiat 3 1/2 HP, l'indimenticabile "Topolino", l'iconica 500, ma anche altre pietre miliari della mobilità come la 600, la 124 e la Panda.

La prima automobile costruita da Ceirano - chiamata come la bicicletta di qualche anno prima - vide la luce il 21 marzo del 1899. La Welleyes, progettata dall’ingegnere Aristide Faccioli, era una piccola autovettura a due posti (una Smart ante litteram) con trasmissione del moto a cinghia e un piccolo motore bicilindrico da 663 cc. Poteva raggiungere una velocità massima di 35 km/h.

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Dopo la 4 HP, il primo modello, seguono molte altre vetture. Nel frattempo Fiat si dedica anche alla produzione di motori per gli aerei, di tram, di autobus e di autocarri. Nel 1930 nasce la prima automotrice di tutto il mondo, la Littorina, mentre nel 1939 a Torino viene inaugurato lo stabilimento Mirafiori. Nel 1955 viene lanciata sul mercato la 600, e due anni più tardi tocca alla 500. La struttura industriale successivamente si rafforza, con nuove fabbriche aperte in tutto il mondo, mentre nel 1964 viene presentata la 850, cui fanno seguito la 124 e la 128. Durante questo decennio la società viene convertita in una holding e il processo di riorganizzazione porta alla creazione di Fiat Trattori, mentre la Magneti Marelli nata come joint venture tra la Ercole Marelli e la stessa Fiat, diventa definitivamente autonoma. Nel 1993 Fiat accoglie nel gruppo il marchio sportivo Maserati. Negli anni Duemila viene avviata una breve alleanza con General Motors.

FIAT nel Mondo: Espansione Internazionale e Sfide Globali

Nel 1903 la società viene quotata in borsa e dopo il modello 4HP ne seguono altri. Ben presto, la produzione raggiunge il mercato Australiano e Americano. Nel 1916, infatti, prende vita la fabbrica di Lingotto, segno di quella trasformazione da prodotto di nicchia a prodotto di massa che la FIAT ha reso possibile in Italia nel settore automobilistico.

Dopo la crisi della Seconda Guerra Mondiale, il gruppo FIAT è protagonista di un miracolo, perché riesce a produrre e vendere circa 400mila macchina all’anno. Nel 1955 viene lanciata la 600, due anni dopo la 500. Questa, infatti, diverrà ben presto il simbolo dell’azienda, e la FIAT aprirà fabbriche in tutto il mondo.

Da FIAT a Stellantis: Una Nuova Era

Dopo le morti di Gianni e Umberto Agnelli diventa presidente Luca Cordero di Montezemolo, con Sergio Marchionne amministratore delegato che gestirà in prima persona l’accordo di alleanza con Chrysler (FCA, Fiat Chrysler Automobiles) che nascerà il 29 gennaio 2014 con Montezemolo che verrà sostituito alla presidenza da John Elkann. IL 2018 è segnato da un improvviso e inaspettato cambiamento ai vertici del Gruppo conseguente alla prematura scomparsa di Sergio Marchionne.

Nel 2019 Il marchio Fiat celebra il suo 120° anniversario; il 31 ottobre il gruppo PSA ed FCA iniziano a progettare l’unione delle due case automobilistiche; il 18 dicembre viene raggiunto l’accordo tra i due grandi gruppi e vengono poste le basi per la nascita di Stellantis (dal verbo latino “stello” che significa “essere illuminato di stelle”) il cui nome sarà ufficializzato il 5 luglio 2020. A dicembre l’annuncio che Mike Manley guiderà le operazioni nordamericane di Stellantis, una volta completata la fusione tra FCA e PSA. Il 4 gennaio 2021 le rispettive assemblee degli azionisti approvano in streaming la fusione nelle rispettive assemblee straordinarie. Il 16 gennaio la fusione tra FCA e PSA diventa “operativa”. Presidente di Stellantis è John Elkann, Carlos Tavares l’amministratore delegato. Il primo azionista del gruppo Stellantis è Exor con il 14,4%. La famiglia Peugeot detiene il 7,2%mentre lo Stato francese detiene il 6,2%. Infine, i cinesi di DongFeng possiedono il 5,6%. La sede operativa del nuovo gruppo si sposta ad Amsterdam.

