La corsia preferenziale di Via di Portonaccio a Roma, in direzione Tiburtina, è diventata un caso emblematico di cattiva gestione e comunicazione da parte dell'amministrazione comunale, sfociato in un contenzioso legale che coinvolge migliaia di automobilisti. Inaugurata il 20 aprile, ma dotata di telecamere dal 2 maggio, la corsia ha generato un vero e proprio "delirio di sanzioni amministrative" a causa di una segnaletica giudicata inadeguata e poco chiara.

L'origine del problema: segnaletica inadeguata e comunicazione carente

I cittadini multati contestano la mancanza di una preventiva comunicazione sull'installazione della videosorveglianza e l'inadeguatezza della segnaletica orizzontale e verticale. Annalisa Liberatori, Leandro Casini e Luca Cardia, attivi nella difesa dei cittadini, hanno documentato come le strisce bianche e gialle a terra siano state riverniciate solo il 12 luglio, a distanza di mesi dall'attivazione delle telecamere. Inoltre, i cartelli che indicavano la preferenziale erano gli stessi di otto anni prima, quando la corsia era stata resa percorribile a tutti a causa dei lavori in Via Tiburtina, creando confusione tra gli automobilisti.

La "corsia-tranello": un affare milionario per il Comune?

La situazione è degenerata rapidamente, trasformando la corsia di Portonaccio nella "preferenziale più famosa e cara d'Italia", con 235.117 multe elevate tra maggio e giugno. Il consigliere capitolino di Fratelli d'Italia, Fabrizio Ghera, ha stimato che per la fine di luglio le sanzioni avrebbero raggiunto quota 250.000, per un valore complessivo di circa 23 milioni e 750mila euro. Una cifra enorme, pari a quasi un quarto del valore delle multe elevate in un anno al varco Ztl del centro storico di Roma.

I residenti del Tiburtino hanno denunciato una vera e propria "truffa legalizzata", con famiglie costrette a pagare anche cinquemila euro di multe. Il comitato di cittadini ha raccolto documenti e foto per chiedere l'annullamento delle sanzioni in autotutela, trasformando la richiesta in una mozione votata all'unanimità in Campidoglio il 27 giugno.

La battaglia legale: ricorsi, sentenze e una "superperizia"

Di fronte all'inerzia dell'amministrazione comunale, molti cittadini hanno deciso di presentare ricorso contro le multe, sia davanti al Prefetto che al Giudice di Pace. L'associazione Avvocati del Cittadino, che ha rappresentato alcuni degli automobilisti che hanno vinto il ricorso, ha sottolineato come la segnaletica fosse "totalmente inadeguata e invisibile, in spregio alla normativa vigente".

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Un punto di svolta nella vicenda è stata la "superperizia" disposta dal Tribunale, che ha dato ragione ai multati. La perizia ha rilevato che la segnaletica orizzontale e verticale era "incerta e contraddittoria" e che, se fosse stata più visibile e chiara, si sarebbe potuto evitare il passaggio degli automobilisti sulla corsia preferenziale.

Secondo l'avvocato Carmine Laurenzano di Codici, la data del 25 ottobre, quando è stato installato un cartello più visibile, rappresenta uno spartiacque: le multe elevate prima di questa data sarebbero da annullare. La sentenza del Tribunale apre quindi alla possibilità di ottenere l'annullamento di tutte le multe contestate e di chiedere il risarcimento di quelle già pagate, con un potenziale danno erariale enorme per il Comune.

Il ruolo della politica: denunce, interrogazioni e richieste di ispezione

La vicenda della corsia di Portonaccio è diventata anche un terreno di scontro politico. Fabrizio Ghera (Fratelli d'Italia) ha presentato una denuncia penale per truffa aggravata contro ignoti e un esposto alla Corte dei Conti, prefigurando un danno erariale. Simone Baldelli (Forza Italia) ha chiesto un'ispezione ministeriale sul posto per accertare le condizioni della segnaletica. Marco Palumbo (Partito Democratico) ha accusato i cinquestelle di "negare l'evidenza degli errori" e di "ottusità" nella gestione della vicenda.

La difesa del Campidoglio: un muro contro le richieste di sanatoria

Nonostante le polemiche e le sentenze sfavorevoli, il Campidoglio non sembra intenzionato a fare dietrofront. Il presidente della commissione Mobilità, Enrico Stefàno, pur dichiarandosi "umanamente dispiaciuto" per i multati, ha respinto le richieste di sanatoria, affermando che gli uffici comunali hanno dato parere negativo all'annullamento in autotutela delle sanzioni.

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