Emilio Isgrò, artista di fama internazionale noto per le sue "cancellature" di testi applicate a libri, mappe e pellicole, ha portato a Basilea per Art Basel 2024 un'opera mobile provocatoria intitolata "La formica vagabonda". Si tratta di un grande autotreno giallo lungo 17 metri, forgiato dall’artista a suon di cancellature, che trasporta una piccola formica. L'opera, caratterizzata dalle tradizionali cancellature nere su sfondo giallo, fa emergere la frase in rosso: "Questo veicolo trasporta una formica".
Emilio Isgrò: un artista tra scrittura e arti visive
Emilio Isgrò, nato a Barcellona di Sicilia nel 1937, ha iniziato la sua carriera artistica negli anni Sessanta, muovendosi tra scrittura e arti visive. Divenne famoso in tutto il mondo come iniziatore delle "cancellature" di testi, una tecnica che applicò a libri, mappe e pellicole. Nelle sue opere, Isgrò spesso include piccoli insetti come api e farfalle.
Il significato della formica nell'opera di Isgrò
La formica è un elemento fondamentale nell'opera di Isgrò, tanto da essere utilizzata come "cancellatura mobile". L'artista spiega: "Volevo trovare delle forme minime da gestire nello spazio. La formica con i suoi valori iconici si prestava bene. Ma ad un certo punto è diventata una sorta di cancellatura mobile che andando e, accumulandosi nello spazio, lo coprono".
"La formica vagabonda": un viaggio tra pace e solidarietà
"La formica vagabonda" è partita da San Pier Niceto, in Sicilia, ed è passata per Napoli, Roma, Firenze e Milano prima di arrivare a Basilea. Il viaggio dell'opera è ricco di significati simbolici, portando con sé un messaggio di pace e solidarietà capace di resistere ai problemi della contemporaneità. L'opera celebra anche i 60 anni dalla prima Cancellatura di Isgrò, avvenuta nel 1964.
"Questo veicolo trasporta una formica": una provocazione che invita alla riflessione
L'opera di Emilio Isgrò a Basilea è un gesto provocatorio che intende gettare uno sguardo sul mondo e dare l'opportunità al pubblico di guardare al piccolo insetto come simbolo degli ultimi e degli emarginati, come i migranti. Come afferma l'artista, "Oggi è importante far diventare grandi le cose piccole mentre a volte capita il contrario: che diventano piccole le cose grandi".
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La tecnica della cancellatura di Isgrò: un'arte che evidenzia e preserva
La cancellatura di Isgrò è un processo che fa emergere uno slogan da ciò che viene eliminato con un tratto nero, rendendo così preziose le parole superstiti e inchiodandole nella memoria di chi legge. La sua capacità di rendere piccolo il grande e viceversa è un marchio distintivo della sua poetica. La Cancellatura di Isgrò, come sottolinea l'artista, è radicalmente diversa dalla Cancel Culture: mentre quest'ultima getta via e distrugge, Isgrò evidenzia, sceglie e spiega.
Isgrò cancella Isgrò: un'opera che esplora la vita dell'artista
Nella sala che la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea dedica a Isgrò, campeggia l'opera "Isgrò cancella Isgrò", realizzata per l'occasione e destinata a restare nella collezione del museo. L'opera consiste in 71 sfogli dal suo romanzo "Autocurriculum" (Sellerio, 2017), cancellati in nero e oro. Isgrò spiega di aver utilizzato l'oro "per festeggiare le mie nozze con la Cancellatura", lasciando intatto ciò che per lui è essenziale. Tra le citazioni salvate dalla Cancellatura si trovano nomi come sua moglie Scilla Velati, Bruno Corà, Bruno Zevi, Anna Magnani, Peggy Guggenheim, Gillo Dorfles, Alessandro Manzoni, Ezra Pound e Umberto Eco.
La formica come simbolo di superiorità e DNA
La formica di Isgrò è un simbolo che ricorda la straordinarietà del piccolo insetto contenuta nel suo DNA. Nel mondo della fisica, ciò che accade nel piccolo si ripercuote nel grande e viceversa. L’universo appare collegato da milioni di fili invisibili. Così l’artista Emilio Isgrò cerca nella natura quanto di infinitamente grande sia contenuto anche in una piccola creatura come la formica. A partire dal suo DNA che ha milioni di anni contro le centinaia di migliaia di anni del DNA dell’Homo Sapiens, la formica mette a segno un primato di sopravvivenza sulla terra al quale l’uomo deve guardare.
La formica di fuoco: un'invasione che preoccupa la Sicilia e l'Europa
Mentre la formica nell'opera di Isgrò rappresenta un simbolo di pace e solidarietà, la formica di fuoco (Solenopsis invicta) è diventata una minaccia reale per la Sicilia e l'Europa. Originaria del Brasile meridionale, questa specie invasiva è considerata tra le più distruttive al mondo, capace di avere ripercussioni su agricoltura, biodiversità, infrastrutture elettriche e idrauliche. La sua puntura è particolarmente dolorosa e può provocare reazioni allergiche e, nei casi più gravi, il decesso per shock anafilattico.
La diffusione della formica di fuoco: un problema di biosicurezza
La formica di fuoco si diffonde rapidamente e può viaggiare grazie a piante, balle di fieno o zolle di terra. La sua presenza in Sicilia, individuata per la prima volta nel 2017, ha sollevato interrogativi sulle carenze del sistema della biosicurezza in Italia e in Europa. Nonostante l'Unione Europea abbia aggiunto la Solenopsis invicta alla sua lista nera di specie invasive nel 2022, la gestione del problema in Sicilia ha subito ritardi e negligenze.
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Le conseguenze dell'invasione della formica di fuoco sull'agricoltura
La presenza della formica di fuoco può avere conseguenze negative sull'agricoltura. Le sue gallerie possono intaccare ceppi e radici, uccidendo le piante. Inoltre, le formiche di fuoco si nutrono di predatori naturali dei parassiti e proteggono cocciniglie e afidi, indebolendo le piante e favorendo alcune malattie. In Florida, le infestazioni hanno interessato il 35% dei raccolti di patate.
La cittadinanza onoraria a Emilio Isgrò: un riconoscimento del legame con la Sicilia
Nonostante viva a Milano da molti anni, Emilio Isgrò ha mantenuto un forte legame con la sua terra d'origine, la Sicilia. Per questo motivo, il paese di San Pier Niceto, dove sono nati i suoi nonni e suo padre, gli ha conferito la Cittadinanza Onoraria. Durante la cerimonia, Isgrò ha donato un'opera a San Pier Niceto, una scultura viaggiante che parla a chi la osserva attraverso il linguaggio universale delle cancellature.
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