Le aste di RM Sotheby's si tingono della storia, con un appuntamento fissato in Arizona il 22 gennaio 2021, dove sarà messo in vendita un esemplare di Audi quattro risalente al 1983. Quest'auto, la prima europea di serie con trazione integrale, merita un posto di rilievo nella storia dell'automobilismo.
Le Origini del Progetto Quattro
Le origini di Audi quattro risalgono alla fine degli anni '70, grazie alle intuizioni del telaista Jörg Bensinger, proveniente da BMW, Porsche e Mercedes. In Audi, l'attenzione si concentrò sugli svantaggi delle auto a trazione anteriore, in particolare su fondi bagnati, un problema amplificato dalle elevate prestazioni dei modelli Audi dell'epoca. Sotto la supervisione di Ferdinand Piëch, Audi partì dalla coupé 80 GT, adottando un sistema di trazione integrale con tre differenziali. Questa soluzione era necessaria per gestire la potenza del motore scelto: un 5 cilindri 2.1 turbocompresso da 200 cv e 285 Nm di coppia, con iniezione meccanica Bosch.
Nascita di un Mito: Prestazioni e Trazione Integrale
Le prestazioni erano da supercar: 220 km/h di velocità massima e 7,1 secondi per l'accelerazione da 0 a 100 km/h. La trazione integrale, denominata "quattro" o "Ur-quattro" (dal tedesco "originario", per la prima auto europea di grande produzione con trazione integrale), gestiva efficacemente questa potenza. Presentata al Salone di Ginevra nel 1980, Audi quattro catturò l'attenzione con il suo stile aggressivo e "muscoloso", diventando un cult. Già nel primo anno, grazie alle nuove regole federali, partecipò al Mondiale Rally, dove la trazione integrale si dimostrò decisiva per competere contro Ford, Lancia e Peugeot.
Dettagli e Caratteristiche Distintive
Gli interni presentano rivestimenti in pelle marrone con inserti pieghettati sui sedili e sui pannelli delle porte, oltre a una moquette nera con tappetini marchiati Audi. Sono inclusi alzacristalli elettrici e cruise control, mentre la radio è stata rimossa. Un pannello nella console centrale ospita una manopola per il bloccaggio dei differenziali.
Il Nero nell'Identità Audi: Eleganza e Potenza
Ogni colore è legato al DNA di un marchio automobilistico: il rosso a Ferrari, il giallo a Lamborghini, il verde alle Alfa Romeo sportive. Audi ha scelto il nero come simbolo di eleganza. Il nero, risultato dell'assorbimento di tutti i raggi luminosi, non riflette la luce e appare come un colore vuoto.
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Il Nero: Significati e Simbolismi
Il nero, derivante dal latino "niger", con radici indoeuropee nel termine "neigw" (oscuro o nerastro), è associato a significati forti e contrastanti. Da un lato, rappresenta il buio, l'oscurità e la morte; dall'altro, eleganza, sobrietà e autorità. Il nero ha avuto un ruolo importante nella storia dell'arte, usato nel Rinascimento per creare contrasti e rendere realistici i dipinti, da artisti come Rembrandt, Caravaggio, Goya e Picasso.
Il Nero nella Moda e nel Design
Nella moda, il nero è il colore dell'eleganza, usato negli abiti da sera. Il galateo richiede lo smoking nero per l'uomo e l'abito lungo per la donna. Nel Novecento, il nero ha rappresentato un'immagine ribelle e anticonformista, soprattutto nella musica e nella subcultura, come nel chiodo dei metallari e degli harleysti. Versatile, il nero è usato anche nell'alta gioielleria, creando contrasti con oro e argento, con pietre nere come onice, zaffiro nero e diamanti neri. Negli ultimi anni, il nero è tornato di moda nel design e nell'automotive. Nel design, è apprezzato per sobrietà e versatilità, creando oggetti sofisticati e moderni.
