La Volkswagen New Beetle Cabriolet è un'auto che evoca emozioni e ricordi. Per molti, come chi scrive, l'amore per questa vettura nasce in tenera età, guardando i film Disney del "Maggiolino tutto matto". Un amore che porta a studiare la sua storia, a conoscere personaggi come Hitler e Ferdinand Porsche, e che si riaccende con la presentazione della New Beetle cabrio nel 2003.

Un Sogno d'Infanzia che Diventa Realtà

Il desiderio di possedere una New Beetle Cabriolet può nascere da bambini, alimentato dalla magia del "Maggiolino tutto matto". La sua storia affascinante, che intreccia figure storiche e ingegneria innovativa, può spingere un giovane appassionato a divorare libri per adulti e manuali tecnici. L'attesa per il diciottesimo compleanno si carica di un significato speciale, con la speranza di poter finalmente guidare l'auto dei sogni. La presentazione della New Beetle cabrio nel 2003 può riaccendere quell'amore sopito, trasformando il sogno in un obiettivo concreto.

Convincere i genitori, soprattutto se si è il più giovane di una famiglia con già diverse auto, può essere una sfida. Ma la passione e l'entusiasmo possono fare breccia, soprattutto se il padre stesso si lascia affascinare dalle linee uniche di questa vettura. La scelta del colore, tra le opzioni verde cyber e giallo melone, può diventare un'impresa ardua, ma alla fine si opta per il giallo melone, una tonalità esclusiva della versione cabrio, elegante e particolare.

L'attesa per la consegna può sembrare interminabile, ma la sorpresa che aspetta può superare ogni aspettativa. Un cliente che cancella l'ordine di una Beetle identica a quella desiderata, ma full optional e con un motore più potente, può trasformare l'acquisto in un'occasione imperdibile. La selleria in pelle originale, realizzata su misura, può rendere l'auto ancora più speciale e unica.

Charlotte: Un Nome, una Personalità

Ogni auto ha bisogno di un nome, soprattutto se fa parte di una famiglia con una lunga tradizione automobilistica. La New Beetle Cabriolet, battezzata Charlotte, diventa un membro a tutti gli effetti, con le sue peculiarità e il suo carattere distintivo.

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Nonostante alcune mancanze, come i comandi radio al volante, il cruise control e il climatizzatore manuale, Charlotte sa farsi amare. Le portiere con la parte superiore in lamiera nel colore della carrozzeria richiamano il passato, mentre i sedili riscaldati, il frangivento e la capote elettrica, veloce e pratica, la rendono perfetta per viaggiare in ogni stagione. La possibilità di aprire la capote anche con temperature rigide, in pieno stile british, è un dettaglio che fa la differenza per chi ama guidare con i capelli al vento.

Le sue forme esterne, che suscitano amore o odio, non lasciano indifferenti. L'arco perfetto formato dal tetto e dai montanti, soprattutto quando l'auto è aperta, è un elemento distintivo che la rende armoniosa ed elegante. La capote ripiegata a soffietto sopra il cofano posteriore, come la sua antenata, aggiunge un tocco di nostalgia.

Il bagagliaio, pur non essendo piccolo, risulta irregolare e scomodo, ma questo non è un difetto per chi, come l'autore, ha bisogno di trasportare oggetti lunghi e ingombranti. Il motore duemila, seppur brillante, consuma parecchio, ma il cambio manuale è perfetto per una guida turistica e la frizione è leggerissima. L'auto è larga e ben piantata a terra, con una tenuta di strada fantastica che non delude mai.

Nata come un giocattolo, Charlotte si rivela una compagna fedele, capace di percorrere 280.000 chilometri in sette anni. Un legame così forte che impedisce di tradirla, anche quando il padre vorrebbe sostituirla.

Maggiolino Cabriolet: Un'Auto Ricca di Personalità

La Volkswagen Maggiolino Cabriolet, variante scoperta della seconda generazione della compatta tedesca, è una cabriolet ricca di personalità, adatta a chi vuole distinguersi viaggiando con il vento tra i capelli. La sua capote in tela, ben costruita, si apre in soli 9,5 secondi (fino a 50 km/h) e si chiude in 11, offrendo comfort anche in modalità aperta.

