L'Audi Quattro, un nome che evoca potenza, innovazione e successi nel mondo dei rally, rappresenta una pietra miliare nella storia dell'automobilismo. Prima auto europea di serie dotata di trazione integrale, la Quattro ha segnato un punto di svolta per Audi, proiettandola nell'olimpo dei costruttori automobilistici e rivoluzionando il mondo delle competizioni.
Gli Albori di un Mito
La storia della Quattro affonda le sue radici alla fine degli anni '70, quando gli ingegneri Audi, durante i test del fuoristrada militare Volkswagen Iltis, rimasero colpiti dalle sue prestazioni su neve e ghiaccio. L'intuizione fu geniale: applicare lo stesso sistema di trazione integrale a un'auto stradale.
Il progetto prese forma a partire da un'Audi 80, la berlina "Auto dell'Anno 1973" che aveva già contribuito a elevare il marchio. I risultati furono talmente incoraggianti da spingere Audi a sviluppare una coupé sportiva battezzata, appunto, "Quattro", in onore dell'innovativa tecnologia.
La mente dietro a questo progetto rivoluzionario fu Ferdinand Piëch, all'epoca direttore tecnico di Audi, che intravide nella trazione integrale un elemento distintivo per il marchio. Piëch affidò al giovane designer Martin Smith il compito di disegnare un'auto che facesse diventare Audi qualcosa di più di un "piccolo costruttore bavarese". Smith, che nella sua carriera avrebbe concepito anche il Landspeeder X-34 di Luke Skywalker in "Guerre Stellari", creò una coupé dalle linee aggressive e muscolose, che comunicava immediatamente l'idea di tenuta di strada e potenza.
Presentata al Salone Internazionale dell'Automobile di Ginevra nel 1980, l'Audi Quattro suscitò grande clamore per essere la prima auto con trazione integrale non destinata all'uso fuoristradistico o commerciale. La trazione integrale era una soluzione tecnica precedentemente riservata solo ai fuoristrada e ai veicoli commerciali. Fino ad allora, solo la Jensen Interceptor FF del 1968 e la Subaru Leone del '72 avevano sperimentato, con scarso successo e diffusione, la trazione integrale su auto stradali.
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Caratteristiche Tecniche e Prestazioni
La prima Audi Quattro era equipaggiata con un motore a 5 cilindri turbo di 2,1 litri, capace di erogare 200 CV. Questo propulsore, dotato di iniezione meccanica Bosch K-Jetronic e sovralimentato con turbocompressore KKK-k26, permetteva alla Quattro di raggiungere una velocità massima di 220 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 7,1 secondi.
La trazione integrale permanente, con tre differenziali, garantiva un'eccellente motricità e stabilità in ogni condizione di guida. Una curiosità: il nome "Quattro" fu scelto da Walter Treser, ex pilota e capo della Audi Sport, che propose di utilizzare una parola italiana per sottolineare l'innovazione tecnologica dell'auto.
Nel settembre del 1983, al Salone dell’Automobile di Francoforte, Audi svela al mondo la Sport quattro (B2). Questa vettura, che rappresenta un vero e proprio gioiello dell’ingegneria automobilistica, è equipaggiata con un motore ad alte prestazioni da 2,1 litri con tecnologia a quattro valvole, capace di erogare 225 kW (306 CV) a 6.700 giri al minuto. La coppia massima, di 350 newton metri è disponibile a 3.700 giri/min. La Sport quattro (B2) nasce da una precisa necessità: soddisfare i requisiti di omologazione per le competizioni rallystiche. Le regole di queste competizioni, infatti, stabiliscono che la cilindrata non debba superare i 2.133 cc.
Nel 1988 Audi presentò una evoluzione: il motore fu portato da 2144 a 2226cc e furono adottate punterie idrauliche (prima erano meccaniche); il rapporto di compressione fu aumentato ed il turbo raffreddato a liquido. Le modifiche non intaccarono la potenza che rimase invariata a 220 CV, ma interessarono la coppia che migliorò l’erogazione.
