La Ford Modello T è senza dubbio una delle automobili più famose e influenti della storia. Prodotta tra il 1908 e il 1927 in oltre 15 milioni di esemplari, rappresenta il capolavoro di Henry Ford, che ambiva a creare un'auto semplice, economica, adatta alla produzione di massa e accessibile a un vasto pubblico. La sua economicità e robustezza la resero rapidamente la vettura più popolare e amata dai cittadini americani di ogni ceto sociale, tanto da rimanere in produzione per vent'anni.

La Visione di Henry Ford e l'Acciaio al Vanadio

Nel 1907, negli Stati Uniti, mancava ancora un'automobile "per tutti". Henry Ford, fondatore dell'omonima azienda nel 1903, era ossessionato da questa idea, soprattutto dopo aver scoperto un materiale promettente: l'acciaio al vanadio. Questo metallo leggero, robusto e praticamente indistruttibile sembrava perfetto per il suo scopo. Ford avviò una serie di studi sui metalli utilizzabili nella costruzione automobilistica, arrivando a selezionare venti tipi diversi di acciaio, ognuno ritenuto adatto per specifiche parti dell'auto. Circa dieci di questi acciai contenevano vanadio, combinando resistenza e leggerezza. Fino ad allora, l'industria automobilistica non aveva mai impiegato più di quattro tipi di acciaio.

Semplificità e Funzionalità: le Caratteristiche Chiave del Modello T

Ford doveva risolvere diverse sfide: l'auto doveva essere facile da usare, sicura, stabile su ogni tipo di terreno, leggera, sufficientemente potente, maneggevole e parca nei consumi. "Il tipo su cui mi fermai - racconta Ford - fu chiamato Modello T. Questo nuovo modello, di cui volevo fare, se tutto andava per il meglio come speravo, il nostro tipo unico e il punto di partenza per una produzione in grande, aveva come caratteristica essenziale la semplicità. Non comprendeva che quattro unità fondamentali: il motore, il telaio, l’avantreno e il retrotreno…Più un articolo è semplice e facile da produrre, meglio si vende”. Ford credeva fermamente nel successo della sua idea: "Non c’era da domandarsi se sarebbe stato accolto bene oppure no. Non poteva che essere così, perché non era l’opera di un giorno. Riuniva tutte le qualità che io desideravo dare ad un’auto, più la materia prima perfetta che ero riuscito finalmente a procurarmi”.

La Ford Modello T si distingueva per soluzioni tecniche all'avanguardia, come il telaio in lamiera stampata, il cambio a due sole marce avanti e retromarcia con ingranaggi epicicloidali comandato da pedale e la sospensione anteriore a balestra unica semiellittica trasversale.

La Rivoluzione della Produzione di Massa

Il resto della produzione Ford fu letteralmente spazzato via dallo straordinario successo di vendita di cui godette la T fin dal suo primo giorno. “Voglio costruire un’automobile per le masse - proclamava una pubblicità del 1909 - Abbastanza grande per una famiglia, ma abbastanza piccola perché se ne possa servire una persona sola. Sarà costruita con i migliori materiali, dai migliori operai, sui disegni più semplici che possa immaginare l’arte dell’ingegneria moderna. Il mondo dell’industria automobilistica mondiale, ancora convinto che l’automobile fosse un oggetto di lusso da offrire ad un mercato elitario e privilegiato, preconizzò una rovina immediata per Ford, dandogli sei mesi per tornare precipitosamente sui suoi passi.

