Rubens Barrichello, uno dei piloti brasiliani più amati dell'era post-Senna, ha compiuto 50 anni. La sua carriera, caratterizzata da talento, resilienza e passione, lo ha visto protagonista in diverse categorie del motorsport, dalla Formula 1 alla Stock Car brasiliana, lasciando un segno indelebile nel cuore degli appassionati.

Gli Inizi e l'Ascesa nel Motorsport

Di origini italiane (i nonni erano di Riese Pio X, in provincia di Treviso), Rubens Barrichello ha iniziato la sua carriera nel karting, dominando la scena brasiliana per cinque anni consecutivi nella seconda metà degli anni '80. Nel 1990, ha compiuto il salto di qualità, esordendo nella Formula Opel Lotus, una categoria molto competitiva all'epoca. La sua superiorità è stata subito evidente, conquistando il titolo al primo tentativo e aprendosi le porte del Campionato Britannico di Formula 3 per la stagione successiva. Anche il 1991 si è concluso con un trionfo, proiettandolo verso la Formula 3000. La stagione successiva, con il team Piquet Racing, si è rivelata più impegnativa, anche a causa di un cambio di motore a stagione in corso.

L'Arrivo in Formula 1 con la Jordan

Nel 1993, Barrichello ha fatto il suo debutto in Formula 1 al volante della Jordan Hart, mostrando subito il suo talento. In particolare, si è distinto nel Gran Premio d'Europa a Donington, caratterizzato da una pioggia battente. Dopo un'ottima qualifica, si è mantenuto costantemente nelle posizioni di vertice, ma un guasto meccanico lo ha costretto al ritiro. Nonostante la fragilità della Jordan, Barrichello è riuscito a conquistare due punti iridati, dimostrando la sua abilità nella messa a punto e la sua guida spettacolare sul bagnato, guadagnandosi l'ammirazione di tifosi e addetti ai lavori.

Il 1994 è stato un anno cruciale. Ad Imola, durante il tragico weekend che ha segnato la storia della Formula 1, Barrichello è stato vittima di un incidente spettacolare alle Acque Minerali. La sua monoposto è decollata, urtando violentemente le protezioni e rovesciandosi. Nonostante le fratture e le contusioni, l'intervento tempestivo dei medici gli ha salvato la vita. In ospedale ha ricevuto la visita di Ayrton Senna, il suo mentore, destinato a perdere la vita pochi giorni dopo.

Dimostrando grande forza d'animo, Barrichello è tornato in pista già nel successivo Gran Premio di Montecarlo. Nel 1994 ha anche conquistato la sua prima pole position in Belgio, in condizioni meteo variabili. Nel 1995, sempre con la Jordan, è arrivato il suo primo podio, un secondo posto a Montreal, in una gara caotica vinta da Jean Alesi. Dopo un'altra stagione con la Jordan nel 1996, Barrichello è passato alla Stewart nel 1997. La monoposto con motore Ford si è rivelata competitiva e a Montecarlo, ancora una volta sotto la pioggia, ha conquistato un secondo posto dietro a Michael Schumacher.

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L'Epoca d'Oro in Ferrari

Nel 2000, Barrichello ha ricevuto la chiamata della Ferrari, per sostituire Eddie Irvine. Il suo compito era duplice: riportare l'interesse dei brasiliani verso la Formula 1, dopo la tragica scomparsa di Ayrton Senna, e affiancare Michael Schumacher nella conquista dei titoli mondiali. Gli inizi con la F1 2000 sono stati impegnativi, ma durante l'estate è arrivata la sua prima vittoria a Hockenheim, in una gara rocambolesca.