La Configurazione Identity Black di Audi
Audi ha esteso l'allestimento top di gamma Identity Black alla gamma Q3 e alla famiglia Q5, dopo Audi A1 Sportback e Audi Q2. Questo allestimento sostituisce le finiture cromate con il nero, sia esternamente che internamente, nelle versioni S line edition (S line plus per Audi Q5 e Audi Q5 Sportback), rappresentando il top di gamma. Il pacchetto lucido nero plus include finiture total black per paraurti, single frame, griglia frontale, cornici dei cristalli laterali, anelli Audi e sigla modello. Le calotte dei retrovisori laterali e il cielo vettura sono neri. L'esclusività è sottolineata dalle superfici vetrate posteriori oscurate e dai cerchi in lega Audi Sport da 20 pollici per la gamma Audi Q3 e da 21 pollici per la gamma Audi Q5. L'allestimento Identity Black per Audi Q5 e Audi Q5 Sportback include inserti specifici in lacca lucida nera su cruscotto, portiere e console.
Audi 80/4000: Un Percorso Verso il Successo
La denominazione "Audi 80" era usata in Europa, mentre in Nord America era commercializzata come Audi 4000, per elevare la percezione di potenza. All'inizio degli anni '80, Audi doveva ancora costruirsi una reputazione. Negli anni '70, BMW e Mercedes-Benz si stavano affermando nel mercato di alta gamma, e Audi, parte del gruppo Volkswagen, voleva conquistare la sua fetta. Le berline Audi erano solide, ma non avevano l'immagine di BMW o il prestigio di Mercedes.
Un Inizio Poco Convincente
L'Audi 80 nordamericana, la 4000, fu introdotta nel 1980, con un motore a quattro cilindri in linea da 1,6 litri (1588 cc). Con soli 76 CV, questo motore non era abbinabile al cambio automatico, un dettaglio importante in un mercato dove la maggior parte degli automobilisti preferiva la trasmissione automatica. Altre critiche riguardavano la scarsa potenza e la rumorosità dovuta alle sole 4 marce. Nel 1981, l'Audi 4000 ricevette un motore rivisto, con cilindrata di 1,7 litri e un cambio manuale a cinque marce, oltre all'automatico a tre marce. L'obbligo del catalizzatore a tre vie ridusse la potenza a 74 CV, ma la maggiore coppia e il nuovo cambio migliorarono prestazioni e consumi.
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La Svolta con la Trazione Integrale
La svolta arrivò nel 1983, quando l'Audi 80 fu proposta con trazione integrale. Il modello derivava dalla Ur-Quattro, la coupé a trazione integrale presentata nel 1980. L'Audi 80 "quattro", meno sportiva, rinunciava al turbocompressore e al padiglione spiovente, optando per una carrozzeria da berlina per famiglie. I fari anteriori supplementari, il paraurti anteriore con fendinebbia e lo spoiler posteriore in gomma in tinta con la carrozzeria rendevano il modello immediatamente riconoscibile. La scritta "quattro" sul baule e il doppio terminale di scarico completavano il look. Le campagne pubblicitarie enfatizzavano la tenuta di strada in condizioni di scarsa aderenza.
Compromessi e Apprezzamenti
Nonostante qualche compromesso, la clientela apprezzò gli sforzi di Audi. L'Audi 80 quattro costava meno della coupé "Ur-Quattro", ma era meno conveniente della 80 GTE a due ruote motrici e persino della più grande Audi 100 CD. A parità di motorizzazione (un 2,2 litri da 134 CV), l'Audi 80 a quattro ruote motrici pesava più della Audi 100 CD a trazione anteriore. Inoltre, l'aerodinamica era peggiore: la velocità massima era di 187 km/h contro i 199 km/h. Il differenziale posteriore richiese una modifica del bagagliaio, leggermente più piccolo in altezza, con l'adozione del ruotino al posto della ruota di scorta.
