L'Opel Calibra, una coupé che ha segnato un'epoca, combinando design innovativo e prestazioni elevate, è stata prodotta dal 1990 al 1997, lasciando un'impronta indelebile nel panorama automobilistico. La sua storia è costellata di successi commerciali e sportivi, che l'hanno resa un'icona per gli appassionati di auto.
Genesi e Design: Una Ventata di Freschezza
Il progetto Calibra ebbe inizio a metà degli anni '80, quando Opel si rese conto che continuare a rinnovare la Manta non avrebbe avuto molto senso. Presentata al Salone di Francoforte nel 1989, la Opel Calibra irruppe in un mercato che aveva dimenticato da tempo le coupé di fascia media, ridotte ad una quota davvero minima. Il suo nome deriva dalla parola inglese "calibre", che in italiano si può tradurre con "importanza". E importante lo è stata eccome, nel panorama dell'industria automobilistica, la Opel Calibra, che negli anni '90 diede nuova verve a un settore un po' in affanno, in Europa, quello delle sportive di fascia medio-alta.
Sfruttando la base meccanica della berlina Vectra, la Calibra si distingueva per una linea sportiva ed estremamente aerodinamica, con un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) di 0,26, un valore eccezionale anche per gli standard odierni. Questo risultato fu ottenuto grazie a migliaia di ore di sviluppo in galleria del vento. La linea, disegnata da Erhard Schnell insieme all'americano Wayne Cherry, è coerente e filante. Il tetto dalla forma ad arco è regolare e sembra poggiare sulla linea di cintura grazie a un montante C separato dalle fiancate. Questo crea uno stile a cuneo che scorre ininterrotto dal muso fino all'estremità del terzo volume, che nonostante la coda pronunciata nasconde un portellone da hatchback e non un classico baule. Le sue linee pulite, le sue superfici semplici ma decise sono ancora oggi d'ispirazione. Potremmo considerarla infatti come antesignana del corso stilistico “Bold and Pure” (audace e puro), espressione coniata recentemente da Opel per denominare la propria rinascita stilistica.
Inizialmente si pensò anche alla produzione di una versione cabriolet: nel 1992, la Valmet costruì due prototipi completamente funzionanti, di colore rosso e spinte dal motore 2.0 litri a 8 valvole.
Caratteristiche Tecniche e Motorizzazioni
Sotto il vestito, la Calibra presentava un moderno telaio a scocca portante con sistema sospensivo MacPherson all'anteriore e a ruote indipendenti e bracci obliqui al posteriore. Essendo lo stesso schema della Vectra, al debutto è disponibile la sola trazione anteriore. Anche il passo era il medesimo della berlina da cui derivava, e solo la differente taratura delle sospensioni e il baricentro un po’ più basso potevano garantire un handling sportiveggiante ma non di certo corsaiolo. Al contrario degli esterni, gli interni erano banalotti.
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Al lancio, la gamma motori prevedeva due opzioni a benzina da 2.0 litri:
- Un motore otto valvole da 115 CV (C20NE), che consentiva alla Calibra di raggiungere una velocità massima di 203 km/h.
- Un motore 16 valvole da 150 CV progettato dalla Cosworth (C20XE), in grado di spingere la coupé fino a 223 km/h.
Nel 1992, la gamma si ampliò con l'introduzione del motore turbo 2.0 litri 16 valvole da 204 CV (C20LET, versione turbo del C20XE). Con quattro ruote motrici, un cambio manuale Getrag a sei marce (F28/6) e una velocità massima dichiarata di 245 km/h, il modello di punta Calibra offriva finalmente una dinamica e delle prestazioni all'altezza del suo aspetto. La Turbo si distingueva anche per i cinque dadi delle ruote e per l'estrema campanatura negativa (inclinazione verso l'interno) delle ruote posteriori, che di contro portò ad un consumo anomalo dei pneumatici. Per chi se lo stesse chiedendo, il sistema di trazione integrale della Calibra era di tipo permanente e funzionava mediante un giunto viscoso centrale che ripartiva la coppia sui due assi. In condizioni standard il sistema trasferiva il 25% di coppia alle ruote posteriori ma questo valore poteva raggiungere il 50% in caso di fondi a basso attrito. Inoltre, chicca per gli amanti della curiosità, il sistema si sganciava in automatico in fase di frenata per rendere la vettura maggiormente gestibile. Oltre a questo la 2.0 Turbo 4×4 era dotata di un cambio manuale Getrag a 6 rapporti che unito alla trazione 4×4 la fecero entrare nelle mire dell’erario (in maniera molto intelligente il ragionamento fu questo: più di 5 rapporti e 4×4 = fuoristrada con ridotte) e quindi venne gravata dalla supertassa come bene di lusso.
L'anno successivo venne introdotta la Calibra V6, spinta da un da 2,5 litri 24 valvole da 170 CV (C25XE o SE4). Il nuovo modello era disponibile sia con cambio manuale che automatico. Questa motorizzazione non era prestazionale come la Turbo, ma con la sua erogazione vellutata e la sola trazione anteriore si dimostrò più affidabile del complesso modello a quattro ruote motrici.
Nel 1995 vide poi l'introduzione del motore "X20XEV" Ecotec, una nuova versione del classico motore C20XE 16 a valvole "red top".
Prestazioni
La Calibra Turbo, in particolare, vantava prestazioni di rilievo:
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- Accelerazione 0-100 km/h in 6,8 secondi.
- Velocità massima di 245 km/h.
Successo Commerciale e Diffusione Globale
I numeri non dicono mai tutto, ma 238.647 esemplari prodotti in sette anni restituiscono una misura inequivocabile del successo della Opel Calibra. In Italia, poi, si può parlare addirittura di "fenomeno", se si pensa che nel 1992, da sola, arrivò a rappresentare un terzo delle vendite di auto sportive.
A quei tempi Opel era saldamente nell’orbita GM e lo sviluppo della Opel Calibra venne seguito da due grandi nomi dello stile General Motors: Wayne Cherry ed Erhard Schnell. Anche ai vertici americani questa nuova Coupé piacque molto, perciò la Calibra venne venduta con il marchio Chevrolet in Sudamerica, Holden in Oceania e Vauxhall Calibra nel Regno Unito. La Opel Calibra venne commercializzata per contrastare le sportive giapponesi che dalla fine degli anni '80 iniziavano a raccogliere ampi consensi nel Vecchio Continente, erodendo le quote di mercato delle coupè europee di fascia media. Nel corso della sua produzione, la Calibra è stata un modello molto popolare in Europa, dove riuscì a surclassare la sua rivale diretta, la Ford Probe: considerata poco potente e di impostazione troppo “americana” per la clientela locale. Tuttavia, nel Regno Unito dovette vedersela con la Rover 200 Coupé.
La produzione della Calibra era divisa tra la sede storica della Opel di Rüsselsheim, in Germania, e nello stabilimento della Valmet Automotive a Uusikaupunki, in Finlandia, dove la produzione è stata consolidata nel novembre 1995.
Opel Calibra e il Motorsport
Parallelamente alla propria vita commerciale, l’uragano Calibra mieteva vittime anche in pista, con ottimi risultati nei rally e nel campionato turismo. In particolare mi riferisco alla stagione 1996, ricordata dagli esperti come una delle più avvincenti della storia del campionato turismo (ITC), che a metà ’90 era uno dei più seguiti eventi tra gli sport automobilistici, per via delle caratteristiche tecniche delle vetture in gara. Si sfidavano nei circuiti di tutto il mondo mostri da quasi 500cv guidati da piloti come Fisichella, Nannini, J.J. Lehto e Manuel Reuter; e fu quest’ultimo a trionfare con la Calibra V6 4×4, vincendo il titolo piloti e contribuendo al successo della Opel nei costruttori davanti ad Alfa Romeo e Mercedes.
