Piero Liatti, nato a Biella il 7 maggio 1962, rappresenta una figura iconica nel panorama del rallysmo italiano, essendo l'ultimo pilota del suo paese ad aver conquistato una vittoria in una gara del Campionato del Mondo Rally. La sua carriera, costellata di successi e momenti memorabili, lo ha consacrato come uno dei talenti più brillanti nel mondo delle corse su strada.

Gli inizi e l'ascesa

Liatti si distinse rapidamente per la sua velocità e abilità di guida, tanto da attirare l'attenzione del Subaru World Rally Team, che nel 1995 lo volle come pilota ufficiale per alcune tappe del mondiale. Da questo momento, la sua carriera conobbe un'ascesa esponenziale, culminata nel 1997, sotto la guida di David Richards, con la storica vittoria al Rally di Monte Carlo.

Il trionfo a Monte Carlo: un'impresa leggendaria

Il successo a Monte Carlo non fu solo la sua prima vittoria nel mondiale, ma anche la prima affermazione di una "World Rally Car" (WRC) nella massima serie iridata. Questo evento segnò un punto di svolta nella carriera di Liatti e nella storia del rallysmo, consacrandolo nell'albo d'oro dei campioni. Al suo fianco, in questa impresa, c'era Fabrizia Pons, navigatrice di grande esperienza, già al fianco della leggendaria Michele Mouton.

Liatti stesso ricorda quella vittoria come una delle più belle della sua carriera, un traguardo raggiunto grazie a una combinazione di talento, determinazione e una vettura perfettamente adatta alle sue caratteristiche di guida.

Dalle Gruppo B alla Subaru Impreza

Prima di approdare al team Subaru, Liatti si fece notare al volante di una Delta HF 4WD, con cui primeggiò nel campionato Europeo rally nel 1991, vincendo quattro gare e dominando la concorrenza. Successivamente, il team ART dei fratelli Alessandrini, con cui Liatti correva, abbandonò Lancia per passare a Subaru, diventando uno dei primi in Italia ad avere le Legacy e, nel 1994, le nuovissime Impreza. Con queste vetture, Liatti ottenne ottimi risultati nel campionato italiano, terminando terzo nel 1994 e secondo nel 1995.

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Nel 1995, arrivarono anche le prime gare nel mondiale rally con il team Subaru, coronate da un terzo posto assoluto dietro a Carlos Sainz e Colin McRae, i piloti di punta della squadra.

L'anno della svolta: 1997

Il 1997 rappresentò una stagione cruciale per il team Subaru, che presentò la nuova Impreza 22B, una vettura profondamente diversa dalla precedente, con una carrozzeria coupé a tre porte progettata per migliorare l'agilità e la guidabilità. Il Rally di Monte Carlo di quell'anno si disputò in condizioni particolari, con poca neve ad eccezione di alcune prove in alta montagna, un terreno ideale per gli specialisti dell'asfalto come Liatti.

Il pilota biellese partì subito forte, attestandosi in terza posizione e conquistando le prime vittorie di speciale verso la fine della prima tappa. Nell'ultima tappa, Liatti dovette contenere gli attacchi di Carlos Sainz, che lo tallonava in seconda posizione, ma riuscì a tagliare il traguardo del porto di Monte Carlo da vincitore, realizzando il suo sogno di entrare nell'olimpo del rallysmo mondiale.

Il declino e il passaggio ai rally

Dopo alcuni risultati promettenti, Liatti decise di cambiare specialità e passare ai rally, convinto che in questa disciplina le doti del pilota fossero maggiormente valorizzate rispetto alla pista, dove la competitività dipendeva in gran parte dalla velocità della vettura.

L'esperienza con la Lancia 037 e il Campionato Italiano Gr.B

La chiamata della GRIFONE non tardò ad arrivare, offrendogli una Lancia 037 per competere nel Campionato Italiano di Gruppo B. Nonostante fosse alle prime armi con vetture così potenti, Liatti si adattò rapidamente alla Lancia, ottenendo un terzo posto assoluto al Rally 1000 Miglia, dietro a Cunico e Rayneri. La stagione proseguì con un'uscita di strada al Costa Smeralda e un secondo posto al Rally di Limone Piemonte, preludio alla prima vittoria assoluta al Rally della Lanterna, seguita da un altro successo al Rally del Salento, che gli valsero la leadership provvisoria del campionato. Un principio di incendio al Rally della Lana compromise la sua corsa al titolo, favorendo il rivale Rayneri.