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Una T era costituita, grosso modo, da cinquemila parti. Ford cominciò a semplificarne il montaggio facendo in modo che fossero i pezzi a muoversi verso l’operaio, anziché il contrario, e che questi non fosse più costretto ad abbassarsi. Quindi, partendo dall’assemblaggio del magnete-volano, il 1° aprile del 1913 fu tentato un metodo nuovo. In un giornata di nove ore, fino a quel momento, un operaio poteva assemblare trentacinque o quaranta pezzi, impiegando perciò, approssimativamente, venticinque minuti per assemblaggio. Il lavoro fu ripartito tra ventinove operai, il che ridusse il tempo a tredici minuti. Riducendo l’altezza del convogliatore, il tempo fu ridotto a sette minuti. Con altri piccoli accorgimenti il tempo di montaggio per il magnete-volano scese ad appena cinque minuti. Ben presto il sistema fu sperimentato anche sul telaio, per costruire il quale finora si impiegavano dodici ore e ventotto minuti. Una suddivisione dei movimenti tra più operai, e la diversa sistemazione del convogliatore, anche in questo caso collocato all’altezza delle mani in modo da ridurre al minimo la durata dei gesti, contenne il tempo di montaggio a un’ora e trentatré minuti. Nel montaggio del pistone con la sua biella (175 pistoni - bielle assemblate al giorno, ossia tre minuti e cinque secondi a pezzo) si calcolò che delle nove ore lavorative, quattro erano perse in andirivieni in officina a prendersi i pezzi. Con un piano mobile inclinato, e la parcellizzazione dei movimenti, non soltanto la squadra degli operai fu ridotta da 28 a 7 uomini, ma i pezzi assemblati salirono a 2.600.

La produzione in serie introdotta da Ford, con la catena di montaggio che assegnava ai lavoratori una funzione unica e altamente specializzata, permise di fabbricare il Modello T a un prezzo molto più basso, rendendolo accessibile alla classe media.

La Filosofia di Ford: Utilità Generale Prima del Profitto Individuale

“La vita è facile o difficile a seconda dell’abilità o dell’incapacità nel produrre e far circolare le ricchezze. Si è creduto per lungo tempo che l’industria non abbia altro scopo che il profitto. E’ un errore. L’industria ha per scopo l’utilità generale. Essa costituisce una professione e occorre che si comporti in base ad una morale professionale riconosciuta…Tutto ciò che hanno fatto le imprese industriali della Ford è stato tentare di far capire che l’utilità generale passa davanti al beneficio individuale…Se la pensassi diversamente, avrei smesso di lavorare, perché non mi importa del denaro che guadagno. Il denaro è utile fintantoché serve a mettere in evidenza, con un esempio pratico, che una industria è giustificata se è utile, che deve sempre rendere dei servigi alla comunità, e che se l’esistenza di un’impresa industriale non si traduce in un beneficio per tutti, questa impresa non ha diritto di esistere…La nostra industria non è altro, infatti, che un organismo di sperimentazione creato per provare la validità di un principio. Un giorno, tutta l’industria sarà come noi.

Henry Ford: Un Uomo, Una Visione

Henry Ford ha cambiato la vita di molte persone con le sue auto pratiche ed economicamente accessibili. La storia inizia a Springwells Township, Wayne County, Michigan, il 30 luglio 1863. Il giovane Henry mostra fin dall'inizio un precoce interesse per la meccanica. In gioventù svolge vari lavori fino a quando nel 1891 entra a far parte della Edison Illuminating Company di Detroit. Dopo soli due anni, viene promosso a ingegnere capo. In questo periodo, Ford si dedica a esperimenti su automobili e motori a combustione interna, sia al lavoro che a casa. Nel 1893, il primo motore Ford prende vita su un tavolo di legno nella casa di famiglia, al 58 Bagley Avenue di Detroit. Ford lascia il posto in Edison nel 1899 e alcuni anni dopo fonda la Ford Motor Company. Quando il possesso di un'auto era un privilegio riservato a pochi, l'obiettivo di Henry Ford era "mettere il mondo su ruote" e produrre un veicolo economico per il grande pubblico.

Coronamento del genio e della praticità di Henry Ford, la Model T era rapida da assemblare, facile da utilizzare e semplice da manovrare su tutte le superfici. Soprattutto, il suo costo contenuto l'ha resa accessibile alle persone comuni. Ford era un innato innovatore. Non solo ha creato la prima vettura del mercato di massa al mondo. Ha creato il futuro. Henry desiderava produrre il maggior numero di auto, dal design più semplice, al costo più basso possibile. Henry è rimasto al timone di Ford Motor Company per tutta la vita, condividendo i compiti con il figlio Edsel. Henry Ford muore nella sua casa di Fairlane, a Dearborn, il 7 aprile 1947 alle 23:40. Aveva 83 anni. Al momento della sua morte, il fiume Rouge esonda causando un blackout.

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Gli Anni della Formazione e l'Influenza di Detroit

Henry Ford era nato nella contea di Wayne, nello Stato del Michigan, il 18 luglio del 1863. Cresciuto nell’ambiente tranquillo e benestante di una ricca fattoria, aveva fin dalla tenera età dimostrato di essere uno spirito curioso e intraprendente, affascinato, soprattutto dalle materie meccaniche.

