Suona strano, ma gli anni 2000 sono ormai un ricordo lontano. La Renault Clio 3.0 V6 24V era un progetto folle già nel 2001, quando entrò in produzione. I tecnici di Renault Sport avevano già montato il motore V10 di una F1 su un'Espace, ma quello era un prototipo, non omologato per l'uso stradale. La Renault Clio V6, invece, era omologata, e la sua stessa follia la rendeva al contempo affascinante e intimidatoria.
La Genesi di un Mito: Dalle Corse alla Strada
La Clio V6 ebbe una genesi opposta rispetto alla Renault 5 Turbo. La nuova utilitaria anabolizzata derivava infatti dalle vetture da corsa utilizzate nel campionato monomarca “Clio V6 Trophy”. Il trofeo, organizzato a partire dal 1999, venne pensato per supportare le vendite della Renault Clio di seconda generazione. L’esperimento funzionò e le gare, combattute senza esclusioni di colpi, ottennero un grande successo. La sua effettiva realizzazione venne annunciata nel 2000 e dopo una breve parentesi svedese, presso le linee di montaggio TRW di Uddevalla, la produzione venne affidata al glorioso stabilimento Alpine di Dieppe, in Normandia (Francia). Un altro elemento che la accomunava alla sua gloriosa antenata, la Renault 5 Turbo.
Trasformazione Radicale: Motore Centrale e Trazione Posteriore
Il motore 3,0 litri V6 era montato al posto dei sedili posteriori e mandava la potenza alle ruote posteriori. Oltre alla fanaleria e alla mascherina, poche altre parti appartenevano alla Clio originale: le sospensioni sono state riviste, sono state montate barre antirollio più grandi e sono stati aggiunti poi dei sub-telai per sostenere il motore V6. Il telaio della Clio II (lanciata nel 1998) venne pensato per accogliere motori trasversali che erogavano la potenza, più o meno contenuta, alle ruote anteriori: la normale amministrazione per un’utilitaria di segmento B. Il nuovo arrangiamento tecnico richiese quindi una serie di modifiche strutturali e, considerati i volumi di vendita contenuti, Renault preferì non investire somme ingenti per riprogettare il telaio ex novo.
Senza scomodare le monoposto di F1, la mansueta Clio venne dotata di un bel V6 montato dietro i sedili anteriori. Via quindi il divano posteriore, giù con l’assetto e con il body kit. Il profilo della Clio V6 si caratterizzava la fiancata scolpita, pensata per convogliare aria fresca nelle due branchie laterali. Queste erano necessarie per garantire il raffreddamento del motore V6, incastonato nella parte posteriore dell’auto. Essendo più larga e più bassa rispetto alla Clio standard, aveva le carreggiate anteriori e posteriori aumentate!
La Motorizzazione: Cuore Pulsante di un'Auto Incredibile
L’unità propulsiva di base era il 3.0 V6 “ESL” che sostituiva il famigerato motore PRV, in servizio dagli anni 70. Il propulsore di partenza era frutto di una nuova collaborazione tra PSA e Renault ed equipaggiava molte versioni di punta dei modelli di fascia media: berline, coupé e monovolume che celavano prestazioni brillanti sotto il massimo understatement. Sulla Clio V6, il tre litri aspirato venne rivisto in modo da erogare i suoi 230 CV molto in alto: oltre i 7.000 giri/min.
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Provenendo dalla Renault Laguna, il propulsore era stato modificato con nuovi pistoni, mentre il rapporto di compressione era stato aumentato, con una linea rossa a 7.100 giri / min, ed una coppia di 300 Nm a 4.650 giri/min. Il propulsore era abbinato ad un cambio manuale a sei marce, in origine a cinque marce al quale era stato aggiunto un differenziale a slittamento limitato per migliorarne la trazione Queste caratteristiche tecniche, consentivano alla vettura di raggiungere una velocità massima di 237 km/h per una accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi.
Clio V6 Fase 1 (2001-2003)
In una prima fase progettuale, conosciuta come “Fase 1” sono stati prodotti 1631 esemplari dalla TWR, acronimo di Tom Walkinshaw Racing nella fabbrica di Uddevalla in Svezia nel periodo 2001-2003.
Specifiche Tecniche (Fase 1)
- Motore: 3.0 litri V6 "ESL"
- Potenza: 230 CV (a 7.000 giri/min)
- Coppia: 300 Nm (a 4.650 giri/min)
- Trasmissione: Manuale a 6 marce
- Velocità Massima: 237 km/h
- Accelerazione 0-100 km/h: 6,4 secondi
- Cerchi: OZ Superturismo da 17 pollici
- Pneumatici: 205/50 all’anteriore e 235/45 al posteriore
- Freni: AP Racing con dischi anteriori da 330 mm e posteriori da 300 mm
Clio V6 Fase 2 (2003-2005)
Avanti tutta. La Clio V6 venne rimaneggiata pesantemente e con la seconda serie, la Phase II, venne adottato un passo più lungo di 23 mm e una carreggiata ancora più larga (33 mm). La nuova V6 beneficiò anche di un assale posteriore riprogettato, che faceva pendant con sospensioni ricalibrate e barre antirollio maggiorate. Un grande aiuto venne dato anche dai nuovi pneumatici più larghi, i Pilot Sport forniti dalla Michelin: 205/40 e 245/40, contro i precedenti 205/50 e 235/45. In questo modo, la scorbutica V6 divenne decisamente più facile da gestire anche perché la cavalleria, intanto, aveva raggiunto quota 255 CV. Migliorarono anche le prestazioni, con lo 0-100 coperto ora in 5,8 secondi. Di questa seconda serie ne sono stati prodotti 1309 esemplari.
