Fondata nel 1899 da Louis Renault insieme ai fratelli Marcel e Fernand, Renault è diventata una delle case automobilistiche più longeve e influenti al mondo. Dalla sua prima vettura, la Renault Type A, fino ai modelli elettrici più recenti, il marchio ha attraversato oltre un secolo di evoluzione, innovazione e successi. Renault ha lasciato il segno anche nel mercato dell’usato, con modelli iconici come la Clio e la Captur che hanno mantenuto una forte richiesta e valore nel tempo. Dati recenti dicono che le vendite di modelli Renault di seconda mano hanno volumi molto sostenuti, perché gli automobilisti ne riconoscono l’affidabilità costruttiva e i costi di manutenzione piuttosto modesti. Questa tendenza è evidente soprattutto per chi cerca auto di seconda mano, con prezzi stabilmente competitivi nel mercato dell’usato.

Le origini e i primi successi (1898-1918)

La storia di Renault ha inizio con il giovane Louis Renault, che nel 1898 progettò la sua prima auto, la Type A, dotata di un cambio a trasmissione diretta, una soluzione rivoluzionaria per l’epoca. Si dovette attendere l’anno successivo per il lancio ufficiale. La Renault Frères cominciò a produrre auto che rapidamente guadagnarono popolarità per via delle buone prestazioni e dell’affidabilità. Uno dei primi grandi successi fu il Renault AG1, famoso per il suo impiego come taxi nelle strade di Parigi e altre capitali europee. Anche sul fronte sportivo, Renault si distinse subito: nel 1906, una vettura Renault vinse il primo Gran Premio di Francia, consolidando la reputazione del marchio. Nel 1906, una Renault AK vinse il primo Gran Premio della storia, quello di Francia a Le Mans, stabilendo così la reputazione del marchio come costruttore affidabile e innovativo. La Renault si impone sin da subito come un’azienda in grado di produrre ottimi modelli, come testimoniano i numerosi trionfi nelle competizioni sportive. Nel 1908 la casa diventa il primo costruttore della Francia.

L’inizio del XX secolo fu caratterizzato da un’espansione rapida e da successi anche nel motorsport. Nel 1903 l’azienda inizia a fabbricare i propri motori, ed è così che nell’anno successivo immette sul mercato una serie di vetture adibite a taxi.

Renault durante la Prima Guerra Mondiale

Renault non si fermò alla produzione di automobili. Ecco quindi che, durante la Prima Guerra Mondiale, l’azienda si adattò in breve tempo alle necessità imposte dal conflitto bellico, producendo veicoli militari come il Renault FT, un carro armato leggero che rivoluzionò la guerra corazzata grazie alla sua torretta girevole. Durante la Prima Guerra Mondiale, l’azienda francese si adattò molto presto alle necessità del momento, producendo veicoli militari come il Renault FT, un carro armato leggero che rivoluzionò la guerra corazzata grazie alla sua torretta girevole. Questo impegno industriale consolidò ulteriormente la posizione di Renault nel panorama europeo. Nel 1919 compare per la prima volta un logo provvisorio raffigurante un carro armato, simbolo del contributo dato dall’azienda alla Francia durante la Prima guerra mondiale, periodo in cui realizza il mezzo FT17. Durante la Prima guerra mondiale è il veicolo più utilizzato per il trasporto delle truppe francesi impegnate nella battaglia della Marna.

Il periodo tra le due guerre

Nel 1923 arriva il primo restyling del logo: una griglia rotonda posizionata frontalmente con il nome “Renault” posto al centro. Nel 1925 arriva la losanga: inizialmente posta solo sulle macchine più sportive o lussuose, viene affiancato da un logo a stella e un secondo logo nella parte superiore del cofano. Nel 1929 viene presentata la Reinastella, prima Renault dotata di un radiatore anteriore e di un motore a otto cilindri. Nello stesso anno si inaugura lo stabilimento sull’isola di Seguin (di fronte a Billancourt). All’epoca la Renault ha filiali, concessionari e siti industriali in 49 paesi del mondo, sparsi tra Europa, Americhe, Africa, Asia. Dopo la fine della guerra, democratizza il concetto di automobile. La crisi del '29 la rende una macchina per pochi fortunati.

