Il sogno di solcare i cieli a bordo di un'auto volante è da sempre presente nell'immaginario collettivo, alimentato da film di fantascienza come Blade Runner. La pellicola immaginava un 2019 con Los Angeles pattugliata da auto volanti. Ma a che punto siamo oggi? Quali progressi sono stati fatti in questo campo affascinante e complesso?

Auto Volanti: Una Profezia che si Avvera?

"Segnatevi queste parole: automobili e aeroplani si combineranno. Potete sorriderne, ma avverrà", profetizzava Henry Ford nel lontano 1940. E in effetti, i progressi compiuti da allora sono innegabili.

È fondamentale fare chiarezza sul termine "auto volante", spesso utilizzato impropriamente per descrivere veicoli più simili a elicotteri, capaci di decollare e atterrare verticalmente. Esistono, tuttavia, dei veri e propri VTOL (Vertical Take-Off and Landing) che sono automobili capaci di circolare su strada e volare.

Nel film Blade Runner, le auto volanti, chiamate "spinner", sono utilizzate dalla polizia per la sorveglianza e il pattugliamento della città. Questi veicoli futuristici possono essere guidati come normali automobili, ma anche decollare verticalmente grazie a un sistema di propulsione che combina un motore a reazione, uno a combustione interna e, addirittura, l'antigravità.

Protagonisti del Futuro: Hyundai, Uber, Porsche e Boeing

Il futuro della mobilità urbana sembra sempre più orientato verso i taxi volanti. Al Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas, Uber ha presentato un prototipo di velivolo, dopo aver testato modelli a Dallas, Los Angeles e in altre località della California.

Leggi anche: Utilizzi dei veicoli per il trasporto merci

Hyundai e Uber hanno stretto una partnership per sviluppare taxi elettrici volanti, presentando il concept S-A1 (o Urban Air Mobility Vehicle) al CES. Questo velivolo elettrico a decollo e atterraggio verticale è dotato di quattro rotori, può trasportare fino a cinque persone (pilota incluso), raggiungere una velocità massima di 300 km/h e un'altitudine di 600 metri. La sua autonomia è di 20 minuti o 100 km, e la batteria si ricarica in soli 5-7 minuti.

Anche Porsche e Boeing hanno siglato un accordo nel 2019 per esplorare il mercato premium della mobilità aerea urbana. L'obiettivo è studiare il futuro dei veicoli per il trasporto privato e di lusso, con particolare attenzione ai velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale (eVTOL). Uno studio di Porsche Consulting prevede che il mercato della mobilità aerea urbana decollerà dopo il 2025, offrendo soluzioni di trasporto più rapide, efficienti, economiche e flessibili rispetto ai mezzi tradizionali.

Boeing ha anche sviluppato un veicolo aereo cargo elettrico, capace di trasportare fino a 227 kg di merci, completando con successo i primi test di volo all'aperto.

Prototipi di Auto Volanti: Volocopter, Mercedes-Benz Design e Airbus

Il Volocopter è un prototipo di taxi aereo sviluppato da una startup tedesca. Si tratta di un piccolo elicottero a forma di uovo, in grado di trasportare un solo passeggero, con comandi a bordo e un joystick per il controllo remoto del decollo e dell'atterraggio. Dopo il suo primo volo dimostrativo a Dubai nel 2017, una versione aggiornata è stata presentata a Singapore, dotata di 18 rotori elettrici, due posti a bordo, guida autonoma e un'autonomia di circa 30 km.

Airbus ha creato Voom, una piattaforma di prenotazione di elicotteri per brevi spostamenti urbani a basso costo. Il servizio è attualmente disponibile a Città del Messico e San Paolo. Airbus ha sviluppato anche Pop.Up, un veicolo modulare che combina un piccolo veicolo terrestre a due posti con un modulo aereo VTOL. La capsula passeggeri può essere collegata a un modulo terrestre per la circolazione su strada, o a un modulo aereo con otto rotori controrotanti per il volo autonomo sopra il traffico.

