L’assegnazione delle targhe auto può sembrare un mistero per molti, ma dietro alla sequenza alfanumerica si cela una logica ben precisa. Le targhe automobilistiche sono uno strumento imprescindibile per l’identificazione dei veicoli, rappresentando un elemento chiave per la sicurezza stradale e la regolamentazione del traffico. Le targhe automobilistiche italiane hanno una storia affascinante che affonda le radici nei primi anni del XX secolo.
La Storia delle Targhe Italiane: Dalle Origini ad Oggi
La storia delle targhe ci porta fino ai giorni nostri, con le moderne targhe composte da due lettere, tre numeri e altre due lettere. Oggi siamo abituati a vedere le targhe tutte dello stesso tipo, con lo sfondo bianco e una combinazione di lettere e numeri di colore nero.
Gli Inizi: Il 1800 e i Primi Anni del '900
Le prime targhe sono comparse in Italia nel 1897 ma non tutti probabilmente ne conoscono la storia. L’obbligo della targa fu introdotto solo nel 1897 e anche se può sembrare strano, la prima targa in realtà aveva un aspetto che non ricorda affatto quelle odierne. Oggi nessuno andrebbe mai in giro con il proprio nome sulla fiancata dell’auto, eppure all’inizio era obbligatorio.
L’invenzione delle targhe non coincide con la comparsa delle prime auto. Infatti, quando i veicoli a motore iniziarono a circolare su strada in Germania, le targhe non esistevano ancora. Le prime forme di targhe nacquero in Francia nel 1893 poichè il numero di auto in circolazione stava aumentato a dismisura e divenne necessario costituire un metodo per distinguerle e catalogarle. Da quel momento, ogni auto sarebbe stata obbligata a circolare con una targa fissata sulla parte posteriore del veicolo, dipinta a mano.
I Primi Cambiamenti: Province e Numeri
Con una normativa nata nel 1901 si decise che i proprietari delle vetture avrebbero dovuto realizzare le targhe fisse a proprie spese: dovevano essere di metallo e indicare il nome della Provincia per esteso e il numero della licenza. Anche queste indicazioni oggi fanno un po’ sorridere, anche perché i nomi di alcune province sono piuttosto lunghi e all’inizio non venivano abbreviati. Qualcuno deve aver notato il problema della lunghezza dei nomi delle province, così vennero introdotte finalmente le sigle che si usano ancora oggi. A cambiare nel tempo non è stata solo la forma e le dimensioni della targa, ma anche i colori.
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Dopo il “boom” sorprendente di automobili, nel 1905 si decise di assegnare un codice numerico ad ogni Provincia (in rosso) e dalle targhe vennero eliminate le lettere. Nel 1927, Mussolini cambiò l’impostazione delle targhe: le nuove targhe erano composte da un sigla di due lettere rappresentanti la Provincia e a seguire un numero progressivo da 1 a 999.999.
L'Evoluzione Fino al Sistema Attuale
Fino alla fine degli anni ’90 venne utilizzato un sistema che usava una sequenza di numeri dopo la sigla della Provincia. Il sistema tuttavia venne abbandonato perché i caratteri da usare, per motivi di spazio e di leggibilità, erano limitati a sette. Pertanto l’uso dei numeri progressivi avrebbe permesso di arrivare solo a 9.999.999 targhe. Nel tempo si sono susseguite targhe quadrate con numerazione bianca su sfondo nero - che arrivava fino a 999.999 - senza lettere né zeri, e poi targhe rettangolari con scritta nera su sfondo bianco.
Il Sistema di Targatura Attuale: Come Funziona
Il metodo per assegnare il numero di targa ha subito quindi una lunga evoluzione, ma quello utilizzato oggi è piuttosto recente, infatti è stato messo a punto solo tra il 1994 e il 1999. È proprio per questa ragione che è stato adottato un altro sistema, che prevede di usare due lettere, tre numeri e poi ancora due lettere.
La Struttura delle Targhe Moderne
Oggi le targhe sono composte da 4 lettere, due a destra e due a sinistra, e 3 numeri. Dal 1993 il sistema di assegnazione delle targhe in Italia prevede l’utilizzo di sette caratteri alfanumerici: due lettere iniziali, tre numeri centrali e due lettere finali (AA 000 AA). La progressione delle targhe segue un ordine specifico: la combinazione di partenza è stata AA 000 AA e per le successive sono state modificate le cifre in modo progressivo da 000 a 999.
