Nel cuore degli anni d’oro del rally, una vettura ha cambiato il gioco per sempre: l’Audi Quattro. Con le sue quattro ruote motrici e il suo motore turbo, questa vettura ha rivoluzionato il mondo delle corse automobilistiche, portando con sé una nuova era di dominio tecnologico e prestazioni straordinarie. La sua storia è un racconto di innovazione, passione e coraggio, elementi che l'hanno resa un'icona indiscussa nel mondo del rally.

Genesi di una Rivoluzione: Dagli Esperimenti Militari alle Strade di Tutti i Giorni

La storia della Audi Quattro affonda le sue radici negli anni '70, precisamente nell'inverno tra il 1976 e il 1977. In quel periodo, la Volkswagen stava lavorando su un veicolo a trazione integrale per l’esercito tedesco, il fuoristrada militare Iltis. La progettazione e lo sviluppo dell'Iltis erano curati da Audi. Proprio da quest’esperienza Audi realizzò la trazione integrale per le auto di famiglia.

Prendendo spunto dall'eccellente comportamento del fuoristrada su ghiaccio e neve, gli ingegneri dei Quattro anelli decisero di adottare lo stesso sistema di trazione su un'Audi 80, la berlina Auto dell’Anno 1973 che aveva fatto spiccare il salto di qualità al marchio. Un team di tecnici, guidato da Walter Treser, montò la meccanica a trazione integrale della Iltis sulla scocca di un’Audi 80. I risultati furono così positivi da portare alla nascita di una coupé sportiva battezzata, appunto, quattro in onore dell'innovativa tecnologia.

L'Audi Quattro è stata la prima auto europea di serie con trazione integrale. A suscitare clamore fu il fatto di essere la prima con le 4WD, una soluzione tecnica precedentemente riservata solo ai fuoristrada e ai veicoli commerciali. Non era solo questione di divertirsi in fuoristrada: la tecnologia era effettivamente la risposta a chi cercava contemporaneamente motricità, controllo e sicurezza anche nella guida di tutti i giorni. E ai tempi l’adozione su larga scala della trazione integrale non si era mai vista, se non sulla Jensen Interceptor FF del 1968 e sulla Subaru Leone del ’72, poco più di due esperimenti di scarsa diffusione e comunque sconosciuti al pubblico europeo.

Il Debutto al Salone di Ginevra e l'Intuizione di Piëch

Quella coupé sportiva con i quattro anelli sulle fiancate presentata al Salone Internazionale dell'Automobile di Ginevra del 1980 era bella già di suo. L’aveva disegnata Martin Smith, un inglese di appena 27 anni che nella vita avrebbe concepito - fra gli altri - il Landspeeder X-34 guidato da Luke Skywalker nel primo “Guerre Stellari”. Piëch gli aveva chiesto il bozzetto di un’auto che facesse diventare Audi qualcosa di più di un “piccolo costruttore bavarese”. La forza della trazione integrale era con loro.

Leggi anche: Audi A4: Riparazione Cassetto

La trazione integrale è stata l’intuizione vincente di Ferdinand Piëch, scomparso lo scorso agosto, che da direttore tecnico prima e da amministratore delegato poi ha spinto il marchio con tutte le ruote motrici.

"Quattro": Un Nome Italiano per una Tecnologia Rivoluzionaria

La prima Quattro fu equipaggiata della versione potenziata da 200 CV del 5 cilindri turbo di 2,1 litri presentato nell'autunno del 1979. Una curiosità: se la nuova coupé 4WD fu chiamata con una parola italiana fu grazie a un altro ingegnere, Walter Treser, ex pilota e capo della Audi Sport.

L'Ascesa nel Mondo dei Rally: Dominio e Innovazione

Per l’esordio in gara non si dovette aspettare molto, perché la FIA aveva deciso di ammettere le vetture a trazione integrale proprio quell’anno. A partire dallo Janner Rallye in Austria del 1981, il sistema di trazione integrale progettato dalla Casa di Ingolstadt ha rivoluzionato il mondo delle competizioni innescando un duello senza limiti di budget fra la Sport quattro, la Peugeot 205 Turbo 16 e la Lancia Delta Integrale nel Gruppo B.