Dopo 123 gare, Barrichello ha finalmente conquistato la sua prima vittoria, seguita da una lunga serie di secondi e terzi posti che hanno contribuito al dominio della Ferrari nel campionato costruttori. Tuttavia, la sua carriera in Ferrari è stata segnata anche dalla necessità di agevolare le vittorie di Michael Schumacher, a volte in modo fin troppo evidente. Nel 2002, a Zeltweg, Barrichello, in testa alla gara, ha rallentato all'ultima curva per far passare Schumacher, scatenando polemiche e fischi da parte del pubblico. In seguito, a titolo già acquisito, Schumacher ha restituito il favore a Indianapolis, consentendo a Barrichello di vincere.

Nel 2003, Barrichello è stato ancora una volta determinante per la conquista del sesto titolo di Schumacher, ottenendo una splendida vittoria a Silverstone. Nel 2004, ha vissuto la sua ultima stagione ad alti livelli con la Ferrari, conquistando sette secondi posti nella prima parte del campionato e due vittorie a Monza e in Cina. Tuttavia, nella stagione successiva, la Ferrari ha subito un calo di prestazioni e l'unico risultato di rilievo è stato il secondo posto a Indianapolis, in una gara disputata da sole sei vetture a causa del ritiro dei team con gomme Michelin.

Gli Anni Successivi: Honda, Brawn GP e Williams

Dopo la Ferrari, Barrichello è passato alla Honda, ma la vettura non si è dimostrata all'altezza delle aspettative. Nel 2006 ha ottenuto solo due quarti posti a Montecarlo e all'Hungaroring. La stagione successiva è stata ancora più difficile, senza punti conquistati. Nel 2008, con la gestione tecnica di Ross Brawn, ha ottenuto un terzo posto a Silverstone, ma ha concluso nella zona punti solo in altre due occasioni. Nonostante ciò, è riuscito a superare il record di presenze in Formula 1, detenuto in precedenza da Riccardo Patrese.

Il 2009 è iniziato in modo traumatico, con l'annuncio del ritiro della Honda dalla Formula 1. Fortunatamente, Ross Brawn ha rilevato la squadra, ribattezzandola Brawn GP e confermando Barrichello e Jenson Button come piloti. La nuova vettura si è rivelata subito molto competitiva, ottenendo una doppietta in Australia, con Button vincitore e Barrichello secondo. Barrichello ha conquistato altri secondi posti in Spagna e a Monaco, un terzo posto a Silverstone e una vittoria nel Gran Premio d'Europa a Valencia. A Monza, ha ottenuto un'altra vittoria, riaprendo la lotta per il titolo mondiale. Tuttavia, una foratura in Brasile ha compromesso le sue possibilità di successo.

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Le due stagioni successive in Williams non sono state altrettanto fortunate. Nel 2010, ha ottenuto un quarto posto nel Gran Premio d'Europa, concludendo la stagione al decimo posto. Nel 2011, una vettura poco competitiva e inaffidabile gli ha permesso di ottenere solo due noni posti a Montecarlo e Montreal. Sostituito da Bruno Senna nel 2012, Barrichello ha deciso di lasciare la Formula 1.

Una Nuova Vita nel Motorsport: Indycar e Stock Car Brasiliana

Dopo la lunga carriera in Formula 1, Barrichello non ha abbandonato il motorsport. Nel 2012, ha disputato una stagione completa nella Indycar con il team KV Racing Technology, ottenendo un undicesimo posto alla Indy 500 e un quarto posto a Sears Point. Dopo un dodicesimo posto in campionato, ha deciso di cambiare categoria, partecipando ad alcune gare dell'IMSA Weathertech americana e sfiorando la vittoria alla 24 Ore di Daytona nel 2016. Nel 2017, ha partecipato alla 24 Ore di Le Mans con il team Racing Team Nederland, concludendo al tredicesimo posto.

Tuttavia, è nella Stock Car brasiliana che Barrichello ha trovato una "seconda giovinezza" sportiva. Nel 2014, ha conquistato il titolo con una Chevrolet Sonic del team Full Time Sports, festeggiando la vittoria davanti al pubblico di Curitiba.

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