L'attuale composizione a 7 caratteri è stata introdotta nel 1993, proprio per far aumentare il numero di combinazioni possibili. Ognuna delle 4 posizioni destinate alle lettere può avere 22 valori diversi, cioè le lettere dell'alfabeto dalla A alla Z a esclusione di I, O, Q e U dato che possono facilmente essere confuse con altri caratteri. I caratteri numerici possono invece avere 1000 combinazioni diverse: da 000 a 999.
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L'Assegnazione Sequenziale
La procedura di assegnazione delle targhe in Italia segue un criterio sequenziale ben definito. La progressione parte dai numeri centrali, per poi passare all’ultima coppia di lettere e infine alla prima coppia di lettere. Per fare un esempio pratico, la prima targa emessa con questo sistema è stata AA 000 AA, seguita da AA 001 AA, AA 002 AA e così via fino ad AA 999 AA. Questo sistema di numerazione consente di creare un numero molto elevato di combinazioni, assicurando a ciascun veicolo un’identificazione univoca. La prima targa assegnata con la procedura attuale è stata AA000AA, mentre l’auto immatricolata subito dopo aveva la targa AA000AB.
Le combinazioni partono dalla prima lettera dell'alfabeto A e dalla prima cifra 0 - AA 000 AA - fino ad arrivare all'ultima combinazione possibile ZZ 999 ZZ. Ma come proseguono? L'ordine progressivo delle targhe comincia dalle tre cifre centrali per proseguire con le due lettere a destra e terminare con le prime due lettere a sinistra.
Le Fasce Blu e gli Elementi Identificativi
Nel 1998 è stato stabilito che le targhe devono riportare due fasce blu ai lati: in quella di sinistra sono presenti le 12 stelle che rappresentano gli Stati fondatori dell’Unione Europea. In bianco, la lettera “I”, contraddistingue le targhe italiane, mentre nella fascia blu a destra è possibile, a discrezione del proprietario, inserire l’anno di prima immatricolazione e la sigla della Provincia.
Ogni fascia blu ha un proprio significato: quella a sinistra mostra le stelle dell’Unione europea e la lettera I di Italia su sfondo bianco, simboli che identificano la nazionalità del veicolo all’interno dell’Unione europea. A sinistra, come ogni altro stato della Ue, viene riportata la sigla identificativa nazionale, nel caso dell'Italia la "I". In sua assenza, sarebbe infatti necessario applicare un adesivo sulla carrozzeria riportante la sigla, come avviene ad esempio nel caso della Svizzera e della Gran Bretagna. A destra, invece, viene lasciato spazio a due elementi adesivi opzionali, uno riportante l'anno di immatricolazione e l'altro la provincia.
Le targhe hanno un fondo bianco, ad eccezione delle bande blu agli estremi. I caratteri, inclusi i numeri e le lettere, nonché il marchio ufficiale della Repubblica Italiana, sono di colore nero, mentre la sigla I, che sta per Italia, è bianca e si trova sulla banda blu a sinistra. La parte destra della targa, sempre blu, può includere due distintivi adesivi opzionali. Il primo talloncino, posizionato in alto, mostra in giallo gli ultimi due numeri dell’anno di immatricolazione del veicolo. Il secondo, nella parte inferiore, esibisce in bianco la sigla della provincia di residenza del titolare della carta di circolazione.
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Targhe Speciali: X, Y e Z
Anche se ad oggi siamo arrivati alla lettera H all'inizio delle targhe italiane, molti di voi potrebbero aver già visto in giro veicoli con targhe che iniziano con X, Y o Z. Ma com'è possibile? La risposta sta nel fatto che le targhe che iniziano con queste tre lettere sono state assegnate a tre specifiche categorie di veicoli:
- a rimorchi, roulotte o carrelli vengono assegnate le targhe che iniziano con X, e hanno quindi la forma X* *** **;
- la lettera Y all'inizio della targa è stata invece assegnata ai veicoli della Polizia Locale, che sono quindi targati Y* *** **;
- iniziano invece con Z le targhe che hanno formato quadrato, cioè quelle targhe che possiamo trovare su veicoli che per conformazione non riescono ad avere una targa su un'unica riga, come ad esempio i fuoristrada, che hanno quindi targa Z* *** **
Gestione e Obblighi Legali
La numerazione e assegnazione delle targhe è interamente gestita dalla Motorizzazione Civile e per ogni auto libera di circolare sul territorio nazionale, viene assegnata una targa. Il Codice della Strada prevede che la targa è obbligatoria, non solo per le automobili, ma anche per i motoveicoli, i ciclomotori e perfino per i rimorchi. Per le auto le targhe devo essere due, una sul lato anteriore e una su quello posteriore. Chi circola senza targa o con una targa manomessa o irregolare, va incontro a delle sanzioni: le multe vanno da 84€ e arrivano a 7.953€ nei casi più gravi.