Già al suo debutto nel Mondiale Rally, a Monte-Carlo, nel 1981, le Quattro ribaltarono il mondo dei rally. Sottosopra. Dopo soli dieci chilometri innevati della prima prova speciale, Hannu Mikkola aveva acchiappato e superato da un’ormai impotente Lancia Stratos di Bernard Darniche. La superba trazione e la potenza apparentemente senza limiti erano le chiavi del successo che ha reso le Quattro leggendarie e che ha aiutato Audi a catturare il cuore di migliaia di fan. Dopo soli 10 chilometri innevati della prima prova speciale, Hannu Mikkola aveva acchiappato e superato da un’ormai impotente Lancia Stratos di Bernard Darniche. “Ero un fan del Quattro ancor prima che lo guidassi per la prima volta”. Dopo più di venticinque anni, il due volte Campione del Mondo Rally, Walter Rohrl, era ancora affascinato dall’Audi Quattro. Nessun’altra vettura ha modellato e modificato il rally più del proiettile d’argento con turbocompressore e trazione integrale proveniente da Ingolstadt.

Esordisce nel Rally dell’Algarve nel 1980 con il pilota finlandese Hannu Mikkola. La vettura viene ammessa alla corsa, ma non alla classifica generale per la questione 4×4. Se avesse gareggiato avrebbe vinto con lo sproposito distacco di 26 minuti di vantaggio sul secondo piazzamento. Il debutto ufficiale in gara avviene nel Mondiale del 1981. Dopo 6PS a Monte Carlo, Mikkola ha un vantaggio di 6 minuti sui concorrenti, ma al termine della gara si ritrova al 91° posto a causa di parecchi problemi tecnici. Annata di soddisfazione per un auto all’esordio. Il primo Mondiale rally viene conquistato l’anno seguente, nel 1982.

Leggi anche: Audi Q3 (177 CV): Guida all'Acquisto

Famosa fu la sua carriera nei Rally, infatti conquistò dal 1982 al 1984, la bellezza di 4 titoli mondiali. Restano indelebili nel panorama rallystico le imprese dei suoi piloti. L’Audi Quattro se la cavava bene in qualsiasi fondo, dallo sterrato all’asfalto dove emerse la superiorità schiacciante della trazione integrale permanente. L’Audi Quattro detiene il primato di auto campione mondiale rally con la trasmissione sulle 4 ruote. Da quel momento in poi, solo auto 4×4 vinceranno un mondiale rally.

L'Evoluzione della Specie: Dalla Quattro alla Sport Quattro

Nel 1983 arriva l’Audi Quattro A1. La lettera A sta a significare la presenza del blocco cilindri in alluminio del motore, portato a 370 CV. Sempre in quell’anno la A1 si evolve nella A2, la quale risulterà pesare 100 kg in meno della A1, cilindrata ridotta da 2.144 a 2.109 cc. Questo nuovo modello consente a Mikkola di accaparrarsi il primo titolo Piloti della storia della casa di Ingolstadt. Il 1984 viene ricordato come l’ultimo anno vincente della Quattro. In questo anno Audi realizza la doppietta mondiale piloti- mondiale costruttori.

Dopo questo incredibile successo, l’Audi decide di evolvere ulteriormente la A2 nella Audi Sport Quattro. Questo nuovo modello risulta essere totalmente rinnovato e creato sopratutto per avere una maggiore competitività nelle gare su asfalto. Motore a 20 valvole con potenze comprese tra 400 e 510 CV, passo più corto di 32 cm per migliorare l’agilità e larghezza maggiorata. Questa nuova versione è più muscolosa e rabbiosa, ma si scoprirà il classico “can che abbaia non morde”. Si riscontrano problemi nella tenuta di strada e l’unica vittoria che farà registrare arriva in Costa d’Avorio nel 1984 con Blomqvist.

Nel 1985, la casa di Ingolstadt cerca di mettere a puntino l’Audi Sport Quattro realizzando la versione S1. Caratterizzata da uno spoiler anteriore più pronunciato, un vistoso alettone posteriore la nuova auto avrà anche una distribuzione dei pesi più equilibrata e un’aerodinamica più curata e fluente. La potenza del motore è di 550 CV. La nuova versione si rivela più vincente e competitiva della precedente, ma non abbastanza.