Il Dominio nei Rally
L'Audi Quattro non si limitò a essere un'innovazione tecnologica su strada, ma divenne una vera e propria dominatrice nel mondo dei rally. L'esordio in gara avvenne nel 1981, quando la FIA decise di ammettere le vetture a trazione integrale. A partire dallo Janner Rallye in Austria, la Quattro rivoluzionò il mondo delle competizioni, innescando un'accesissima rivalità con la Peugeot 205 Turbo 16 e la Lancia Delta Integrale nel Gruppo B.
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Piloti del calibro di Hannu Mikkola, Walter Röhrl, Stig Blomqvist e Michèle Mouton si misero al volante della Quattro, portandola alla vittoria in numerose competizioni e conquistando titoli mondiali. Nel 1981, Hannu Mikkola ottenne la prima grande vittoria al Rally di Svezia, segnando la prima vittoria di una trazione integrale in un rally del Campionato del Mondo.
L'Audi Quattro dimostrò la superiorità della sua trazione integrale anche nella leggendaria gara di salita di Pikes Peak, dove Walter Röhrl stabilì un nuovo record nel 1987 con la sua Audi Sport Quattro S1. Prima di lui, anche Michèle Mouton e Bobby Unser avevano ottenuto vittorie per Audi in questa competizione.
Nonostante i successi, l'era delle auto del Gruppo B, tra cui l'Audi Quattro, terminò nel 1986 a causa di crescenti preoccupazioni per la sicurezza. Audi decise di entrare nel campionato americano IMSA GT alla fine degli anni ’80, portando con sé la tecnologia quattro. Nel 1988, prima della sua incursione nella serie IMSA GTO, Audi partecipò al campionato Trans-Am con la Audi 200 quattro.
Eredità e Innovazione Continua
L'Audi Quattro uscì dalle scene motoristiche nel 1991, dopo aver prodotto 11.452 esemplari. Tuttavia, la sua eredità è ancora oggi ben presente nella gamma Audi, dove la trazione integrale "quattro" è diventata un elemento distintivo del marchio.
Nel corso degli anni, la trazione integrale quattro è stata costantemente evoluta e migliorata, declinandosi in diverse configurazioni in funzione delle caratteristiche e delle performance dei diversi modelli Audi. Dalle mitiche A4 e A6 Avant fino ai moderni SUV e auto sportive, la trazione integrale quattro continua a garantire stabilità, motricità ed efficienza.
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La trazione integrale quattro è tuttora uno dei pilastri tecnici della gamma dei quattro anelli. Forte di un'incessante evoluzione nel tempo, attraverso le mitiche A4 e A6 Avant, oggi è declinata in cinque configurazioni in funzione delle caratteristiche e delle performance dei diversi modelli, per coniugare stabilità e motricità a fronte della massima efficienza.
Modelli Iconici e Curiosità
Oltre alla Quattro originale, alcuni modelli Audi si sono distinti per le loro doti e prestazioni, diventando delle vere e proprie icone:
- Sport Quattro: Versione accorciata e potenziata della Quattro, progettata per le competizioni rallystiche.
- Audi V8 Quattro: Berlina di lusso con trazione integrale, che partecipò al DTM negli anni '90, vincendo il campionato nel 1990 e 1991.
- RS2: Versione sportiva della Audi 80 Avant, sviluppata in collaborazione con Porsche, dotata di un motore turbo da 315 CV e prestazioni eccezionali.
- RS4: Berlina e station wagon ad alte prestazioni, caratterizzata da un design elegante e da una guida sportiva.
Un'altra curiosità riguarda i motori a cinque cilindri, che hanno raggiunto lo status di culto per Audi. Il primo motore a benzina a cinque cilindri alimentava l’Audi 100 (C2) nel 1976. Successivamente, questo motore fu utilizzato in diversi modelli Audi, tra cui la Quattro, contribuendo a creare un'identità unica per il marchio.
Celebrazioni e Riscoperte
Nel 2020, l'Audi Quattro ha compiuto 40 anni, un anniversario celebrato con numerosi eventi e manifestazioni in tutto il mondo. Dal Techno Classica di Essen al Goodwood Festival of Speed, passando per i raduni in Germania e in altri paesi, la Quattro è tornata sotto i riflettori, riscoperta da appassionati e nuovi ammiratori.
Questi eventi hanno offerto l'occasione per ripercorrere la storia di un'auto leggendaria, che ha segnato un'epoca e ha contribuito a definire l'immagine di Audi come marchio innovativo e all'avanguardia.
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