Le grandi tourer da viaggio, un tempo simbolo di lusso e avventura, sono quasi scomparse dalle strade moderne. Nel 2018, queste auto, un tempo accessibili a molti, sono diventate un lusso per pochi, con costi di manutenzione elevati e dimensioni eccessive. I moderni SUV hanno preso il loro posto, ma con meno stile e fascino. Tuttavia, per i nostalgici, c'è una perla nella storia delle tourer: la Subaru Alcyone SVX, una macchina rara e affascinante.

Genesi di un'Icona: La Subaru Alcyone SVX

All'inizio degli anni '90, in un'epoca dominata da Toyota Soarer, Nissan 300 ZX, Mitsubishi 3000 GT in Giappone e BMW Serie 8 e Mercedes C140 in Europa, Subaru presentò la Alcyone SVX. Affidandosi al talento di Giugiaro, Subaru voleva creare un'alternativa valida alle grandi coupé del momento. Ispirandosi a modelli come la Lambo Countach, la DeLorean DMC 12 e, inaspettatamente, la Opel Calibra, Giugiaro creò un'auto visionaria e moderna, simile a una concept car degli anni '90.

La linea della SVX è ciò che la rende speciale, più delle sue prestazioni. Il frontale a cuneo, basso e aggressivo, cela un motore boxer. Il volume centrale dell'auto è un capolavoro di design, con un cupolino in vetro/plexiglass che non solo è un esercizio di stile, ma anche una soluzione aerodinamica efficace. Le superfici arrotondate che coprono i montanti riducono il coefficiente di resistenza aerodinamica (CX) a 0,29, minimizzando i fruscii e migliorando i consumi.

L'aerodinamica è un elemento chiave del design, visibile nel tettuccio a bolla, nei paraurti e spoiler integrati, nelle linee arrotondate e nel retrotreno massiccio con passaruota allargati e un faro a tutta larghezza. La SVX è un'auto appariscente e unica.

Il Mercato Italiano e la SVX

Il mercato italiano non accolse calorosamente la Subaru Alcyone SVX. Forse troppo grande e sofisticata per lo yuppie italiano dell'epoca, che avrebbe preferito un marchio più prestigioso come Mercedes o BMW, o un'auto più sportiva come Porsche o Ferrari 348. La SVX costava circa 100 milioni di lire, una somma considerevole.

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Nonostante ciò, anche nel 2017, la SVX aveva ancora molto da dire. Guidare questo yacht di lusso è un'esperienza unica. Il motore sei cilindri boxer da 3,3 litri aspirato da 230 CV spinge l'auto a velocità elevate senza sforzo. Questo motore, noto come EJ-troppicilindri, era all'avanguardia per l'epoca, con quattro valvole per cilindro, doppio albero a camme in testa, un sistema di variazione della lunghezza dei condotti di aspirazione e una regolarità di funzionamento eccezionale grazie alla configurazione boxer.

Il motore è abbinato a una trazione integrale con tre differenziali che distribuiscono la potenza con una prevalenza al posteriore (65%), rendendo l'auto più vivace. Tuttavia, il cambio automatico tradisce le ambizioni sportive dell'auto, rivelando che è stata progettata principalmente per il mercato americano, più orientato al comfort e alla comodità d'uso, soprattutto nei lunghi viaggi. La SVX è nata per percorrere le autostrade a velocità di crociera elevate, mettendo a rischio la patente.

Subaru Baracca: Un Fenomeno Culturale

La Subaru SVX è diventata famosa anche grazie allo sketch "Subaru Baracca" del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. Nello sketch, il trio viaggia verso Pizzo Calabro a bordo di una Subaru SV inesistente, soprannominata "Subaru Baracca". Questo sketch è diventato un classico della comicità italiana.

La passione del trio per Subaru è iniziata negli anni '90: Giacomo e Giovanni sono diventati "subaristi" e hanno portato una Subaru (inventata) sul palcoscenico nello spettacolo teatrale "Tel chi el telùn". Lo sketch, originariamente chiamato "Il viaggio", è diventato noto come "Subaru Baracca".

Nel 2020, in un anno difficile, Aldo, Giovanni e Giacomo sono tornati a bordo della "Subaru Baracca" per regalare un sorriso al pubblico. "I teatri sono chiusi, gli abbracci sono vietati, le festività saranno diverse senza la vicinanza dei propri cari. Questo anno così difficile ci ha fatto proprio venir voglia di regalare una risata. Abbiamo pensato a uno degli sketch che amiamo di più, immaginando di rifarlo 20 anni dopo con qualche novità: così è nato il video Subaru Baracca: Il Ritorno", hanno dichiarato i tre comici.

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Lo sketch della "Subaru Baracca" è diventato un fenomeno culturale, con milioni di visualizzazioni su YouTube e numerosi meme e contenuti virali sui social media. La Subaru SVX, pur non essendo un successo commerciale, è diventata un'icona grazie al suo design unico e al suo ruolo nella comicità italiana.

Aldo, Giovanni e Giacomo e Subaru: Una Lunga Storia

Aldo, Giovanni e Giacomo e Subaru hanno una lunga storia. È iniziata negli anni '90, quando Giacomo e Giovanni sono diventati appassionati del marchio giapponese. La "Subaru Baracca" è apparsa per la prima volta nello spettacolo teatrale "Tel chi el telùn", nello sketch "Il viaggio".

A distanza di oltre vent'anni, il video della loro performance sulla Subaru SV continua a essere visto e condiviso, trasformandosi in meme e contenuti virali. Giovanni è rimasto fedele a Subaru, partecipando allo Snow Drive Event in Lapponia per provare tutti i modelli.

Nel 2020, Subaru ha collaborato con Aldo, Giovanni e Giacomo per celebrare le festività e regalare un sorriso al pubblico. Il trio è tornato sul palcoscenico a bordo di una Subaru, con l'obiettivo di far ridere e regalare un sorriso.

Subaru Forester e Giovanni Storti

Giovanni Storti, membro del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, è appassionato di Subaru. Durante un'intervista, ha espresso il suo apprezzamento per la nuova Subaru Forester e-Boxer. Storti ha raccontato aneddoti sulla sua carriera e sullo sketch della "Subaru Baracca", che ha legato il suo volto al marchio giapponese.

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Comicità Ieri e Oggi

La comicità è cambiata nel corso degli anni. Gli spettacoli dal vivo di Aldo, Giovanni e Giacomo negli anni '90 erano pieni di sketch comici e scenografie quotidiane. Frasi semplici e espressioni facciali sono diventate iconiche.

Oggi, la comicità si è spostata online, con video brevi e veloci che si confondono tra milioni di altri contenuti. I comici "vecchio stampo" sono sempre meno numerosi, e spesso ricorrono a un linguaggio volgare o a temi esplicitamente sessuali per far ridere.

Nonostante ciò, ci sono ancora comici che continuano a far ridere come Brignano, Antonio Albanese e Aldo, Giovanni e Giacomo. Tuttavia, anche i loro film non riscuotono lo stesso successo di un tempo, perché è cambiato il modo di ridere delle persone.

In questa realtà passeggera, non resta che aggrapparsi alle frasi iconiche che hanno segnato la grande comicità italiana. La comicità genuina e "sempliciotta" del passato resterà nel cuore delle persone che l'hanno vissuta. Il cambiamento è parte integrante della società, ma il modo in cui si ride potrebbe essere la sostanza più umana che ci identifica maggiormente, in tutte le sue diversità.

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