La storia delle Mercedes vendute all'asta è costellata di emozioni, cifre da capogiro e un fascino senza tempo che avvolge le "Frecce d'Argento". Queste vetture, icone di ingegneria e design, continuano a battere record e a suscitare l'interesse di collezionisti e appassionati di tutto il mondo.
L'asta da record della Mercedes W 196 R Streamliner
Nel corso di un'asta organizzata da RM Sotheby's presso il Museo Mercedes-Benz di Stoccarda, una Mercedes W 196 R Stromlinienwagen del 1954 ha fatto la storia. La sportiva Mercedes ha trovato un nuovo proprietario durante un'asta molto infuocata, fatta di continui rilanci per telefono e in prima persona che hanno portato il prezzo di vendita finale a toccare la ragguardevole cifra di 51.155.000 euro.
"Che asta emozionante è stata!", ha dichiarato Marcus Breitschwerdt, CEO di Mercedes-Benz Heritage GmbH, dopo la vendita. "Questa W 196 R, dal corpo slanciato, è ora passata di mano e mi congratulo con il fortunato acquirente. Pochissime Mercedes-Benz Silver Arrow sono di proprietà privata. Oggi il martello è sceso a 51.155.000 euro/53.917.370 dollari. Questo la rende l'auto da corsa da Gran Premio più preziosa al mondo e vicina alla Mercedes-Benz 300 SLR "Uhlenhaut-Coupé" campione di tutti i tempi nella classifica generale delle automobili di maggior valore. Senza dubbio, le nostre Frecce d’Argento sono tra i veicoli più iconici e ricercati mai costruiti."
La Mercedes W 196 R con carrozzeria Streamliner appena battuta all'asta ha numero di telaio 00009/54. Si tratta dell’esemplare con numero di telaio 00009/54, fino a prima della vendita conservato all’Indianapolis Motor Speedway Museum a cui era stato donato nel 1965 direttamente dall’azienda Daimler-Benz AG.
Guidata da due dei piloti più famosi di tutti i tempi, Manuel Fangio (che proprio con la W196R conquistò due titoli nel 1954 e 1955) e Stirling Moss che vanta un palmares di 16 titoli conquistati su 66 Gran Premi disputati, la "W196R da 51 milioni" debuttò il 30 gennaio 1955 al Gran Premio di Buenos Aires con alla guida Fangio, che vinse inseguito proprio da Moss. In totale, questo modello (seppur con diversi numeri di telaio, per un totale di quattordici esemplari) riuscì a conquistare fino al 1955 undici vittorie su quattordici partenze.
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La prima volta che venne montata la carrozzeria Streamliner (in tedesco, come da nome originale, Stromlinien) sul telaio 00009/54 fu nel 1955 per il Gran Premio d’Italia a Monza. In quella gara, la vittoria venne comunque conquistata da altre due W196R, guidate da Fangio e Taruffi. Si trattò dell’ultima “doppietta” Mercedes in Formula 1 per 58 anni, fino al Gran Premio di Malesia del 2014 con Hamilton e Rosberg sul podio.
La Mercedes-Benz 300 SLR "Uhlenhaut-Coupé": un record assoluto
La Mercedes W 196 R Streamliner diventa la seconda vettura più costosa mai aggiudicata ad un'asta, dopo il record assoluto della Mercedes-Benz 300 SLR Uhlenhaut Coupé del 1955, venduta, sempre nel corso di un'asta privata top secret, a 135 milioni di euro.
Nel maggio 2022, Mercedes-Benz ha stabilito un record storico, quando uno dei soli due esemplari esistenti della 300 SLR Uhlenhaut Coupé è stato venduto all’asta per la cifra sbalorditiva di 135 milioni di euro. Quello pagato per la coupé tedesca è infatti il prezzo più alto mai pagato per un'auto, come ha specificato la stessa casa d'aste che ha gestito la vendita.
Con la sua vendita, la Mercedes-Benz 300 SLR “Uhlenhaut” entra nel novero dei 10 oggetti più costosi mai venduti a un'asta in qualunque categoria di collezionismo.
L'auto è stata venduta a un acquirente privato per 135 milioni di euro e ha superato di gran lunga (di 48,4 milioni di euro) la precedente vendita record di una Ferrari 250 GTO del 1962 a un'asta del 2018, diventando così l'auto più costosa mai venduta a un'asta. Entrambe le vendite record sono state gestite da RM Sotheby's.
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L'acquirente privato della Coupé 300 SLR Uhlenhaut ha accettato di presentare la sua vettura al pubblico in occasione di eventi eccezionali, mentre l'altra copia rimarrà di proprietà di Mercedes-Benz, che continuerà ad esporla nel suo museo di Stoccarda.
Rudolf Uhlenhaut: il genio dietro le leggende
Dietro queste straordinarie vetture c’è il genio di Rudolf Uhlenhaut, un ingegnere di origini tedesche nato a Londra nel 1906. Dopo aver completato gli studi al Politecnico di Monaco, Uhlenhaut entrò in Mercedes-Benz nel 1931, dove divenne il direttore del dipartimento corse.