Nel clima frizzante e frenetico della metropoli americana Ford poté respirare tutta l’energia di un’atmosfera speciale, fortemente orientata all’innovazione, che seppe filtrare e arricchire con il proprio talento creativo. Si può dire che il suo interesse per tutto quanto costituisse “invenzione” fosse merito, del resto, anche della moglie Clara Bryant, sposata a 24 anni e che con forza, si racconta, sempre appoggiò e incoraggiò i suoi progetti. Non a caso, la vigilia di Natale del 1893, Ford fece funzionare per la prima volta nella cucina di casa il prototipo di un motore a combustione. Questa piccola armonia di ingranaggi meccanici altro non era che il cuore della prima automobile che lui stesso, all’epoca, progettava già da tempo di produrre.

L'Incoraggiamento di Edison e la Nascita della Ford Motor Company

La consapevolezza di essere sulla “strada giusta” gli venne verso fine anno dal famoso Thomas Edison, che a un meeting con gli impiegati della Edison Illuminating Company, volle conoscere il giovane inventore di Detroit per rivolgergli i propri complimenti. In quegli anni, fine del XIX secolo, si contavano in tutto il territorio degli Stati Uniti una trentina di costruttori automobilistici, con una produzione annuale complessiva di circa 2500 veicoli l’anno. Dopo una breve esperienza con la Detroit Automobile Co. (che gli offrì una partecipazione societaria e un ruolo dirigenziale ma il neonato marchio non produsse mai nemmeno un’automobile) Henry Ford continuò a perseguire il suo progetto di diventare un costruttore andando pure ad allargarsi al mondo delle competizioni costruendo in autonomia un paio di auto da corsa.

Ford colse un insperato successo, che lo pose all’attenzione dell’industriale del carbone Alexander Malcomson. Questi gli propose di entrare in affari con lui e insieme fondarono la Ford Motor Company, creata nel 1903 con l’obbiettivo di scendere in campo nel business della produzione automobilistica avvalendosi del supporto di una dozzina di investitori, a cui si unirono ulteriori figure di sostegno. Come, per esempio, i fratelli Dodge, che avrebbero contribuito con la fornitura di motori. Il 23 luglio successivo nacque il primo esemplare della Model A, il modello che inaugurava l’attività della nuova azienda. E A fine anno questa contava già oltre centoventi dipendenti, con un a produzione suddivisa in tre modelli. L’organizzazione della produzione prevedeva l’acquisto della maggior parte dei componenti per la produzione di auto: squadre di meccanici lavoravano organizzati in stazioni di lavoro, assemblando tutte le parti necessarie fino a che la vettura venisse ultimata.

L'Obiettivo: Prezzi Bassi e Accessibilità

La strategia di Ford era semplice: poiché, pensava, i prezzi elevati rallentano l’espansione del mercato, nel 1906 introdusse la Model K, un modello più economico, e dopo poco la Model N, proposta a prezzo ancora più contenuto. E’ pur vero che l’accoglienza di quest’auto da parte del pubblico fu solo tiepida ma, in realtà, Ford era già allora proiettato in avanti, verso la macchina “definitiva” che si immaginava di costruire. “Costruirò un’automobile per la massa”, disse. Sarà abbastanza spaziosa per tutta la famiglia ma sufficientemente compatta anche per il singolo. E si trattava di una dichiarazione senza mezzi termini rivoluzionaria in un contesto in cui l’automobile era ancora percepita come un prodotto di lusso, costruito da mani essenzialmente artigianali. Lui, in realtà, pensava al mezzo a quattro ruote come a una merce, come “fosse uno spillo uguale a un altro spillo quando esce dalla fabbrica o a un fiammifero uguale a un altro fiammifero”.

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La Nascita del Modello T e il Successo Immediato

Gli studi preparatori della nuova automobile durarono ancora un paio di anni. il 1° ottobre 1908 l'arrivo sul mercato. Il 12 agosto 1908 il primo esemplare della Ford T usciva ufficialmente dalla catena di montaggio dello stabililmento produttivo di Pichette Avenue a Detroit. Fu necessario tuttavia aspettare il 1 ottobre perché la macchina fosse ufficialmente presentata al pubblico e proposta al prezzo di 825 dollari (all’epoca pari a uno stipendio di due mesi e mezzo di un impiegato americano medio). A quel prezzo ci si garantiva l’accesso a un’auto robusta e versatile, con un piccolo motore 4 cilindri da 20 Cv e che garantiva una velocità massima di 72 km/h.

Nel primo anno di commercializzazione furono venduti circa 10.000 esemplari, un record assoluto per un’automobile. Il successo di vendita si dovette soprattutto alle attività promozionali: dalle Ford Clinic a New York con meccanici in smoking alle esibizioni della T nei rodeo in tutta la confederazione. Nel 1909, peraltro, il magnate Robert Guggenheim sponsorizzò una gara da New York a Seattle. Le uniche due vetture superstiti tra tutti i partecipati furono proprio due Ford T, circostanza che raccolse il grande entusiasmo di Guggenheim, che in quell’occasione non mancò di elogiare “Tin Lizzie”. Tra l’altro dichiarò che “Mr.

L'Industrializzazione che fece Scuola: Highland Park e la Catena di Montaggio

Nelle prime fasi di produzione lo stabilimento di Pichette Avenue non differiva dagli altri impianti di produzione automobilistica disseminati negli Stati Uniti. Ma con la crescita della domanda il metodo di costruzione delle Model T divenne progressivamente sempre meno adatto ai ritmi richiesti. Henry Ford capì che erano necessarie due soluzioni: non solo un nuovo impianto produttivo ma anche un nuovo modo di produrre le Model T. Su queste premesse, nel 1910 fu inaugurata a Detroit il nuovo edificio di Highland Park, progettato dal famoso architetto dell’epoca Albert Khan. L’impianto si caratterizzava per dimensioni imponenti; il suo design d’avanguardia produsse commenti entusiastici anche da parte dello stesso Industriale Rockfeller le cui raffinerie erano, all’epoca, considerate lo stato dell’arte. La produzione era organizzata su tre piani, con il quarto lasciato agli uffici.

L’obbiettivo di rendere la Ford T un’automobile sempre più popolare e accessibile fu progressivamente perseguito: nel 1912, infatti, questo calò a 575 dollari. La strategia di Ford prevedeva l’erosione sistematica dei profitti di ogni esemplare venduto pur di incrementare le vendite. Infatti nel 1914 Ford guadagnava solo 99 dollari per unità venduta ma quell’anno i profitti crebbero fino all’inverosimile cifra di 25 milioni di dollari, che significava una quota di mercato smisurata: in pratica il 48% delle auto vendute nel mondo erano Ford T.

Nel 1910 Ford aveva iniziato l’utilizzo del sistema di produzione in catena di montaggio movimento. Si trattò di una filosofia sottoposta a sperimentazione continua per tutto il ciclo di vita della vettura, durato fino al 1927. Ford e i suoi collaboratori sperimentarono senza sosta ogni possibile metodo per l’aumento della produttività.

Secondo il suo processo di produzione era fondamentale che le tutte le parti (spesso prodotte in sotto catene di montaggio) entrassero in modo organico e progressivo all’interno del processo; il timing era essenziale: un intoppo poteva rallentare tutte le fasi successive. Attraverso continui miglioramenti si arrivò al gennaio 1914 e al controllo di tutto il sistema da una unica stazione che portava il telaio della Ford T in movimento alle varie stazioni dinanzi ai tecnici (fermi al loro posto) i quali assemblavano le varie parti. Il telaio, poi, proseguiva nel suo percorso andando a definire l’automobile progressivamente in tutte le sue parti costituenti. Nel 1914, 13.000 dipendenti produssero oltre 260.000 esemplari della Model T.

Il Benessere dei Lavoratori e le Critiche alla Catena di Montaggio

Iniziarono però le critiche poi l’eccessiva frammentazione del processo produttivo: si delineavano fasi di lavoro fortemente ripetitive e meccaniche. L’azienda introdusse bonus, benefit e svariati servizi per e famiglie dei dipendenti ma il malcontento rimase. Così il 5 gennaio 1914 Ford annunciò un salario minimo di 5 dollari per una giornata lavorativa di otto ore. Questa iniziativa gli valse la grande riconoscenza dei lavoratori (che videro in lui un socialista illuminato) laddove i colleghi imprenditori lo criticavano affermando che egli stesse così scommettendo, letteralmente, sul fallimento della sua azienda. Invece dall’alto della sua lungimiranza, Ford affermava che “se paghi bene i tuoi dipendenti a allora puoi parlare con loro”. Il risultato fu che nel biennio 1914-16, i profitti della Ford raddoppiarono da 30 a 60 milioni di dollari.