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I motori, brillanti e silenziosi, e lo sterzo preciso, contribuiscono al piacere di guida. La praticità, invece, non è il suo forte: il bagagliaio non è molto ampio (225 litri) e l'abitacolo, pur presentando qualche plastica rigida di troppo, è poco spazioso per chi siede dietro.

Prodotta dal 2013 al 2018, la Volkswagen Maggiolino Cabriolet è stata lanciata con cinque motori turbo: tre TSI a benzina (1.2 TSI da 105 CV, 1.4 da 160 CV e 2.0 da 200 CV) e due diesel TDI (1.6 da 105 e 2.0 da 140 CV). Nel 2014 la gamma dei propulsori ha beneficiato di alcune modifiche, con la potenza del 1.4 che è scesa a 150 CV, quella del 2.0 diesel che è aumentata a 150 CV e il 1.6 a gasolio che è stato rimpiazzato da un "duemila" da 110 CV.

Esperienze di Guida Indimenticabili

Guidare un Maggiolino Cabriolet d'antan è un'esperienza unica, che riporta indietro nel tempo. A capote abbassata, si scivola via con un filo di gas, riscoprendo la guida di anni fa. La pedaliera incernierata in basso, lo sterzo poco pronto e il cambio a quattro rapporti con lunga escursione tra una marcia e l'altra sono elementi che caratterizzano un'epoca passata.

Guidare un Maggiolino Cabriolet nuovo di pacca, anche con temperature rigide, offre il piacere di viaggiare con l'aria nei capelli. Il frangivento posteriore, fornito di serie, protegge dall'aria fastidiosa, mentre la capote ad azionamento elettrico si apre e si chiude in pochi secondi, garantendo comfort e praticità.

Gli interni, simili a quelli della Golf per allestimenti e finiture, presentano elementi retrò come la plancia in tinta con la carrozzeria e il cassettino superiore davanti al passeggero. Costruito a Puebla in Messico, il Maggiolino Cabriolet offre una gamma molto articolata, con un'ampia scelta di equipaggiamenti e propulsori.

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Maggiolino Cabriolet vs. MINI One Cabrio: Un Confronto

In estate, cosa c'è di meglio che guidare una gradevole e simpatica vettura cabriolet? Confrontando due modelli identificativi e apprezzati per lo stile, che utilizzano capote in tela su una base già poco ordinaria in quanto a carrozzeria, emergono alcune differenze.

La MINI One Cabrio e la Volkswagen Maggiolino Cabriolet 1.2 TSI Design si collocano alla base dei rispettivi listini, con prezzi di partenza simili. Entrambe sono auto carine, non certo per stare a bordo in troppi e fare chissà quali esagerati percorsi, ma pur sempre flessibili quanto basti per essere usate anche quotidianamente, a scopo di lavoro o commissioni, se si sia generalmente in due.

Il Maggiolino Cabriolet, con un nome di gran valore storico, riprende le forme di successo senza tempo che originano addirittura ai periodi del nazismo, con minime porzioni DNA stilistico definibili tuttora "porschiste". La MINI Cabrio, più corta e minuta, condivide il pianale con la BMW Serie 2, offrendo un'immagine bella e pulita da aperta.

Interni e Abitabilità: Pregi e Difetti

Il Maggiolino Cabriolet offre quattro posti a sedere, come la MINI Cabrio, ma è più alto e spazioso, soprattutto nei posti anteriori. I comandi sono ben realizzati, con sistemi condivisi dalla VW Golf 7, ma il taglio è un mix di modernità ispirata al passato. Il bagagliaio, come avveniva un tempo, non sente differenze aprendo o meno la capote, che rimane a vista: sempre 225 litri, pochini invero per un'auto così voluminosa.

La MINI Cabrio, invece, offre un ambiente ancor più particolare, gradito a chi ci tenga con quel minimo di apprendimento per i comandi che non sono così razionalmente disposti come sul rivale. Dietro non ci stanno comodi due adulti nemmeno minuti e l'accesso posteriore è meno agevole che sul Maggiolino Cabriolet, ma il bagagliaio è solo di poco più piccolo: 215 l. (160 quando aperta) con capote che anche qui, quando riposta, rimane in parte visibile.

Prestazioni e Guida: Un'Esperienza Diversa

Il Maggiolino Cabriolet non nasce per correre, ma offre sicurezza e leggerezza di marcia, con un utile riguardo anche all'insonorizzazione. Il feeling è abbastanza diretto anche quando si guida (relativamente) veloce, ma non quanto la MINI Cabrio. Qui si apprezza maggiormente il viaggiare tranquilli che il forzare la guida.