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Dalla Seconda Guerra Mondiale alla Renault 4

Arriva però la seconda guerra mondiale, e stavolta oltre che conseguenze industriali ve ne sono anche di pesantemente politiche. La Francia viene occupata, e le sue industrie maggiori, tra cui Renault, lavorano per Berlino. Durante la Seconda guerra mondiale, Louis Renault viene condannato per collaborazionismo al partito nazista con l'accusa di aver prodotto dei furgoni per il regime, e l’azienda viene confiscata sotto la guida del governo provvisorio di Charles De Gaulle. Alla liberazione, Louis viene arrestato per collaborazionismo, ma muore in carcere prima di arrivare al processo. L’azienda viene confiscata e nazionalizzata nel 1945 dal governo provvisorio guidato da Charles de Gaulle. Renault nel dopoguerraFinita la guerra, l'azienda Renault viene gestita dall’ ingegnere Pierre Lefaucheux, lancia nel 1947 la 4CV, un veicolo che inaugura una serie di successi dell’azienda negli anni ‘50 e ‘60. La prima vettura di questa nuova fase è la 4 CV, progettata durante l’occupazione. Costruita dal 1947 al 1961, sarà un gran successo. Dopo il giro di boa del 1965, ogni Renault diventa protagonista di una felice corsa alla vivibilità.

Nel dopoguerra, sotto la guida di Pierre Lefaucheux, Renault lanciò modelli popolari come la Renault 4CV nel 1947, pensata per la ricostruzione e il rilancio dell’economia francese. Prima elegante berlina quattro porte da famiglia, poi - dopo la Seconda guerra mondiale - apprezzata "tuttofare" per artigiani e commercianti. L'automobile che rimette in pista la Casa alla fine della Seconda guerra mondiale.

Il 1955 è un anno di svolta nella storia della Renault. Al vertice arriva Pierre Dreyfus (sostituisce Lefaucheux, morto in un incidente stradale su una Renault Frégate), che rimarrà alla guida dell’azienda per venti anni. E la produzione tocca un milione di veicoli, permettendo alla Renault di tornare ad essere il primo costruttore di Francia. I bilanci sono tali che viene introdotta per la prima volta la terza settimana di congedo pagata per tutti i dipendenti. Ci sarà un momento (1959) in cui negli USA si venderanno più Dauphine che Maggiolini della Volkswagen. Ma è del 1961 il più grande successo della Renault, la R4. La campagna di presentazione è all’insegna dello slogan “prendete il volante”, e sessantamila parigini si mettono in coda per provare le duecento vetture messe a disposizione.

Negli anni 60, Renault rafforzò la sua presenza globale con il lancio della Renault 4, un modello versatile e durevole, che incarnava l’idea di un’auto accessibile a tutti. Prodotta in oltre 8 milioni di esemplari fino al 1992, la Renault 4 divenne un punto di riferimento per la mobilità di fascia economica. Simbolo di libertà per eccellenza, intercetta il gusto di un'ampia schiera di automobilisti: giovani alle prime armi, famiglie più o meno numerose, lavoratori di ogni genere e chi più ne ha più ne metta. Un'utilitaria moderna e di carattere, adatta tanto alla città quanto alla campagna. Diventa subito l'auto delle signore e dei ragazzi freschi di patente.

