Le targhe automobilistiche sono un elemento fondamentale per l'identificazione dei veicoli e la loro circolazione su strada. In Italia, la loro storia è lunga e ricca di cambiamenti, riflettendo le trasformazioni sociali, politiche ed economiche del paese. Questo articolo ripercorre le tappe principali di questa evoluzione, dalle origini pionieristiche alle moderne targhe con banda blu.

Le Origini: Dalla Francia all'Italia (1893-1901)

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'invenzione delle targhe non è contemporanea alla nascita dell'automobile. In Germania, ad esempio, i primi veicoli a motore circolavano senza alcun sistema di identificazione. L'idea di dotare le auto di targhe nacque in Francia nel 1893, quando l'aumento del numero di veicoli rese necessario un metodo per distinguerli e catalogarli. Inizialmente, le targhe erano dipinte a mano e applicate sul retro del veicolo.

L'Olanda fu il primo Stato a introdurre norme scritte per la circolazione delle auto. In Italia, le targhe comparvero all'inizio del Novecento, inizialmente solo per i mezzi di trasporto pubblico. Fu il "Regolamento per la Circolazione delle Vetture Automobili" del 1901, un precursore del moderno codice della strada, a sancire l'obbligo per ogni veicolo, anche privato, di esporre una targa.

I Primi Tentativi: Targhe Provinciali e Numeri Rossi (1901-1927)

Con la normativa del 1901, i proprietari dei veicoli erano tenuti a realizzare a proprie spese targhe metalliche che indicassero il nome della provincia per esteso e il numero di licenza. Nel 1905, a seguito del boom automobilistico, si decise di assegnare un codice numerico ad ogni provincia (in rosso) e di eliminare le lettere dalle targhe.

L'Era Fascista: Sigle Provinciali e il Fascio Littorio (1927-1945)

Una svolta significativa si ebbe nel 1927, quando il regime fascista introdusse un nuovo sistema. Le nuove targhe erano composte da una sigla di due lettere rappresentanti la provincia e da un numero progressivo da 1 a 999.999. Questo sistema rimase in vigore fino alla fine degli anni '90, con alcune modifiche nel corso del tempo. Le sigle provinciali seguivano una logica basata sulla prima lettera del capoluogo, con alcune eccezioni per motivi storici, geografici o politici (ad esempio, VE per Venezia invece di VC per Vercelli).

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Nel 1928 fu aggiunto il simbolo del fascio littorio.

Il Dopoguerra: Stemma della Repubblica e Targhe Nere (1945-1976)

Dopo la caduta del regime fascista, il fascio littorio fu rimpiazzato nel 1945 dal distintivo dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra e, nel 1948, dallo stemma della Repubblica Italiana. Le targhe rimasero nere con caratteri bianchi, in formato a due righe per quelle posteriori e a una riga per quelle anteriori.

Gli Anni '70: L'Arancione e il Ritorno alla Riga Singola (1976-1985)

Nel 1976, le targhe posteriori subirono un'importante modifica: il colore della sigla provinciale passò dal bianco all'arancione e fu aggiunta una seconda sigla provinciale, in bianco e in piccolo, prima dei numeri. Inoltre, si assistette al graduale ritorno alla targa posteriore con tutti i caratteri su una sola riga, per adattarsi alle auto straniere.

Il Ritorno al Bianco: Materiali e Standardizzazione (1985-1994)

Nel 1985, le targhe nere furono definitivamente abolite e sostituite da targhe bianche con caratteri neri. Si tornò al metallo, poiché la plastica si era rivelata meno resistente.

L'Era Moderna: Bande Blu e Combinazioni Alfanumeriche (1994-Oggi)

Nel 1994 fu introdotto il sistema di emissione centralizzata delle targhe, con una combinazione alfanumerica progressiva, senza riferimento alla provincia. Nel 1998, le targhe subirono un'ulteriore modifica con l'introduzione delle due bande blu ai lati: a sinistra, le 12 stelle dell'Unione Europea e la lettera "I" (identificativo dell'Italia); a destra, la possibilità (abolita nel 2002) di inserire l'anno di immatricolazione e la sigla della provincia.

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Il sistema attuale, in vigore dal 2002, prevede una combinazione di due lettere, tre numeri e altre due lettere (LL-NNN-LL), senza alcun riferimento alla provincia. Le lettere utilizzate sono 22 (escluse I, O, Q e U per evitare confusione con i numeri), consentendo oltre 234 milioni di combinazioni possibili.

Struttura e Combinazioni Attuali

L'attuale sistema di targhe è stato introdotto nel 1993 per aumentare il numero di combinazioni possibili. Ognuna delle quattro posizioni destinate alle lettere può avere 22 valori diversi, mentre i caratteri numerici possono avere 1000 combinazioni diverse (da 000 a 999).

Le combinazioni partono da AA 000 AA e arrivano fino a ZZ 999 ZZ, con un ordine progressivo che inizia dalle tre cifre centrali, prosegue con le due lettere a destra e termina con le prime due lettere a sinistra.

Previsioni Future

Si stima che con il sistema attuale si potranno immatricolare circa 134.256.000 auto. Le combinazioni dovrebbero essere sufficienti fino al 2074/2075.

Produzione

Le targhe italiane sono prodotte dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato a Foggia dal 1978.

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Curiosità e Aspetti Legali

  • Lettere Escluse: Alcune lettere (O, Q, U, I) non possono essere utilizzate nelle targhe per evitare confusione con i numeri.
  • Obbligo di Targa: Circolare senza targa è vietato dalla legge.
  • Certificato di Conformità: Il Certificato di Conformità, rilasciato dalla casa madre, è uno dei documenti necessari per l'immatricolazione e la creazione della targa.
  • Visura Targa: È possibile risalire alla data e al luogo di immatricolazione di un veicolo tramite la visura della targa, un servizio a pagamento fornito dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

Prospettive Future: Targhe Personalizzate?

Dopo l'approvazione di una legge che ne prevede la possibilità, si attende l'ultimo decreto attuativo per l'introduzione delle targhe personalizzate in Italia.

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