La Renault Clio V6 seconda serie si presenta con uno stile aggiornato! Cerchi in lega da 18 pollici, una carreggiata anteriore più larga ma soprattutto con testata del motore ed il sistema di induzione aggiornati. In tal modo la potenza passa a 255 CV, prodotti a 7.150 giri / min con una coppia di 300 Nm (221 lb-ft) a 4.650 giri / min. La velocità massima passa a 246 km/h con una capacità di accelerazione da o a 100 km/h in 5,8 secondi.
Specifiche Tecniche (Fase 2)
- Motore: 3.0 litri V6 (modificato)
- Potenza: 255 CV (a 7.150 giri/min)
- Coppia: 300 Nm (a 4.650 giri/min)
- Trasmissione: Manuale a 6 marce (ottimizzato)
- Velocità Massima: 246 km/h
- Accelerazione 0-100 km/h: 5,8 secondi
- Cerchi: Cerchi anteriori: 7J x 17; 7J x 18Cerchioni posteriori: 8.5J x 17; 8.5J x 18
- Pneumatici: 205/40 all’anteriore e 245/40 al posteriore.
Handling e Dinamica di Guida
Le modifiche e i rinforzi però hanno fatto ingrassare la Clio per un totale di 1.355 kg, 300 kg in più della “sorellina” Clio RS 172 Cup con motore 2,0 litri quattro cilindri e trazione anteriore. Il motore centrale rende l’auto molto leggera all’anteriore e sensibile al tiro-rilascio dell’acceleratore.
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Docilità, questa sconosciuta. La velocità massima sfiorava i 250 km/h, mentre l’accelerazione da 0 a 100 Km/h richiedeva 6,5 secondi. Quanto bastava per lasciare al palo fior fiore di auto di lusso. Il vero tallone d’Achille era l’handling. Sebbene i tecnici Renault Sport non fossero gli ultimi arrivati in materia di auto da corsa e, nonostante la messa a punto da parte della TRW, la prima generazione della Renault Clio V6 rimase un’auto molto impegnativa: con un avantreno leggero e il passo relativamente corto i passaggi da sotto a sovrasterzo erano repentini e, non di rado, potevano mettere in difficoltà anche i piloti più esperti.
La Renault Clio V6 Mk1 era davvero difficile da guidare. Scorbutica. La Clio V6 Mk2 ha ricevuto diverse modifiche che l’hanno fatta diventare ben più gestibile. Ma, come si dice, il lupo perde il pelo ma non il vizio, e quindi non ci resta che sottolineare come questa vettura sia un po’ complicata da capire e da guidare. La parte posteriore della vettura ha subito diverse modifiche: ammortizzatori, sospensioni, telaio che è stato irrigidito. E raggiungere il limite (in pista, ndr) con la Renault Clio V6 senza correre rischi non è cosa da tutti; anzi solo per pochi privilegiati.
Interni e Esterni
La carrozzeria della Clio Sport Phase II ha subito alcune modifiche rispetto alla versione base, tra cui un design più aggressivo e sportivo, paraurti anteriore e posteriore più grandi, spoiler posteriore e minigonne laterali.
Interni: la plancia, francamente, non è entusiasmante: un po’ moscetta a dirla tutta. La qualità che si percepisce è di discreto livello ma non sarà mai alla pari di una Porsche o di una Mercedes. Insomma la plancia e l’abitacolo mettono un po’ di sonnolenza; per fortuna poi ci pensa il fraterno amico (il motore, ndr) collocato dietro i sedili a ravvivare l’atmosfera. Ma almeno i sedili Recaro ce li potevano mettere!! Ed invece bisogna accontentarsi di normalissimi sedili in pelle/Alcantara, piuttosto anonimi, griffati Renault Sport. Altri particolari che la distinguono dalla 2.0 litri sono il pomello del cambio e la pedaliera in alluminio; il battitacco delle portiere d’ingresso è anch’esso griffato Renault Sport. Il volante a tre razze è sicuramente troppo grande e poco pratico da maneggiare.
L’abitacolo è rifinito in pelle ed Alcantara, ed è presente sulla vettura l’aria condizionata con l’impianto audio.
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Sicurezza
In materia di sicurezza, il telaio e la struttura della vettura in generale è stata necessariamente rinforzata per sopportare le sollecitazioni e la spinta di un motore 3.0l. Sono presenti: l’ABS, gli airbags frontali e laterali testa/torace.
Un'Auto da Collezione: Valore e Rarità
Le Renault Clio 3.0 V6 24V sono diventate rare come unicorni e le valutazioni sono schizzate alle stelle. Le versione pre-restyling valgono più di 40.000 euro, mentre gli esemplari più nuovi delle versioni post-restyling superano addirittura i 60.000 euro. Non è un affare, no di certo, ma è un’auto che sicuramente non perderà di valore e probabilmente le sue quotazioni saliranno ancora. La Clio V6 è oggi una istant classic molto appetibile e dalla sicura rivalutazione futura: il prezzo medio sfiora i 50.000 euro, con quotazioni in salita. Per chi ne valutasse l’acquisto, converrebbe sicuramente puntare alla “Phase II”, più gestibile ma anche più rara: ne sono state realizzate poco più di 1.300 su una produzione totale di 3000 esemplari.
Basti pensare che una “Fase 1” con soli 3.389 km percorsi, qualche mese fa, ad un’asta on line, è stata aggiudicata per 69.500 euro.
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