Il Gruppo B e la Fine di un'Era

Il 1983 fu l’anno in cui venne introdotta la categoria Gruppo B, che segnò una svolta nel mondo dei rally. Caratterizzata da regolamentazioni molto limitate, consentiva alle vetture di essere portate all’estremo. Nel frattempo, nel Gruppo B, le vetture stavano diventando sempre più potenti. Nonostante la potenza mostruosa di 450 CV della versione da rally, l’attenzione alla sicurezza limitò il suo pieno potenziale. Nel 1986, la Sport Quattro fu ulteriormente potenziata a 500 CV, con migliorie aerodinamiche e un sistema di Anti-Lag per una migliore risposta del motore. La vettura raggiungeva lo 0-100 in soli 3,1 secondi e pesava solo 960 kg.

Leggi anche: Sostenibilità e Design Audi

Nonostante i successi ottenuti, il Gruppo B venne bandito dalle competizioni a causa dei crescenti problemi di sicurezza. Tuttavia, la Sport Quattro continuò a competere con successo. Nel corso degli anni, la vettura subì ulteriori modifiche fino al 1991.

Si conclude così la breve, spettacolare, ma intensa storia dell’Audi nel mondo del Rally. Una rivoluzionaria che ha dato tanto per poco tempo.

L'Eredità della Quattro: Innovazione Continua e Successi Futuri

La trazione integrale quattro è tuttora uno dei pilastri tecnici della gamma dei quattro anelli. Forte di un'incessante evoluzione nel tempo, attraverso le mitiche A4 e A6 Avant, oggi è declinata in cinque configurazioni in funzione delle caratteristiche e delle performance dei diversi modelli, per coniugare stabilità e motricità a fronte della massima efficienza.

La Audi Quattro Oggi: Celebrazioni e Riscoperte

Per tutti gli altri, il 2020 sarà l’anno della riscoperta della Audi quattro, la prima berlina europea dotata di trazione integrale. Agenda piena. A cominciare da Techno Classica, che si svolgerà a Essen da 25 al 29 marzo, e il Goodwood Festival of Speed in Inghilterra (dal 9 al 12 luglio). Poi la Quattro tornerà in Germania, a casa: dopo aver spento le metaforiche 40 candeline alla Donau Classica di Ingolstadt dal 18 al 20 giugno, sarà festeggiata all'Heidelberg Historic nei pressi di Neckarsulm (dal 9 all'll luglio), all'Eifel Rallye Festival di Daun (dal 23 al 25 luglio), ai Classic Days presso lo Schloss Dyck a Juchen (dal 31 luglio al 2 agosto), nonché in occasione del Sachsen Classic (dal 13 al 15 agosto) a Zwickau. Era davvero il caso di riempirle l’agenda del 2020 in questo modo? Sì, perché la quattro (con la Q minuscola) è un fiore all’occhiello della tecnologia e della storia Audi.

Mouton: Una Donna alla Conquista dei Rally

A guidarla, oltre alla Mouton, nomi come Hannu Mikkola, Walter Rorhl e Steve Blomqvist.

Michele Mouton, un'ex pilota di rally e dirigente sportivo francese. “Non sono qui solo per essere la migliore tra le donne. Ma per essere la migliore tra tutti.

Un Libro per Rivivere la Leggenda

Davenport, che ha vissuto quell’epoca in prima persona, racconta la storia della Audi Quattro rally per rally, con una profondità di conoscenza e un’esperienza che solo chi ha fatto parte di quel mondo può offrire. Ma il libro non sarebbe completo senza l’apporto del famoso fotografo di rally, Reinhard Klein, che ha seguito da vicino la rivoluzione della Quattro in tutto il mondo e ha catturato l’essenza di quei giorni in modo indimenticabile attraverso le sue straordinarie immagini. Oltre alle affascinanti storie e alle straordinarie immagini, il libro presenta una presentazione completa di tutte le auto da rally che Audi ha lanciato, dalle prime Audi 80 alle leggendarie Quattro fino alle potenti Coupé S2. In conclusione, “Audi Quattro: The Rally Story” è molto più di un semplice libro sulle corse automobilistiche; è un tributo alla passione, all’innovazione e al coraggio che hanno reso la Audi Quattro un’icona nel mondo del rally. Questo libro più di altri racconta la storia che sta dietro al sistema di trazione ur-Quattro dell’Audi: roba da leggenda automobilistica.

tags: #audi #quattro #mouton #storia

Popolare: