Il logo è l’immagine di un'azienda, la sua firma distintiva. Come le mode, anche i loghi possono evolvere, diventando "vecchi" o meno rappresentativi della mission aziendale. Il restyling di un logo non deve essere necessariamente drastico; a volte, le modifiche sono così sottili che sfuggono all'occhio non allenato. Un esempio recente è il nuovo logo della Volkswagen, dove il famoso monogramma è passato da uno stile realistico a uno "flat", bidimensionale, con linee più sottili per un aspetto pulito e minimalista.
L'importanza del Restyling: Vale la Pena?
La domanda sorge spontanea: vale la pena apportare queste piccole modifiche e aggiornare tutti gli strumenti di comunicazione? La risposta è: dipende. Marchi come Yahoo! e Warner Records (ora Warner Records, con un cambio di nome e logo) hanno subito trasformazioni più radicali, che vanno oltre il semplice restyling e mirano a un cambiamento dell'identità visiva.
Per un restyling efficace, è fondamentale:
- Ripercorrere la storia aziendale.
- Esaminare attentamente il vecchio logo.
- Analizzare filosofia e mission aziendale per esprimerle nel nuovo logo.
- Fare una ricerca tra i competitor.
Le Origini del Logo Volkswagen: Un Legame con la Storia
La storia di Volkswagen e del suo logo è indissolubilmente legata alla Germania degli anni '30. Il regime nazionalsocialista, per rilanciare il mercato automobilistico, decise di motorizzare anche la popolazione meno abbiente. Per volere di Adolf Hitler, nel 1937 nacque la fabbrica della "macchina per il popolo". I primi prototipi vennero presentati nel 1936, ma con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il progetto fu accantonato e la Volkswagen si dedicò alla produzione di veicoli militari.
Dal Dopoguerra al Simbolo di un'Epoca: Il Maggiolino
Terminata la guerra, la Volkswagen produsse una delle vetture più conosciute e vendute al mondo: il Maggiolino. Il primo logo Volkswagen, creato dall’ingegnere tedesco Franz Xaver Reimspiess, presentava le lettere V di “volk” (popolo) e W di “wagen” (vettura), elementi che ritroviamo ancora oggi. Le lettere, sovrapposte, erano inserite in una cornice a forma di ruota dentata, dalle cui estremità partivano linee che richiamavano il simbolo della svastica nazista.
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Evoluzione del Logo nel Tempo
- 1937: Il logo originale, con riferimenti alla svastica, durò solo due anni.
- Periodo della Seconda Guerra Mondiale: Un nuovo logo eliminò i riferimenti alla svastica, mantenendo la ruota dentata e aumentando lo spessore delle lettere.
- 1945: Finita la guerra, la ruota dentata scomparve, lasciando una cornice circolare nera con lettere bianche su sfondo nero.
- 1960: Le lettere tornarono nere su sfondo bianco, con una cornice nera circolare e una esterna quadrata.
- 1967: Scomparve la cornice quadrata, tornando allo stemma circolare tradizionale.
- 1967: Il design divenne più minimalista ed elegante, con un azzurro/cyan per lettere e cornice.
- 1978: Il logo presentò una nuova cornice raddoppiata, simile alla versione del 1945.
- 1989: Aumentò lo spessore del bordo bianco circolare interno e fu utilizzata una tonalità di blu scuro.
- 2000: Il logo assunse un aspetto tridimensionale con ombre e colori, con il bianco che diventò argentato e il blu metallizzato.
- 2010: I colori cambiarono, con un blu più scuro e un effetto tridimensionale accentuato.
- 2012: L’effetto tridimensionale fu massimizzato con ombre, colori e un ridisegno della geometria delle lettere.
- 2019: L’attuale logo, progettato per il lancio delle auto elettriche, è futuristico, semplice e sofisticato, con un design bidimensionale che lo rende più esclusivo ed elegante. Lo spessore delle lettere e della cornice è ridotto, e le linee sono più morbide.