Uhlenhaut trasformò due telai inutilizzati in auto stradali di lusso, originariamente destinate alla Carrera Panamericana. Con un motore 3.0 litri a otto cilindri in linea, capace di oltre 300 cavalli, e una velocità massima di 290 km/h, la 300 SLR era una meraviglia tecnologica.
Un episodio leggendario racconta di Uhlenhaut che percorse i 230 km tra Monaco e Stoccarda in meno di un’ora, sfruttando le incredibili prestazioni della vettura e l’assenza di limiti di velocità sull’autobahn.
Il progetto W 196 R di una monoposto innovativa con telaio tubolare leggerissimo era nato sotto la guida dell’ingegnere Rudolf Uhlenhaut dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando Mercedes-Benz aveva deciso di tornare a competere nel massimo livello delle corse automobilistiche alla conquista del campionato mondiale di Formula 1.
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Caratteristiche tecniche e design innovativo della W 196 R Streamliner
"Di questo modello chiamato Stromlinienwagen è straordinario il design", spiega il responsabile del mercato Emea di RM Sotheby's, "caratterizzato dalla una carrozzeria aerodinamica chiusa progettata per essere imbattibile su circuiti europei veloci come quelli di Monza e Reims: linee avvolgenti, streamliners appunto, con cui ridurre la resistenza dell’aria".
Il muso allungato e i passaruota carenati influenzarono le linee delle successive auto da corsa della Stella, così come lo studio dei materiali: utilizzando una lega di magnesio ultraleggera per ridurre il peso della scocca, la "stromlinienwagen" riusciva a superare i 300 km/h, diventando una delle auto da Gran Premio più veloci mai costruite.
"La vettura ha corso inizialmente a ruote scoperte con Juan Manuel Fangio a Buenos Aires" continua Sabatié-Garat "e dalle ricerche effettuate assieme a Mercedes-Benz risulta che il motore utilizzato era un 3.0, sostituito al suo rientro in Europa con un 2.5 per motivi regolamentari legati ai limiti di cilindrata".
Quando, a causa di una mancanza di concorrenti disponibili, nel 1952 la Formula 1 si prese una pausa, la FIA nel 1954 ridimensionò i regolamenti, dando vita a norme meno stringenti: solo motori aspirati da massimo 2,5 litri e obbligo di un singolo sedile centrale. Ciò rappresentò una grande occasione per la Casa di Stoccarda che diede vita a un reparto nuovo di zecca con a capo proprio Rudi.
Il Mercedes-Benz Fund: un'iniziativa filantropica
Nel 2022, Mercedes-Benz ha messo all’asta uno dei due esemplari esistenti della 300 SLR Uhlenhaut Coupé, destinando il ricavato al Mercedes-Benz Fund, un’iniziativa dedicata a progetti sociali ed educativi.
Il ricavato della vendita di quest'auto di straordinario valore fornirà il capitale e la dotazione per finanziare una nuova iniziativa altruistica di Mercedes-Benz. Il Mercedes-Benz Fund sarà un'ente senza scopo di lucro controllata dall'azienda, che si occuperà di offrire borse di studio per l'apprendimento di tematiche quali sostenibilità, scienza, tecnologia e ingegneria.
Le Mercedes e il mercato delle auto d'epoca: un confronto
Ma nella classifica delle auto d’epoca più costose di sempre si contavano finora una Ferrari 250 GTO del 1963, prodotta dalla casa di Maranello in soli 39 esemplari, che fu venduta nel 2013 dal collezionista Paul Pappalardo alla cifra record di 52 milioni di dollari. Un’altra Ferrari 250 GTO del 1962, venduta per 38 milioni di dollari, ha la particolarità di essere una dei soli due esemplari in color verde mela realizzati dal Cavallino rampante. Va segnalata anche una Bugatti Type 57SC Atlantic coupé del 1936: un esemplare fu venduto nel 1988 a Ralph Lauren, mentre nel 2010 il secondo modello fu venduto per 30 milioni di dollari.
"Nonostante sia la Ferrari il marchio che, tradizionalmente, costruisce automobili da 100 milioni di euro, la Mercedes-Benz era il secondo candidato più probabile", ha dichiarato Brian Rabold, vicepresidente di Hagerty Automotive Intelligence, che si occupa di valutazioni per Hagerty, il gigante editoriale, di lifestyle e assicurativo per le auto d'epoca.
"Questa vendita potrebbe far aumentare il valore di altre auto di punta, come la Bugatti Type 57SC Atlantic, oltre la soglia delle nove cifre", ha dichiarato Rabold, "e mette in evidenza quanto sia maturato il mercato delle auto da collezione negli ultimi dieci anni, e che i migliori esemplari di queste vetture competono con i prezzi di alcune delle più importanti opere d'arte del XX secolo".
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