La nuova Renault 4 arrivo’ in anteprima mondiale e si presento’ alla stampa internazionale nel mese di agosto del 1961, in Camargue. La gamma della Renault 4 comprendeva: R3, con il motore 600; R4, con il propulsore 750; R4L, con la carrozzeria a sei finestrini; Fourgonette, come veicolo commerciale. Una novità che venne introdotta già nel mese di novembre del 1961 fu il l bocchettone del serbatoio carburante spostato sul parafango posteriore destro. L’anno successivo, nel 1963 si evolve ulteriormente, con il cambio meccanico a tre marce sincronizzato. Ma per cercare di mettere un po’ d’ordine: la gamma della Renault 4 fu razionalizzata nel 1965, in quanto composta solo dalle versioni Luxe ed Export. Lo stesso anno terminò la produzione italiana della vettura, a causa della tassa di circolazione basata su cavalli fiscali, lunghezza e superficie al suolo della vettura, raddoppiata rispetto alle concorrenti Fiat 500 e 600. La Luxe, successivamente, scomparve nel 1966, sostituita dalla versione base della Renault 4 con la plancia ridisegnata. Nuove modifiche avvennero nel 1967 quando debuttò la seconda serie della Renault 4, riconoscibile per il frontale con la calandra in alluminio, mentre la novità meccanica fu rappresentata dal cambio manuale a quattro marce. Dal 1967 al 1970 tante furono le modiche e gli aggiornamenti, ma l’anno da ricordare per la Renault 4 fu il 1971, con il debutto della spiaggina Rodeo, dotata della specifica carrozzeria in plastica prodotta da Teilhol. La produzione, invece, superò quota 3,5 milioni di esemplari. Nel 1974 sopraggiunse la terza serie della Renault 4, riconoscibile per la calandra in plastica nera. Fu invece nel 1977, quando la produzione superò quota cinque milioni, che furono introdotte ulteriori modifiche, vale a dire la strumentazione e il volante della Renault 5, più i freni a doppio circuito con l’indicatore di pressione sul cruscotto. Altre modifiche arrivarono negli anni ’80 con l’introduzione della plancia ridisegnata. Debuttarono molte versioni speciali, come la Jogging prodotta dal 1981 in 5.000 esemplari, caratterizzati da colori vivaci per la carrozzeria e dotata del tetto apribile interamente in tela. Nel 1982 adottò il cruscotto della Renault 5, nonché il motore 850 da 34 CV al posto del propulsore 800. Altre novità tecniche sopraggiunsero nel 1983, come i freni a disco anteriori e il parabrezza laminato. La casa rinnovo’ nuovamente nel 1986, in quanto composta dalla TL Savane con il propulsore 950 da 34 CV, nonché dalla GTL Clan con i cerchi bicolore Style, entrambe dotate delle fasce laterali paracolpi. La Renault 4 uscì fuori dal mercato europeo nel ’92, subito dopo la produzione degli ultimi 1.000 esemplari della versione speciale Bye Bye su base GTL Clan. L’assemblaggio della Renault 4 proseguì in Slovenia e Marocco fino al 1994, quando uscì definitivamente di scena.

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La Renault 4 è stata protagonista anche a livello sportivo, all’East African Safari del 1962, al Rally di Montecarlo del ’63, alla Coppa di Francia Renault Cross Elf dal 1974 al 1980 e alla Parigi Dakar del 1980. Nel ‘palmares’ della Renault 4 figurano anche altre imprese, come il giro del mondo “Elle” di 40.000 km del 1965 e l’equipaggiamento “Les Routes du Monde” dal ’66 al 1984.

L'innovativa Renault 16

Nel 1965 nasce la Renault 16, un’auto chiave nella storia del marchio, innovativa per la sua filosofia, per il design che la rende ad un tempo berlina e familiare, pratica ed elegante, con un abitacolo che anticipa il concetto di monovolume. A disegnarla è Gaston Juchet. 55 anni fa iniziava la storia delle auto da vivere in famiglia targate Renault. Nel 1965, la Renault 16 festeggiò la sua prima fiera al Salone dell'automobile di Ginevra, affascinando il pubblico con il suo design originale, la modularità interna senza precedenti ed evocando un’immagine di classe superiore e accessibilità. Erano gli anni del baby boom e le famiglie volevano muoversi, partire, vivere il mondo. Prima berlina di media cilindrata con portellone, grande cofano bagagliaio, stile molto anticonformista ed eccezionale spazio interno. Elegante come una berlina, ma spaziosa e versatile come una station wagon, era questo l'input che l'allora presidente della Renault Pierre Dreyfus aveva formulato per la nuova vettura di famiglia. Le differenti configurazioni programmate dei sedili, non riproducevano solamente le tipologie di utilizzo possibili, ma in un certo senso ritraevano vere e proprie scene di vita quotidiana in famiglia, come muoversi tutti insieme per andare presso la casa al mare o in campagna, su un prato per un pic-nic, o per dormire una notte sotto le stelle.

La Renault 16 si è distinta nel tempo per la modernità e l’innovazione delle soluzioni proposte e la versione TS (per Tourisme Sportif), presentata al Salone di Ginevra nel Marzo 1968, ne era la prova: la dotazione di equipaggiamenti era impressionante. Mai prima della Renault 16, un'auto di quel segmento aveva avuto così tante caratteristiche distintive: sedili anteriori ridisegnati con baule e bracciolo centrale, cruscotto a quattro quadranti con contagiri, termometro dell'acqua, tergicristallo a due velocità accoppiato a un tergicristallo a quattro getti, specchietto retrovisore interno con funzione giorno/notte, posacenere illuminato e accendisigari, punto di lettura sull’anteriore, lunotto posteriore riscaldato, fari addizionali allo iodio e (nel 1969) luci di retromarcia! Mai visto prima. La Renault 16 ha partecipato allo sviluppo internazionale di Renault: la metà delle vendite, infatti, è stata realizzata in esportazione, tra cui gli Stati Uniti. Nel 1972, la milionesima Renault 16 uscì dalla linea di produzione di Sandouville.