Leggi anche: GTA 5: Tutti i Trucchi per PS4 e PS5

Aston Martin Lagonda e Airbus Corporate Helicopters hanno collaborato per creare l'ACH130 Aston Martin Edition, un'edizione speciale dell'elicottero ACH130 per uso privato, con design interni ed esterni firmati Aston Martin. Nel 2018, Aston Martin ha presentato anche il Volante Vision Concept, un aereo a decollo e atterraggio verticale sviluppato in collaborazione con Cranfield Aerospace Solutions, Cranfield University e Rolls-Royce.

Altri Progetti di Auto Volanti: Skydrive, Terrafugia, Ehang e Google

Diversi altri progetti di auto volanti sono in fase di sviluppo, tra cui:

  • Skydrive: sviluppata dalla startup giapponese Cartivator, finanziata da Toyota, punta a realizzare un prototipo definitivo per le Olimpiadi di Tokyo 2020.
  • Terrafugia Transition: sviluppata da una società americana fondata nel 2006 da ingegneri del MIT, è un'auto volante con ali retrattili e powertrain ibrido, in grado di volare a 160 km/h con un'autonomia di 640 km.
  • Ehang 184 e Ehang 216: sono droni-taxi sviluppati da un'azienda cinese, capaci di raggiungere i 100 km/h e con un'autonomia di 40 km.
  • Google: Larry Page, co-fondatore di Google, ha investito nello sviluppo di auto volanti e mini aerei elettrici.

Un'occhiata al Passato: I Primi Tentativi di Volo

All'inizio del Novecento, chiunque volesse costruire una macchina volante poteva trovare facilmente i componenti necessari. Nel 1909, il catalogo della Cooperativa Automobilisti Italiani di Milano includeva sete per palloni, pattini, eliche speciali, corde d'acciaio e altri accessori aeronautici.

Gli aerostati, nonostante le loro dimensioni imponenti, non riuscirono a creare un forte immaginario popolare legato al volo. Furono invece i primi voli delle macchine a motore "più pesanti dell'aria" a entusiasmare il pubblico.

I raduni aeronautici italiani erano frequentati da inventori-piloti eccentrici e prototipi precari, che a stento riuscivano a decollare. Il volo era considerato una forma di cimento sportivo, quasi circense, che offriva spazio a iniziative individuali, spesso destinate all'insuccesso.

Leggi anche: Normativa veicoli a tre ruote

La storia di Ciro Cirri, un tassista genovese affascinato dalle macchine volanti, è emblematica di questo periodo. Cirri abbandonò il suo lavoro per costruire un aereo nello scantinato di casa.

Nel 1911, il cortometraggio muto Robinet aviatore parodiava i poco convincenti tentativi di volo compiuti durante le manifestazioni aviatorie.

Tuttavia, i pionieri dell'aviazione credevano fermamente che l'aereo avrebbe rivoluzionato la mobilità umana, consentendo di spostarsi in sicurezza su lunghe tratte e in tempi ridotti.

L'Industria Aeronautica Italiana agli Albori

Le Officine dell'ingegnere siciliano Franz Miller, fondate nel 1908 a Torino, garantivano l'esecuzione di qualsiasi macchina per volare su semplice schizzo e proponevano monoplani completi a 12.500 lire.

Nel 1909, l'impresa AVIS (Ateliers Voisin Italie Septentrionale) presentò le prime creazioni aeronautiche, costruite su licenza dell'aeroplano francese Voisin. Nello stesso anno, venne inaugurata a Milano la prima esposizione di aviazione italiana, con numerosi aeroplani e una nutrita sezione motoristica.

Durante la guerra italo-turca del 1911, l'Italia utilizzò velivoli in gran parte francesi o assemblati in Italia su licenza delle case madri transalpine Blériot e Farman. L'unica azienda italiana affermata all'epoca era la Caproni, fondata nel 1911 dall'ingegnere Giovanni Battista (Gianni) Caproni.

Nel 1912, l'Aero Club d'Italia lanciò la sottoscrizione "Date ali alla patria", raccogliendo oltre tre milioni di lire per il potenziamento dell'aviazione militare.

Giulio Douhet, all'epoca maggior teorico dell'impiego dell'arma aerea, evidenziò la necessità di costituire solo dodici squadriglie e di ordinare una cinquantina di aerei.

Le modalità per l'attribuzione degli ordini furono studiate per favorire la nascita di nuove imprese italiane o con sede in Italia. Nel 1912, Louis Blériot creò a Torino la Società Italiana Transaerea (SIT), mentre la Società Anonima Fratelli Macchi decise di lanciarsi nel settore aeronautico.

