Il legame tra Dacia e le berline a tre volumi è da sempre molto forte. Sebbene oggi la gamma europea di Dacia non veda in diversi mercati, come quello italiano, una classica berlina con la coda, fin dalla sua genesi nel 1966 ha proposto proprio questa tipologia di automobile, molto apprezzata nell’Europa dell’Est e sinonimo di praticità e robustezza.
Le Origini: Dacia 1100 e 1300
Quando il Conducator Nicolae Ceausescu decise di produrre in Romania una vettura straniera su licenza, infatti, il governo di Bucarest mise in piedi una sorta di gara per i costruttori europei per scegliere il partner e il modello adatto. Al concorso parteciparono FIAT, con la sua 1100, Austin con la mitica MINI, Peugeot con la 204 e persino Alfa Romeo, con la Giulia 1300, ma a vincere fu Renault, che si accordò con il governo di Ceausescu per produrre un nuovo modello, la Renault 12, lanciato nel 1969 come Dacia 1300. Il primissimo modello di Dacia prodotto, invece, fu la versione rimarchiata di un’altra berlina, la Renault 8, prodotta in Romania come Dacia 1100.
Dopo il lancio della Dacia 1300 (il nome Dacia venne scelto in onore del nome della regione dove oggi sorge l’odierna Romania al tempo nell’Impero Romano), la Casa romena basò la sua intera vita commerciale su questo modello, realizzando varianti familiari, van, pick-up fino alla più moderna Dacia 1310, arrivata fino al 2004 con pochissime modifiche.
L'Acquisizione da Parte di Renault e i Nuovi Modelli
Nel 1999, la storia di Dacia cambiò per sempre con l’acquisto del 51% dell’azienda da parte di Renault, entrandone così a far parte in maniera permanente. La storia dei modelli di berlina Dacia, fino al 1999, è stata confinata ai soli mercati est-europei, con una breve incursione in alcuni Paesi come il Regno Unito, da sempre attratto da queste aziende dell’Europa socialista (celebre è l’esempio della Lada Riva, la “Zhigulì” importata in UK negli anni ’80 dall’Unione Sovietica).
Nel 2000, invece, Renault decise di iniziare ad importare le berline Dacia in giro per l’Europa, partendo dalla SupeRNova lanciata proprio quell’anno. A livello estetico, tecnico e progettuale, siamo di fronte alla stessa Nova del 1995, dotata di una linea e di una concezione che non lasciava dubbi sulla genesi dell’auto iniziata negli anni ’80. La SupeRNova, però, è stato il primo modello Dacia ad essere sviluppato dai tecnici francesi. Sotto il cofano, ad esempio, trova posto il motore 1.4 MPI visto sulla coeva Renault Clio, e aveva un prezzo davvero contenuto, inferiore ai 6.000 euro.
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Al suo posto, nel 2003 è arrivata la Dacia Solenza, versione ancor più riveduta e corretta della Nova. Dotata di uno stile più curato sia all’interno che all’esterno, la Solenza è stata la prima Dacia ad essere importata in più Paesi, con alcuni esemplari arrivati anche in Italia.
L'Arrivo della Logan e l'Evoluzione del Concetto Dacia
Il cambio radicale della storia Dacia arriva nel 2004, con l’approdo sul mercato della Logan. Inizialmente non prevista per il mercato occidentale, la semplice berlina romena è stata la prima a portare su strada una ricetta tanto semplice quanto vincente. Sotto un disegno molto classico e razionale, la piccola berlina lunga 4,29 metri nasconde la meccanica della coeva Renault Clio II, con il pianale B0 che sarebbe diventato di lì a poco comune a tutte le nuove Dacia. Sia fuori che dentro che, soprattutto, sotto la pelle, la Dacia Logan utilizzava quasi esclusivamente componenti di Renault di qualche anno prima. Questo approccio ha permesso a Dacia di risparmiare tantissimo sia sulla ricerca e sviluppo di tutti i componenti, che sull’assemblaggio e il prezzo di tutte le parti dell’auto.
Disegnata dal Centro Stile Renault, la Logan ha una carrozzeria a tre volumi assolutamente normale, forse banale, ma che non appare di certo brutta. Il logo inizialmente è un embrionale scudo blu con la dicitura Dacia in alto, per poi diventare il “lucchetto” cromato con il restyling del 2008. All’interno, la Logan tre volumi è realizzata con materiali estremamente economici, pensati per costare poco ma, allo stesso tempo, offrire tutto ciò che serve. Se le versioni base sono estremamente scarne, dotate solamente di ABS, due airbag e della predisposizione audio, a richiesta si possono avere radio, clima, servosterzo e vetri elettrici, ovvero tutto quello che serve su un’auto essenziale.
Ristilizzata nel 2008, la storia dei modelli di berlina Dacia in Italia termina nel 2012, con l’addio alla Logan di prima generazione sul mercato europeo. La base di partenza è infatti stata usata in tutto il mondo come base per tantissimi modelli come, ad esempio, la Renault Logan in Sud America, la Lada Largus in Russia o la Pars Khodro Cadila in Iran, con la produzione che continua ancora oggi in Russia, Iran e in Sud Africa. Se in Italia non è più presente, in Romania e in altri Paesi europei la Dacia Logan berlina è ancora proposta, cambiando però ricetta. In Italia abbiamo ricevuto la versione Station Wagon della berlina, la Dacia Logan MCV, che altro non è che la variante familiare della compatta romena. Prodotta fino al 2020, oggi è stata rimpiazzata dalla Dacia Logan III, realizzata sulla piattaforma della nuova Sandero III. Sotto la scocca, la vetusta piattaforma B0 è stata sostituita dal nuovo pianale modulare CMF-B, condiviso con altri modelli come, ad esempio, la Renault Clio V e la Dacia Jogger.
Motori e Meccanica della Dacia Logan
Come detto in precedenza, la gamma motori della berlina Dacia Logan è interamente derivata dalla produzione Renault, utilizzando motorizzazioni e tecnologie già collaudate su modelli di grande serie della Losanga. La meccanica, poi, è estremamente semplice, con delle sospensioni anteriori McPherson e un posteriore caratterizzato da un classico ponte rigido a ruote interconnesse.
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Lunga 4,29 metri in versione berlina, mentre la più generosa Wagon arriva a 4,47 metri, per rendere il più semplice ed economica possibile la vettura Renault ha utilizzato il 50% di componenti in meno rispetto ad un modello Renault di alta gamma, mentre anche le componenti elettroniche sono minori che su una normale Renault. Pensata anche per Paesi dove le strade sono più butterate e ci sono diversi percorsi sterrati, la Logan ha un assetto piuttosto alto da terra, con sospensioni morbide e capaci di addomesticare anche le buche più grandi. Tutti i motori sono stati sviluppati per utilizzare carburanti anche di scarsa qualità, mentre sia il sistema di raffreddamento che l’aria condizionata (quando presente) hanno prestazioni adeguate ai Paesi più caldi in cui viene commercializzata come l’Europa meridionale, l’Africa settentrionale o il Medio Oriente.
Come le vetture con le quali condivide la meccanica, anche la Dacia Logan ha un layout molto classico, con motore anteriore trasversale e trazione anteriore. In Italia, la gamma motori della berlina Dacia Logan è formata da due motori a benzina e un Diesel. Ad aprire le danze ci pensa il 1.4 quattro cilindri della famiglia K7, lo stesso visto sulle SupeRNova e Solenza ma omologato Euro 4, capace di 75 CV e accoppiato ad un cambio manuale a 5 rapporti. Questo 1.4 è stato proposto anche con doppia alimentazione benzina-GPL, così come il motore più grande dell’intera gamma Logan, il 1.6 quattro cilindri aspirato visto su altri modelli coevi del Gruppo Renault come Mégane e Scenic. Disponibile sia in versione monoalbero e 8 valvole da 86 CV (questa la versione prescelta per la versione Bifuel) che nella più potente variante bialbero 16 valvole da 105 CV e 148 Nm di coppia, anche con il motore più grande la Logan mantiene un’indole molto tranquilla. Come ogni automobile degli anni ’00, infine, anche la Dacia Logan è stata proposta con un motore Diesel, il collaudato 1.5 dCi K9K. Il quattro cilindri turbodiesel, lanciato nel 1998 e ancora oggi sotto il cofano di diversi modelli Renault e non solo, è stato inizialmente proposto nella versione più tranquilla da 65 CV, per poi essere declinato anche su Logan nelle varianti da 69 e 86 CV di potenza.
Versioni e Allestimenti: Un'Offerta Semplice ma Efficace
La grande semplicità del progetto, le numerosissime componenti riutilizzate e le semplici versioni della berlina Dacia hanno permesso al Gruppo Renault di spendere davvero poco per lo sviluppo della Logan. Secondo i dati dell’epoca, infatti, Renault riuscì a contenere le spese di sviluppo a soli 360 milioni di euro, davvero basso per un modello inedito. Un interessante escamotage fu quello di utilizzare simulazioni al computer invece di prototipi su strada, ottenendo costi di sviluppo dimezzati rispetto all’investimento in un nuovo modello.
Nonostante la sua semplicità, comunque, tutte le versioni della berlina Dacia hanno ripagato chi ha superato i pregiudizi. Nonostante non sia precisissima da guidare, sia tranquilla e paciosa e non sia tra le compatte più silenziose, la prima Logan si è rivelata un’auto molto robusta e solida, con centinaia e centinaia di esemplari capaci di superare i 300.000 km.
Sia ieri che oggi, il vero punto di forza delle versioni della berlina Dacia era, indubbiamente, il prezzo. Sviluppata con l’obiettivo di offrire un’auto nuova a soli 5.000 euro, la versione “da importazione” proposta in Italia partiva nel 2005 da un prezzo di circa 7.500 euro. Di serie, infatti, ci sono solo due airbag, la chiusura centralizzata, l’ABS e la predisposizione per la radio. Per avere qualcosa in più bisognava scegliere la più “ricca” Ambiance, che di serie aggiungeva i paraurti in tinta e la possibilità di aggiungere a richiesta il servosterzo, il clima manuale e la radio (non disponibili neanche pagando con la versione base).
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Gli Attuali Modelli Dacia e i Loro Prezzi
Oggi Dacia offre una gamma di modelli diversificata, che include:
- Spring: Prezzo a partire da 17.900 € (elettrica)
- Sandero Streetway: Prezzo a partire da 13.950 € (Streetway Essential MY24 1.0 SCe 65cv)
- Sandero Stepway: Prezzo a partire da 16.250 € (Stepway Essential MY24 1.0 TCe ECO-G)
- Jogger: Prezzo a partire da 18.100 € (Essential MY24 TCe 100 GPL ECO-G 5 posti, full hybrid)
- Duster: Prezzo a partire da 19.900 € (essential Eco-G 100, anche full hybrid)
- Bigster: Prezzo a partire da 24.800 € (essential mild hybrid-G 140, anche full hybrid)
Dacia pensa in grande, con il nuovo SUV ibrido Bigster, caratterizzato da un design moderno e linee scolpite, che esprimono robustezza e solidità. Grandi gli spazi interni, per la massima abitabilità e comfort, anche grazie agli equipaggiamenti offerti per i percorsi quotidiani e per i viaggi più lunghi. Il Bigster offre:
- Motore full hybrid da 155 CV
- 2 schermi multimediali da 10”
- Fino a 6 punti di fissaggio YouClip
- Console centrale refrigerata
- Climatizzatore automatico bi-zona
- Portellone elettrico
- Regolazioni elettriche e supporto lombare
Motorizzazioni Bigster full hybrid - benzina/elettrico
- Fino a 80 % del tempo di guida in modalità 100% elettrica su percorsi urbani
- Batteria ricaricabile da 230 V (si ricarica in fase di decelerazione e di frenata)
- Fino al 40 % di risparmio sul carburante per la guida urbana, rispetto a una motorizzazione a benzina equivalente
mild hybrid - benzina/elettrico
- Assistenza elettrica al motore termico (partenza e accelerazione efficienti: più potenza e meno consumi di carburante)
- Batteria ricaricabile da 48 V (si ricarica in fase di decelerazione e di frenata)
- Fino al 10 % di risparmio sul carburante per la guida urbana, rispetto a una motorizzazione a benzina equivalente
- Possibilità di GPL (risparmio fino a 40 € ogni volta che fai il pieno rispetto a un motore a benzina equivalente e in base ai prezzi del GPL per paese. Oltre 1.400 km di autonomia cumulativa grazie a due serbatoi e alla gestione automatica o manuale del passaggio a GPL. -10 % di emissioni di CO₂ ed emissioni di polveri sottili inferiori del 90% rispetto a un motore a benzina equivalente)
Connettività e Sicurezza
Bigster integra il sistema multimediale Media Nav Live, che offre una navigazione connessa con informazioni in tempo reale sul traffico e mappe aggiornate per 8 anni, associato a un impianto audio Arkamys 3D Sound System a 6 altoparlanti e uno schermo touchscreen da 10 pollici.
Sul fronte della sicurezza, Bigster offre di serie: la frenata automatica di emergenza, il riconoscimento della segnaletica stradale con avviso di superamento del limite di velocità, l’avviso di cambio corsia, l’assistenza al mantenimento di corsia e molto altro ancora.
Sandero Streetway e Stepway: Accessibilità e Stile
La Dacia Sandero Streetway è una spaziosa utilitaria che punta molto sul prezzo allettante. La nuova generazione aggiunge un aspetto più accattivante e una maggiore attenzione per la sicurezza: utilizza una scocca di moderna concezione, condivisa con la Renault Clio, e dispone degli airbag posteriori per la testa e della frenata automatica d'emergenza (entrambi di serie). L'abitacolo è rifinito con semplicità, ma gradevole. Pratica la possibilità di avere, oltre al più costoso schermo di 8" nella consolle, un supporto regolabile per lo smartphone, che diventa così un'estensione della strumentazione. L'auto offre una guida intuitiva, ma è pensata per le andature tranquille, con sterzo leggero, seppure non molto preciso e poco diretto. "Ruvidi" gli innesti delle marce del cambio manuale, molto fluido e nel complesso piacevole l'automatico del tipo CVT. Il 1.0 con tre cilindri a benzina è proposto nella versione aspirata da 67 CV che, però, è fiacca. Meglio puntare su quella turbo, magari a Gpl: il supplemento di prezzo è molto ridotto, e grazie al risparmio sul "pieno" si recupera in poche decine di migliaia di chilometri.
Sandero Stepway, invece, si distingue per il suo look robusto, linee decise, nuova firma luminosa con fari a LED «Y-shape» e altezza da terra aumentata. Sandero Stepway è disponibile anche con la motorizzazione GPL.
Vantaggi del GPL ECO-G:
- Risparmio sul carburante (il prezzo al chilometro del carburante può risultare inferiore fino al 30% rispetto a una motorizzazione a benzina e fino all’8% rispetto a un motore diesel)
- Risparmio sui costi di gestione (il costo di manutenzione dei motori GPL è ormai equivalente a quello dei motori a benzina)
- Riduzione delle limitazioni alla circolazione
- Riduzione delle emissioni (un motore GPL Dacia emette fino al 13% in meno di CO2 rispetto a un motore a benzina di potenza equivalente)
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