La Renault Spider, nata negli anni '90, rappresenta un'audace incursione nel mondo delle auto sportive essenziali. Questa barchetta, caratterizzata da un'impostazione nettamente corsaiola, ha segnato un'epoca per la sua radicalità e per l'assenza di compromessi in termini di comfort. La sua rarità e le sue peculiarità tecniche la rendono oggi un'auto da collezione molto ambita.

Un'Auto Essenziale e Senza Compromessi

Ciò che immediatamente colpisce della Renault Spider è la sua spartanità. L'assenza di servosterzo, ABS e riscaldamento, unita a interni ridotti all'osso con cruscotto minimalista e lamiere a vista, evidenzia la sua natura puramente sportiva. Persino i tappetini erano un optional, sottolineando ulteriormente la filosofia di riduzione del peso e focalizzazione sull'esperienza di guida.

La Renault Spider era disponibile in due versioni: una con parabrezza ("pare-brise") e una senza. La versione senza parabrezza era pensata per essere guidata con il casco, accentuando ulteriormente il suo carattere corsaiolo.

Leggerezza e Prestazioni

Grazie all'ampio uso di alluminio e vetroresina, il peso della Renault Spider è stato contenuto in soli 930 kg. Questo, combinato con il motore 2 litri 16V da 150 CV derivato dalla Clio Williams, le permetteva di raggiungere una velocità massima di 210 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 6,9 secondi.

Il motore e la trasmissione erano congiunti in un'unica unità fissata a un telaio oscillante, una soluzione di derivazione aeronautica che eliminava quasi del tutto l'interferenza delle vibrazioni del motore con il telaio.

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Un'Auto da Collezione Rara e Ricercata

La produzione della Spider terminò nel 1999 con soli 1.726 esemplari, rendendola rapidamente un'auto da collezionisti. La sua particolarità rispetto alle altre due posti scoperte dell'epoca, unita alla sua rarità, ne ha fatto un oggetto del desiderio per gli appassionati di auto sportive.

Oggi, le Renault Spider sono praticamente introvabili e i loro prezzi superano abbondantemente i 40.000 euro. Questo testimonia il valore che i collezionisti attribuiscono a questa vettura unica nel suo genere.

Elogio della Scomodità: Il Piacere di Guidare

Le auto piccole, leggere e poco pratiche offrono spesso un'esperienza di guida unica. La Renault Spider non fa eccezione. La sua agilità, la sua reattività e il controllo che offre al guidatore regalano sensazioni difficilmente replicabili con una supercar, a meno di non essere piloti esperti.

In manovra, lo sterzo non assistito richiedeva un certo sforzo fisico, mentre la protezione dagli elementi atmosferici era limitata al parabrezza e a un tettuccio in tela dalla tenuta non ottimale. I più audaci potevano optare per la versione con deflettore e frangivento, risparmiando ulteriori 35 kg.

Le scenografiche portiere con apertura a farfalla, prive di maniglia esterna, aggiungono un tocco di originalità e rendono l'accesso all'abitacolo un'esperienza particolare.

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Genesi e Sviluppo di un Progetto Audace

Il progetto W94, che ha portato alla nascita della Renault Spider, fu affidato al team Renault Sport nel 1994 e completato in tempi record nel corso del '95. La commercializzazione iniziò nel 1996.

Larga e bassa, la Renault Spider sembrava una supercar in miniatura. Era spinta dal 2 litri della Renault Clio Williams (codice F7R) montato trasversalmente dietro l'abitacolo. Con i suoi 148 CV, la vettura superava i 210 km/h, accelerando da 0 a 100 km/h in meno di 7 secondi.

L'idea era quella di offrire un'auto pronto pista omologata per la circolazione stradale. All'interno, oltre al volante e ai due sedili, c'era solo la strumentazione essenziale. L'allestimento verteva sulla struttura, nemmeno troppo rifinita, del piccolo telaio in alluminio.

Assetto e Dinamica di Guida

L'assetto della Renault Spider poteva contare su sospensioni a doppi bracci che, nonostante le prerogative estreme del modello, garantivano un buon controllo del mezzo e un'inaspettata compostezza anche sulle superfici sconnesse. Il pedale del freno era piuttosto duro ma, una volta preso contatto, assicurava frenate sicure e ben modulabili.

Note Stonate e Produzione Limitata

Nonostante le sue qualità, la Renault Spider non ha ottenuto il successo sperato. Alcuni fattori, come il peso leggermente superiore alla Lotus Elise e una sonorità non particolarmente entusiasmante, potrebbero aver penalizzato la spider francese.

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Tra il 1996 e il 1999, sono state realizzate solo 1.685 unità, molte delle quali utilizzate per le competizioni.

La Renault Spider Oggi: Una Specie Protetta

Un quarto di secolo dopo, la Renault Spider è praticamente finita nel dimenticatoio. Oggi, le spider sono una specie in via di estinzione e il concetto di essenzialità sta venendo meno anche tra le sportive purosangue.

L'intima interazione uomo-macchina resta la prerogativa di piccole realtà semiartigianali, che possono contare ancora sullo zoccolo duro degli appassionati che non scendono a compromessi quando si tratta di guidare sul serio.

Renault Sport Spider: Essenzialità ed Efficienza

La Renault Sport Spider, svelata al Salone di Ginevra del 1995, è un'auto sportiva che punta su essenzialità ed efficienza. Renault ha progettato la sua Spider a barchetta, senza parabrezza, sostituito da un frangivento per ottimizzare l'aerodinamica.

Per ottenere buone prestazioni, la Renault Sport Spider è dotata di un motore a 4 cilindri e 16 valvole erogante 150 CV (lo stesso motore della Clio Williams) e di un telaio in alluminio che, insieme all'assenza di servosterzo, servofreno, ABS e riscaldamento, permette di mantenere il peso sotto i 790 kg.

La Renault Sport Spider è stata prodotta in piccola serie (solo 1.726 esemplari) nella fabbrica di Dieppe, che fino ad allora assemblava le Alpine.

Renault Sport: Una Nuova Divisione

La Spider è la prima rappresentante di una nuova divisione che si farà presto un nome prestigioso: Renault Sport. Renault Sport ha sviluppato appositamente una coppa monomarca per la sua Spider, lanciando una versione "da circuito" battezzata Trophy, riconoscibile per il roll-bar a gabbia e il motore da 180 CV.

Design Esterno: Un'Estetica Inconfondibile

Disegnata da Patrick Le Quément, la Renault Spider presenta uno stile immediatamente riconoscibile e sorprendente. Realizzata su un telaio sviluppato ad hoc con motore centrale e trazione posteriore, la Spider ha proporzioni e soluzioni estetiche e tecniche da vera barchetta.

Il frontale è compatto e caratterizzato da fari triangolari, ripresi poi su alcune Renault successive. La fiancata presenta una parte bassa in grigio scuro-antracite a contrasto con la parte alta verniciata nel colore della carrozzeria. Nella parte grigia trova posto una presa d'aria per raffreddare il motore, mentre il passaruota bombato al posteriore è molto appagante.

Lateralmente si nota l'enorme rollbar, indispensabile per l'omologazione stradale e agonistica, mentre davanti all'abitacolo troviamo il parabrezza, optional nelle idee originali dei progettisti. Le linee della vettura sono armoniose e compatte, con il posteriore che enfatizza l'impostazione bicolore. Il cofano motore è piatto e privo di prese d'aria visibili, mentre la coda è in argento e sfoggia quattro fari tondi che ricordano le auto da corsa degli anni '60.

Interni: Spartani ed Essenziali

Gli interni della Renault Spider ricordano che ci si trova su una sportiva senza fronzoli, che punta tutto sulla leggerezza. Le portiere a forbice, ispirate alle Lamborghini, sono una sorpresa inaspettata su una Renault.

Una volta a bordo, l'abitacolo è spartano. Moquette, climatizzatore e radio sono considerati superflui. Le Renault Spider prive di parabrezza sfoggiano al centro della plancia lo specchietto retrovisore centrale, mentre tutte condividono il volante senza airbag, il quadro strumenti con tachimetro centrale, pressione dell'olio e temperatura dell'acqua. La velocità è riportata dal piccolo schermo monocromatico al centro della plancia ripreso dalla Twingo prima serie.

La plancia è realizzata con materiali rigidi e durevoli, mentre la consolle centrale è verniciata nel colore della carrozzeria e ospita la leva del cambio, una placca che ricorda di essere su una Renault Spider, tre tasti senza indicazioni e il tasto delle luci di emergenza. Lo spazio a bordo è limitato, con sedili stretti ed estremamente contenitivi, posizione di guida bassissima e sensazione di essere parte integrante dell'auto.

Meccanica e Motori: Cuore da Clio Williams

A livello di meccanica e motori, la Renault Spider ha dimostrato le capacità della divisione RS della Régie. A livello telaistico, è l'unica Renault Sport (oltre al prototipo per il campionato GT RS01) ad aver beneficiato di un telaio sviluppato interamente da zero.

L'ossessione dei tecnici di Dieppe era la leggerezza. L'assenza di comfort, del parabrezza e del tetto rigido ha permesso di ridurre il peso a 930 kg in ordine di marcia (965 kg con il parabrezza).

La Renault Spider era dotata del 2.0 F4R quattro cilindri aspirato condiviso con la Clio Williams e la Mégane Coach 2.0 16v, con 147 CV e 186 Nm di coppia. Il cambio è manuale a 5 marce. La Spider scatta da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi e raggiunge i 215 km/h.

Prezzi: Un Investimento nel Tempo

Prodotta in soli 2.000 esemplari, la Renault Spider non è mai stata economica. Nel 1996, la versione senza parabrezza costava 65.650.000 lire (33.905 euro), mentre la versione con parabrezza costava 67.350.000 lire (34.783 euro).

Nonostante il successo limitato a causa dell'eccessiva riduzione di comfort, oggi la Renault Spider si prende la sua rivincita e i suoi prezzi sono significativamente aumentati.

Concorrenti e Conclusioni: Un'Auto per Appassionati

La Renault Spider è una vettura da collezione che ha ancora tanto da dimostrare. Nel 1996, Lotus Elise e Porsche Boxster hanno rubato la scena tra le sportive europee, oscurando le altre auto lanciate nello stesso anno. Inoltre, in pochi erano disposti a rinunciare a dotazioni come il tetto, il riscaldamento o il parabrezza, offerti di serie dalla Lotus Elise.

Agile, veloce e dotata di un motore carismatico, la Renault Spider non è una "garage queen", ma una due posti da sfruttare in pista. Su strada, l'assenza di comfort può essere un limite, ma in pista la sua purezza diventa un vantaggio. Rispetto alle concorrenti, la Renault Spider è affilata, agile, reattiva e divertente, con prestazioni eccellenti tra i cordoli.

Se cercate un'auto speciale che sappia divertirvi in pista e che non sia la "solita" Lotus, la Renault Spider può fare al caso vostro.

Le principali concorrenti della Renault Spider sono Lotus Elise, Caterham Seven e le altre sportive "leggere" su base Lotus Seven come Westfield e Donkervoort.

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