Le B2 d'Oltreoceano
Nel 1981, per il mercato americano, fu presentata l'Audi 4000 5+5. A differenza dei modelli europei, la 5+5 era una berlina a due porte equipaggiata con il motore 2,2 litri cinque cilindri da 100 CV dell'Audi 5000 (Audi 100 in Europa), abbinato a un cambio manuale a cinque marce. Con un allestimento sportiveggiante, l'Audi 4000 5+5 offriva il manometro dell'olio, interni sportivi e cerchi in lega. L'Audi 4000 5+5 fu affiancata alla 4000S, dotata dello stesso motore ma più orientata al comfort, con quattro porte e cambio automatico a tre marce di serie. La "S" anticipava quella che in Europa sarebbe diventata l'Audi 90.
Restyling e Ulteriori Evoluzioni
Parallelamente ai modelli europei, nel 1984 anche quelli per il Nord America furono rivisti, con aggiornamenti estetici come i fari anteriori più grandi, la fanaleria posteriore simile a quella delle Audi 100 (Typ 44), paraurti più avvolgenti e interni rivisti. In Europa, fu offerta per la prima volta la marmitta catalitica. La gamma era composta dalla 4000S (1,8 litri da 102 CV) e dalla 4000CS quattro (2,2 litri da 115 CV). Quest'ultima, simile all'Audi 90 europea, era disponibile solo con cambio manuale a 5 rapporti ravvicinati. I colori di serie erano Nero, Bianco Alpino, Rosso Tornado, mentre la vernice Argento Zermatt era optional.
Consolidamento e Successo Sportivo
La trazione "quattro" iniziò ad essere disponibile su un numero crescente di motorizzazioni, 1.8 da 90 Cv e 1.8 GTE da 112 CV. La piattaforma B2 si rivelò versatile e redditizia, con numerosi componenti condivisi con l'Audi Coupé e le sue varianti sportive, l'Audi Quattro e l'Audi Sport Quattro. Questi modelli, con il costante affinamento della trazione integrale, ottennero successi sportivi, consolidando l'immagine del marchio.
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Le Audi 80 e 4000 della serie B2 rimasero in commercio fino al 1987, mentre l'Audi Coupé B2, derivata dall'Audi Quattro originale, fu venduta fino al 1988, totalizzando 1,7 milioni di vetture prodotte. L'Audi 80 quattro ha rappresentato il primo passo per definire un nuovo standard per l'intera produzione automobilistica europea.
La Storia di Quattro: Dalle Origini ai Successi nel Motorsport
"Quattro" è un nome familiare agli appassionati di auto, evocando berline moderne con prestazioni da supercar o mostri del Gruppo B. La storia inizia alla fine degli anni '70 con Jörg Bensinger, che, dopo aver visto la VW Iltis inarrestabile sulle strade finlandesi, pensò di adattare la trazione integrale a un'auto stradale. Presentò l'idea a Ferdinand Piech, che diede il via libera a un progetto basato sull'Audi 80.
Innovazione Tecnica: Il Differenziale Centrale
Dopo aver costruito diversi prototipi, gli ingegneri scoprirono un difetto nel sistema Iltis: l'assenza di un differenziale centrale rendeva i prototipi instabili. Il differenziale centrale era un capolavoro di ingegneria, bloccabile e dotato di un albero di trasmissione cavo che ospitava un altro albero. Questo design compatto e leggero, abbinato al motore longitudinale, offriva una distribuzione del peso laterale quasi perfetta.
Successi nel Motorsport: Rally e Pikes Peak
Gli anni '80 furono il decennio di Audi, iniziato con il dominio nel campionato mondiale di rally nel 1981. L'auto da rally era basata sulla quattro di serie, con cui condivideva carrozzeria e motore turbo a cinque cilindri. La Quattro raggiunse il suo apice nella stagione 1983, con la versione A1, costruita per il Gruppo B. Questa vettura era più corta, potente e leggera, con materiali esotici come il carbonio Kevlar e un turbo che produceva tra i 350 e i 600 CV. L'ultima auto da corsa, la Sport quattro S1 E2, aveva un sofisticato pacchetto aerodinamico e un cambio "power-shift". La FIA interruppe il Gruppo B nel 1986, dopo diversi incidenti mortali. Audi vinse comunque a Pikes Peak nel 1987 con Walter Röhl.
