La passione per i veicoli storici e da collezione è un sentimento profondamente radicato in Italia, un legame che si tramanda di generazione in generazione, testimoniando l'importanza del settore automobilistico nel nostro paese. Con oltre 500.000 appassionati, preservare questo patrimonio storico e culturale è diventato un imperativo. In questo contesto, il Decreto Attuativo del 4 agosto 2023 rappresenta una svolta significativa, offrendo ai proprietari di veicoli storici la possibilità di ripristinare le targhe originali dei loro amati mezzi.
Cosa prevede il Decreto Attuativo?
Il Decreto Attuativo, firmato dal Ministro Matteo Salvini, definisce e indica chiaramente le modalità di applicazione della legge. La legge 178 del 30 dicembre 2020, modificando l’articolo 93 del codice della strada, introduce la possibilità, in caso di nuova immatricolazione di veicoli già iscritti al PRA e cancellati d’ufficio o su richiesta di un precedente proprietario, di ottenere le targhe della prima iscrizione al PRA, oppure una targa del periodo storico di costruzione o di circolazione del veicolo, in entrambi i casi conformi alla grafica originale.
Le istanze possono essere presentate per i veicoli di interesse storico e collezionistico dotati di Certificato di Rilevanza Storica (CRS) e che rientrano in una delle seguenti categorie:
- Radiati d’ufficio.
- Radiati per esportazione.
- Reimmatricolati a seguito di smarrimento, deterioramento, distruzione o furto delle targhe originali.
- Veicoli di origine sconosciuta.
- Radiati per ritiro su area privata, ai sensi della previgente legislazione, su richiesta presentata per la prima volta entro il 26 aprile 2006.
- Radiati per demolizione, ai sensi della previgente legislazione, prima del 30 giugno 1998, ad esclusione di quelli per i quali siano stati erogati contributi statali alla rottamazione.
- Immatricolati in Italia e mai dismessi dalla circolazione, per i quali venga richiesta una reimmatricolazione con targa storica.
- Privi di targhe e di documenti di circolazione, quando non risultino radiati né successivamente reimmatricolati in Italia.
Come ottenere la targa storica?
Per ottenere una targa storica, il proprietario del veicolo dovrà presentare la domanda a uno Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) o a un Ufficio della Motorizzazione Civile (UMC).
Prima di inoltrare la domanda, è fondamentale effettuare una visura per verificare i dati presenti nell'Archivio Nazionale dei Veicoli (ANV) e/o nell'archivio del Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Qualora dall'analisi dei dati emerga che al veicolo siano state assegnate diverse targhe nel corso del tempo, il richiedente potrà indicare nella domanda la targa d'epoca prescelta.
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È importante sottolineare che, per i veicoli già immatricolati per i quali il proprietario desidera ripristinare la targa originale, non è obbligatorio presentare il Certificato di Rilevanza Storica (CRS).
Costi e Pagamenti
Il rilascio della targa storica comporta il pagamento di un contributo, che varia a seconda del tipo di veicolo:
- Autoveicoli: 549 euro
- Motoveicoli e macchine agricole: 274,50 euro
Il versamento deve essere effettuato tramite bollettino PagoPa generato dalla piattaforma dei pagamenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Oltre a questo contributo, sono previsti ulteriori costi: 10,20 euro di diritti alla MCTC, 64 euro per 4 marche da bollo, 27 euro di emolumenti del Pra, per un totale di circa 100 euro.
Entrata in vigore e fase sperimentale
Il decreto è entrato in vigore il 25 novembre 2023, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.225 del 26 settembre 2023 e del decreto Dirigenziale n. 468 del 21 novembre 2023. A partire da questa data, è iniziata una fase sperimentale, dal 27 novembre 2023 al 5 gennaio 2024, che ha coinvolto un numero ristretto di operatori professionali per l’immatricolazione (o reimmatricolazione) dei veicoli non assoggettati all’obbligo di iscrizione al PRA.
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Dall’8 gennaio 2024, tutti gli Sportelli Telematici dell’Automobilista sono abilitati allo svolgimento della pratica su tutto il territorio nazionale. Inoltre, a partire dalla stessa data, gli uffici di Motorizzazione Civile (UMC) hanno reso disponibili le nuove procedure per l’immatricolazione e la reimmatricolazione delle macchine agricole di interesse storico e collezionistico, nonché dei veicoli non assoggettati all’obbligo di iscrizione al PRA, con contestuale assegnazione di targhe d’epoca.
Veicoli di Interesse Storico o Collezionistico: Quali Sono?
In base all’art.60 del codice della strada, sono classificati di interesse storico o collezionistico i motoveicoli e gli autoveicoli iscritti in uno dei registri: ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo e Storico FMI, e da questo dotati della certificazione attestante la rispettiva data di costruzione nonché le caratteristiche tecniche. La medesima norma riconduce altresì in questa categoria anche le macchine agricole di interesse storico e collezionistico.
La targa storica può essere rilasciata, a richiesta degli interessati, per gli autoveicoli, i motoveicoli e le macchine agricole con data di costruzione antecedente di almeno 20 anni rispetto alla data della richiesta di iscrizione in uno dei Registri di cui all’articolo 60 del c.d.s.
Dichiarazioni e Reazioni
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso grande soddisfazione per l'entrata in vigore del decreto, sottolineando come esso rappresenti "un bel modo per preservare un patrimonio storico e culturale che viene tramandato di generazione in generazione e che scalda il cuore di più di 500.000 possessori di motoveicoli e autoveicoli storici autentici".
Anche Giovanni Copioli, Presidente FMI, ha accolto positivamente la notizia, affermando che "questa misura offre la possibilità di rendere ancora più conforme agli originali i motoveicoli iscritti al Registro Storico FMI", ringraziando il MIT per questa svolta che consente ai numerosissimi appassionati di moto storiche di dare ancora più valore ai loro mezzi.
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