Spesso sottovalutata e talvolta considerata ingiustamente come una Cenerentola, forse a causa delle sue origini in casa Chrysler, la Peugeot 309, specialmente nella sua versione GTI 16V, è un'auto che ha dimostrato le sue notevoli qualità sia come vettura familiare che nelle competizioni, ottenendo un successo notevole. Nonostante ciò, la 309 è finita nel dimenticatoio, un "missile dimenticato", forse perché a prima vista non sembra particolarmente desiderabile. Ma sotto quella linea semplice si nasconde un'auto capace di emozionare e di regalare soddisfazioni, soprattutto su strada.
Genesi e Sviluppo: Da Talbot a Peugeot
La storia della Peugeot 309 è complessa fin dalla sua nascita, legata alle vicissitudini di Peugeot e del suo marchio satellite Talbot. Inizialmente, il progetto 309 doveva essere lanciato proprio con il marchio Talbot, come erede della Horizon. Tuttavia, le strategie aziendali cambiarono, e la 309 entrò a far parte della gamma Peugeot, posizionandosi tra la 205 e la 405. Questo spiega in parte la sua identità ibrida, che combina elementi stilistici e meccanici di entrambi i marchi.
La Peugeot 309 è un esempio di pragmatismo applicato all'automobile. Con oltre 1,6 milioni di unità vendute in soli otto anni di produzione, testimonia la sua capacità di imporsi in un periodo di grandi cambiamenti industriali. Nata dall'urgenza di trovare un'erede per la Talbot Horizon, la 309 ha saputo sfruttare la piattaforma della 205, integrando soluzioni collaudate e motorizzazioni già apprezzate dal pubblico, tra cui il versatile motore 1.9. La Peugeot 309 fece il suo debutto commerciale nel 1986, a pochi mesi dalla presentazione ufficiale dell'ottobre 1985. Il suo sviluppo rappresenta un caso di studio nell'evoluzione dell'industria automobilistica europea degli anni '80, periodo in cui il gruppo PSA si trovava a dover riorganizzare la propria offerta dopo la progressiva uscita di scena del marchio Talbot. La 309 nasce quindi come soluzione pragmatica, capace di unire l’eredità tecnica Talbot a una rinnovata identità stilistica Peugeot.
Fin dal lancio, la gamma motori della Peugeot 309 si dimostrò ampia e articolata: quattro propulsori a benzina, con potenze comprese tra 55 e 105 CV, e cinque livelli di allestimento, pensati per coprire un ampio spettro di clientela. Il 1986 segnò un ulteriore passo avanti con l’introduzione della motorizzazione diesel 1.9, una scelta che ampliò ulteriormente il pubblico di riferimento, attirando chi cercava efficienza e affidabilità. L’anno successivo, la gamma si arricchì con la variante tre porte e, soprattutto, con la sportiva GTI, equipaggiata con il potente propulsore motore 1.9 da 130 CV.
L'Ascesa della GTI 16V: Un Motore Prestazionale per un Telaio Agile
Il momento cruciale nella storia della Peugeot 309 arriva con il restyling del 1989. In questa occasione, il design viene aggiornato per allinearsi al family feeling Peugeot, avvicinandosi stilisticamente sia alla 205 che alla nuova 405. Gli interni vengono rivisitati con materiali di qualità superiore, migliorando sensibilmente il comfort a bordo. Ma la vera novità è l’arrivo del motore 16 valvole da 160 CV, lo stesso che equipaggia la prestigiosa 405 Mi16.
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Nel luglio del 1989, con il restyling della gamma 309, nasce la versione al vertice della gamma: la GTI 16, dove 16 rappresentava il numero delle valvole del motore da 1905 cc. Questa versione, con i suoi 160 cavalli, ha fatto parlare molto di sé, sia nell’uso quotidiano che nelle competizioni. Sarà questa, infatti, la vera base utilizzata da molti piloti per le gare, perché la 309 GTI presentata due anni prima e che riprendeva la meccanica della 205 GTI con motore 8 valvole da 130 CV, pur facendosi apprezzare per sue doti di stradista e le ottime potenzialità sul piano della ciclistica, veniva leggermente penalizzata dai quasi 55 chili di peso in più rispetto alla sorella minore 205. Rispetto a quest’ultima vantava però un comportamento più facile ed efficace, sia nell’uso normale che sportivo.
La 309 GTI 16V era spinta dal motore D6C da 1905 cc con testata a 16 valvole, lo stesso della 405 Mi16. Sulla 309, grazie alla carrozzeria a tre porte più rigida e al peso inferiore, era in grado di esprimere prestazioni di vertice. Questo connubio perfetto tra agilità e reattività ai comandi, ha fatto la felicità di diversi guidatori e piloti che l’hanno portata in gara con successo nel corso degli anni.
Design e Caratteristiche Distintive
Un altro aspetto molto apprezzato dagli acquirenti di questa versione sportiva della 309 è la sua sobrietà: niente appendici vistose o cerchi esagerati ma, solo guardandola da vicino, è possibile scorgere la scritta sul cofano posteriore che consentiva di distingue la 309 GTI16 dalla 309 GTI. Scompare, rispetto a quest’ultima, anche la sottile linea rossa lungo il perimetro dei paraurti, in favore di un profilo scuro. Aprendo il cofano si viene subito colpiti dal motore del tipo D6C (in parte verniciato in nero opaco) da 1905 cc con testata a 16 valvole e ben 160 cavalli.
Esternamente, la Peugeot 309 GTI 16 si distingueva per i cerchi da 15 pollici, gli stessi della 205 GTI 1.9. Il paraurti anteriore in plastica includeva i quattro fari rettangolari aggiuntivi dei fendinebbia e abbaglianti. Con il restyling, la calandra presentava le tre barre. Gli specchietti retrovisori erano in plastica, come sulla 205. L’aggiornamento introdusse modifiche alla griglia e ai gruppi ottici posteriori, ora rossi e fumé. All’estremità del bagagliaio era presente uno spoiler in plastica nera, che con il restyling del 1989 divenne in tinta con la carrozzeria. La tinta carrozzeria Bleu Miami era la più popolare.
Nell’abitacolo si trovava il volante a quattro razze con scritta GTI e il cruscotto classico. Tra gli indicatori, spiccavano quelli della pressione e della temperatura dell’olio. La moquette era blu o nera. La sportiva poteva essere dotata di sedili sportivi con fianchetti più pronunciati e rivestimenti in simil pelle “Quartet” con fantasia blu. I due passeggeri posteriori potevano approfittare di due sedili spaziosi e comodi. Una chicca: tra i due sedili anteriori si trovavano le levette per aprire i vetri a compasso posteriori, nella variante a tre porte. Nel bagagliaio, i pulsanti permettevano di abbassare gli schienali dei sedili posteriori.
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Evoluzione e Declino: L'Impatto delle Normative Anti-Inquinamento
Nell’autunno del 1992 vi è la prima modifica di rilievo: infatti, con l’introduzione della nuova normativa contro l’inquinamento denominata Euro 1, a partire dal gennaio del 1993, viene installato il catalizzatore e questo determina un calo della potenza di 12 cavalli, arrivando a 148 complessivi. Questa nuova versione catalizzata della 309 GTI16 si distingueva dalla precedente anche per i fianchetti in pelle dei sedili che vanno a sostituire quelli in velluto.
La produzione della Peugeot 309 GTI 16V terminò nel giugno del 1993, con un totale di 8.664 esemplari costruiti in quattro anni.
Successi Sportivi: Paolo Andreucci e il Trofeo Peugeot
La Peugeot 309 GTI ha avuto un grande percorso anche nelle competizioni, grazie alle versioni sportive che sono state presentate nel corso degli anni. Molti sono i piloti, infatti, che nel corso degli anni si sono avvalsi di questo modello per le gare e le hanno sempre riconosciuto ottime doti di motricità e bilanciamento generale, definite come decisamente non comuni all’interno del segmento di appartenenza.
La 309 GTI rally, forte del motore della 405 Mi16 da 160 cavalli e 220 km/h, ha saputo stregare diversi appassionati dell’epoca per le sue grandi doti stradali esaltate ancor più dall’elevata potenza di cui era dotata.
Tra le auto sportive della storia Peugeot c’è sicuramente la 309 e la sua versione più cattiva GTI, che ha corso anche nei rally con Paolo Andreucci nel 1991. Infatti, Paolo Andreucci ha affrontato e vinto il Trofeo Peugeot nel 1991 con una Peugeot 309 GTi Gruppo N della Valleserchio Corse. Ben cinque le sue vittorie in stagione: Aosta, Targa Florio, Salento, Lanterna e Limone Piemonte. L’anno seguente Peugeot Italia, in quel momento non impegnata ufficialmente nel Cir, gli propose un ruolo di tester in vista del ritorno in scena. Nel 1993 la rientrante squadra ufficiale di Peugeot Italia schierò due Peugeot 106 XSI 1.6 Gr.A una per Paolo Andreucci (in coppia con Popi Amati) e l’altra per il vincitore del Trofeo Peugeot 1992, l’indimenticato bresciano Angelo Medeghini (in coppia con Paolo Cecchini).
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Eredità e Valore nel Collezionismo
Oggi è una versione assai rara da trovare e l’attenzione degli appassionati di hot hatch si è da tempo rivolta anche su di lei. La Peugeot 309 incarna due anime apparentemente opposte: da una parte, la razionalità produttiva derivante dal riutilizzo di componenti già testati; dall’altra, un’identità stilistica non sempre perfettamente definita, conseguenza della sua genesi ibrida tra progetti Talbot e Peugeot.
Nel panorama del collezionismo contemporaneo, le versioni più ricercate sono senza dubbio le sportive, in particolare la GTI 16v. Apprezzata per la leggerezza e per la condivisione della meccanica con la 405 Mi16, questa variante rappresenta un punto di riferimento per chi cerca emozioni di guida autentiche.
Oggi le quotazioni della 309 GTI 16 V sul mercato delle auto d’epoca sono in forte crescita soprattutto a causa del ridotto numero di esemplari rimasti in buone condizioni di originalità, visti i numerosi passati agonistici di molti dei telai realizzati. Molti che l'hanno posseduta, e poi venduta, rimpiangono questa sportiva contraddistinta da una elegante sobrietà.
Perchè è stata dimenticata?
Nonostante i numeri ed il pedigree siano dalla sua parte però, questa macchina è - purtroppo aggiungiamo noi - finita nel dimenticatoio. Ci sta proprio perché è una macchina che, a prima vista, sembra non desiderabile. È la classica macchina che non piace alla fidanzata. Non è assolutamente un ferro da aperitivo; se la avessi andrei a farmi lo spritz a piedi. Però, magari di notte, magari tristi perché qualcuno vi ha deluso o fatto incazzare, magari in una bella stradina secondaria, ecco che il suo perché viene fuori. Sui social sono tutti a parlare di bare di qua, bare di la, auto ignoranti ovunque ma alla fine si parla sempre di tre, a voltre quattro macchine. Di questa mai. Con questa la rivincita la prenderete - e mi pare anche giusto - solo sull’asfalto.
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