La Volkswagen Golf Cabriolet rappresenta un capitolo affascinante nella storia dell'automobile, unendo la praticità e l'affidabilità della Golf con il piacere di guida open-air. Fin dal suo debutto nel 1979, la Golf Cabriolet ha saputo conquistare un posto speciale nel cuore degli appassionati, evolvendosi nel tempo pur mantenendo intatto il suo spirito originale.

Le Origini: Golf I Cabriolet (1979-1993)

Correva l’anno 1979 quando la Casa tedesca presentava al mondo la prima generazione di Golf in “abito” estivo, un modello pensato per godersi appieno le belle giornate estive, la cui produzione veniva avviata per l’esattezza il 14 febbraio dello stesso anno a Osnabrück. La prima Golf Cabriolet, basata sulla Golf I disegnata da Giorgetto Giugiaro, si distingueva per il suo caratteristico roll-bar centrale, una soluzione stilistica che garantiva al contempo sicurezza e un look distintivo. Assemblata da Karmann, questa versione open-top riscosse un grande successo, segnando la rinascita del segmento delle piccole cabriolet.

La Golf Prima serie fu prodotta dal 1974 al 1983 su disegno di Giorgetto Giugiaro. La prima generazione di Golf arrivò nel 1974 e, con grandi ottimizzazioni, fu proposta fino alla fine del 2009 in Sudafrica come modello economico di accesso in parallelo al programma di modelli più recenti. Ne sono state prodotte 6,8 milioni di unità. La Golf Cabrio I è stata prodotta senza grandi modifiche fino al 1987, quando sia il frontale che il posteriore sono stati adattati alla nuova Golf II.

Innovazioni e Restyling

Nonostante l'arrivo della Golf II nel 1983, la versione Cabrio non fu immediatamente sostituita. La Golf I Cabriolet continuò ad essere prodotta, venendo aggiornata nello stile per allinearsi alla nuova generazione. Questo restyling ha permesso alla Golf Cabriolet di rimanere attuale e competitiva sul mercato.

Golf III Cabriolet (1993-1998): Un Nuovo Capitolo

Nel 1993 arrivò quindi il tempo per la Golf III Cabriolet, ancora una volta dotata di roll bar centrale, un modello decisamente più tecnologico se si pensa che venne dotato di due airbag e ABS - in linea con la tendenza alla modernizzazione e all’incremento della sicurezza degli anni Novanta. Con l'arrivo della Mk4 Volkswagen ha rispolverato la “vecchia” ricetta utilizzata con la scoperta della seconda serie. La terza generazione è stata quindi pesantemente rivista a livello estetico sia all’interno che all’esterno, adottando il frontale e il posteriore della Golf IV.

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A quel punto la Golf cabrio uscì di produzione e scomparve dai “radar” per circa 10 anni (nel frattempo infatti VW aveva puntato sulla versione “open air” del nuovo Maggiolone).

La Transizione alla Golf IV: La Golf Cabrio Mk3.5

La terza generazione è stata quindi pesantemente rivista a livello estetico sia all’interno che all’esterno, adottando il frontale e il posteriore della Golf IV. Nota agli appassionati come la Golf Cabrio Mk3.5, questo "Frankenstein" non adottava i motori più potenti della gamma della Mk4, e anche la plancia ricorda quella della vecchia Golf III.

Il Ritorno: Golf VI Cabriolet (2011-2016)

Fino al 17 marzo 2011, quando una nuova Golf senza tetto, basata sulla sesta generazione del modello, apparve nei listini. E questa volta scomparve il “classico” roll bar che caratterizzava l’auto fin dalla prima apparizione, sostituito da protezioni a scomparsa (delle speciali barre “nascoste” negli schienali dei sedili posteriori che, in caso di necessità, fuoriuscivano in poche frazioni di secondo). Dopo un'assenza di circa un decennio, la Golf Cabriolet fece il suo ritorno nel 2011, basata sulla sesta generazione della Golf. Questa nuova versione abbandonava il tradizionale roll-bar fisso, sostituendolo con un sistema di protezione a scomparsa, migliorando così l'estetica e l'aerodinamica della vettura.

Design e Caratteristiche

Rispetto alla “normale” Golf spicca il parabrezza più inclinato, mentre la lunghezza arriva a toccare i 4,25 metri, circa 5 cm in più rispetto alla versione a due volumi. Il posteriore riprende i gruppi ottici delle Golf VI più sportive come la GTI o la GTD, condividendo con queste la firma luminosa a LED e la finitura brunita della lente.