La MINI Cabrio, con cavalli analoghi, spinge già a giri più bassi e muove una massa inferiore, offrendo una guida agile e abbastanza diretta. L'ingombro a soli 3,82 metri la favorisce anche nei parcheggi difficili, rispetto al VW Maggiolino Cabriolet, come la dinamica generale di guida è ben più diretta.

Dotazioni e Prezzi: Un'Analisi Dettagliata

Il Maggiolino Cabriolet offre materiali e finiture conformi all'attuale (alto) livello della Casa, anche più simpatico, ma mancano alcuni dettagli che possiede, volendoli e pagandoli, la rivale Mini. La variante Design offre Cruise Control, Sistema rilevazione stanchezza, frenata anti collisione multipla, Radio con display touchscreen a colori 5”, volante in pelle e Fari fendinebbia.

La MINI Cabrio One è la versione base, priva di tanti sfiziosi elementi che si vedono su molte Mini, ma da arricchire secondo proprio gusto volendo. Di serie sono assenti pecche, salvo gusti più razionali del DNA Mini e si trovano Bluetooth e audio USB, indicatori direzione bianchi, Clima manuale e sensori parcheggio posteriori.

Il Maggiolino Cabriolet, come tutti i modelli Cabrio, non costa poco, partendo da quasi 25,5 K a listino. La MINI Cabrio One costa meno, partendo da 22.900 euro, ma è molto facile colmare la differenza con accessori e pacchetti che numerosissimi e ben realizzati, fanno l'occhiolino a qualunque acquirente di questo genere di vettura, personale e identificativa.

Considerazioni Finali: Un'Auto Emozionale

Ci sono auto che sono dei semplici "mezzi di trasporto", e certe che, pur non essendo delle supercar sono comunque pensate per essere un qualcosa di emozionale, un qualcosa che si compra più con il cuore che con la testa. Poca razionalità e tanto appeal insomma. In questa categoria di mezzi emozionali rientra di diritto il nuovo Volkswagen Maggiolino Cabrio.

Già la vecchia New Beattle rientrava di diritto tra i più grandi esempi di design moderno, un geniale re-make del vecchio Maggiolino, ma in chiave molto meno popolare e decisamente più raffinata, proprio come avvenuto anche con Mini e Fiat 500. Questa nuova versione, pur mantenendo una certa continuità con la precedente, cambia parecchio, con un immagine più sportiva e forse anche più mascolina.

Se la vecchia era prettamente per ragazze o per "signorini", questa nuova va benissimo per tutti, specialmente in allestimento Sport come quello della vettura in prova, con bei cerchi in lega ed lo spoilerino posteriore ben in vista. Ovviamente gli elementi caratteristici sono sempre i grossi parafanghi, i fari tondi nel frontale, quasi da piccola Porsche, ma sono cambiate un pò le proporzioni, con il parabrezza meno inclinato, e con la linea di cintura più alta e le superfici vetrate meno estese. Sono proprio questi tratti a conferire quell'aspetto più mascolino cui accennavamo poc'anzi.

L'impostazione sportiveggiante dell'esterno la ritroviamo anche nell'abitacolo di questa versione sport, con la fascia centrale effetto carbon look, ed i tre strumenti addizionali tra i quali quello della pressione del turbo, che agli appassionati come noi fa sempre un certo effetto vedere schizzare verso il massimo quando la turbina soffia come si deve.

Per il resto nell'abitacolo non mancano chiari richiami al passato, come la maniglia dello sportellino portaoggetti che rimanda proprio a quella del vecchio Maggiolino, come anche il quadro strumenti, con l'unico strumento centrale che ingloba il grosso tachimetro, il contagiri e lo schermo del trip computer nel quale è possibile visualizzare una miriade di informazioni, tra le quali anche le indicazioni del navigatore.

Al centro della plancia troviamo lo schermo del sistema d'infotainment, comune agli altri modelli di casa Volkswagen, che abbiamo già più volte avuto modo d'apprezzare per il suo funzionamento sempre facile ed intuitivo. Non mancano le casse griffate "Fender", dettaglio che farà gioire gli appassionati di musica.