La crescita dell'industria aeronautica fu tanto veloce quanto disordinata, con numerose aziende prive dei necessari requisiti tecnico-organizzativi.

Nonostante i problemi, Douhet confidava nel fatto che l'industria aeronautica italiana avrebbe potuto accumulare l'esperienza necessaria per affrancare il Paese dalla dipendenza estera.

Tuttavia, i concorsi banditi nel 1912 per aeroplani da guerra e motori d'aviazione militare tradirono le attese.

All'inizio del 1913, praticamente tutto il materiale aeronautico proveniva dall'estero e l'industria nazionale non seppe imporsi per l'inadeguatezza tecnologica e tecnica.

La Prima Guerra Mondiale e lo Sviluppo dell'Aviazione Italiana

Mentre si profilava la partecipazione dell'Italia al conflitto, nel maggio del 1915 l'aviazione militare era ancora da organizzare e poteva contare su tre dirigibili e un'ottantina di aerei operativi.

Nel gennaio 1915 fu costituito il Corpo Aeronautico, composto da una Direzione Generale e due Comandi d'Aeronautica, oltre a uno stabilimento di costruzioni aeronautiche, una Direzione Tecnica (DTAM) e un Istituto Centrale Aeronautico.

La DTAM, con sede a Torino, aveva il compito di standardizzare i velivoli e facilitare i corsi di volo. La DTAM consentì il passaggio di propri tecnici all'industria, per immettere nel sistema produttivo personale preparato e consapevole delle esigenze operative militari.

Secondo i dati forniti nel 1919 dall'Ufficio Produzione della Direzione Tecnica, le fabbriche di costruzioni aeronautiche operanti nel 1915 erano salite a ventisette, in grado di produrre un totale di circa 12.000 aerei. Nello stesso periodo, le officine specializzate nell'assemblaggio dei motori costruirono circa 24.000 propulsori.

Al termine del conflitto, fu inevitabile procedere al ridimensionamento delle dotazioni aeronautiche e degli organici.

Nel dopoguerra, la difficile riconversione al mercato civile della produzione aeronautica fu caratterizzata dalla mancanza di una chiara strategia di sviluppo del settore.

L'Autogiro: Un Precursore dell'Elicottero

L'autogiro è un tipo di aeromobile che utilizza un rotore non motorizzato per la sostentazione. Il rotore ruota liberamente a causa del flusso d'aria che lo attraversa, generando portanza.

A differenza dell'elicottero, l'autogiro non ha bisogno di un motore per azionare il rotore principale. La propulsione è fornita da un motore separato che aziona un'elica.

L'autogiro fu inventato dallo spagnolo Juan de la Cierva negli anni '20. De la Cierva sviluppò il concetto di rotore con pale incernierate al mozzo, in modo da poter oscillare liberamente in ogni senso, compensando le differenze di portanza tra la pala avanzante e quella retrocedente.

L'autogiro si presenta strutturalmente come un aeroplano, con un'elica trattiva normale, e come un elicottero, con un rotore che gira orizzontalmente assicurando la sostentazione.

Auto Volanti nell'Era Moderna

Le auto volanti rappresentano l'archetipo dell'era post-moderna. Negli anni '80, un cartone animato americano, M.A.S.K., vedeva protagonisti veicoli che si trasformavano, tra cui un'auto che si trasformava in aereo.

Oggi, diverse aziende stanno sviluppando prototipi di auto volanti, come l'americana Terrafugia, acquisita da una holding cinese proprietaria anche di Volvo. La Terrafugia Transition è un'auto volante con ali retrattili e powertrain ibrido, in grado di volare a 160 km/h con un'autonomia di 640 km.

Sebastian Thurn, professore a Stanford e presidente di Kitty Hawk, ha spiegato come lo sviluppo delle tecnologie aerospaziali, dei droni, delle auto senza pilota e dell'intelligenza artificiale renda possibile produrre un'automobile in grado di volare in tutta sicurezza.

Kitty Hawk Flyer è un prototipo di veicolo volante che assomiglia a una motocicletta, sospinto da 8 eliche alimentate da motori elettrici.

tags: #veicoli #che #volano #tipi #e #storia

Popolare: