Un video di addio intenso e commovente per salutare definitivamente una delle auto più vendute di tutti i tempi: la mitica Ford Fiesta. Così la casa produttrice celebra il suo modello più celebre e apprezzato dal grande pubblico. Fresca e sbarazzina, debuttò nel 1976, contribuendo ad accelerare la rivoluzione nel settore delle city-car. La saga della Ford Fiesta, amatissima da tanti italiani, si concluderà la prossima estate dopo 47 lunghi anni.

Le Origini e l'Ispirazione

C’è Lee Iacocca dietro l’idea della Ford Fiesta. Sul finire degli anni ’60 del secolo scorso, il visionario e istrionico manager italoamericano della casa dell’ovale blu, della quale divenne presidente nel 1960, intuì che la vecchia Escort aveva ormai fatto il suo tempo. All’inizio del decennio successivo l’appetibilità sul mercato della compatta a trazione posteriore americana cominciava a essere messa seriamente in discussione dalle più moderne Fiat 127 e Renault 5, vetture agili e “stilose” che parevano fatte apposta per dominare il traffico delle grandi città europee. La risposta della Ford alle case rivali fu proprio la Fiesta, il cui stile, anticipato nel 1971 dal concept Blue Car di Paolo Martin per la carrozzeria Ghia di Torino, si deve alla matita di Tom Tjaarda, dalla quale, tra gli altri, sono nati capolavori del calibro di Fiat 124 Spider e De Tomaso Pantera.

La Fiesta e il Marketing Inconsapevole: Un'Opportunità Sprecata?

Se mi occupassi di marketing di prodotto e mi trovassi in un caso in cui in natura o in letteratura o in geografia o nella storia o in arte o in musica ci fossero cose, persone, luoghi, opere o altro che si chiamano allo stesso modo del prodotto che devo a vendere farei carte false per approfittarne. Pensate ai vantaggi involontari che ne deriverebbero. Per questo motivo è da sempre che mi chiedo perché, per esempio, con tutte le canzoni che parlano di festa o, meglio, di fiesta, alla spagnola, la Ford per la macchina o la Ferrero per l’immortale merendina al cioccolato non si siano mai dati da fare per unire le forze. Da un po’ di tempo, però, gira in tv lo spot della Fiesta - la merendina - accompagnato dalla celebre canzoncina “Fiesta” interpretata da Raffaella Carrà, che è una cosa che io spero che avvenga almeno dal 1977, anno di pubblicazione dell’album omonimo che contiene la canzone in questione.

L'Evoluzione Attraverso le Generazioni

  • Prima Generazione (1976): La prima serie fu lanciata nel maggio del 1976 e si propose come diretta rivale di Fiat 127, Renault 5, Volkswagen Polo e Opel Kadett City/Vauxhall Chevette. Lo stile era stato anticipato dal concept “Blue car” realizzato dal designer italiano Paolo Martin durante il suo operato in Ghia/De Tomaso. La vettura era realizzata nella massima semplicità costruttiva per consentire che ogni intervento di manutenzione si espletasse nel più breve tempo possibile. Nel 1977, la Ford introdusse, con alcune modifiche (su tutte l’adozione di un nuovo motore 1.6 Kent ed una scocca rinforzata e adeguata alle normative federali) la Fiesta anche nel mercato nordamericano fino al 1981 (dove era riconoscibile per i fari circolari anziché quadrangolari) piazzando circa 300mila esemplari. Al debutto la versione più sportiva era la “S” (1117 cc da 53 CV), affiancata nel 1977 dalla “1.3 S” (1297 cc da 66 CV) esteticamente uguale alla “1.1 S” a parte la scritta adesiva “1300” sulla parte posteriore della fiancata. Al Salone di Ginevra del 1980, la Ford presentò la Fiesta Supersport dotata di un assetto ribassato, cerchi in lega leggera da 13 pollici, pneumatici 185/60, spoiler anteriore e posteriore, codolini in plastica ai passaruota e sedili avvolgenti con poggiatesta integrato. Come motori erano disponibili il 1117 cc da 55 CV e il 1297 cc da 66 CV.
  • Seconda Generazione (1983): Immessa sul mercato nel 1983, la Ford Fiesta di seconda generazione riproponeva praticamente invariata la linea del primo modello, che appariva tuttavia leggermente “appesantita” da un massiccio uso delle plastiche, una “moda” assai in voga negli anni ’80. A partire dal 1984 tutta la gamma venne equipaggiata con un cambio a cinque marce, mentre due anni più tardi un leggero restyling rinfrescò il look della vettura con paraurti parzialmente in tinta con la carrozzeria. Nel 1987 debuttò la prima versione con il cambio automatico, una trasmissione a variazione continua di rapporto brevettata dalla stessa Ford e abbinata al motore 1.1, ma anche una variante spinta da un motore alimentato a gasolio, una novità assoluta per una city-car.
  • Terza Generazione (1989): Nel 1989 vide la luce la Ford Fiesta di terza generazione, un’auto estremamente moderna per la sua epoca e che nulla aveva in comune con il modello precedente. La Ford investì ingenti risorse per lo sviluppo della Fiesta che si preparava ad affrontare gli anni ’90, mettendo a punto un sistema di collaudi che vide la “piccola” di casa impegnata in pista e sulle strade di tutti i giorni per oltre tre milioni di chilometri. Per essere certa della qualità del prodotto finale, la casa di Detroit allestì e testò la bellezza 250 modelli di pre-serie, compiendo uno sforzo senza precedenti nella sua storia. Un mese dopo la presentazione ufficiale la Fiesta conquistò la vetta della classifica delle vendite in sette paesi europei, battendo la concorrenza di rivali agguerrite come l’appena rinnovata Fiat Uno, la Opel Corsa, la Peugeot 205 e la Seat Ibiza.
  • Quarta Generazione (1995): Lanciata nell’autunno del 1995, la Ford Fiesta di quarta generazione aveva dimensioni simili al modello da cui derivava e con il quale condivideva la piattaforma e parte della struttura della carrozzeria, compreso il giro porta. Lo stile, tuttavia, era più moderno, anche se la novità più grossa era nascosta “sotto la pelle”. Sotto il cofano debuttò la nuova famiglia di motori a benzina Zetec-SE, disponibili con cilindrate di 1,1 e 1,4 litri, mentre ricevette solo lievi aggiornamenti il 1.8 diesel. Alla base della gamma rimanevano le versioni mosse dal vecchio motore Kent da 1,3 litri.
  • Quinta Generazione (2002): Equipaggiata praticamente con gli stessi propulsori della famiglia Zetec, ma ribattezzati Duratec, la Ford Fiesta di quinta generazione debutta nell’aprile del 2002 ed è la prima a essere equipaggiata di serie con l’ABS e l’airbag per il passeggero. Realizzata partendo da un’architettura progettata da zero, è spinta da motori a benzina aspirati da 1,2, 1,3, 1,4, 1,6 e 2 litri di cilindrata, più un 1.4 e un 1.6 turbodiesel con tecnologia common-rail costruiti in joint-venture con il gruppo PSA. Per la prima volta la Fiesta varca i confini dell’Europa, sbarcando in Asia e Australia, mercati in cui viene commercializzata unicamente con il motore 1.6 a benzina per sostituire la Ford Festiva, un’utilitaria strettamente imparentata con la coreana Kia Pride. Alla fine del 2004 la Ford allarga il bacino di vendita della sua best-seller al Brasile e all’Argentina, mentre nel 2005 è tempo di un leggero restyling che l’accompagnerà fino a fine carriera.
  • Sesta Generazione (2008): Anticipata nelle forme dal concept Verve presentato al salone di Francoforte nel 2007, la Ford Fiesta di quinta generazione debutta nei principali mercati europei, in Australia e negli Stati Uniti l’anno successivo. L’auto poggia sulla nuova piattaforma “globa” che il colosso di Detroit ha sviluppato per la sua nuova generazione di vetture compatte da città.
  • Settima Generazione (2017): La Ford Fiesta attualmente in commercio è arrivata sul mercato nel 2017. Nonostante i suoi cinque anni, e considerata la velocità crescente con cui “invecchia” la stragrande maggioranza delle auto moderne, ha una linea ancora attuale. Il look “indovinato” e una dotazione molto ampia in fatto di sicurezza (sono addirittura 15 i sistemi di assistenza alla guida disponibili, davvero tanti per una city-car), non sono tuttavia bastati a replicare il successo dei modelli che l’hanno preceduta. “Colpa” di un mercato che, negli ultimi anni, è mutato profondamente, con le care, vecchie utilitarie destinate perdere sempre più posizioni nei confronti delle loro derivate ad assetto rialzato.

Le Versioni Sportive che Hanno Conquistato il Cuore degli Appassionati

Si avvicina il momento dell’addio per la Ford Fiesta. Che ha saputo conquistare anche i palati più fini grazie alle versioni pepate, come le XR2, turbo e ST. La storia, lunga quasi mezzo secolo, è stata scandita da numerosi e amati modelli.

  • Fiesta XR2 (1981): Il restyling dell’agosto 1981 sancisce il debutto della sportiva XR2, dotata di un 1596 cc capace di erogare 82 CV e riconoscibile per gli stessi elementi stilistici della precedente “Supersport” ma con fari e fendinebbia anteriori rotondi e i cerchi in lega da 13″ dal nuovo disegno. La XR2 raggiungeva i 171 km/h di velocità massima e le bastavano 10,1 secondi per raggiungere i 100 km/h da ferma. Era cominciata ufficialmente l’epopea del “sub-brand” XR in casa Ford e la leggenda delle Fiesta sportive.
  • Fiesta XR2 (1984): La seconda serie della Fiesta è in realtà un profondo restyling della prima. La XR2 è potenziata e dotata di un 1597 cc da 96 CV per 180 km/h e uno “0-100” in soli 9,9 secondi.
  • Fiesta XR2i (1989): Con la terza serie il motore da 1,6 litri guadagna l’iniezione elettronica e un po’ di brio: 106 CV, 192 km/h e 0-100 km/h in 9,8 secondi. Dal 1992 la cilindrata sale a 1,8 litri, ma la potenza scende leggermente: 105 CV a causa del catalizzatore.
  • Fiesta RS Turbo (1991): La quarta serie coincide con il debutto della prima Fiesta dotata di propulsore sovralimentato: un 1,6 litri con turbo Garrett T2 per 133 CV, 183 Nm di coppia, 205 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 in 7,9 secondi. Le reazioni brusche al volante e la risposta brutale del turbo ne fanno una “brutta bestia” da portare al limite solo da guidatori esperti.
  • Fiesta Zetec S/RSi (1999): Mentre in Europa la variante più potente di questa serie fu la Zetec S da 102 CV con freni potenziati e sospensioni irrigidite, in Sudafrica venne proposta la RSi con un allestimento più sportivo ma identica base tecnica. La più deludente delle Fiesta sportive.
  • Fiesta ST150 (2005): Per la sesta generazione approda sotto il cofano un 2 litri aspirato da 150 CV accompagnato dal telaio sportivo e da una moderata personalizzazione estetica. 208 km/h e 0-100 km/h in 8,4 secondi.
  • Fiesta ST (2013): La settima generazione debutta nella variante sportiva negli USA, con il 1,6 litri Ecoboost da 183 CV, per evolversi nel 2016 in ST200, con 200 CV (215 CV e 320 Nm in modalità overboost), 230 km/h e 0-100 km/h in 6,7 secondi.
  • Fiesta ST Hertz (2014): Serie speciale disponibile in alcuni Paesi nella flotta delle vetture sportive a noleggio della Hertz, con livrea ispirata alle Mustang degli anni Sessanta e motore da 183 CV.
  • Fiesta ST (2019): Debutta il motore Ecoboost turbo da 1,5 litri di cilindrata a tre cilindri con 200 CV per 230 km/h di velocità massima, accanto a un aggiornamento estetico che include i gruppi ottici posteriori a sviluppo orizzontale
  • Fiesta ST (2023): Il 3 cilindri turbobenzina da 1498 cc ha sempre 200 CV e si accompagna all’assetto sportivo e alla carrozzeria a 5 porte. Caratterizzata da un’aerodinamica affinata, da ammortizzatori specifici Tenneco, dal differenziale autobloccante e dalla modalità aggiuntiva “Circuito” delle modalità di guida, tocca i 230 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi. Fuori è riconoscibile per le ruote in lega da 17 o 18 pollici color Magnetite, dietro cui occhieggiano le pinze dei freni rosse.

L'Influenza della Fiesta nel Cinema (e le Opportunità Manate)

PROGRAMMAZIONE I film sono uno dei modi migliori per farsi pubblicità. Anche le case automobilistiche non sono immuni al fascino del grande schermo e anzi spesso e volentieri utilizzano le pellicole per un loro product placement. Ford, dal canto suo, si oppose all'ingresso della Fiesta in una pellicola. AUTO ASSASSINA Il film in questione è Pineapple Express - “Strafumati” in Italia - il cui budget di 25 milioni di dollari è stato ampiamente ripagato dai 101 milioni di incassi in giro per il mondo. Il regista, a dieci anni dall'uscita nelle sale, rivela che uno degli attore avrebbe dovuto essere ucciso da una Ford Fiesta, ma la casa dell'Ovale Blu si oppose al tutto, non vedendo di buon occhio un proprio veicolo utilizzato come mezzo per assassinare qualcuno. GIOCARE D'ANTICIPO Anche Ford, tuttavia, non si è dimostrata immune al fascino del grande e del piccolo schermo. Nel film Pineapple Express - Srafumati, il ruolo dell'auto assassina sarebbe originariamente stato pensato per la Fiesta.

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La Fine di un'Era: Un Tributo

“Dal 1976, Ford Fiesta ci ha accompagnato attraverso grandi e piccoli momenti ed è stata presente per tutte le nostre prime volte. Ora […] è il momento di dire grazie… e sogni d’oro. Fiesta ha svolto un ruolo fondamentale nella storia della Ford finora. Ma quando un capitolo finisce, un altro sta per iniziare”. Con questo breve messaggio a corredo di un altrettanto breve ma romantico video tributo, la Ford saluta la Fiesta. Da un paio di anni non più in cima alle classifiche delle vendite in Europa e nel Regno Unito, la Ford Fiesta è la prima vera vittima illustre dell’ascesa sempre più arrembante delle crossover compatte, ormai di gran lunga le preferite per spostarsi in città dalla maggioranza degli automobilisti del Vecchio Continente. Con il suo definitivo pensionamento si chiude un’era irripetibile non solo per la Ford, ma per l’intero comparto delle city-car: in 46 anni, l’utilitaria americana, nata nel 1976 dalla matita di Tom Tjaarda ed evolutasi nel corso di sette generazioni, è stata scelta da più di 15 milioni di automobilisti.

L'Identità Ford: Un'Eredità Duratura

La Ford è un’azienda la cui identità è impressa nell’immaginario collettivo, una delle case automobilistiche più longeve che esistano. L’obiettivo del fondatore Henry Ford era quello di creare un tipo di vettura che fosse economicamente accessibile a tutta la popolazione, non solo a quella più abbiente. Il modello T Ford rispondeva esattamente a questa esigenza. Negli anni, i modelli realizzati dalla Ford sono stati più di 170, e dal momento dell’apertura della fabbrica la crescita è stata costante: nel 1919 la Ford produce circa la metà di tutte le auto degli Stati Uniti. Dopo il model T, sono diversi i modelli entrati nelle abitudini degli Statunitensi, così come nell’immaginario collettivo. Segue infatti la Ford Mustang, il modello che conquista la produzione in serie, l’auto a stelle e strisce per antonomasia. La Ford GT40, della serie sportiva, è un altro modello che non può non essere citato. Progettata per battere Enzo Ferrari nelle competizioni automobilistiche, il successo sul tracciato francese di questa macchina è stato protagonista di diverse edizioni. Altro modello assai longevo è la Ford Fiesta, anch’essa un vero e proprio classico.

L'Evoluzione del Logo Ford: Un Simbolo di Continuità

Sebbene la storia della Ford abbia i tratti del leggendario, la storia dell’evoluzione dei loghi utilizzati nel corso degli anni è piuttosto modesta. Nel 1903 viene introdotto il primo logo, composto di un badge arrotondato in una cornice di foglie curve. Lo sfondo era nero e il testo bianco: “Detroit, Michigan” in un grassetto con carattere Sans-Serif. Questo logo - un vero classico - purtroppo dura pochi anni, nel 1909 viene rinnovato con la firma di Henry Ford, idea che tutt’oggi rimane come forte simbolo dell’identità del brand. Nel 1911 la firma viene inserita in un ovale orizzontale. Ai lati compariva la scritta “the famous motor cars”. Nel 1922 un primo restyling di questo logo, in una versione piuttosto audace, la sagoma di un volatile che fa da cornice alla firma bianca su sfondo blu. Nel 1927 il logo sarà la versione più vicina alla brand identity della casa per come la conosciamo oggi. È notevole che questo prototipo sia durato, con qualche correzione modernizzante, fino ai giorni nostri.

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