All’interno, invece, le differenze sono minime rispetto ad una Golf VI “chiusa”. Il comando per aprire la capote è alla base del bracciolo centrale, con al suo fianco un pulsante che permette di abbassare tutti i finestrini contemporaneamente. La posizione di guida è distesa e comoda, e davanti si sta bene. Dietro, il divano è un po’ stretto a causa della presenza, sui lati, dei meccanismi del tetto, mentre il bagagliaio ha una capacità di 250 litri.

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Motorizzazioni e Prestazioni

A livello di meccanica e motori, la Volkswagen Golf Cabrio VI segna un deciso taglio con il passato più recente, uniformandosi alla cugina Eos rispetto alle “vecchie” Golf Cabrio. Con la Golf VI condivideva l’intera meccanica, derivata dalla precedente Golf V, nonché la gamma motori, per la prima volta formata esclusivamente da motori turbocompressi.

Tra le motorizzazioni disponibili, spiccavano il piccolo 1.2 TSI, i 1.4 TSI nelle varianti da 122 e 160 CV, e i diesel 1.6 TDI e 2.0 TDI. Al top di gamma si posizionava la Golf Cabrio GTI, equipaggiata con il motore 2.0 TSI da 211 CV, che offriva prestazioni brillanti e un'esperienza di guida sportiva.

Versioni Speciali e Allestimenti

Nel corso degli anni, la Volkswagen Golf Cabriolet è stata proposta in diverse versioni e allestimenti, ognuno con caratteristiche specifiche e uniche. Dalle versioni più eleganti e raffinate alle sportive GTI, la Golf Cabriolet ha saputo adattarsi ai gusti e alle esigenze di un pubblico ampio e diversificato.

La Golf I Cabrio è stata prodotta senza grandi modifiche fino al 1987, quando sia il frontale che il posteriore sono stati adattati alla nuova Golf II. La stessa cosa è successa nel 1998, quando la Golf III Cabrio, realizzata sulla base della terza serie, è stata modificata nella carrozzeria per riprendere lo stile della Golf IV.

L'Eredità della Golf Cabriolet

La Volkswagen Golf Cabriolet ha lasciato un segno indelebile nella storia dell'automobile, dimostrando come sia possibile unire praticità, divertimento e stile in un'unica vettura. Con il suo design iconico, la sua versatilità e la sua capacità di regalare emozioni uniche, la Golf Cabriolet rimane un simbolo di libertà e di piacere di guida open-air.

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Le Generazioni della Golf: Un'Evoluzione Continua

La storia della Volkswagen Golf è costellata di successi e innovazioni, con ogni generazione che ha saputo portare avanti l'eredità del modello originale, migliorandone le caratteristiche e adattandola ai nuovi tempi.

  • Golf I (1974-1983): La prima generazione, disegnata da Giorgetto Giugiaro, ha rivoluzionato il segmento delle compatte, grazie al suo design moderno, alla sua praticità e alla sua affidabilità.
  • Golf II (1983-1991): La seconda generazione ha rappresentato un'evoluzione della Golf I, migliorandone il comfort, la sicurezza e le prestazioni.
  • Golf III (1991-1997): La terza generazione ha introdotto importanti novità, come il motore VR6 e il catalizzatore, contribuendo a rendere la Golf ancora più moderna e rispettosa dell'ambiente.
  • Golf IV (1997-2003): La quarta generazione ha segnato un ulteriore passo avanti in termini di qualità, tecnologia e design, consolidando la posizione della Golf come punto di riferimento nel suo segmento.
  • Golf V (2003-2008): La quinta generazione ha introdotto importanti innovazioni tecniche, come le sospensioni posteriori a quattro bracci e il cambio DSG, migliorando il comfort e il piacere di guida.
  • Golf VI (2008-2012): La sesta generazione ha rappresentato un restyling della Golf V, migliorandone l'estetica, l'efficienza e la dotazione tecnologica.
  • Golf VII (2012-2020): La settima generazione ha introdotto la piattaforma MQB, che ha permesso di ridurre il peso e migliorare l'efficienza della vettura.
  • Golf VIII (2020-presente): L'ottava generazione rappresenta un'evoluzione della Golf VII, con un design più moderno, una maggiore digitalizzazione e una gamma di motorizzazioni elettrificate.

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