Traguardi Storici e la Crescita della Concorrenza

Il 10 dicembre 1915 fu sfornato” il milionesimo esemplare della Model T. Fu un traguardo epocale ma, sui giornali dell’epoca, la notizia non riscosse alcun interesse. All’inizio degli Anni 20 Ford deteneva una quota di mercato del 60% e l’unica preoccupazione di Henry Ford era quella di riuscire a costrirne abbastanza. Il 5 maggio 1921 fu prodotto l’esemplare numero cinque milioni. Dopo aver acquisito il marchio Lincoln il genio americano si dedicò alla costruzione di un nuovo stabilimento a River Rouge, vicino Detroit. In un’area di 60.000 acri nacque un impianto con propria centrale elettrica, fonderie, capace di produrre le Ford T direttamente dalla materia prima.

Frattanto la produzione continuava e aumentava: il 4 giugno 1924 fu prodotto l’esemplare numero 10 milioni, un risultato straordinario ma che non poteva comunque esimersi dal confronto con il mercato e con la forte crescita del Gruppo General Motors, la cui concorrenza era in costante crescita, soprattutto per effetto delle economiche Chevrolet, capaci di offrire un catalogo accessori decisamente di qualità superiore rispetto alla Ford T.

La Fine di un'Era: 15 Milioni di Ford T Prodotte

Il 15 maggio del 1927 la produzione della Model T raggiunse lo sbalorditivo traguardo di 15 milioni di esemplari. Quindici giorni dopo, il 31 maggio l’ultimo esemplare uscì dalla catena di montaggio, il numero 15.007.003.Il tempo necessario per l’assemblaggio di una macchina era sceso da dodici ore degli inizi del business a quaranta secondi.

Il Logo Ford: Un Mistero Avvolto nella Leggenda

Le origini del logo resteranno un mistero, tra chi pensa che l’idea dell’ovale blu sia venuta a Henry Ford ispirandosi a una sega circolare in officina, e chi crede derivi dai colori del circuito automobilistico di Detroit. Una certezza rimane: l’impatto avuto da Ford nell’industria dei motori. Spesso un passo avanti rispetto alla concorrenza, ha contribuito a rendere il mezzo di trasporto democratico.

Dalla Quadricycle al Successo Globale: L'Eredità di Ford

Alla pari qualsiasi altra storia, anche quella di Ford ha un inizio, risalente a ben prima della fondazione ufficiale nel 1903. Protagonista indiscusso fu Henry Ford, un uomo visionario con una passione innata per la meccanica. Già nel 1893, presso l’officina di proprietà di Detroit diede vita al suo primo motore a combustione interna. Sebbene non ne fosse il pioniere assoluto, ciò ne alimentò il sogno di costruire una vettura accessibile a tutti. Gli anni successivi furono votati allo sviluppo di questo progetto, tanto all’avanguardia per l’epoca. La lungimiranza, le competenze tecniche e la propensione ad osare permise di vedere nel 1896 la Quadricycle, il primo prototipo, un veicolo rudimentale, ma rivoluzionario. Due anni dopo, la tenacia di Henry lo spinse a costituire la Detroit Automobile Company. Tuttavia, l’obiettivo di un esemplare rivolto alle massa richiese ancora un po’ di pazienza. Nel 1903, con la collaborazione di dodici investitori, compresi i fratelli Dodge, nacque finalmente la Ford Motor Company, a un anno di distanza dalla fondazione di Cadillac, poi abbandonata nel 1909 per occuparsi solo della sua omonima azienda.