Era equipaggiata con un motore quattro cilindri con valvole parallele di 1470 cc, alimentato carburatori, il primo di una nuova famiglia, siglata Ax. La scarsa potenza, 55 CV, del propulsore, abbianto a un cambio manuale a quattro marce, non aiutò l'immediata risposta del mercato. A sottolineare la portata delle innovazioni della vettura arrivò anche il prermio “Auto dell'anno”. Nel 1969 dalla linea di produzione di Sandouville uscì l'esemplare numero 500.00. La produzione continuò fino al gennaio 1980.

Francia, gennaio 1965. Fa freddo a Juan-les-Pins, in Costa Azzurra. Un gruppo di giornalisti provenienti da tutta Europa si raccoglie, curioso, intorno ai primi esemplari di un’appariscente scatola delle meraviglie su quattro ruote. Un fuoco d’artificio di versatilità dissimulato in un grande e inedito involucro a due volumi. Il grande pubblico potrà conoscere ufficialmente la R16 solo tre mesi dopo, a Ginevra, proprio mentre le sfilate parigine svelano la minigonna di André Courrèges, la prima d’Oltralpe. Ma i reporter infreddoliti provano subito quella singolare trazione anteriore tutta spigoli e superfici vetrate, carica di cromature eppure pulita e, innegabilmente, moderna. Con responsi sorpresi e antipodici, esattamente come accadrà per la gonna sopra il ginocchio. Due simboli di rottura dei codici formali, ma anche funzionali, s’intrecciano in quell’anno che inframmezza gli irripetibili Sessanta. Francia, maggio 2015. L’appuntamento è a Flins, storico sito produttivo della Losanga e sede dell’eccellente officina Renault Classic. Stavolta il meteo si rivela piacevolmente amichevole. Ad accogliere i giornalisti, due ali di “voitures à vivre” schierate come testimoni di cinquant’anni di cultura dell’automobilismo alla francese. Perché prima di saggiare la carica innovativa della festeggiata, spiega il direttore del reparto storiche Hugues Portron, bisogna immergersi nella ricerca progettuale che ne ha permesso di nascita. Tappa numero uno, la frugale R4, che già nel 1961 spalancava il portellone a una nuova era di fruibilità. Come racconta in conferenza stampa, con grande capacità affabulatoria, lo storico Jean Louis Loubet, la 16 è riuscita a scardinare le resistenze conservatrici annidate fra i progettisti e nel pubblico. Ha osato proporsi quale berlina medio-superiore lontana dall’amalgama della concorrenza, dirompente nella sua aderenza alla modernità e sfacciata nel sedurre la borghesia meno conformista. Con quella forma sintetizzata in pochi tratti scattanti, lo specchio di coda tutto costruito sull’ampio portellone e il tetto incasellato da due increspature che sostituiscono i gocciolatoi, si è vestita di una formula estetica senza paragoni, polarizzante. Ma soprattutto, si è potuta fregiare di un abitacolo pirotecnico nella concezione del divanetto: scorrevole, ribaltabile, estraibile e ripiegabile a cuccetta. Al termine del raffinato excursus storico, qualsiasi appassionato sarebbe ingolosito. È tempo di tastare dal vivo le soluzioni della splendida cinquantenne. Renault Classic supera ogni aspettativa e rende disponibili cinque fiammanti R16, fresche di restauro, addirittura per una prova su strada. E per raggiungere il luogo del test, si possono guidare le “auto da vivere” in esposizione! Silvio Jr.

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Gli anni '70 e '80: sportività e innovazione

Durante gli anni 70, Renault si affermò anche nel segmento sportivo con modelli iconici come la Renault 5 Turbo, famosa per le sue prestazioni nelle competizioni di rally. Nel 1972 arriva la Renault 5, e nel 1975 la ammiraglia 20. Ma il vero successo della Renault deve arrivare a fine secolo, con l’introduzione delle sue city car: la piccola Clio, lanciata nel 1990, e nel 1996 la Mégane Scénic. Sul versante produzione, intanto, nasce nel gennaio 1972 la R5, piccola di gran successo prodotta fino al 1984 e poi fino al 1996 come Super 5, la seconda generazione. A fine produzione della prima generazione arriva la Espace, scaturita da un’intesa costruttiva (finalmente fruttuosa) con la Matra. Ha telaio in acciaio e pannelli in vetroresina, e soprattutto è il primo grande monovolume europeo. Segna uno spartiacque nella storia dell’automobile, ispirata com’è ancora una volta al claim del marchio “voiture à vivre”.