La posizione di guida, invece, privilegia l'impostazione di una vettura che comunque nasce per sfilare piú sul lungomare che per aggredire le curve. Infatti il sedile è molto abbondante, ben imbottito, ma poco profilato, e si rimane seduti sempre abbastanza in alto. Quindi, comodità indiscutibile, anche per i lunghi viaggi.

Non saranno molto comodi, invece, i passeggeri posteriori, i quali pur potendo usufruire di uno spazio per le gambe decisamente migliorato rispetto al passato, patiscono uno schienale posteriore fin troppo ad angolo retto, a causa della presenza del roll bar ad azionamento automatico proprio dietro lo schienale. Ovviamente il maggiolino Cabrio non nasce neanche per i grandi carichi: la capacità è di 225lt, e l'imboccatura del vano é piuttosto stretta.

Come già detto il Maggiolino nasce sopratutto per passeggiare, per sfilare (ovviamente) a tetto aperto. Però in questa versione Sport, complici anche la nuova linea piú mascolina ed i dettagli come lo spoilerino posteriore, qualche velleità di bella guida alla fine ti ritrovi a desiderarla. E se il precedente New Beetle era piuttosto deficitario su questo aspetto, il nuovo Maggiolino Cabrio non delude affatto.

Ovviamente non è sportivo, perché il peso è comunque importante, e l'assetto non è tarato stile tavola da track day. Ma in ogni caso la guida è sempre piacevole, innanzitutto grazie al motore 1.4 TSI, che spinge sempre bene, ed al cambio Dsg, che offre dei passaggi di marcia all'occorrenza davvero rapidissimi. Si possono anche selezionare manualmente i rapporti, ma i paddle al volante sono piuttosto piccolini.

La versatilità del Dsg oltre a rendere la vettura più divertente nella guida allegra, si sposa alla perfezione anche con l'animo più da happy hour della vettura: leva del cambio in drive, e si passeggia nel totale relax con cambi di marcia dolci, quasi inavvertibili. Lo sterzo invece è piuttosto leggero nel carico, ma non manca di prontezza ai piccoli angoli, risultando piuttosto preciso ma non eccessivamente comunicativo.

Grandi passi in avanti, invece, sono stati fatti dal punto di vista del comfort: adesso il Maggiolino Cabrio è a suo agio anche in autostrada, dove l'isolamento acustico si mantiene su livelli ottimi, anche a 130km/h ed oltre. Il 1.4 TSI è stato uno dei primi interpreti dalla ormai imperante moda del downsizing: propulsori di cubatura ridotta, capaci di offrire prestazioni degne di motori ben più grandi.

Ed infatti le prestazioni che il piccolo 1.4 riesce a garantire a questo Maggiolino Cabrio sono degne di un buon 2.0. La potenza sviluppata è di 160cv. Questi consentono un comportamento piacevolmente frizzante, con il motore che è molto omogeneo: spinge bene lungo tutto l'arco dei giri motore, sin da poco sopra i 1000giri/min pur non disdegnando di allungare verso la zona rossa con una cattiveria ed una sonorità davvero niente male.

Insomma, un "piccolo gran motore", che permette di viaggiare sempre in scioltezza, ma all'occorrenza di togliersi qualche soddisfazione, anche perché, come abbiamo già sottolineato, il Dsg fa un gran bel lavoro, e l'accoppiata con il propulsore funziona alla perfezione. I dati dichiarati confermano la brillantezza di cui abbiamo appena parlato: bastano 8,6 secondi per raggiungere i 100km/h, mentre la top speed è di 205km/h.

Come ogni opera di design, che riesce a diventare quasi un oggetto di culto, il Maggiolino, specialmente in questa versione cabrio si fa pagare, e non potrebbe essere altrimenti perchè ne risentirebbe quel tocco di esclusività in più che non guasta mai. I 31.000€ di listino più accessori, infatti, pur non esssendo una cifra esorbitante in termini assoluti, sono comunque un bel gruzzoletto per una delle vetture meno razionali che ci siano sul mercato. Insomma, in Maggiolino lo compri per passarti un capriccio, mica per farne l'unica auto di famiglia. Ma forse, infondo, è anche questo il bello della vettura.

Passando al capitolo consumi il 1.4 Tsi secondo il dichiarato si accontenta di 6,4 litri/100km nel ciclo combinato.

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