Rivoluzione nelle Gare su Circuito
Audi rivoluzionò le gare su circuito entrando nella serie Trans Am nel 1988 con la berlina Audi 200. L'auto si dimostrò competitiva contro auto sportive come la Chevrolet Corvette. Il sistema quattro era talmente vantaggioso che la SCCA lo vietò per l'anno successivo. Audi si concentrò sul campionato IMSA, creando una versione dell'Audi 90 con 720 CV.
Quattro Stradali: Un'Eredità Duratura
Gli appassionati possono acquistare le quattro originali: Audi ha prodotto per 11 anni una versione sportiva a trazione integrale della Coupé di prima generazione, con stile anni '80 e motore turbo a 5 cilindri. Le prime auto, le Ur-quattro, avevano differenziali centrali e posteriori bloccabili e un motore SOHC 10V da 2,1 litri, con 197 CV. Le versioni successive avevano differenziali Torsen e motori più grandi da 2,2 litri 20V, con 220 CV.
Audi RS2 Avant: L'Inizio di una Tradizione
Oggi il logo quattro appare su station wagon Audi veloci, come la RS6 e la RS4, ma l'Audi RS2 Avant è stata la prima a dare inizio a questa tradizione. Basata sull'Audi 80 B4, questa collaborazione tra Audi e Porsche utilizzava componenti simili a quelli delle quattro da strada: motore da 2,2 litri e sistema di trazione integrale Torsen. Porsche dotò il motore di un turbo più grande, ottenendo 311 CV, e sviluppò freni e sospensioni più potenti. Tutte le 2891 RS2 Avant prodotte furono assemblate da Porsche.
Quattro Oggi: Un Marchio di Trazione Integrale
Il sistema quattro è stato implementato in numerose Audi, dalle hatchback veloci, alle berline, alle station wagon, ai SUV della gamma RS, fino alle auto normali con trazione integrale. Il marchio Quattro è sinonimo di soluzioni a trazione integrale, incluse quelle con motori trasversali, giunto Haldex e dispositivi elettronici.
Il Futuro di Audi: Innovazione e Mobilità Elettrica
Da oltre 50 anni, il claim "Vorsprung durch Technik" identifica la propensione di Audi all'eccellenza, sottolineata da un design innovativo. I quattro anelli sono l'emblema del marchio Audi.
Un Nuovo Approccio al Design
Audi si rivolge a clienti che apprezzano il design e l'attenzione ai dettagli. L'approccio purista è in linea con la filosofia del marchio: i marchi forti conquistano i clienti grazie alla sostanza dei prodotti e a elementi identificativi discreti. In Audi, la qualità parla attraverso lo stile e il prodotto stesso.
Il Logo Bidimensionale
Gli anelli bidimensionali sono nati in Audi nel 2016 come conseguenza della digitalizzazione, per adattarli al sistema di comunicazione. Il logo, molto grafico, si vede benissimo in due dimensioni. L'utilizzo di un logo bidimensionale all'esterno dei veicoli è stato proposto nel 2019, con l'obiettivo di estendere l'identità aziendale dall'area digitale ai veicoli.
Il Nuovo Logo: Bianco e Nero
Il logo introdotto da Audi Q8 e-tron è composto da tre elementi ed è privo di cromature, con un look in bianco e nero ad alto contrasto. Gli anelli bianchi sono incastonati in un corpo di vetro nero, per una maggiore luminosità. Il sottile bordo nero intorno agli anelli conferisce un aspetto coerente e di qualità superiore, indipendentemente dalla tinta della vernice o del single frame. I nuovi anelli sono disponibili anche in abbinamento al look nero.