Il nome Stellantis viene utilizzato unicamente a livello di gruppo come Corporate Brand. Il 3 novembre 2021, nel comprensorio di Mirafiori, viene inaugurata la Stellantis Italy House, nuova sede italiana del Gruppo che ribadisce il legame dell’azienda con Torino e con un territorio che racchiude uno dei patrimoni automotive più importanti al mondo.

Il Futuro: Innovazione, Elettrificazione e Sfide del Mercato

Anche dopo la morte di Sergio Marchionne il futuro della Fiat non sembra prevedere altre crisi. L’azienda ha deciso di stanziare 45 miliardi di euro di investimenti, 9 dei quali dedicati all’elettrificazione per 29 nuovi modelli (compresa la Jeep e la 500), l’abbandono del Diesel, l’azzeramento del debito e la produzione di nuovi modelli. L’unico elemento che deve essere ancora stabilito è chi sarà il successore di Marchionne.

Il plant di Mirafiori è convertito per la moderna linea di produzione della Nuova Fiat 500, la creazione dell’impianto Vehicle-to-Grid più grande al mondo e dei Battery Hub e Battery Lab, centri specializzati nell’assemblaggio batterie attivi nelle fasi di prototipazione, sperimentazione e controllo qualità dei componenti e delle batterie. Il 2021 segna anche la trasformazione green del tetto della storica fabbrica del Lingotto con la nascita del nuovo ‘Sky Drive’ che porta la firma dell’architetto Benedetto Camerana e si sviluppa a 28 metri d’altezza dal piano stradale, garantendo una spettacolare vista panoramica su tutta la città, portando biodiversità e mobilità elettrica su La Pista 500, il cui tracciato torna alla sua funzione originaria - ci si possono provare le nuove 500e di Fiat - ma viene anche invaso da 28 “isole” in cui crescono piante ed erbe di 300 specie autoctone, che attraggono diversità di fauna come libellule, farfalle, insetti di terra e diverse specie di uccelli.

Musei e Centri Storici: Un Viaggio nella Memoria FIAT

A Torino si trova il Museo Nazionale dell’Automobile nato nel 1932 da un’idea di due pionieri del motorismo nazionale, Cesare Goria Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia (primo Presidente dell’Automobile Club di Torino e tra i fondatori della Fiat).

Grazie all’accordo programmatico con Stellantis il MAUTO gestisce il programma di mostre, eventi e attività volte a rilanciare un luogo fondamentale per la storia dell’automobilismo e della città, il Centro Storico Fiat che ha sede in un edificio liberty che fu il primo ampliamento (1907) delle officine di corso Dante nelle quali nacque l’azienda.

Stellantis Heritage Hub ha sede nei locali dell’ex Officina 81 di Via Plava a Torino, uno degli storici impianti di produzione meccanica Fiat all’interno del comprensorio industriale di Mirafiori. Gli oltre 15.000 mq di superficie ospitano gli uffici del team Heritage, un’affascinante mostra che racconta la storia dello stabilimento di Mirafiori, e soprattutto l’inimitabile collezione aziendale di vetture prodotte dai marchi Fiat, Lancia ed Abarth. Lo spazio accoglie anche una selezione di vetture Alfa Romeo, Autobianchi e Jeep. È stato allestito inoltre un suggestivo spazio - l’Area Motori - dedicato ai motori d’epoca, che espone e racconta i propulsori più iconici e rappresentativi dell’ultracentenaria storia produttiva dell’azienda. Infine, i visitatori possono ammirare una selezione di vetture Fiat allestite in oltre cinquant’anni appositamente per l’Arma dei Carabinieri.

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