Il Bulli: Un'Icona Pop e la Sua Influenza Culturale
Il Volkswagen Transporter, conosciuto come "Bulli", ha attraversato e influenzato la storia degli ultimi 75 anni, diventando un'icona pop. Tutto iniziò con uno schizzo del 1947 di Ben Pon, importatore olandese della Volkswagen, che immaginò un veicolo compatto con motore posteriore. Nel 1950, a Wolfsburg, uscì dalla catena di montaggio il primo esemplare di Tipo 2, un veicolo versatile che divenne un simbolo per la generazione beat e hippie.
La versatilità era il suo punto di forza: furgone per artigiani, minibus per famiglie, camper per spiriti liberi. A Woodstock, nel 1969, i Bulli coloratissimi divennero parte integrante dell’immaginario collettivo.
Le Generazioni del Bulli: Un Viaggio Attraverso il Tempo
La saga del Bulli si sviluppa attraverso sette generazioni:
- T1 (1950-1967): Con il parabrezza diviso, è oggi un pezzo da collezione.
- T2 (1967-1979): Introdusse un parabrezza unico e miglioramenti al telaio.
- T4 (1990): Rivoluzionò l’architettura del veicolo con motore anteriore e trazione anteriore.
- T5 (2003): Elevò gli standard qualitativi, trasformandosi in un veicolo premium.
Oggi, il Bulli affronta la sua transizione più radicale: l’elettrificazione. L’ID.Buzz rappresenta il settimo capitolo, un ritorno alle origini nel design con propulsione elettrica.
Il Nuovo Logo Volkswagen: Un Ponte tra Passato e Futuro
Il nuovo logo Volkswagen rappresenta una rivisitazione stilistica di quello attuale, più semplice ma fedele a se stesso. La classica W incastonata in un cerchio è rimasta immutata nei tratti generali, ma assume un tono più minimalista e bidimensionale con semplici linee bianche su uno sfondo di una nuova tonalità di blu, soluzioni ritenute più adatte per le applicazioni digitali. In futuro potrebbero essere utilizzati anche colori diversi per diversificare i prodotti, inoltre verrà introdotto un tono acustico dedicato per tutte le attività pubblicitarie.
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Il rinnovamento dell'immagine del gruppo tedesco, con il passaggio ai nuovi loghi, si concluderà nel corso del 2020 con una serie di step successivi sia per le autovetture che per i veicoli commerciali. Il logo sarà inizialmente introdotto in Europa, seguita poi da Cina, Nord America, Sud America e infine da tutti gli altri mercati. La Volkswagen ha impiegato nove mesi per realizzare il logo e coordinare tutte le operazioni legate al cambio di immagine previsto. 19 team della Casa e 17 esterni hanno contribuito al progetto che coinvolgerà ben 171 mercati in 154 paesi. Oltre ai modelli di produzione sarà necessario aggiornare circa 10.000 tra sedi, fabbriche e concessionarie, per un totale di circa 70.000 insegne.
Cambio di Approccio nella Comunicazione
Oltre a descrivere nel dettaglio tutte le operazioni legate al logo, la Volkswagen ha voluto anche chiarire quelli che saranno i cambiamenti relativi all'immagine e alla filosofia del marchio. La marca Volkswagen si prepara a cambiare radicalmente, grazie all’arrivo dei nuovi modelli elettrici come la ID.3 e, al Salone di Francoforte, in programma dal 10 al 22 settembre 2019, presenta la nuova immagine del brand: più giovane, più digitale e in generale più moderna. Un’anticipazione viene dal nuovo logo che ha una grafica più essenziale: al posto del blu e dell’argento vengono utilizzati il bianco e il nero, mentre le lettere V di Volks e W di Wagen (Volkswagen in tedesco significa “auto del popolo”) non hanno più l’effetto di tridimensionalità del precedente logo, introdotto nel 2012. Il nuovo logo è studiato per risaltare sugli schermi di smartphone, tablet e pc, stando a quanto dichiarato dalla casa tedesca, che ha messo da parte i colori bianco e azzurro (utilizzati dal 1967) per ispirarsi al passato: il bianco e il nero hanno fatto parte del logo dalla fondazione della Volkswagen, nel 1937, fino al 1967.
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