La leggendaria Renault Supercinque, lanciata anch’essa nell’84, fu antesignana tra le citycar dal carattere forte, grazie ad un look seducente ed ottime finiture.

Gli anni '90 e l'inizio del nuovo millennio

Negli anni 90, la Renault Clio fece il suo debutto, conquistando il pubblico e vincendo il premio Auto dell’Anno nel 1991. La Clio, utilitaria compatta e dalle buone prestazioni, divenne uno dei modelli più venduti di Renault e rimane ancora oggi un pilastro della gamma. La Clio (1990) è la prima Renault ad abbandonare la numerazione; è una piccola due volumi che ottiene un buon successo. Ma è la Twingo (1992), altra monovolume, piccola fuori ed enorme dentro, a rilanciare l’immagine del marchio. Ha un’aria simpatica e tondeggiante, sembra uscita da un cartone animato. Anche la Scénic (1996) è un monovolume compatto. Sono anni importanti anche dal punto di vista societario: l’azienda viene privatizzata (1996), con una quota residua dello Stato francese del 15%.

A seguire, Renault continuò a sviluppare nuove tecnologie e modelli che si adattassero ai mutamenti del mercato. Con l’avvento del nuovo millennio, Renault ha intrapreso una svolta significativa verso la mobilità elettrica. Dopo questo lancio l’azienda viene completamente privatizzata, e tre anni più tardi sigla l’accordo con Nissan e acquista il pacchetto di maggioranza azionaria di Dacia. La Berlina Laguna, del 2000, è la prima auto ad ottenere 5 stelle nel crash test Euro NCAP. Nel 1999 la Renault acquisisce la Nissan per il 36,8%, quota che diventa del 44% nel 2002 e quindi del 100%, nel 2000 la rumena Dacia, il sudcoreano Samsung, la Infiniti (brand di lusso della Nissan).

Renault oggi

Oggi Renault offre una gamma ampia ed articolata, in grado di soddisfare molteplici esigenze. L’utilitaria Twingo offre una straordinaria versatilità grazie alla carrozzeria a cinque porte, mentre Clio e Clio Sporter sono tra i modelli più diffusi nel cruciale segmento B. Scenic e Grand Scenic, seducenti ed efficaci su strada, rinnovano la tradizione di monovolume prodotte dalla Régie. Completano l’offerta Renault Talisman, la nuova Espace ed il robusto pick-up Alaskan. Con nuova tecnologia ibrida plug-in. In questi ultimi anni il marchio francese si è particolarmente impegnato nella corsa all’auto elettrica. E’ del 2009 la nascita di un intero sito www.renault-ze.com/it, per sensibilizzare l’opinione pubblica e presentare il suo progetto per una mobilità a zero emissioni.

L'evoluzione del logo Renault

La storia del logo RenaultIl logo di Renault è una losanga, e, sebbene inizialmente non abbia avuto il fascino vintage che molti stemmi di case automobilistiche storiche hanno avuto nei primi anni, è comunque interessante per la sua evoluzione, che lo ha portato ad essere il logo che conosciamo oggi. Nel 1899 compare il primo stemma, ufficializzato nel 1900. Un medaglione in pieno stile Art Nouveau, ornato da due nastri con due R stilizzate che compongono a loro volta una L e una M. Presto il medaglione viene rimpiazzato da un ingranaggio, al cui interno è inciso il frontale della Renault vincitrice del GP di Francia. Dal dopoguerra in poi partono vari esperimenti sul logo Renault, che portano a delle diverse versioni utilizzate in quel decennio. Nel 1959 la losanga diventa ufficialmente l’unico logo della Renault. Nel 1961 la losanga diventa più stretta, più somigliante ad una punta di diamante, e il naming si fa più sottile. Sulla Renault 8 del 1962 lo stemma viene installato sul lato destro della calandra in posizione asimmetrica. Nel 1972 viene semplificata la losanga, restyling che darà inizio a una serie di stilizzazioni che dureranno fino ai giorni nostri, seppur il logo rimarrà sostanzialmente invariato.

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