Obblighi e Sanzioni
Secondo quanto decretato dal Codice, tutti i veicoli con 2 o 4 ruote, inclusi i rimorchi e le minicar, devono essere in possesso di una regolare targa per poter circolare. È obbligatorio mantenerle sempre pulite e in buone condizioni perché l’alterazione, la manomissione e l’occultamento sono vietati e comportano sanzioni molto severe. Circolare senza targa auto è proibito dalla legge.
L’articolo 100 del Codice della strada italiano stabilisce non solo l’obbligo di targa per ogni veicolo, ma dettaglia anche le caratteristiche che le targhe devono mantenere con tanto di sanzioni per chi viola queste norme.
Dimensioni e Materiali
La targa posteriore standard, utilizzata dalla maggior parte dei veicoli, misura 520 mm in lunghezza e 110 mm in altezza. Esiste anche un formato alternativo, quella quadrata, che si sviluppa su due righe con dimensioni di 297 mm di lunghezza per 214 mm di altezza. Il formato quadrato rappresenta una soluzione tecnica per rispondere alle esigenze di veicoli con caratteristiche costruttive particolari. Per quanto riguarda la targa anteriore, è uniforme per tutti i tipi di autovetture e misura 360 mm di lunghezza per 110 mm di altezza, garantendo uniformità e riconoscibilità su strada.
La normativa ammette l’uso di cornici portatarga purché siano di materiale opaco e non coprano il bordo della targa per più di 3 mm. È proibito l’uso di materiali retroriflettenti sia sui portatarga sia sulle viti di fissaggio. È anche vietato coprire la targa con qualsiasi tipo di rivestimento, tranne che per i talloncini adesivi autorizzati.
Immatricolazione e Documentazione
Le targhe assegnate dalla Motorizzazione sono anche indicate nel libretto di circolazione e l’agente che ferma un veicolo fa sempre riferimento al codice alfanumerico indicato nella carta di circolazione, dove viene indicato anche ogni passaggio di proprietà. La targa del mezzo oggi viene usata anche per verificare se un veicolo è coperto o meno da assicurazione.
Uno dei documenti principali per poter procedere all’immatricolazione e alla “creazione” di una targa di un veicolo, è il Certificato di Conformità che viene rilasciato dalla casa madre di produzione. L’immatricolazione dei veicoli in Italia è regolata dalla Motorizzazione Civile, ma le norme relative all’obbligo di targatura e alla loro gestione sono definite dal Codice della Strada. Inoltre, ogni veicolo che si dica a norma di legge deve avere due targhe, una anteriore e una posteriore, entrambe ben visibili e pulite. Infine, in caso di rottamazione auto, le targhe devono essere obbligatoriamente consegnate al centro di demolizione autorizzato insieme alla documentazione del veicolo.
Smarrimento o Furto della Targa
Se si perde, ruba o danneggia una delle due targhe di un autoveicolo, o l’unica targa di un motoveicolo, bisogna presentare una denuncia agli organi di polizia entro 48 ore dall’evento. Se la targa non viene ritrovata entro 15 giorni, bisogna procedere con una nuova immatricolazione. La chiara visibilità della targa è essenziale; di conseguenza, anche una targa divenuta illeggibile a causa del deterioramento necessita di essere sostituita. La domanda per una nuova targa deve essere inoltrata tramite lo Sportello telematico dell’automobilista.
Come Risalire all'Anno di Immatricolazione
Alcune persone giurano di riuscire a individuare l’anno di immatricolazione del mezzo solo sulla base della targa, ma in realtà non è così semplice. È possibile risalire all’anno di immatricolazione di un veicolo semplicemente osservando la targa, grazie alla progressione alfanumerica utilizzata nella loro assegnazione? Non proprio perché identificare l’anno non è così immediato. Questo metodo di distribuzione comporta che per determinare l’anno di immatricolazione di un veicolo, servono informazioni non solo sulla targa, ma anche sull’ufficio di Motorizzazione che ha rilasciato quella specifica targa, oltre a conoscere la sequenza di distribuzione delle targhe stesse.
Dalle prime due lettere di una targa, si può più o meno capire in che mese e anno sia stata immatricolata. A oggi siamo arrivati circa a HA *** **. Con la logica che abbiamo visto sopra, piano piano dalla prima targa AA 000 AA del 1993 a oggi la prima lettera delle targhe italiane, partendo da A, ha continuato a crescere fino a passare da F a G all'inizio del 2020, raggiungendo oggi HA *** **. Questo vuol dire che a seconda delle prime due lettere che compongono una targa, possiamo farci un'idea su quando sia stata immatricolata. Per fare un esempio, una macchina immatricolata a luglio 2013 ha targa EW *** **.
Se si considera che nel 1993 si è partiti dalle targhe AA e si è giunti alla combinazione GW nell’ottobre del 2024, una targa che inizia con EW corrisponde a un veicolo immatricolato intorno al 2013. Per conoscere nel dettaglio il luogo e la data di immatricolazione non è possibile basarsi soltanto sulla lettura della targa ma si può richiedere una visura presso il Pubblico Registro Automobilistico (PRA), anche attraverso il servizio online a pagamento. Se vogliamo risalire precisamente alla data e luogo di immatricolazione di un veicolo, esistono diversi siti che - al costo di circa 6€ - eseguono la visura della targa, cioè forniscono i dati del PRA, Pubblico Registro Automobilistico.
Produzione e Futuro delle Targhe
Esiste un luogo, in Italia, che dal 1978 stampa costantemente la "carta d'identità" dei veicoli del nostro paese. L'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato a Foggia è la casa delle nostre targhe. Al momento la struttura canonica prevede due lettere, tre numeri e altre due lettere, inserite in due bande blu. Presto, però, è possibile che ci sia una variazione storica, ossia le targhe personalizzate, per le quali manca l'ultimo decreto attuativo dopo la conversione in legge.
Combinazioni Future
La progressione delle sigle alfanumeriche è costante, e agli attuali ritmi sarebbe sufficiente a coprire le esigenze del parco circolante almeno fino al 2080. Fanno eccezione alcune lettere escluse per una maggiore leggibilità, come la "I" e la "Q", oltre che sigle come "EE" per non creare omonimie con le targhe riservate agli escursionisti esteri. Stando alle attuali logiche, l'ultima targa sarà "WZ 999 ZZ".
Quante sono le combinazioni dei numeri di targa? L'attuale composizione a 7 caratteri è stata introdotta nel 1993, proprio per far aumentare il numero di combinazioni possibili. Ognuna delle 4 posizioni destinate alle lettere può avere 22 valori diversi, cioè le lettere dell'alfabeto dalla A alla Z a esclusione di I, O, Q e U dato che possono facilmente essere confuse con altri caratteri. I caratteri numerici possono invece avere 1000 combinazioni diverse: da 000 a 999. Utilizzando 22 lettere dell’alfabeto, escluse I, O, Q e U per evitare confusione, il sistema permette fino a 234.256.000 combinazioni diverse, coprendo le esigenze del parco auto nazionale per i prossimi 80-90 anni.
Auto Storiche e Targhe Originali
Negli ultimi anni è stata approvata una riforma che ha permesso alle auto storiche di poter essere immatricolate con la targa originale, al fine di garantire in modo ulteriore l’originalità dell’auto. Il 25 novembre 2023 è stata introdotta un’importante novità che riguarda le automobili storiche: grazie alla riforma è possibile richiedere di immatricolare o reimmatricolare i veicoli storici con la targa originale. In questo modo, i proprietari di questi veicoli possono aumentarne il valore storico e salvaguardarne l’autenticità.
Le Sigle Automobilistiche Internazionali
Le sigle automobilistiche internazionali sono codici identificativi che permettono di riconoscere immediatamente la nazione di provenienza di un veicolo. Le sigle automobilistiche internazionali furono introdotte da un accordo stipulato nel 1909 tra dodici Stati europei, compresa l’Italia. La risposta sta nello standard ISO 3166, una codifica geografica standardizzata che definisce i codici per i nomi degli stati, dei territori dipendenti e delle principali suddivisioni amministrative dei paesi. Ogni paese dispone di tre codici: due lettere (IT per l’Italia), tre lettere (ITA per l’Italia) e tre numeri (380 per l’Italia).
Con il formato delle targhe europee, l’ovale non è più richiesto, dato che la sigla nazionale si trova direttamente all’interno della targa. Esempi comuni includono “I” per l’Italia, “F” per la Francia, “D” per la Germania e “CH” per la Svizzera. Diversi Paesi hanno cambiato le loro sigle delle targhe negli anni, per motivi vari.
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