La scommessa rappresentò una rivoluzione in piena regola. Il prezzo accessibile, in principio fissato a 850 dollari, la rese alla portata di un numero crescente di persone. Che, in precedenza, dovevano servirsi di altri mezzi di trasporto nei viaggi quotidiani, ad esempio verso il luogo di lavoro,un evento spartiacque nell’automobilismo di massa. La tiratura crebbe a ritmi vertiginosi, raggiungendo i due milioni di unità nel 1919. Infatti, dimostrò di avere a cuore il benessere della manodopera. Introdusse la giornata lavorativa di otto ore, il salario minimo di cinque dollari al giorno e istituì il cosiddetto Piano Ford, che prevedeva la concessione di prestiti ai dipendenti per l’acquisto di azioni della compagnia, in modo da fidelizzare i dipendenti. Intorno alla figura dell’imprenditore sorsero, però, pure delle critiche, venendo accusato di alienare la manodopera e di rendere la fabbrica un posto ripetitivo e alienante.

L'Evoluzione della Ford Dopo Henry: Innovazione e Sfide

Con la scomparsa di Henry, ascese al potere il figlio Edsel Ford. Allora l’azienda conobbe l’espansione globale, focalizzata su un’intensa attività di innovazione tecnologica. Consolidò la presenza all’estero, attraverso l’apertura di filiali in Europa, Asia e Australia. Furono lanciati veicoli specifici in base ai diversi contesti. al fine di adattarsi alle esigenze e ai gusti dei consumatori locali. Man mano Ford abbandonò la produzione di massa standardizzata della Model T, votata a una maggiore differenziazione. Lanciò diverse linee, quali la A e la V8, diversi per prezzo, performance e stile. Nonostante la flessibilità e l’abilità di comprendere in anticipo i cambiamenti dell’epoca, la depressione degli anni Trenta mise a dura prova i progettisti. Durante la Seconda guerra mondiale, Ford si convertì all’attività bellica, realizzando mezzi militari, motori aeronautici e altri materiali. Ciò contribuì a rafforzarne la posizione finanziaria e a consolidarne la leadership nel comparto automotive.

Sepolte le armi, visse un periodo di notevole espansione, favorita dal boom economico e dalla crescente domanda di automobili. Debuttarono dei fortunati modelli, su tutti la F-Series (1948), mito dei pick-up, la Thunderbird (1954), una luxury car ispirata ai jet, e la Mustang (1964), la muscle car per eccellenza, inclusa anche in diversi film e alla quale Sydney Sweeney ha dato nuova vita.

Ford nel Nuovo Millennio: Affrontare le Sfide del Mercato Globale

Gli anni Sessanta e Settanta furono segnati da sconvolgimenti nel movimento delle quattro ruote. Con l’ascesa di nuovi competitor stranieri, come i Costruttori giapponesi, la battaglia finì per accendersi. Alle sfide poste lungo il cammino, Ford rispose attraverso dei veicoli avanzati. Una risposta diretta alla minaccia orientale fu la Pinto (1971, premio Ig nobel nel 1991), economica e accessibile, che, però, fu pensionata nel 1980, frenata da una sequela di incidenti mortali a causa di un difetto nel serbatoio del carburante. In termini di affidabilità, aveva una marcia in più la Escort (1981), pure conveniente sotto il profilo economico. In piena crisi petrolifera, i progettisti ebbero il compito di individuare delle risposte concrete alla questione dell’efficienza. Così aggiunse al rispettivo carniere la Fiesta, piccola e a basso consumo, accolta in modo entusiasta dal pubblico. Ed è impressionante constarne l’estrema longevità, rimasta in produzione fino al 2023, passando da una generazione all’altra.

A dispetto delle ambizioni internazionali, Ford conservò un’identità patriottica. Non a caso nel 1983 alzò il sipario sul pick-up Ford Ranger: versatile e dalle spiccate doti nei percorsi off-road, guadagnò fama. Con l’intensificarsi della concorrenza, Ford ha imboccato sentieri alternativi, diretti verso mercati emergenti, dalla Cina all’India, fino al Brasile, accomunati dal potenziale di crescita immenso. La Ford Focus è stata in grado di conquistare il mondo mediante un connubio di affidabilità, design accattivante ed efficienza. Tra i “clienti” illustri, uno viene molto dall’alto: il Pontefice. Nel mentre, la F-Series, in testa alle classifiche commerciali dei pick-up da oltre quattro decenni consecutivi, ha mantenuto la leadership a livello di robustezza, prestazioni e versatilità. In anticipo rispetto al trend dell’elettrificazione, la Fusion Hybrid (2013) ha dimostrato l’impegno per la sostenibilità.

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