Le Opel Calibra impiegate nel DTM adottavano un motore Opel Cosworth V6 con V di 54 gradi montato longitudinalmente. L’unità era aspirata e basata sul propulsore di serie “C25XE”. Nel triennio 1993-95, la potenza è salita progressivamente da 420 a 480 CV. Nel 1996, a causa di modifiche ai regolamenti della FIA, venne utilizzato un motore di nuova concezione: il motore Cosworth KF V6 interamente in alluminio con V di 75 gradi Cosworth, basato sul 6 cilindri della Isuzu Troope. Questo motore, in versione stradale era indicato come 6VD1, e venne impiegato anche sulla Honda Passport. Il V6 KF era in grado di raggiungere i 15.000 giri/min, con questo nuovo motore, la Opel Calibra vinse il Campionato Turismo Internazionale (ITC) nel 1996.
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L'ultima vettura da corsa sviluppata sulla base della Ople Calibra è stata il prototipo Zakspeed Calibra Concept 2, realizzato per testare la vettura per il successivo Campionato FIA, ma il progetto venne poi cancellato.
Edizioni Speciali e Restyling
Durante la commercializzazione, vennero proposte diversi modelli speciali. Nell'ottobre del 1991 vennero preparate 26 vetture dalla carrozzeria Tickford, destinate al solo Regno Unito. Seguì la Special Edition SE1 nel 1993, per poi passare all'SE9 nel 1997. Queste edizioni a tiratura limitata si caratterizzavano per verniciature e finiture interne specifiche: ad esempio la Calibra SE2 era disponibile con la vernice Solar Yellow, l'SE6 in "Icelandic Blue". Nessuna di queste tinte era disponibile sulle altre Calibra. Per celebrare il successo della Opel Calibra nel DTM (Campionato Turismo Tedesco), venne proposta anche la speciale Opel Calibra "Keke Rosberg", in onore del celebre pilota tedesco. Questa versione era disponibile solo in bianco. In base ai mercati, vennero proposti altre serie limitate come l'edizione "DTM", "Cliff", "Colour" e l'edizione commemorativa "Last", immessa sul mercato poco prima dell’uscita di produzione della Opel Calibra.
Nell'estate del 1994, la Calibra venne sottoposta ad un leggero lifting. L’intervento più evidente riguardò il logo, spostato dal bordo anteriore del cofano alla griglia anteriore.
La Fine di un'Era e l'Eredità
Le ultime Calibra Turbo sono state prodotte all'inizio del 1997, prima che venisse lanciata una versione finale con vernice “Nero Jet”, spoiler Irmscher e cerchi in lega BBS da 16". L’edizione finale della Opel Calibra viaggiaggiava su un assetto ribassato di 35mm con molle e ammortizzatori preparati appositamente dalla Irmscher. Dopo sette anni, 238.647 Calibra erano uscite dallo stabilimento centrale di Rüsselsheim e dalla Valmet di Uusikaupunki in Finlandia. La Vectra A fu sostituita nel settembre 1995, ma la produzione della Calibra proseguì fino al giugno 1997. Sebbene fosse disponibile una coupé più piccola, la Tigra, il marchio rimase senza coupé di medie dimensioni fino al lancio della Astra Coupé nella primavera del 2000.
E con il sipario delle corse calato sopra la Opel, anche la Calibra disse addio al mercato nel 1997, dopo 8 anni di onorato servizio e di vendite mai del tutto soddisfacenti. E la lacrimuccia scende ancora una volta perché la Calibra non ha avuto mai un’erede. La Astra Coupè nata qualche anno dopo fu un flop progettuale e commerciale che decretò il totale abbandono delle auto con carrozzeria sportiva da parte di Opel, che riservò agli appassionati soltanto piccolissime soddisfazioni a bassa tiratura come la Opel Speedster costruita su base Lotus Elise e la Opel GT come ricarrozzamento della Pontiac Solstice.
Ultima della sua stirpe, la Calibra sta diventando una chicca per nostalgici che le danno ancora più valore, in un mondo nel quale la Mitsubishi Eclipse è diventata un SUV, la Ford Puma un SUV, la Renault Espace un altro SUV e la nuova idea di coupè ha 5 porte e la seduta alta.
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