Il Nuovo Lettering
Tutti i nuovi modelli Audi saranno caratterizzati non solo dagli anelli 2D, ma anche da un inedito lettering identificativo. Nel 2020, il team ha rielaborato la brand strategy e la corporate identity Audi. L'identificazione della vettura è un aspetto premium: sono stati standardizzati i caratteri all'interno e all'esterno dell'auto, utilizzando il carattere proprietario "Audi Type". La grafica è più sobria, netta e pulita, con il montante B che dettaglia modello, versione e tecnologia.
Mobilità Elettrica: Audi E-tron S
Audi celebra i 40 anni della trazione quattro, diventata uno dei cardini del marchio dal 1980. Ad oggi, Audi ha prodotto quasi 10,5 milioni di auto con sistemi di guida quattro. Audi sta sistematicamente avanzando con la sua e-offensiva: Audi e-tron e Audi e-tron Sportback sono più agili, nitide e dinamiche come i modelli S. I tre motori elettrici forniscono insieme 370 kW di potenza di sovralimentazione da 503 CV e 973 Nm di coppia, con un'accelerazione elettrica a 100 km/h in 4,5 secondi.
Dinamismo e Innovazione
I modelli Audi e-tron S stupiscono per dinamismo, agilità e trazione, con un carattere di guida più focalizzato sulle ruote posteriori e più sportivo. I nuovi modelli Audi e-tron S sono le prime auto elettriche al mondo con tre motori in serie. Il funzionamento è programmato per l'efficienza: in modalità di guida normale, funzionano solo i motori elettrici posteriori. L'unità anteriore si attiva se il conducente ha bisogno di più energia o se il grip diminuisce. La trazione integrale elettrica è completata da un'ulteriore innovazione della coppia elettrica, che porta i vantaggi del differenziale sportivo convenzionale nell'era elettrica. Ciascuno dei motori elettrici posteriori invia le forze motrici direttamente alla ruota tramite un impulso elettrico, senza un differenziale meccanico.
Ricarica Elettrica
I modelli S elettrici possono essere caricati con un massimo di 150 kW di potenza in corrente continua, richiedendo circa mezz'ora per la ricarica dal 5 all'80%. Inoltre, i modelli Audi saranno in grado di caricare fino a 11 kW di corrente alternata (CA). Il servizio di ricarica Audi e-tron garantisce un comodo accesso a oltre 140.000 punti di ricarica pubblici in 24 paesi europei.
Illuminazione e Design
Dettagli come il Single-frame ottagonale, sigillato e dipinto di grigio chiaro, spostano il design nell'era elettrica. Sul bordo inferiore dei fari a LED, quattro montanti creano la firma E-tron nelle luci di marcia diurna. Entrambi i modelli S sono disponibili, su richiesta, con i fari a LED Matrix digitali, i primi al mondo nella produzione in serie.
Interni e Infotainment
L'interno dei futuri modelli e-tron S è stato mantenuto in colori scuri. Un grande arco collega i display degli specchi esterni virtuali con il cofano sopra l'Audi Virtual Cockpit. I rivestimenti in pelle o Alcantara dei sedili sportivi sono regolabili elettricamente. I davanzali della porta e il volante sono caratterizzati da stemmi S.
Asta Audi Sport Quattro 1984
Nel corso di un'asta a Monte Carlo il 14 maggio, RM Sotheby's ha proposto una rara Audi Sport quattro del 1984. Il motore a cinque cilindri con monoblocco in lega da 2.1 litri, dotato di quattro valvole per cilindro, proponeva 306 CV di potenza e 350 Nm di coppia massima. Rispetto alla versione da corsa, che produceva circa 450 CV, l'Audi Sport quattro stradale era aggressiva da guidare. La carrozzeria era dipinta di rosso abbinato a nero su paraurti, spoiler posteriore e telai delle portiere, con cerchi in lega bianchi. L'abitacolo era costituito da sedili in pelle grigia Recaro.
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