"Do the Math", fai i tuoi conti. Con questo slogan provocatorio, Atari pubblicizzava il suo Jaguar, la prima console casalinga a 64 bit. Un invito a fare i conti che si adatta perfettamente anche alla Nissan Bluebird GTI-R, un'auto che, sotto un'apparenza dimessa, nascondeva una meccanica esplosiva e prestazioni di riferimento.
Genesi di un'Omologazione Speciale
Siamo nel 1990. Nissan decide di voler competere nel campionato del mondo rally nel Gruppo A, un'arena affollata di contendenti del calibro della Lancia Delta Integrale, Toyota Celica GT-Four, Ford Sierra Cosworth e Mazda 323 GTX. Per farlo, necessitava di una "homologation special", un'auto prodotta in serie limitata per soddisfare i requisiti del regolamento.
La soluzione? Prendere una piccola utilitaria di segmento C e trapiantarvi una meccanica da competizione. Nasce così la Bluebird GTI-R, una delle auto più sorprendenti e sottovalutate di sempre.
Estetica Ingannevole, Anima da Corsa
La carrozzeria della Bluebird GTI-R non è certo un capolavoro di design. Anzi, si potrebbe dire che sia un assemblaggio di elementi stilistici provenienti da diverse auto dell'epoca. Il frontale ricorda la Primera, il posteriore una Golf III, mentre il taglio del finestrino e del montante C richiamano la Clio 2. Un mix poco armonioso che contribuisce a creare un'immagine dimessa e poco appariscente.
Ma è sotto il cofano che si cela la vera essenza della GTI-R. Un motore 4 cilindri in linea da 2 litri in posizione anteriore trasversale, dotato di quattro corpi farfallati (una rarità per l'epoca), accoppiato ad una trazione integrale con tre differenziali meccanici, capace di garantire un grip eccezionale. Il risultato sono 230 CV di potenza scaricati a terra tramite un cambio manuale a 5 marce.
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Un dettaglio importante è che la meccanica della Bluebird GTI-R era estremamente robusta e predisposta per elaborazioni anche molto spinte, senza compromettere l'affidabilità.
Un'Avventura nel Mondiale Rally Agrodolce
Nel 1991, la Bluebird GTI-R fa il suo debutto nel mondiale rally. Nonostante la presenza di piloti esperti come Stig Blomqvist, la vettura si rivela poco competitiva a causa di problemi di affidabilità e di un intercooler posizionato in una zona poco efficiente (sopra il motore, in una posizione che lo esponeva al calore).
Nel 1992, Blomqvist viene affiancato da Tommi Mäkinen, ma la situazione non migliora. La Bluebird GTI-R ottiene come miglior risultato un terzo posto al Rally di Finlandia del 1992. Un flop clamoroso per Nissan, che abbandona il progetto dopo soli due anni.
Tuttavia, la Bluebird GTI-R ottiene un successo significativo nel Gruppo N, vincendo il mondiale nel 1992 con il pilota belga Gregoire de Mevius.
Dalla Pista alla Strada: Nascita di una Leggenda
Nonostante le difficoltà nel mondiale rally, la Bluebird GTI-R conquista il cuore degli appassionati di auto sportive grazie al suo aspetto dimesso e alle prestazioni eccezionali. Un vero e proprio "sleeper", capace di mettere in difficoltà auto ben più blasonate.
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Ancora oggi, a distanza di anni dalla sua presentazione, la Bluebird GTI-R è in grado di staccare tempi impressionanti, dimostrando la validità del progetto e la sua superiorità rispetto a molte race replica dell'epoca.
Elaborazioni Estreme: Quando la Potenza Non Basta Mai
La Bluebird GTI-R è un'auto che si presta particolarmente alle elaborazioni. Il suo motore SR20DET è un vero e proprio gioiello, capace di erogare potenze elevatissime con le giuste modifiche.
Un esempio è la Bluebird GTI-R protagonista di un test drive:
- Motore: L'SR20DET è stato completamente rifatto con pistoni Wiseco forgiati, bielle ad H Eagle, albero motore ribilanciato e bronzine trimetalliche da corsa ACL. La testa è stata lavorata e il motore è sovralimentato da una turbina Garrett GT2876R su cuscinetti, abbinata ad un collettore artigianale per ridurre il turbolag.
- Aspirazione e Scarico: La scatola del filtro è originale, ma con un filtro aria K&N.
- Gestione Elettronica: La centralina è una PiggyBack E-Manage con sensore di pressione opzionale.
- Alimentazione: La pompa della benzina è stata maggiorata e dotata di una pompa ausiliaria.
- Alleggerimento: Il cofano è in fibra di carbonio verniciato per mantenere l'aspetto originale, ma con un peso notevolmente inferiore.
Gli interni sono rimasti originali, a testimonianza del buon gusto del proprietario.
Sensazioni di Guida: Un'Esperienza Sconvolgente
Guidare una Bluebird GTI-R elaborata è un'esperienza indimenticabile. La frizione è dura, il cambio non è dei più precisi, ma la spinta del motore è semplicemente mostruosa.
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Le prime due marce sono praticamente inutilizzabili: l'auto raggiunge i 100 km/h in meno di 3 secondi. È in terza che la Bluebird GTI-R esprime tutto il suo potenziale, con una progressione impressionante e una coppia devastante.
La trazione integrale garantisce un'aderenza eccezionale, permettendo di scaricare a terra tutta la potenza senza inutili perdite di aderenza. Anche in curva, la Bluebird GTI-R rimane incollata all'asfalto, pronta a scattare non appena la strada si raddrizza.
Scheda Tecnica (Modello Standard)
- Motore: SR20DET, 4 cilindri in linea, 1998 cm³
- Potenza: 230 CV
- Trazione: Integrale permanente
- Cambio: Manuale a 5 marce
- Peso: Circa 1200 kg
Prestazioni (Modello Elaborato)
L'auto delle foto, con le modifiche descritte, è in grado di percorrere i 100 metri in 4.76 secondi e i 200 metri in 7.4 secondi.
Conclusioni
La Nissan Bluebird GTI-R è un'auto che ha diviso le opinioni. Un'estetica poco appariscente nasconde una meccanica raffinata e prestazioni di riferimento. Un'auto difficile da guidare, ma capace di regalare emozioni uniche.
Un ringraziamento speciale va a Marco, il proprietario della Bluebird GTI-R, per aver condiviso la sua passione e per aver contribuito a mantenere viva la cultura delle auto sportive giapponesi degli anni '90.
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