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Il Campionato Europeo di Gr.N e il ritorno al Campionato Italiano Rally

Nel 1988, Liatti disputò il Campionato Europeo di Gruppo N a bordo di una Lancia Delta Integrale, vincendo il titolo riservato alle vetture di produzione. Nel 1990, puntò al Campionato Italiano Rally, dominato da Dario Cerrato, ottenendo vittorie al 1000 Miglia, Targa Florio e Salento, ma una serie di errori tecnici e tattici del suo team gli impedirono di conquistare il titolo.

L'esperienza con A.R.T. e il ritorno nel Mondiale

Nel 1991, deluso dagli eventi dell'anno precedente, Liatti passò al Campionato Europeo con la Delta 16V dell'A.R.T. Nel 1992, vinse il Rally Corte Ingles nell'Europeo e debuttò nel Mondiale con un ottavo posto al Tour de Corse, un secondo posto in Nuova Zelanda e un ottavo al Sanremo. Il ritiro ufficiale della Lancia nel 1993 costrinse i team satellite a cambiare vettura, e Liatti debuttò nel Campionato Italiano con la Subaru Legacy 4WD ex PRODRIVE, sviluppando la vettura per l'anno successivo.

Il ritorno in Subaru e la vittoria al Rally di Monte Carlo

Nel 1994, Liatti si rituffò nel C.I.R. con l'intento di vincere il titolo, ma terminò solo terzo assoluto a fine Campionato sulla Subaru Impreza dell'A.R.T.. Nel 1995, la PRODRIVE gli mise a disposizione una Impreza WRX ufficiale per disputare tre gare iridate e l'intero Campionato Italiano. Nel 1997, con l'avvento delle World Rally Car, Liatti colse la vittoria più prestigiosa della sua carriera al Rally di Monte Carlo, un successo che gli valse il rinnovo del contratto con la PRODRIVE per il 1998.

Gli ultimi anni di carriera

Tuttavia, le cose non andarono più per il verso giusto: la vettura non era più performante e i rapporti con il team si incrinarono, inducendolo a cambiare squadra a fine anno. Nel 2000, corse e vinse il Rally della Lana e il Rally di Madeira da privato, con l'Impreza WRC della PROCAR, ottenendo una chiamata dalla Ford Motorsport per disputare le gare finali del Mondiale a bordo della Focus WRC.

L'eredità di un campione

Oggi, Piero Liatti non corre più, ma il suo talento e la sua classe innata lo collocano tra i piloti italiani più forti di tutti i tempi. La sua vittoria al Rally di Monte Carlo nel 1997 rimane un'impresa leggendaria, un simbolo di determinazione, talento e passione per il rallysmo.

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Liatti, oggi istruttore di guida sportiva presso la scuola di Andrea De Adamich, continua a seguire il mondo dei rally con interesse e competenza, offrendo il suo punto di vista sulle nuove generazioni di piloti e sulle evoluzioni tecniche delle vetture.

Liatti e il Rally di Monte Carlo: un legame indissolubile

Il Rally di Monte Carlo occupa un posto speciale nel cuore di Piero Liatti. Come lui stesso afferma, seguiva la gara fin da bambino, e la vittoria di Munari-Mannucci nel 1972 con la "Fulvietta" rossa lo aveva avvicinato al mondo dei rally. Per Liatti, il "Monte" è sempre stato il rally più importante e famoso al mondo, il tempio del rallysmo dove tutti i piloti più forti hanno cercato il trionfo.

La sua vittoria nel 1997 rimane un momento storico, un'impresa che lo ha consacrato nell'olimpo dei campioni e lo ha reso un'icona per tutti gli appassionati di rally.

Il futuro del rallysmo secondo Liatti

Liatti esprime un punto di vista critico sulle Wrc Plus, ritenendole poco spettacolari a causa dell'eccessiva aderenza e dell'importanza data all'aerodinamica. Preferirebbe un ritorno alle Gruppo A e alle Wrc che ha guidato, vetture veloci, sicure e spettacolari. Inoltre, Liatti scommetterebbe di più sulle R5, categoria con costi inferiori e prestazioni interessanti, che offre maggiori opportunità ai privati e ai giovani emergenti.

I pronostici di Liatti per il futuro

Per quanto riguarda i piloti, Liatti vede in Tanak il suo favorito, mentre considera Ogier un mastino che non molla mai e Neuville un pilota esperto che può puntare al titolo. Non nutre grandi aspettative per Latvala, Meeke, Mikkelsen, Lappi, Evans e Suninen. Infine, Liatti si dice sorpreso che Rovanpera non sia ancora in pianta stabile su una Wrc Plus, considerandolo un talento paragonabile a Verstappen in F.1.

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